Anello dei laghi di Riofreddo – Valle Stura

I laghi sono ubicati alla sinistra orografica del Vallone di Riofreddo a poca distanza dalle cime di Aver e Testa Gias dei Laghi. Il percorso è molto panoramico e suggestivo. In caso di nebbia o di maltempo occorre prestare attenzione nella discesa dal lago Aver Soprano verso i laghi Nero e Martel perchè manca il collegamento.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.050 metri circa
  • Distanza: 12,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.500 metri
  • Altitudine massima: 2.400 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Le montagne in questi tempi sono state imbiancate da una spruzzatina di neve. Per non doverne calpestare, questa volta preferiamo tenerci a livelli più bassi. L’anello dei laghi di Riofreddo, proposto da Gelu, fa al caso nostro. Non l’abbiamo mai fatto, ma ci stuzzica l’idea di andarlo a provare. Percorriamo la Valle Stura fino a Vinadio deviando poi verso Pratolungo. Al termine della serie dei tornanti iniziali che conducono a Sant’Anna, nei pressi della ex dogana, un bivio verso sinistra segna l’inizio del vallone di Riofreddo; ne percorriamo gli otto chilometri che ci separano dal punto di partenza.

Oggi, 14 ottobre 2010, oltre e me e Gelu, ci sono Riccardo e Luciano. Posiamo la macchina al termine dell’asfalto, nei pressi della casa del margaro (1500 m). Una copiosa fontana ci permette di riempire le borracce alla partenza. Accanto a noi si stanno preparando anche alcuni amici di Ovada. Sono diretti alla Rocca Pan Perdù. Percorriamo un tratto di strada sterrata insieme e li salutiamo dopo il secondo ponte (1640 m), dove troviamo la palina segnaletica che indica la direzione dei laghi Aver. La mulattiera sale a tornantini ripida fin da subito nel Vallone dell’Aver attraversando per un lungo tratto un bosco di conifere; verso i 2000 metri di quota esce allo scoperto proseguendo un tratto ascendente pietroso sulla sinistra orografica.

Verso la valletta laterale

Il sentiero devia poi verso destra in una valletta laterale. Ad un’ora dai cartelli iniziali raggiungiamo il lago Aver sottano (2136 m), racchiuso in una conca stupenda. Notiamo la presenza di ittiofauna nelle sue acque. Lo affianchiamo sulla destra e ci portiamo sul lato ovest. Da questo punto una deviazione porta al Colle dei Morti. Prendiamo invece il sentiero che sale sulla testata del vallone risalendone, a zig-zag, il pendio.

Arrivo al lago Aver sottano

L’Aver sottano visto salendo la testata del Vallone

Sbordati nella conca superiore ci troviamo subito sulle rive del lago Aver superiore, situato in amena posizione sotto lo sguardo severo, a sud, della Cima Aver spruzzata di neve e della Testa Gias dei Laghi a ovest. Dopo una ventina di metri sul bordo del lago, notiamo un “ometto” su un roccione. Prendiamo quella direzione seguendone poi altri  che ci introducono in un bell’avvallamento di rocce montonate, frequentato da una decina di camosci. Risaliamo interamente il valloncello seguendo anche alcune tacche gialle fino ad una selletta, dalla quale possiamo ammirare un grande paesaggio ad est verso la Rocca della Paur e le Cime di Valrossa .

Lago Aver soprano

Lago Aver soprano e, al fondo, la Cima Aver

In salita verso la selletta visibile al fondo

Sguardo sulle Cime ad est

Rocca della Paur al fondo

Dalla selletta le tracce e gli ometti non sono più così evidenti. Ad istinto seguiamo un percorso diagonale verso nord-est trovando qua e là qualche tacca bianco-rossa e sentieri di camosci. I laghi Nero e Martel da qui non si vedono ancora, ma proseguiamo comunque in quella direzione fin tanto che non ci appaiono dall’alto le due conche blu seminascoste tra i larici.

