Anello del Bivacco Speranza, 2277 m, dalla Baisse de Peïrefique – Valle Gesso

Il modo più semplice per raggiungere il bivacco Speranza e il lago della Vacca è di partire dalla baisse di Peïrefique. Lo facciamo arrivandoci con uno splendido percorso ad anello toccando prima il colle del Sabbione, il ricovero Vernasca, l'omonimo lago e il colle del Vej del Bouc prima di approdare sulla riva erbosa del lago della Vacca e al bivacco.

Da Limone Piemonte seguire la strada che conduce al traforo del Tenda. Superata la località Panice Sottana svoltare a destra (indicazioni per Limonetto) e poi subito a sinistra (indicazioni per impianti Limone 1.400). Raggiunta Panice Soprana la strada, asfaltata, si sviluppa con numerosi tornanti a fianco delle piste. Nei pressi dello chalet Le Marmotte proseguire ancora su asfalto fino al colle di Tenda. Da lì seguire a destra il tratto sterrato, lasciando poco dopo a sinistra quello che scende verso il Tunnel seguendo ancora a destra la via sterrata che si addentra in territorio francese. Percorrerla tutta (6 km circa) fino a raggiungere l'inizio del pianoro (ampio parcheggio) della baisse de Peïrefique.

  • Ascesa: 860 m circa
  • Distanza: 16,7 km circa
  • Altitudine partenza: 2.032 m
  • Altitudine massima: 2.633 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: bunker, lago, passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

All’inizio del parcheggio, seguiamo presso la palina indicatrice n. 371 il sentiero che a destra si dirige verso i lacs de Peïrefique e il colle del Sabbione entrando, poco più avanti, in un lariceto. Al termine del boschetto raggiungiamo la baisse de Barchenzane, con belle visuali su Rocca dell’Abisso (2755 m).

Presso la palina n. 372 svoltiamo verso il col de Sabion seguendone il lungo sentiero che supera in sequenza alcune diramazioni laterali tagliando le propaggini erbose della cime de Barchenzane (2410 m).

Gli sguardi ora si infilano a sud-ovest nell’ampio vallon de Valmasque tra le alte cime del Grand Capelet (2935 m) e del monte Bego. Il lungo percorso altalenante ci conduce, molto più avanti, a destra di alcune trune, per continuare subito dopo su un esteso pianoro erboso intervallato da due laghetti prima di accedere ad una stradina delineata da pietre.

Giunti in cima al prato, poco prima di svoltare a sinistra, abbandoniamo momentaneamente la stradina proseguendo a destra di una altura rocciosa sulla quale si possono notare alcuni bunker.

Compiendo la breve deviazione ci spostiamo per scoprire i tre laghetti del Sabion (2249 m), incastonati tra le rocce, di cui la maggior parte degli escursionisti che viene quassù ignora l’esistenza.

Tornati velocemente sui nostri passi proseguiamo la marcia diretti ora al colle del Sabbione (2330 m), posto poco più a ovest.

Lo raggiungiamo e, dopo uno sguardo frettoloso al sottostante lago della Vacca (che raggiungeremo più avanti), lo lasciamo quasi subito per la destinazione seguente che è il lontano colle del Vej del Bouc (palina), che sarà preceduto dalle deviazioni al ricovero Vernasca e all’omonimo lago.

La mulattiera riprende ripida verso sinistra arrampicando con stretti tornanti le propaggini di cima della Scandeiera (2705 m).

Durante questa salita avremo la possibilità a più riprese di ammirare dall’alto la conca del lago della Vacca e del nuovo bivacco Speranza, inaugurato esattamente un anno fa.

I numerosi tornanti tra le rocce ci conducono in vista del ricovero Vernasca (2525 m, fontana), posto leggermente a sinistra della mulattiera, che andremo a conoscere con una breve deviazione.

Tornati sui nostri passi proseguiamo in direzione del colle del Vej del Bouc su terreno diventato più roccioso.

