Anello del monte Alpet, 1611 m – Val Corsaglia

Il monte Alpet si trova sul confine tra le valli Corsaglia, Roburentello e Casotto. Seppur di modesta altezza la vetta offre dei magnifici paesaggi con una vista superlativa verso le maggiori alture delle Alpi Liguri. Il monte Alpet è raggiungibile anche in seggiovia da Serra di Pamparato.

Accesso in auto:

Per raggiungere la località Pra di Roburent, base di partenza dell’escursione, da Mondovì ci sono due alternative. La prima è quella di proseguire per i paesi di Villanova, Frabosa sottana, Soprana e Corsaglia, svoltando poco dopo a sinistra per la località Pra. La seconda quella che da Mondovì sale a Monastero Vasco, Montaldo, Corsagliola, Corsaglia svoltando poco dopo a sinistra per la località Pra.

Dati tecnici

  • Ascesa: 650 metri circa
  • Distanza: 14,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.004 metri
  • Altitudine massima: 1.611 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Cartografia: IGN – Carta ASF 3
  • Partenza: Indicazioni stradali

Pra di Roburent è un graziosissimo paesino dell’alta valle Corsaglia, dominato dall’imponente campanile della chiesa. Sul lato destro un porticato è diventato una vera galleria d’arte ricca di affreschi, mentre i pilastri che lo sostengono sono arricchiti da centinaia di ceramiche dipinte a mano dagli “Amici della ceramica di Mondovì”. Chi viene, come noi, per la prima volta in questo paesino ne rimane affascinato e torna a casa arricchito da tanta bellezza.

Dal parcheggio di fronte alla chiesa di Pra (1011 m) saliamo verso l’interno del paese passando davanti agli splendidi Chalets Mongioie lasciando, quattrocento metri dopo, una sterrata sulla destra (sarà la via del ritorno). Dopo altri 600 metri, ad un altro bivio, ignoriamo la strada a sinistra che conduce a Vernagli e al bel rifugio La Maddalena.

Il percorso si innalza con ampi zig-zag accostandosi a piccoli nuclei di case che non visitiamo poi, più sopra, raggiunge una baita posta sotto uno spettacolare roccione isolato.

La strada prosegue a piccoli tornanti costeggiando altri caseggiati prima di approdare ad una radura panoramica affiancata da un ammasso roccioso (1348 m).

Se si ha voglia di salire sulle rocce si può godere di una vista panoramica dell’abitato di Pra e di buona parte della valle Corsaglia. Tra di esse è celata una piccola curiosità: un minuscolo altarino con una campanella.

Il percorso poi si sposta verso destra ai margini di una pineta, e poco oltre tra alcune coltivazioni di mirtilli.

Procedendo oltre le case, dopo un tornante e un mezzo giro, ad un bivio lasciamo la strada che prosegue in piano verso destra e seguiamo un percorso meno marcato in salita a sinistra che affianca, poco oltre, una torretta di avvistamento.

Ci troviamo ai margini dell’estesa radura che precede la cresta. Con un ampio giro la strada ci conduce sul displuvio con le valli Roburentello e Casotto, nei pressi di un pannello e di alcuni cartelli segnaletici. Bellissima visuale su Roburent e sul lontano Monviso.

Qui incrociamo la sterrata che da Serra di Pamparato sale al monte Alpet.

Svoltando verso destra andiamo a raggiungere l’arrivo di una seggiovia.

Diverse decine di ragazzi, tra cui un folto gruppo di francesi, al momento del nostro arrivo stanno compiendo dei percorsi downhill e freeride con le loro mountain bike sulle piste che scendono verso Cardini.

Un centinaio di metri dopo ci troviamo sulla cima del monte Alpet (1611 m).

Una tavola in pietra con tutti i nomi delle montagne contornanti è posta nei pressi della croce e da lì possiamo godere un vasto paesaggio verso il Mongioie (2630 m) e il Pizzo d’Ormea (2476 m).

Più tardi iniziamo la discesa verso la colla di Navonera scendendo il pendio nel versante opposto (direzione sud). Il sentierino passa a destra della Roccia Pamparina ed entra, più avanti, in faggeta.

Seguendo le tacche bianco/rosse, con un piccolo traverso diagonale verso destra ci ricongiungiamo, dopo circa 700 metri, alla “strada dei cannoni” proveniente dalla cima Robert e dal monte Baussetti.

Al bivio, seguendo la strada dei cannoni, svoltiamo a sinistra all’interno di un’estesa faggeta, aggirando la cima Bric del Lago (1501 m) fino a raggiungere con una discesa le costruzioni della colla della Navonera (1422 m).

Qui, oltre ad un piccolo santuario dedicato alla Madonna della Neve è presente sulla radura anche il nuovo rifugio Navonera dell’A.N.A., costruito tra il 2006 e il 2011, che sostituisce quello del 1940.