Scendendo verso i laghi sottostanti, larici con colori autunnali

Scendiamo alcune cenge e scalini di roccia nella direzione di quella destra (lago Nero) poi, spostandoci su una pietraia, ci immettiamo in una zona colonizzata da larici e rododendri. Con cautela, tra buche nascoste dalla vegetazione, riusciamo infine a guadagnare la riva del lago Nero che ci appare, fin da subito, magnifico e chiuso in un silenzio irreale. Il luogo è molto selvaggio ed integro, sicuramente frequentato da pochissime persone. Tutt’attorno ci sono solamente larici e pietraie.

Discesa in pietraia verso il Lago Nero

Arrivo sulle sponde del lago Nero

Lago Nero tra i larici

Altra angolatura del Lago Nero

Lago Nero con le cime ad ovest

Sul lato nord-ovest del lago scorgiamo una traccia poco visibile che in un quarto d’ora ci permette di raggiungere anche il lago Martel. Rispetto al Nero, è leggermente più piccolino ma le sue sponde offrono ampi spazi erbosi per una sosta. E’ ancora presto, ma ne approfittiamo per allestire un buon pranzetto in assoluta tranquillità.  Al termine del pranzo, senza preavviso, veniamo raggiunti da Giovanni amico di vecchia data che, tutto solo, si è fatto la salita al lago. Più tardi riprenderemo la discesa verso valle seguendo il sentiero che dal lago scende infilandosi nel bosco di larici e con continui e ripidi tornantini va a raggiungere, al termine, la sterrata che ci riporterà all’auto.

Arrivo al Lago Martel

Visto dalla sponda opposta

Pausa pranzo

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione alla Cima Saben – 1670 m – Valle Gesso

Precedente Escursione al Monte Oserot – 2861 m – Alpi Cozie – Valle Maira

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Carta n. 113, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

Carlo A. Mattio

Blu Edizioni, 2009

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (17)


  1. Ciao, mi avete proprio fatto un bel regalo postando questo itinerario. Avrei voluto essere a Vinadio per questo weekend lungo, ma sono rimasto bloccato qui a Trieste…
    Ho fatto un’itineriario simile quest’estate, passando per il colle aver e scendendo a Rio Freddo passando per Nero e Martel. In effetti la discesa verso il Nero non è proprio agevole, io ho provato a tenermi molto largo seguendo delle tracce, ma poi ho deciso di tagliere giù visto che si perdevano nel nulla. Foto bellissime, 10 e lode!


    • Ciao Michelangelo, che ci segui dalla lontana Trieste. Pensavo che questo itinerario sarebbe piaciuto, anche perchè la zona è davvero bella e piena di laghi. In questo momento però ci saranno non meno di 60 cm di neve, caduti ad inizio settimana. Con quei panorami le foto non posso essere che belle…
      Ciao e grazie.


  2. Carissimi amici la descrizione del vostro percorso è molto bello e corrisponde alla bellezza del posto con caratteristiche particolari in ogni stagione; mi ha fatto un immenso piacere incontrarvi così casualmente in questa splendida giornata di ottobre, colorata di azzurro e bianco sulle punte. Vorrei poi “correggere” che non ero tutto solo ma con la preziosa compagnia del mio cagnone nero di nome e di fatto.Se fosse possibile mi piacerebbe inserire una foto. Se c’è spazio e pazienza vorrei raccontare un simpatico aneddoto sul mio battesimo della montagna celebrato dall’amico Gelu e da Piter, perchè questo era il trio infaticabile alla fine degli anni 60, john peter gelu.
    Era il giugno 1967 ultimo anno della scuola superiore, avevo/avevamo 18 anni, un sabato mattina deciso per la partenza del nostro primo giro di sette giorni in montagna; loro due erano già dei bravi alpinisti, io invece ero un pivellino. Il giro, allora non era ancora di moda il termine trekking, prevedeva partenza ed arrivo da Saretto in alta valle Maira e percorso ad anello fino a Larche attraverso il colle delle munie. Era tutto pronto, lo zaino militare con pancia enorme, la tenda con struttura pesantissima, pentole ecc, soprattutto grande entusiasmo, c’era solo un piccolo particolare, mio padre mi aveva dato il permesso solo a promozione avvenuta; dunque quel mattino parto come sempre in corriera, così si diceva, per Cuneo, vado a scuola con il cuore in gola per verificare il sospirato esito positivo. Torno tutto contento, vado di corsa in bici ad avvertire i due amici e via, con la corriera delle 14 , con tutto l’armamentario sulla schiena si parte. Una vacanza straordinaria, soprattutto per me, il battesimo della montagna, che non dimenticherò mai anche per la terribile scottatura da sole su tutto il corpo! Cari amici, bei ricordi e la montagna mi piace sempre, grazie. Giovanni


