Anello del Monte Jurin, 2192 m, dal Pian delle Gorre – Valle Pesio

Il monte Jurin è una cima arrotondata che sovrasta Limone, posta sul displuvio tra le valli Pesio e Vermenagna facendosi spazio in cresta tra la cima della Fascia (2495 m) e la punta Mirauda (2157 m).
Accesso in auto: Da Chiusa Pesio occorre entrare in valle Pesio e superare in sequenza le frazioni di Vigna, san Bartolomeo e la località della Certosa. La strada asfaltata prosegue ancora qualche chilometro e termina al pian delle Gorre (1046 m, a pagamento nei fine settimana dell’estate, tutti i giorni dal 1 al 23 agosto).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.290 metri circa
  • Distanza: 17,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.032 metri
  • Altitudine massima: 2.192 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Gias, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dopo il Bec Rosso (2154 m), abbimo nuovamente intenzione di compiere un’escursione all’interno dello stupendo parco naturale del Marguareis che riserva all’escursionista sempre interessanti sorprese. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il pian delle Gorre. Superata la sbarra ci dirigiamo subito a destra della baita-rifugio percorrendo il tratto in diagonale che si infila in uno stupendo bosco di abeti.

Nel tratto iniziale, in discesa, superiamo su passerella in legno un rio laterale poi, poco più avanti su un secondo ponte, il torrente proveniente dalle cascate del Saut. Volgendo a destra, dopo un più ripido tratto in discesa, arriviamo infine presso un ultimo ponte (1005 m) che ignoriamo per svoltare a sinistra sulla mulattiera (indicazioni Pis del Pesio – gias Fontana).

Salendo nel fitto bosco, dopo aver percorso un buon tratto tra abeti e faggi a sinistra dello spumeggiante torrente Pesio e inebriati a tratti dal profumo dell’aglio orsino, pianta bulbosa, erbacea, perenne dall’odore molto pungente, lasciamo a destra un sentiero che scende verso l’osservatorio faunistico.

Brusche impennate ci conducono infine nei pressi del gias Fontana (1218 m).

Arrivo al gias Fontana

Pochi metri dopo (segnalazioni) lasciamo proseguire il percorso che porta alla cascata del Pis del Pesio per imboccare verso destra (indicazioni colla del Vaccarile) il sentiero H12 in discesa fino al torrente dove una breve sosta è d’obbligo per ammirare la bellissima cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio.

La bella cascata salendo verso la Gorgia Furnaza

Oltrepassato il ponte in legno iniziamo un percorso a zig-zag nel fitto bosco. Dopo alcuni minuti di cammino lasciamo a sinistra (sud) un viottolo secondario che porta ad ammirare dall’alto le sorgenti del Pesio. Proseguendo verso ovest ci incuneiamo nella gorgia Furnaza. Oltrepassato un tratto tra i faggi e una zona rocciosa usciamo, più avanti, allo scoperto sulla radura che si protende sotto la cima Baban (2102 m). Alcune giravolte tra i massi nel prato ci conducono ad un bivio (indicazioni su palina e su un masso): a destra si va per la colla Vaccarile (2050 m, sarà la nostra strada del ritorno), a sinistra verso il passo di Baban, il gias dell’Ortica e il passo del Duca (1989 m).

Scelto il percorso di sinistra, in leggera salita raggiungiamo le propaggini della rocciosa testa di Baban, tagliandole con un diagonale ascendente.

Salendo al passo di Baban

Visuale su cima Cars e gias Madonna

Rispetto agli altri il passo di Baban è un’anomalia, in quanto non si tratta della classica insellatura per il passaggio da un vallone ad un altro, ma di un lungo percorso in zona accidentata e un po’ esposta tra faggi e pini mughi che, al termine, ci conduce nel nascosto avvallamento denominato gias dell’Ortica (1870 m).

Dopo aver incrociato una vipera sul sentiero, all’arrivo sul pianoro (6,2 km circa dalla partenza) il paesaggio muta completamente il suo aspetto.

Arrivando al gias dell’Ortica

Ci troviamo ora ai margini della dolomitica bianca conca delle Càrsene che va ad occupare tutta la parte sud dell’avvallamento.

