Anello del Lac Nègre, 2354 m – Valle Gesso

Lungo anello al lac Nègre, situato in territorio francese (vallée de la Tinée) al di là del colle di Fremamorta e del passo di Prefouns, con ritorno dalla val Morta e il colletto del Valasco, con splendide vedute su almeno una quindicina di laghi.

Da Borgo San Dalmazzo seguire la strada che si infila nella valle Gesso e superare l'abitato di Valdieri. Alla rotonda per Entracque tenere la destra e dopo alcuni chilometri pervenire a Sant’Anna di Valdieri, Tetti Gaina e, infine, alle Terme di Valdieri. Superare lo stretto ponte, aggirare l'edificio delle terme e al bivio tenere la sinistra (vallone del Gesso della Valletta). Proseguire sulla stradina che inizialmente è perfettamente asfaltata, anche se man mano che si sale il fondo diventa più rovinato, fino a diventare una sterrata in cattivo stato. Parcheggiare al suo termine al Pian della casa del re (1762 m).

  • Ascesa: 1.680 m circa
  • Distanza: 23,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.762 m
  • Altitudine massima: 2.620 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Oltrepassato il ponticello in legno ci dirigiamo su una stradina erbosa verso il vallone di Ciriegia.

Dopo aver superato un rudere e qualche larice perveniamo al bivio per il rifugio Regina Elena (palina) che lasciamo a sinistra. Cinque passi dopo lasciamo anche, a destra, la traccia che sale ai laghi di Fremamorta (sarà la nostra via di ritorno) e proseguendo oltre incrociamo più avanti il bivio per il colle di Ciriegia (2543 m).

La salita procede a tornantini verso ovest su sentiero contornato da arbusti di ontano, rododendri e altro fino al bivio (2144 m) per il colle di Fremamorta. Mantenendo la sinistra ci inoltriamo con più ripido percorso in una conca laterale.

Il sentiero, dopo innumerevoli giravolte, piegando a sinistra, sale di quota fino a sbordare nel lungo avvallamento sede dei laghi di Fremamorta, un po’ al di sopra del lago superiore (2371 m).

Svoltando a sinistra (indicazioni per il colle) percorriamo ora su pendici ghiaiose gli ultimi tornanti che portano al colle di Fremamorta (2615 m), situato sotto l’omonima cima a sinistra di una ex casermetta.

Il luogo ci lascia sempre stupefatti per la bellezza. Ci fermiamo un attimo per fotografare la sequenza dei cinque laghi della parte italiana e dare uno sguardo a quelli della parte francese, situati nella conca opposta sotto il Caïre de Rougé (2495 m), prima di intraprendere la discesa in quella direzione.

Entrati ora nella vallée de la Tinée mettiamo piede nel Parc National du Mercantour.

Lunghi traversi ci conducono nella zona piatta sottostante mantenendosi a poca distanza da tre laghi importanti. Ci fermiamo per fotografarli da un dosso roccioso, poi proseguiamo nella discesa a valle incontrando lungo lo spostamento altri graziosi specchi d’acqua nella zona colonizzata da larici.

La discesa a valle si arresta al Camp Soubran (2270 m). Lasciato a sinistra il sentiero che scende nella val Salèse seguiamo l’indicazione lac Nègre lasciando ancora poco dopo (sinistra) una stradina in discesa che porta al lac Graveirette (2239 m).

Il percorso ora va a costeggiare la base ovest dell’aguzza cima del Caïre Pounchou, (2495 m) conducendoci, dopo un quarto d’ora di lieve salita, sulla riva meridionale del lac Nègre (2354 m).

Al nostro arrivo rimaniamo impressionati perché, pur avendolo visto tante volte dall’alto del passo di Prefouns, non immaginavamo avesse queste dimensioni. Situato in una splendida conca, a destra della Pointe Giegn (2888 m), è attorniato e chiuso al fondo da cime granitiche che danno al lago grande risalto.

Lo contorniamo sulla destra (est) poi proseguiamo in quel grande catino di rocce che a piccole balze si protende verso la Testa di Tablasses (2851 m).

