Anello del Cap Roux, 453 m – Corniche de l’Esterel – Côte d’Azur

Il Cap Roux fa parte di un importante massiccio roccioso situato a sud-ovest di Mandelieu/Cannes ed a nord-est di St-Raphaël. Collocato all’interno della foresta demaniale dell’Estérel e della riserva biologica omonima è costituito da una formazione di diversi picchi rocciosi di riolite (porfido) che dona a tutto il massiccio una gradevole quanto spettacolare colorazione rossastra.

  • Ascesa: 560 m circa
  • Distanza: 7,6 km circa
  • Altitudine partenza: 183 m
  • Altitudine massima: 453 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Le uggiose giornate novembrine di casa nostra ci impongono di cercare itinerari nuovi in altri luoghi. Se il tempo è inclemente nelle nostre vallate, possiamo sempre spostarci nella vicina Valle Roya. Anche la Costa Azzurra, come la Riviera Ligure, può in questi casi rivelarsi un valido ripiego, offrendo una quantità inimmaginabile di percorsi alternativi e interessanti a pochi passi da casa, tutti molto fruibili specialmente nelle stagioni intermedie.

Fin da questa primavera, durante una breve vacanza ad Agay ed al Cap du Dramont, avevamo adocchiato la possibilità di intraprendere qualche bella escursione nella zona dell’Estérel. Colpiti allora favorevolmente dalla conformazione, ma soprattutto dalla colorazione rossastra delle rocce di porfido (riolite), torniamo oggi volentieri ad esplorare questi magnifici luoghi.

Siamo tornati qui con l’intenzione di continuare le nostre esplorazioni su una parte di questa zona. Per iniziare l’escursione che ci siamo proposti esistono diverse possibilità di accesso. Si può partire dal parcheggio della Pointe de l’Observatoire, situato sulla strada costiera che da Agay conduce a Théoule, oppure dall’interno: dal Plateau d’Anthéor o ancora dal Col de l’Evéque.

Noi la vogliamo iniziare dal parcheggio della Ste-Baume che si raggiunge, dalla rotonda di Agay, svoltando verso l’interno. Sottopassato il ponte ferroviario, circa 1,6 km dopo deviamo a destra (indicazione Massif de l’Estérel) per seguire un’ampia strada asfaltata che dopo 5/6 km raggiunge il parcheggio de la Ste-Baume (183 m).

Qui è posto un grande cartellone che invita (con diversi colori) ad una scelta tra vari tipi di percorsi ad anello. Ci interessa il percorso medio, segnato con tacche blu.

Percorsi i primi passi su una scalinata in cemento, arriviamo nei pressi di una sorgente di acqua potabile.

Curiosità: nei pressi della sorgente, se si segue il percorso che va verso sinistra, poco dopo parte un sentiero a destra – da cercare perché non indicato – che in una decina di minuti di salita piuttosto ripida porta alla Grotta di Saint Honorat, nella quale il Santo ha effettivamente vissuto per vari anni  prima di costruire il monastero sull’isola omonima di fronte a Cannes.

Verso destra, inizia una lieve salita ad ovest, tendente a risalire l’ampio versante ombreggiato. Fin dai primi passi veniamo colpiti dalla varietà di specie botaniche che caratterizzano tutta questa area.

Dopo aver incontrato sul sentiero qualche raro castagno, ci troveremo immersi tra piante di corbezzolo (che qui chiamano “arbousier”) coi frutti che maturano in questa stagione, rosmarini, querce da sughero (chêne-liège), pini marittimi, erica arborea e i bellissimi cespugli di scòtano (cotinus coggygria) particolarmente visibili per la colorazione giallo-rossa che le foglie assumono in autunno.

Raggiunto un bivio, lasciamo a destra il sentiero che conduce al Plateau d’Anthéor e verso sinistra proseguiamo il percorso a zig-zag tagliando alcune pietraie poi, passando sotto enormi roccioni strapiombanti, andiamo a raggiungere, più sopra, il Col du Cap Roux (404 m).

Dal colle si ha già una buona visuale verso sud-ovest. Svoltando a sinistra, il sentiero raggiunge in breve la base del picco. Al bivio deviamo, ancora a sinistra, per l’ultimo tratto di un centinaio di metri che va a toccare la vetta del Cap Roux (453 m – km 2,07 dalla partenza).

Sulla cima, molto panoramica, è posta una tavola orientativa con l’indicazione di montagne e città a 360°. Spettacolare è la vista che si ha verso Cannes e le isole Lérins a nord-est e sulle baie di Anthéor e Agay a sud.

Verso nord spicca il Pic de l’Ours (496 m). Tornati al bivio, iniziamo la discesa scollinando sul versante orientale.

Il percorso, ben segnalato, prosegue tenendosi a distanza dalle pareti rocciose tra ampie pietraie immergendosi rapidamente nella vegetazione mediterranea con prevalenza di cespugli di rosmarini e corbezzoli.

La discesa, ad ampi zig-zag, termina in basso nei pressi di un trivio segnalato da un cumulo di pietre. (Se si vuol abbreviare il percorso, da qui si può svoltare sul sentiero barrato a sinistra che ritorna in pochi minuti al parcheggio della S.te Baume).

Riprendiamo la salita svoltando a destra (est) incontrando, più avanti, una comitiva di escursionisti formata da una dozzina di persone che marcia in senso inverso. Il tratto successivo ci porta a toccare due angoli acuti del percorso: il primo orientato a nord ed il secondo ad est.

Nel segmento successivo il sentiero tende ad aggirare alcuni torrioni rocciosi, poi si sposta verso sud ed è proprio qui che, dovendo svoltare ad un bivio a destra, perdiamo di vista le tacche blu.

Convinti di trovarle più avanti proseguiamo la nostra marcia. Tagliando in discesa un versante a mezza costa raggiungiamo un bivio. Vediamo chiaramente che il sentiero di sinistra scende in basso verso la strada costiera; quello di destra (segnato con un grande bollino verde) prosegue nella macchia nella direzione che ci pare più logica.

Lo seguiamo confidando nel nostro senso d’orientamento anche se la traccia intrapresa non si rivelerà troppo visibile.

La deviazione ci conduce, al termine, su una strada forestale asfaltata (km 5,6 dalla partenza). La seguiamo in salita fino ad un colletto che sta alla base del torrione denominato Rocher de St-Barthélemy. Qui è bellissimo il panorama verso la minuscola baia di Anthéor.

Abbandonato definitivamente l’asfalto, seguiamo in salita verso destra, tra le pietre, un sentiero (tacche gialle) che compie un semicerchio portandoci su una spalla; poi una lieve discesa seguita da un successivo tratto di salita ci fa approdare al Col du St-Pilon (281 m).

Non ci rimane che proseguire in discesa senza intraprendere altre deviazioni per raggiungere nuovamente il nostro parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)


  1. L’ho effettuato diverse volte e sempre lascia un buon ricordo data la grande visibilità sottostante. Bravi.


  2. Potreste proporre una camminata nella campagna di Nizza ? E’ molto bella ma intravista solo passandoci in auto. grazie, Francesca

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