    • Ciao Giovanni, ci hai fatto ricordare tempi remoti che ci hanno segnato per tutta la vita. Solo pensare che all’epoca avevamo 18 anni fa già venire la malinconia. Siamo comunque fortunati che possiamo permetterici di continuare questa nostra passione e, soprattutto, di vivere tra queste splendide montagne. Come dici tu, ogni stagione ha delle caratteristiche particolari e la stessa gita, fatta in momenti diversi, assume aspetti sempre nuovi. Ti ringrazio per l’aneddoto che ci hai raccontato e, per la foto, potrai inviarla all’indirizzo: cuneotrekking@gmail.com.
      Elio


  3. ciao,complimenti per la vostra escursione,è davvero molto bella e come sempre ottimamente descritta.Sicuramente prima o poi tornerò a rio freddo per fare il giro dei laghi seguendo la vostra descrizione.
    Per le foto,condivido in pieno il parere di Michelangelo. 10 e lode!
    ciao Ernesto.


    • Ciao Ernesto, ti ringrazio per il commento. Hai potuto fare quell’escursione di cui mi parlavi?
      Ciao, Elio


      • Ciao Elio.
        Purtroppo no. La neve era davvero in basso, abbiamo così ripiegato sul monte Bersaio senza raggiungere la cima, ma che meraviglia il vallone della Madonna,lo abbiamo risalito per un bel tratto,davvero molto bello. IL monte Savi,neve permettendo è solo rimandato e comunque come sempre, quando si va in montagna nulla è sprecato.
        A risentirci e magari vederci presto.
        Ciao Ernesto.


  4. confermo la bellezza dell’anello, turbata però dalla totale assenza di tracce dal lago sup. d’aver verso il lago nero.
    è troppo pericoloso dover cercare a naso i passaggi fino ad arrivare al lago martel o, se si riesce (noi non ci siamo riusciti) al nero.
    segnalo questa condizione pessima del sentiero p15b che andrebbe invece messo almeno in una condizione accettabile.


    • Ciao Filippo. Anche noi, come avrai letto, ci siamo trovati in difficoltà ma siamo stati più fortunati a trovare il percorso. Indubbiamente sarebbe importante tracciarlo, almeno con qualche tacca, perché l’anello è veramente spettacolare.


    • Confermo quanto detto da Filippo.
      Le tracce per il lago Martel dal lago Aver Soprano sono molto rare e di un colore giallo sbiadito che si confonde con i licheni.Il sentiero inoltre attraversa la pietraia in lungo e largo: chi saliva chiedeva informazioni a chi scendeva e viceversa (Per nostra fortuna era Ferragosto e alcuni escursionisti li abbiamo trovati!). Assolutamente sconsigliato compiere questa parte del sentiero in caso si brutto tempo o nebbia.Noi al Lago Nero, veramente bello, ci siamo arrivati a naso, come a naso abbiamo ritrovato il sentiero per scendere a valle.
      Se qualcuno di voi puo’ segnalarlo a chi di competenza sarebbe veramente utile in quanto è un itinerario veramente spettacolare


      • Ciao Elisabetta. L’anello è veramente spettacolare, come dici tu. Peccato manchino le segnalazioni per raggiungere i due laghi. Lo segnaleremo a chi di competenza anche perché può essere facile perdersi. Abbiamo trovato il lago Nero solamente perché sapevamo che è posizionato a nord-est del lago Aver sottano, oltre la barriera rocciosa e ci siamo arrivati anche noi per puro istinto. Ciao.