Il sentiero, sempre molto evidente, dopo aver contornato più avanti un enorme ammasso roccioso sale in direzione del passo di Prefouns (2620 m), che andremo a raggiungere al termine di lunghi traversi. La panoramicità di questo posto, così unico nelle Marittime, chiuso tra cattedrali e slanciate guglie di granito bianco e bruno, simili a canne d’organo, ci spinge a sostare per il pranzo.

Al termine dobbiamo prendere una decisione per il ritorno. Possiamo scegliere di:

  1. Tornare indietro;
  2. Tagliare le pendici sassose della Testa di Tablasses (2851 m), raggiungere l’omonimo passo e poi scendere ai laghi di Fremamorta dal colletto di Bresses (la via più veloce);
  3. Calarsi nel tetro vallone di Prefouns, proseguire un pezzo in valle Morta e seguire la strada militare che ad un bivio sale al colletto di Valasco per poi scendere ai laghi di Fremamorta.

La prima non la prendiamo neppure in considerazione. La seconda la scartiamo avendola già percorsa due volte salendo le Teste di Bresses (2820 m) e Tablasses (2851 m). Optiamo quindi per la terza, ben sapendo che sarà lunga e con maggiore dislivello.

Ci immergiamo quindi in uno dei posti più selvaggi e ricchi di fascino delle nostre Alpi Marittime. Per chi non l’avesse mai fatta, la discesa nell’attiguo vallone di Prefouns richiede prudenza (EE) nel primo tratto per il terreno franoso e, più in basso, per l’attraversamento di una pietraia di grandi massi granitici tra i quali è facile smarrire la traccia.

A fine pietraia il tratto di discesa ridiventa sentiero e, costeggiando la base delle Creste Savoia, si ricongiunge con la strada ex militare della val Morta che sale al rifugio Questa (2388 m). Svoltando al bivio verso destra ne percorriamo il tratto in discesa ricongiungendoci con quella che collega il Valasco all’omonimo colletto.

Qui svoltando ancora a destra risaliamo gli ultimi trecento metri che ci separano dal colletto del Valasco (2429 m).

La discesa seguente ci conduce sulla riva del lago inferiore di Fremamorta (2359 m).

Prima di tornare definitivamente al Pian della casa del re ci rimane ancora del tempo per fare un giro ai quattro laghi rimasti, alla cima Guiglia (2437 m) e al bivacco Jacques Guiglia (2437 m), dal quale rimane sempre impagabile la vista panoramica che a est guarda tutta la catena montuosa dell’Argentera.

Tornando indietro seguiamo la deviazione tra il primo e il secondo lago (indicazioni) che ci ricondurrà al Pian della casa percorrendola per un lunghissimo tratto fino ad un altro incrocio (indicazioni Pian della casa).

Qui abbandoniamo quello che prosegue in salita sotto la bastionata rocciosa per svoltare a sinistra e scendere nel pianoro sottostante, sede di un gias. Proseguiamo poi con discesa ripida su una traccia rovinata in più punti (se si hanno bimbi al seguito è preferibile non fare questa deviazione) che al termine ci ricongiungerà al bivio per il rifugio Regina Elena, chiudendo questo anello sul sentiero normale di discesa, già fatto al mattino.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)


  1. Ho fatto il percorso descritto, ma in senso inverso partendo dal Valasco. Spettacolare tutto il giro, ma in modo particolare il vallone del Prefouns che non conoscevo e che mi ha lasciato a bocca aperta da quanto è bello e selvaggio se si puo definire cosi. Un po di difficolta di orientamento nella pietraia prima del passo, ma ne valeva la pena solo per lo spettacolo che offriva il paesaggio. Molto suggestivo anche il tratto francese fino al passo di Fremamorta. Un grande grazie a te Elio che su questo sito mi hai consigliato di fare questo percorso dicendomi che offriva panorami stupendi. Cuneotrekking : una bibbia telematica per gli amanti del trekking sulle nostre montagne.


    • Ciao Bruno, il vallone del Prefouns è uno dei posti più intriganti delle alpi Marittime, ma anche tutto il rimanente percorso ti lascia senza parole per la bellezza. Grazie Bruno per le belle parole, sei stato troppo buono. Ciao


  2. Anello imponente, bello… complimenti!

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