Al centro della conca erbosa si trova una truna e il casotto di sorveglianza del parco (fontana).

Di fronte alla conca delle Carsene

Il gias dell’Ortica

Lasciato immediatamente a sinistra il percorso per il colle del Duca (palina segnaletica) svoltiamo a destra in direzione della capanna Morgantini approdando, più avanti, sulla strada ex militare incompiuta che nelle intenzioni avrebbe dovuto collegare, passando attraverso il passo del Duca, la valle Pesio con la strada Limone/Monesi.

Un centinaio di metri dopo abbandoniamo il percorso diretto alla capanna Morgantini per salire sul sentiero erboso a destra (palina) che conduce al colla del Carbone (2019 m) e al monte Jurin (2192 m) oggetto della presente escursione.

Panorama alle nostre spalle salendo alla colla del Carbone

Lo raggiungiamo dopo alcuni zig-zag.

Cartello alla colla del Carbone

Dalla cima delle Saline (sinistra) al Marguareis (destra)

Dal colle si prospetta una lieve discesa in un’ampia conca, sede di un gias. Il sentiero non scende fino al suo interno ma si mantiene poco più in alto a sinistra sotto le rocce del Cros.

Oltrepassata una lingua di neve, riprendiamo a salire tra le rocce in direzione del monte Jurin.

In discesa dalla colla del Carbone verso il monte Jurin

Nelle vicinanze della cima abbandoniamo il sentiero che prosegue verso la cima Baban e con un traverso su prato puntellato da migliaia di genzianelle andiamo a raggiungere la cima Jurin (2192 m).

Sulle pendici finali del monte Jurin

Dalla punta del Jurin veduta sulle rocce del Cros e cima della Fascia

Bric Costa Rossa dal monte Jurin

Dal piccolo cippo è bellissimo il panorama verso le Rocce del Cros e cima della Fascia (2495 m) e sui più distanti Marguareis (2651 m), cima delle Saline (2615 m) e Mongioie (2630 m). Appena più in basso rivediamo il Bec Rosso (2154 m) salito qualche giorno fa mentre in lontananza a nord spunta il Bric Costa Rossa (2404 m).

Ancora uno zoom sul Marguareis

Il ritorno, che vogliamo fare con un anello, lo iniziamo scendendo un piccolo tratto di cresta (nord) ritrovando poco più avanti il sentiero che prosegue a sinistra della piccola cima Baban, distendendosi poi dolcemente con percorso altalenante verso punta Melasso (2076 m).

Solo dopo altri sali-scendi raggiungiamo la colla Vaccarile (2050 m) dalla quale inizierà la discesa per il ritorno in Valle Pesio, non prima però di esserci rifocillati.

Nuovamente in marcia verso la colla del Vaccarile…

…su dolci praterie

Panorama alle nostre spalle

Colla Vaccarile

A malincuore lasciamo questo angolo di paradiso per scendere verso il gias Vaccarile soprano (1924 m).

Dal gias, il sentiero percorre un tratto in piano verso sinistra (est), per poi abbassarsi e proseguire con un traverso in leggera salita verso destra. Poco oltre passiamo sulla destra di un enorme roccione, da noi denominato “Dente del gigante” proseguendo il cammino sulla mulattiera che cala verso il gias Vaccarile sottano (1722 m).

In discesa verso il sottostante gias soprano del Vaccarile

Dente del Gigante e gias Vaccarile Sottano alla sua sinistra

Qui il sentiero, non molto visibile per via della folta vegetazione, prosegue in cresta fino a raggiungere l’inizio di un boschetto dove svolta decisamente a destra andandosi a ricollegare al bivio per il passo di Baban concludendo così il tratto d’anello.

Svoltando a sinistra ripercorriamo in discesa tutto il percorso nel bosco che scende al gias Fontana, e poi sempre più giù per il ritorno al Pian delle Gorre.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Pian delle Gorre

Rifugio Pian delle Gorre

Cartografia essenziale

Carta n. 114, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie, St. Dalmas de Tende

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

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