  5. Grazie per aver condiviso questo itinerario, davvero bellissimo! Siamo riusciti a seguire il P15b fino al Lago Martel. Le tacche gialle e gli ometti ci sono, anche se un po’ radi. Da lì, qualche difficoltà in più per arrivare al Lago Nero, raggiunto un po’ a naso. Probabilmente al ritorno siamo invece riusciti ad azzeccare la traccia giusta per tornare al Martel.


    • Ciao Fabio, quello che avete fatto è veramente un bel giro, specialmente in questo periodo autunnale. L’avete percorso passando prima dai laghi Aver?


      • Sì, abbiamo fatto il giro esattamente come da te descritto, almeno fino al punto da cui si cominciano a vedere i laghi Martel e Nero. Lì siamo stati un po’ indecisi perché abbiamo notato un ometto a destra e un altro, meno visibile, a sinistra un po’ più in basso. Abbiamo deciso di seguire quello a sinistra, visto che il sentiero segnato sulla cartina sembrava andare in quella direzione, e siamo così arrivati al Martel.
        Davvero una bella gita, allietata anche dall’incontro con alcuni camosci nel tratto fra i due laghi d’Aver.


  6. Ciao,

    Ho effettuato questa escursione ieri (25 luglio), facendola però al contrario rispetto a quanto da voi descritto, quindi salita dal versante Martel/Nero e discesa dai due Aver.
    I laghi sono tutti bellissimi e immersi nel silenzio più totale. Di certo si tratta di percorsi non frequentatissimi, e probabilmente questo è uno degli aspetti che li rende più appetibili.
    Capitolo percorso: il tratto che va da lago Martel al lago dell’aver superiore presenta numerose segnalazioni (tacche rosse, tacche bianco-rosse, sbiadite tacche gialle, ometti) ed è davvero difficile perderlo. Lo sottolineo perchè, avendo letto anche altre descrizioni del percorso presenti su altri siti, era uno degli aspetti più criticato. Non so se sia stato messo a posto nell’ultimo anno, ma ora non presenta particolari difficoltà (di orientamento), solo il minimo di attenzione richiesto nell’attraversamento di una pietraia. Unica accortezza: intorno ai 2320metri bisogna prendere una deviazione sulla destra segnalata solo da qualche ometto. Se invece si prosegue diritti si arriva ad una forcellina che da una bellissima visuale del sottostante lago aver sottano e poi continuando si ridiscende al lago Martel con il percorso che avete seguito anche voi. Io me ne sono accorto solo grazie al navigatore GPS! Gita in ogni caso altamente consigliata.


    • Ciao Claudio, grazie per la segnalazione. Da allora non ci siamo più tornati, ma è probabile che qualcosa sia stato fatto. In ogni caso non costerebbe troppo mettere qualche tacca in più, almeno nei posti in cui si fa più fatica a trovare il percorso, tipo nella pietraia. Ciao e grazie ancora.


  7. Fatto questo itinerario a meta’ agosto e devo dire molto bello tranne la parte che dalla selletta scende verso il lago nero,malgrado avanzassi esattamente pari pari con la vostra traccia il “sentiero” e’ completamente nascosto dalla vegetazione e bisogna arrangiarsi con estrema cautela stando attenti a ai buchi nascosti tra le rocce!(forse d’autunno con meno vegetazione il tutto e’ piu agevole e piu visibile)
    Dovessi rifarlo probabilmente dalla selletta andrei direttamente al Lago Martel e poi da dietro vado al Nero!
    Cmq ambiente splendido e silenzioso e dopo l’esperienza dei Laghi d’Orgials devo assolutamente ammettere che il Vallone del Riofreddo e’ una valle meravigliosa!…grazie!

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