Anello con racchette da neve della Punta Rumelletta (o Punta Razil), 2370 m – Valle Po

La punta Razil (o Rumelletta) e la vicina punta Ostanetta sono poste sullo spartiacque tra la valle Po e la val Luserna. Possono essere definite, per la loro collocazione, come uno dei più spettacolari balconi panoramici sul gruppo del Monviso. Non a caso sono escursioni adatte ai "cacciatori di immagini", i fotografi.

Accesso in auto:

Da Saluzzo risalite la valle Po. Dopo aver superato alcuni paesi, tra i quali Sanfront e Paesana, prima di raggiungere Crissolo prendete la deviazione a destra per Ostana. Dal concentrico (la Villo) proseguite per altri 5 chilometri, superando numerose borgate tra le quali Sant'Antonio, Bernardi, Serre inferiore e superiore, per raggiungere infine le Meire Durandini (1620 m) e il pian Ciarm (a pochi metri dall'agriturismo "A nostro Mizoun") dove troverete ampio parcheggio.

Dati tecnici

  • Ascesa: 740 metri circa
  • Distanza: 9,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.620 metri
  • Altitudine massima: 2.370 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, passo, vetta
  • Equipaggiamento: Racchette da neve
  • Ad anello:
  • Cartografia: Fraternali Editore – Carta 10
  • Partenza: Indicazioni stradali

È sempre bello tornare a Ostana, comune occitano della valle Po, certificato tra i borghi più belli d’Italia. Le sue alture, in ogni stagione dell’anno, non deludono mai e, al ritorno a casa, hanno il pregio di lasciare il ricordo indelebile delle immagini di un paesaggio fantastico.

Raggiungiamo le Meire Durandini e il Pian Ciarm, situati presso l’agriturismo “A nostro Mizoun”, verso le 7:30 del mattino. La levataccia che abbiamo volutamente fatto, proprio per essere presenti a quest’ora, ha dato i suoi frutti: la straordinaria magia breve ed effimera dell’alba che ora possiamo osservare sulla catena del Monviso è lì davanti a noi. Le pennellate di colori, che vanno dall’indaco al rosa pallido, dal giallo all’arancio, ci ripagano ampiamente del disagio avuto per il viaggio e il freddo.

Stupendo anche posare lo sguardo a est, mentre il sole nascente si fa largo tra le brume della pianura cuneese.

Dopo esserci riempiti gli occhi di tanta bellezza, infilate le ciastre possiamo ora incamminarci per la prevista escursione odierna raggiungendo, pochi metri oltre il pian Ciarm, una vasca abbeveratoio.

Seguendo la stradina che punta verso l’alto, dopo diverse centinaia di metri, al primo tornante (1775 m, palina), lasciamo a destra il sentiero per la punta Selassa (2036 m) che sarà la nostra via del ritorno.

Proseguendo verso punta Ostanetta nei pressi di una curva superiamo un piccolo ricovero di attrezzi.

Qualche centinaio di metri dopo ci avviciniamo ad un curioso ammasso di grandi rocce denominate Pilun Sevelhoun.

Un centinaio di metri più avanti abbandoniamo la strada iniziando a rimontare verso destra gli scoscesi pendii della costa Serviglione passando presso due vasche da bagno che in estate servono da abbeveratoi per mucche.

Risalita una prima balza proseguiamo il cammino verso l’alto, senza mai dimenticare lo strepitoso paesaggio che ci lasciamo alle spalle. Ogni tanto ci dobbiamo fermare in contemplazione per fotografare e ammirarne la maestosità.

Dopo una più ripida salita raggiungiamo il crinale cosparso da formazioni rocciose spostandoci un po’ verso sinistra e, affrontando un lungo traverso in diagonale, affianchiamo, lasciandolo alla nostra destra, il nascosto colle Bernardo (2245 m).

Proprio qui incrociamo un signore del posto col quale saliremo insieme l’ultimo tratto. Proseguendo in direzione nord su lunghi pendii e dossi nevosi raggiungiamo la punta Rumelletta (detta anche Razil, 2370 m).


Siamo a due passi dalla punta Ostanetta (2375 m), già salita in un’altra occasione, che rivediamo sullo sfondo delle cime dell’alto Piemonte e Valle d’Aosta.

Alla nostra sinistra, vicinissimo, riconosciamo il Briccas (2426 m), salito la scorsa primavera e, poco oltre, la Sea Bianca (2721 m).


Dal questo punto il panorama si apre, a fatica tra lo smog, sulla pianura torinese sulla quale riusciamo ad intuire alcuni paesi quali Cavour, Pinerolo e, più lontano, la città di Torino.

Meglio ancora rivolgere il nostro sguardo a nord sulla catena delle Alpi che racchiude la valle d’Aosta e prosegue verso la Lombardia, libera dalle nubi e dalla cappa di smog.

Possiamo localizzare benissimo il Cervino e il Monte Rosa e numerose altre cime.

Dopo una ventina di minuti riprendiamo a scendere il primo tratto che conduce al colle Bernardo (2245 m).

Per l’anello che ci siamo proposti da lì risaliamo (direzione est) un breve rilievo per poi iniziare la discesa sull’ampio crestone che degrada verso il colle Selassa (2020 m) e, dopo una breve salita, alla punta Selassa (2036 m) che già da distante si nota sormontata da una croce.


Da qui abbiamo un’ampia visuale sul versante est della costa Serviglione, sorretta in alcuni punti da torrioni di roccia.

Dominiamo anche il paesaggio di fondovalle con i paesi di Barge, Bagnolo e Paesana. La giornata bella e la buona temperatura ci consiglia questo luogo adatto alla sosta per il pranzo.

