Anello del monte Mongioie da Viozene, 2630 m – Valle Tanaro

Dopo una lunga pausa torniamo in valle Tanaro per compiere un bell'anello. Il monte Mongioie, seconda montagna delle Alpi Liguri per altezza, è posto a cavallo tra le valli Ellero e Tanaro. Lo si può raggiungere da più parti: valle Ellero, val Corsaglia e valle Tanaro. Questa volta lo raggiungeremo da quest'ultima con uno straordinario percorso salendo da Viozene al Bocchino d'Aseo e scendendo dalla spettacolare gola delle Scaglie.

Da Cuneo raggiungere Mondovì, dove si prende l'autostrada per Savona. Uscire a Ceva e percorrere la valle Tanaro. Passate le località di Garessio e Ormea raggiungere Ponte di Nava dove si svolta a destra. Una decina di chilometri dopo raggiungere la frazione Viozene e parcheggiare l'auto nello slargo di fronte alla chiesa.

  • Ascesa: 1.360 m circa
  • Distanza: 11,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.242 m
  • Altitudine massima: 2.630 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Il percorso inizia dal fianco destro della chiesa (indicazioni per rifugio Mongioie) su una stradina cementata. Al termine delle ultime case la stradina diventa sterrata e prosegue a zig-zag nel fitto del bosco bosco raggiungendo un praticello con una baita.

Ora un sentiero prende il posto della sterrata e va a raggiungere, più sopra, una seconda baita denominata cabana de Cian Ruscet.

Il sentiero poi prosegue, ancora zigzagando, fino al Pian Rosso (1550 m). Qui si sdoppia con una traccia che, a sinistra, in pochi minuti va a raggiungere il rifugio Mongioie (lo visiteremo al ritorno).

Proseguiamo in salita verso destra tra folti cespugli di ginestra (dev’essere uno spettacolo in primavera), di ontani e, più avanti, di pini mughi.

Avvicinandoci alle ripide falde della Rocca Garba, dopo un lungo tratto di salita nella macchia usciamo con un traverso e, dopo qualche serpentina nel tratto finale, approdiamo alla bella prateria denominata Pian dell’Olio (2083 m).

Da questo punto il paesaggio migliora decisamente e si rafforza la percezione di trovarci nella zona carsica. La salita seguente conduce verso il colletto di fondo valle e, dopo un tratto di salita più ripido, passa un falsopiano puntellato da rocce calcaree.

Il piacevole sentiero conduce infine al Bocchino d’Aseo (2292 m) che affaccia gli sguardi nella val Corsaglia.

Tenendo la sinistra seguiamo ora, su terreno calcareo e un po’ instabile, la ripida traccia di salita al lato est del Mongioie. Durante l’ascesa si presentano alcuni scorci spettacolari rivolti al lago Raschera (2109 m) adagiato in una piana erbosa, mentre in alto sulle rocce, e più spostato a sinistra, con un po’ di attenzione possiamo notare la grande statua della Madonnina, eretta su un poggio della cresta nord del Mongioie.

La salita, faticosa per il tipo di terreno incontrato, termina sul lungo crinale calcareo a metà percorso circa tra la punta del Mongioie e la grande statua della Madonnina.

Svoltando a sud-ovest ci apprestiamo ora a raggiungere la cima che, fortunatamente, troviamo sgombra delle solite nebbie.

Il paesaggio a 360 gradi contempla le numerose cime che abbiamo percorso in questi anni. In basso a ovest rivediamo il cratere erboso Ngoro-Ngoro e più indietro la cima delle Saline (2613 m) e del Pian Ballaur (2603 m). A sud-est spiccano le cime del Pizzo d’Ormea (2476 m) e del Bric Conoia (2524 m).

Riprendiamo la discesa sul lato opposto con un bel percorso che si snoda a ridosso delle Rocche del Garbo abbassandosi nel tratto finale verso l’intaglio del Bocchin delle Scaglie (2325 m), chiuso a destra dalla cima delle Colme (2377 m, dove inizieremo la calata nella fantastica gola delle Scaglie.

Accostandoci agli spettacolari torrioni di roccia calcarea (Bricchi neri) che delimitano il lato sinistro della discesa, dopo un primo tratto semplice la pendenza si fa più vivace. È uno spettacolo unico e rimaniamo affascinati da tanta bellezza.

Più in basso il percorso si sposta al centro del vallone diventando più accidentato. Verso i tre quarti del canalone la ghiaia prende il sopravvento e crea uno scivolo fino a raggiungere i prati erbosi.

Raggiunti i prati inferiori, al termine della discesa possiamo sostare per la pausa pranzo. Riprendiamo in seguito il percorso su una traccia che si perde un pochino. Con qualche spostamento obliquo riconquistiamo il sentiero poco più in basso. Ne percorriamo un breve tratto poi lo lasciamo seguendo una scorciatoia verso destra che si dirige al rifugio Mongioie (1550 m), situato su un tratto pianeggiante in buonissima posizione panoramica. Ha una capienza di 48 posti più un camerone che può ospitare altre 22 persone. Rimarrà ancora aperto nei weekend del mese di ottobre e riaprirà per il periodo natalizio.

Dal rifugio torniamo sul sentiero e lo ripercorriamo in discesa fino alle case di Viozene.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)


  1. Questo percorso non l’ho mai fatto. Sono gia’ salito sulla vetta del Mongioie salendo dal Bocchino dell’Aseo, ma partendo dal rifugio Ettore Allegro alla Balma,passando per il lago della Brignola e il lago Raschera oppure dal rifugio Mondovi passando per il passo delle Saline Prossimamente faro’ questa altra variante cosi’ben descritta corredata di foto favolose, come sempre del resto in tutti i percorsi che pubblicate sul sito.


    • Ciao Bruno. Anche noi l’avevamo già percorso dal rifugio Mondovì e dal lago della Brignola ma mai da Viozene. Abbiamo chiuso questa lacuna. Se lo percorri da qui fai solo attenzione che non ci sia ancora neve perché la discesa dalle Scaglie potrebbe essere problematica. Grazie per i complimenti. Ciao e buona escursione!

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