Il nostro prossimo obiettivo è il lago di Vernasca (2633 m). Nei pressi di alcuni vistosi ometti (2571 m) abbandoniamo la mulattiera salendo a istinto le rocce montonate in direzione della conca del lago posto sotto l’omonima cima.

Raggiungiamo e aggiriamo questa perla nascosta, pochissimo visitata, con la compagnia di una famiglia di stambecchi.

Tornati sulla mulattiera, riprendiamo più tardi il percorso altalenante che ci condurrà al colle del Vej del Bouc (2620 m).

Dai pressi della casermetta possiamo ora allungare gli sguardi verso l’omonimo lago, 600 metri più in basso.

La veduta si espande poi su gran parte della valle Gesso con l’Argentera e il Gelas sullo sfondo.

Per la discesa al bivacco Speranza torniamo brevemente sul sentiero appena percorso e, dopo i primi tornanti, seguiamo la traccia che scende nella valletta sottostante.

Tenendoci poi a destra ad una biforcazione, ci intrufoliamo con piacevole percorso tra le rocce carsiche terminando la discesa sulla riva del lago della Vacca, a pochi metri dal bivacco Speranza (2277 m).

Mancano pochi minuto a mezzogiorno e non c’è posto migliore per pranzare. Mentre stiamo ancora addentando qualche pezzo di focaccia, dal colle del Sabbione vediamo spuntare, e poi scendere, una moltitudine di persone che si arrestano nei pressi del bivacco.

Essendo a conoscenza della tragedia dello scorso 22 agosto in cui ha perso la vita l’alpinista Giuseppe (Beppe) Bosio, ideatore-padre del bivacco, ci rendiamo conto che tutte queste persone sono venute qui, a “casa sua”, per commemorarne la prematura scomparsa.

Abbiamo così modo di assistere prima ad una funzione in suo onore e poi allo spargimento delle ceneri a valle del bivacco.

Condividiamo anche noi questo triste evento e in seguito faremo la conoscenza del figlio, della figlia e di tutto il gruppo.

Riprendiamo subito dopo la strada del ritorno salendo al colle ovest del Sabbione e di qua a ritroso il percorso fatto all’andata.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (10)


  1. Elio, itinerario bellissimo, solo una domanda, anni fa (parecchi) mi sembra che i 6 km di sterrata in territorio francese fossero vietati in auto. Adesso è cambiato qualcosa? So che la gendarmerie se ti beccava erano supermulte.

  2. Riccardo Richiardone


    Per favore, a proposito della sterrata, mi potrebbe dire com’è il fondo? bisogna avere un fuoristrada? E’ molto brutto o si può percorrere con un’auto normale senza problemi?

    • Valerio Dutto


      Ciao Riccardo, la strada è stata recentemente risistemata ed è percorribile anche da auto normali.

  3. Antonella Brandone


    Che percorso bello e originale! Ci riservate sempre qualche bella sorpresa.
    E le piogge di qs anno hanno mantenuto ancora tutto il verde! Se capisco la gita è stata appena fatta


    • Ciao Antonella, si è ancora tutto verde, merito sicuramente delle piogge. L’escursione l’abbiamo fatta una decina di giorni fa. Ciao


  4. Volevo precisare che la quasi totalità del percorso è descritta sulla carta Fraternali n. 15.
    Sulla n. 16 c’è solo il percorso di avvicinamento.
    Bravissimi per tutto quanto fate!


  5. Belle description de cette belle randonnée, merci. Je connais très bien la région. Par ailleurs, pouvez vous me donner des renseignements sur le bivouac. Très peinée pour Beppe. Salutations montagnardes.


    • Merci madame/monsieur Berenger. Merci de nous avoir ecrit. Le bivouac est equipe de lits superpose’ de neuf places et est toujours ouvert. Il y a aussi le gaz et un petit peu de vasseilles. Merci ancore.

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