Ai piedi della croce è curiosa una pietra con delle incisioni e dei simboli.

La discesa ora si può svolgere in due modi. Se si prosegue in direzione sud-est si può scendere, con percorso meno evidente e un po’ da inventare, sul versante della Rocca Vardetta (1765 m) incontrando, più in basso, la piccola cappella di santa Lucia della Vardetta (1639 m). Il ritorno dalla cappella al pian Ciarm avviene contornando alcuni valloncelli con qualche sali-scendi finale.

Tornati invece al colle Selassa, preferiamo seguire il percorso obliquo e facile verso destra sotto le pendici della costa Serviglione ricongiungendoci, più in basso, al bivio incontrato durante la salita del mattino concludendo qui l’anello.

L’ulteriore tratto di discesa ci riporta infine, con tranquillità, al parcheggio presso le Meire Durandini.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Cartografia essenziale

Carta 10, Valle Po - Monviso

(2015)

Disponibile a 11,90

Bibliografia

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

68 escursioni in montagna

Carlo Alberto Mattio

(2017 (quarta ristampa))

Disponibile a 16,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. Che foto e che bella gita! Complimenti, ma a che ora vi siete alzati?


    • Ciao Alberto. Abitando a Boves ci siamo alzati alle 5:00 per partire un po’ prima delle 6:00 da casa.


  2. Bel giro,spettacolare balcone su tutto il gruppo del Viso e pianura l’ho fatto anch’io ma senza neve.

  3. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi e Buone festività pasquali.
    In questa giornata di festa il tempo concede la sua perfezione: tempo sereno e temperature gradevoli.
    E’ un delitto non andare a fare un’escursione ma c’è il pranzo pasquale….
    Così, per accontentare come si dice capre e cavoli, decido di partire molto presto verso la mia destinazione prescelta: la Punta Razil.
    Preciso che la meta è solamente quella senza fare l’anello per il Selassa proposto in questa pagina (una vetta già visitata recentemente), per avere più tempo in seguito.
    Alle 8:30 sono a Meire Durandini e trovare parcheggio è stato davvero duro, tutti i posti erano occupati.
    Hanno avuto tutti la mia stessa idea…
    Calzo subito le ciaspole e parto seguendo la via dei ragazzi di Cuneotrekking.
    Fin da subito osservo la Pianura Cuneese ben visibile, si preannuncia una vista stupenda…
    La neve è ottima: ne troppo dura da non riuscire a piantare i ramponcini delle ciaspole, ne troppo molle da affondare all’inverosimile.
    La temperatura è gradevole e un vento un po’ gelato ogni tanto fa la sua comparsa.
    Seguo la strada sterrata che mi porta fino alla base della Costa Serviglione dove viro deciso verso destra puntando sul versante scosceso.
    Il gruppo del Monviso compare in tutta la sua bellezza.
    Qui osservo diversi sciatori intenti nella salita alla vetta, quando la pendenza si fa più decisa inizio un po’ a faticare.
    Nonostante ciò questo tratto viene superato senza particolari problemi ed arrivo ad un leggero pianoro dove posso osservare gli ultimi pendii dolci della Razil.
    Me la prendo con calma per gustarmi tutta quella meraviglia che mi circonda.
    A poche decine di metri dall’arrivo mi compare la piccola cuspide della vetta strapiena di sciatori.
    Arrivo in punta alla Razil alle 10:10.
    Il panorama che si apre E’ SEMPLICEMENTE FANTASTICO.
    Si vede tutto: la pianura piemontese, le montagne vicine sono incantevoli, in lontananza si osservano le Alpi del Monregalese, le Marittime, le Cozie, le Alpi Torinesi, quelle della Valle d’Aosta, ed incredibilmente la lunga linea bianca delle montagne della Lombardia!!
    Che meraviglia…
    Alcuni degli sciatori presenti vogliono provare ad andare sulla vicina Ostanetta con i ramponi, io li ho portati con me e decido di provare insieme a loro.
    Ci blocchiamo dopo poche decine di metri, la neve è troppo insicura ed i versanti laterali troppo ripidi e lo spazio a disposizione per poter avere un corridoio sicuro è di appena una persona.
    Rinunciamo e torniamo indietro.
    Rimaniamo ancora un bel po’ si in cima a fare fotografie, a scambiarci opinioni.
    Arrivano le 11:00 e gli sciatori iniziano a scendere mentre io rimango ancora un paio di minuti per girare il mio consueto video per il mio canale Youtube, diventa uno dei video più belli che ho girato e tutto questo grazie alla montagna.
    Scendo e scendo velocemente, la neve continua ad essere bella compatta.
    Arrivo alla macchina quasi alle 12:00, parto subito per raggiungere i miei parenti per il pranzo, arrivando un pelo in ritardo ma senza perdere il grosso della festa.
    Una gita a dire poco MERAVIGLIOSA, un tempo perfetto come non se ne vedeva da almeno due mesi, una delle gite più belle con le ciaspole che ho fatto in vita mia per la bellezza che ho avuto l’onore di osservare e vivere.
    E domani a Pasquetta si replica con il Bric Mindino assieme a Silvia, rimandata di una settimana a causa del maltempo del weekend precedente.
    Un saluto da Mattia di Mondovì e ancora buone festività pasquali.


    • Ciao Mattia. Penso proprio che oggi hai avuto una delle giornate migliori di tutta questa stagione. Leggendo il tuo scritto ho potuto rivivere mentalmente il tragitto fino alla punta. Beato te che hai potuto trascorrere così questa giornata. Io l’ho passata in casa con alcuni miei parenti, ma se avessi ascoltato la voglia…
      Ciao

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