Per il ritorno a Pra seguiamo la strada sterrata che passa davanti al rifugio e che continua oltre, ignorando in discesa tutte le altre diramazioni.

Proseguiamo con una serie di tornanti nella faggeta su sterrata per un buon tratto fino ad affiancare, a sinistra, un manufatto per la captazione dell’acqua.

Il tratto di discesa seguente, su strada dissestata, ci porta più in basso verso un incrocio con un’altra strada, dove svoltiamo a destra.

Non ci rimane che seguire tutte le pieghe dei valloncelli che, dopo circa 3 chilometri e mezzo di percorso, ci riconducono direttamente alla borgata Pra.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

IGN – Carta ASF 3

IGN – Carta ASF 3

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (12)


  1. bravi bravi ciao


  2. Grazie per le tue splendide relazioni che ci regali con le tue esperienze montane !


  3. Davvero una bella escursione… la frazione di Ora, poi, è un vero gioiellino che non conoscevo!
    complimenti come sempre


  4. Spiegazione dettagliata e molto ben documentata grazie anche delle foto.
    Oggi abbiamo effettuato questa escursione, ed il percorso è davvero piacevole.
    Fondamentale è stata la traccia gpx senza la quale non avremmo completato il giro poiché non siamo riusciti a scorgere il cartello di inizio sentiero in quanto non è sull’incrocio e la vegetazione lo copre parzialmente.
    Senza questa pubblicazione non saremmo mai arrivati al monte Alpet.
    grazie ancora dell’ottimo lavoro.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Purtroppo gli ultimi due mesi sono stati un disastro come tempo meteorologico e quindi le finestre per le escursioni in montagna sono state ben poche.
    Questa mattina c’è stata una piccola finestra mattutina per approfittare di una bella giornata così io e Silvia abbiamo preso la palla al balzo ed abbiamo scelto di fare il Monte Alpet però partendo da Cardini.
    Dobbiamo riattivare un po’ le gambe, siamo un po’ fermi a causa proprio il tempo meteorologico, abbiamo scelto qualcosa di semplice e veloce (fin da mezzogiorno sono previsti dei temporali improvvisi con schiarite veloci).
    Così alle 7:30 siamo già a Croce dei Cardini dove abbiamo parcheggiato la macchina.
    L’escursione di oggi si svolge lungo le strade di servizio degli impianti sciistici di San Giacomo di Roburent.
    La via parte un po’ decisa e la salita si presenta subito un po’ dura ma oltre metà percorso si fa decisamente più dolce, bisogna solo stare attenti ai diversi incroci che s’incontrano ma ci sono i cartelli con le indicazioni e perdersi è praticamente impossibile.
    Arriviamo in vetta molto presto alle 8:50 siamo già dalla croce di vetta.
    Il panorama è stupendo.
    Le Alpi Liguri si presentano ancora innevate nella loro bellezza però qualche nuvola sta già iniziando a fare capolino dalla Valle Tanaro ricoprendo poco per volta le vette del Mongioie, del Pizzo d’Ormea e del Antoroto.
    La pianura è ricoperta da una colte di nebbia, zero neve lungo il percorso e anche la vetta è completamente sgombra.
    Nessun escursionista ha intrapreso questo percorso e quindi il silenzio è totale.
    Ci sediamo introno alla croce per ammirare quello che ci circonda, una nota negativa è la scarsità della manutenzione della zona.
    Intorno agli impianti ci sono diverse reti di protezione, paletti, sporcizia varia lasciata li abbandonata; inoltre c’è una moto slitta ed un gatto delle nevi con le chiavi inserite nel quadro…
    Alle 9:20 dobbiamo già scendere perchè le nuvole stanno diventando minacciose e si dirigono verso di noi.
    Alle 10:00 siamo già dalla macchina.
    Una toccata e fuga che ci serviva per migliorarci un po’ l’umore visto che ultimamente andare in montagna è molto difficile, io che abituato ad andare una o due volte a settimana è un brutto periodo.
    Speriamo che quest’estate sia meglio che ho in mente delle belle escursioni da compiere.
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Una toccata e fuga davvero veloce che serve sempre a riattivare le gambe. Quando eravamo stati noi, il 29 aprile dello scorso anno, avevamo trovato moltissime genzianelle vicino alla croce ma anche lungo il percorso. Visto che non ne fai accenno, quest’anno sono così in ritardo?
      Ciao.

      • Mattia Bertero


        Non ne ho viste nessuna di genzianella. In realtà di vegetazione nei dintorni della cima c’è solo dell’erba appena spuntata con ancora qualche rimasugliolo di erba secca dell’autunno precedente. I fiori in generale sono parecchio indietro, almeno in quella zona. Ciao.

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