Anello del Monte Armetta, 1739 m – Valle Pennavaira

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Il monte Armetta è situato in linea d’aria a due chilometri e mezzo a sud-est di Ormea e divide la valle Tanaro dalla valle Pennavaira. La cima offre panorami che spaziano tra il mare e le cime maggiori delle Alpi Liguri. Nonostante le acque di questa valle defluiscano in territorio Ligure, siamo sempre in provincia di Cuneo.
Accesso in auto: Dal casello autostradale di Ceva percorrere la strada statale n. 28 della valle Tanaro fino a Cantarana (località situata poco prima del colle di Nava). Lì si prende a sinistra la deviazione per i paesini di Capraùna e Alto. Dopo alcuni chilometri di salita, prima di raggiungerli, si perviene al colle di Capraùna (1375 m), dove si lascia l’auto a destra della strada presso il cartello di benvenuto nella valle Pennavaire e una minuscola area pic-nic.

Dati tecnici

  • Ascesa: 700 metri circa
  • Distanza: 13,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.375 metri
  • Altitudine massima: 1.739 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

La valle Pennavaira, perlopiù sconosciuta alla maggior parte dei cuneesi, è situata sui lembi estremi della provincia di Cuneo a confine con quelle di Imperia e Savona e comprende i paesini di Capraùna e Alto. Le acque del rio Pennavaira, nonostante nascano su suolo piemontese, defluiscono nel mar Ligure.

È la prima volta che veniamo a scoprire questi luoghi che si differenziano per diversi aspetti dalle altre vallate cuneesi, ma splendidi proprio in questa loro diversità. Percorreremo alcuni tratti dell’Alta via dei Monti Liguri.

L’itinerario di salita inizia sul colle di Capraùna, dalla parte opposta del parcheggio (1375 m) sul sentiero che si inerpica verso alcuni faggi (palina in partenza).

Dopo una lieve discesa la strada prosegue tra due ali di conifere dove trascuriamo alcune diramazioni a destra e a sinistra, tra cui quella che porta al rifugio Pian dell’Arma (ci passeremo al ritorno). In salita raggiungiamo un tratto roccioso superandolo con un taglio verso destra.

Nel tratto iniziale della salita

Proseguendo la salita su terreno calcareo tra noccioli e larici ci portiamo nelle vicinanze di un grande ripetitore e di un vicino punto panoramico dal quale si apre una gran bella vista sull’arco alpino ad ovest.

La Rocca Tramontina alle nostre spalle

Verso il punto panoramico

Arrivo sul punto panoramico

Val Tanaro dal punto panoramico

Il cammino prosegue sul lato destro del rilievo montuoso del Monte della Guardia (1658 m) e, più avanti, troviamo la deviazione (segnalata) per la cima che si può raggiungere con pochi minuti di percorso.

Un grande cippo in pietra è collocato sulla punta arrotondata ma, come verremo a sapere più tardi, sull’estremità opposta (sud) c’è anche una croce di vetta con… sorpresa.

Cippo sul Monte della Guardia

Il mare in lontananza dal Monte della Guardia

La cima Armetta vista dal Monte della Guardia

Ritornati sui nostri passi, dopo un tratto in pineta, usciamo allo scoperto sul sentiero che taglia grandi praterie pervenendo in leggera discesa alla colla Bassa (1570 m).

Qui si trova anche un bivio per il rifugio Pian dell’Arma e la frazione Alpisella.

Tratto in pineta verso colla Bassa

Dopo un ulteriore tratto di salita, nei pressi di una prominenza rocciosa abbandoniamo il nostro percorso contrassegnato dalle tacche bianco/rosse per seguire a sinistra (ometti) una breve deviazione che porta alla visita della grotta denominata “Garb del Dighea” (indicazione più avanti), sviluppante all’interno della roccia per una lunghezza di 250 metri circa.

Per la visita è necessario munirsi di una buona torcia elettrica.

Sul fianco sinistro di quelle rocce c’è il Garb del Dighea

Tornati all’esterno della grotta, senza tornare sui nostri passi proseguiamo avanti fino ad una fontana, ricongiungendoci poco più in alto al sentiero lasciato in precedenza tra rocce affioranti e qualche betulla.

Nei pressi della lapide di Giorgio Garassino

Sguardo all’indietro

Le numerose tacche bianco/rosse e paline segnaletiche ci conducono poi all’evidente cima piatta del monte Armetta.

Il punto più in alto del monte è sormontato da un grande cippo in pietra contenente, al suo interno, una scatola metallica con il libro di vetta. Dalla cima lo sguardo si posa immediatamente verso la cittadina di Ormea, mille metri più in basso.

Alzando lo sguardo rivediamo le cime Mongioie (2630 m), il Pizzo d’Ormea (2476 m), l’Antoroto (2144 m) e il Bric Mindino (1879 m). A sud-est il mare.

Il cippo sul Monte Armetta

Zoom su Mongioie, Conoia e Pizzo d’Ormea

Zoom sull’abitato di Ormea, mille metri più in basso

Nel frattempo altri escursionisti raggiungono questa panoramica cima.

Per il giro ad anello, dal monte scendiamo nell’opposto avvallamento erboso deviando al fondo con un diagonale a sinistra sulla dorsale, ben segnalata da tacche o paletti in legno, e proseguiamo la lunga discesa verso la conca erbosa denominata Piano del colle (1484 m), a breve distanza da una struttura dei malgari.

Ancora uno sguardo verso l’Armetta e le cime imbiancate del Pizzo d’Ormea, ecc.

Poco oltre perveniamo al bivio e al successivo colle di San Bartolomeo che precede il Monte Dubasso (1545 m)

Dal colle di San Bartolomeo torniamo sui nostri passi seguendo in salita una sterrata, iniziando poco oltre una lunga e costante discesa contornante alcuni vallonetti.

La sterrata proveniente dal colle di San Bartolomeo

Molto più avanti, lasciato sotto il livello stradale alcuni caseggiati (Case Porcile), dopo una semi curva la sterrata si biforca. Lasciato lo stradone in discesa, proseguiamo verso destra (indicazione rifugio Pian dell’Arma) sulla stradina che riprende a salire un tratto abbastanza ripido in direzione di un caseggiato visibile più in alto.

Dopo qualche curva la strada ripiana. Abbandonatala poco più avanti, seguiamo un sentiero (indicazioni per il rifugio) che dopo un taglio sui prati finisce all’interno di una gola caratterizzata da un torrione isolato che aggiriamo a sinistra.

Scendendo nella gola. Al fondo si può scorgere il rifugio

Poco prima del rifugio Pian dell’Arma (1350 m) il sentiero si addolcisce.

La struttura del rifugio, situata a breve distanza dalla Rocca dell’Arma, è molto bella ed è tutta in pietra. Un paio di anni fa un forte vento ha causato ingenti danni al tetto, che è stato riparato anche grazie alla solidarietà di numerose persone ed a qualche evento creato apposta per reperire i fondi.

La gentilezza delle gestrici, abbinata alla buona qualità dei pasti preparati, fa sì che gli escursionisti giungano qui molti numerosi (tel. 337 1083410).

Proprio nel rifugio facciamo l’incontro con Agostino C., nostro fedelissimo lettore con cui ci scambiamo utili informazioni sui percorsi di montagna.

L’accogliente rifugio Pian dell’Arma

Lasciato il rifugio, una trentina di metri più avanti scegliamo il sentiero del baby trekking (palina con l’indicazione per il colle di Caprauna) che, dopo aver mantenuto la sinistra al primo bivio, ci riporta al parcheggio.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Grange Sagneres e Costa Sturana (2630 m) con racchette da neve – Valle Varaita

Precedente Escursione al monte Rubbio, 1591 m – Valle Maira

Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Pian dell’Arma

Rifugio Pian dell’Arma

337-1083410

Strada Provinciale 216, 12070 Caprauna CN

Cartografia essenziale

Carta 19, 1:25.000

Carta 19, 1:25.000

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (9)

  1. marina caramellino


    Bellissimo articolo, mette in risalto la nostra piccola valle sulle Alpi Liguri, divisa fra due regioni e due provincie. La nostra zona cuneese le cui tradizioni hanno resistito al cemento e la natura offre scorci incredibili, così vicini al mare da potersi tuffare, così montagna da godere di biodiversità. Grazie dal Rifugio Pian dell’Arma per parlare di questi luoghi.


    • Ciao Marina. Pensa che mio figlio, dopo essersi fatto raccontare le impressioni di questo percorso, ha voluto tornare sabato con moglie e figlioletta per ripetere grossomodo lo stesso itinerario. Le sue impressioni al ritorno sono state entusiastiche. Come spesso capita, andiamo in genere prima a visitare i luoghi blasonati per accorgerci solo più tardi che le perle le abbiamo in casa nostra. Torneremo sicuramente a farvi visita.

      • marina caramellino


        Che bello….l’hai affascinato, è vero pochi conoscono i luoghi vicino a casa, meglio andare dove ci porta la pubblicità…grazie mille e vi aspettiamo questa volta a mangiare i nostri prodotti tipici. ciao Marina


        • Grazie Marina per l’invito. Torneremo sicuramente anche per rivedere più avanti questi luoghi in fioritura. Dev’essere uno spettacolo unico.
          Ciao, Elio


  2. Ciao Elio, anche noi siamo stati affascinanti da questi luoghi, vicini a casa ma poco conosciuti, oggi io e mio marito abbiamo fatto tutto l’anello, concedendoci un ottimo caffè al rifugio Pian dell’Arma. Grazie ancora per i vostri consigli!
    Daniela e Livio


    • Ciao Daniela e Livio. I luoghi vicini a casa li releghiamo sempre all’ultimo posto. Quando qualcuno ce li fa scoprire, dopo averne visti molti altri, ci rendiamo conto di quante bellezze abbiamo a due passi da casa e del rischio corso nel non poterli vedere mai.

  3. Stefano Badoino


    Più che un commento (è superfluo, l’escursione è bellissima come bellissimi i punti panoramici) vorrei sapere se nelle prossimità dell’attacco al sentiero c’è possibilità di parcheggio auto e…il rifugio fa anche servizio di ristorazione oppure consigliate panetti e borracce?
    Grazie di cuore e…gpx scaricato pronto per l’uso verso inizio luglio 😉
    Buon cammino…passi brevi e lenti!
    (membro CAI Altare)


    • Ciao Stefano. In prossimità del colle di Caprauna c’è possibilità di parcheggio. Non per molte macchine, ma penso che un po’ prima o dopo si possa parcheggiare ugualmente. Al rifugio ho sentito dire che si mangia molto bene, quindi puoi tranquillamente lasciare a casa i panini (magari può essere necessario prenotare). Un po’ d’acqua per il percorso è necessaria.
      Ciao e buona escursione.

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