Anello del monte Vecchio da Limone Piemonte, 1923 m – Valle Vermenagna

Il monte Vecchio è una cima arrotondata che si trova a 2,5 km ad ovest di Limone Piemonte. Gli scenari che si possono godere dalla vetta comprendono tutte le cime che fanno da arco alla valle Vermenagna.

Da Borgo San Dalmazzo percorrere tutta la valle Vermenagna fino a raggiungere Limone Piemonte. Parcheggiare l'auto nell'ampio piazzale nord, posto sul lato sinistro della strada che sale al colle di Tenda appena oltre al primo ingresso al paese.

  • Ascesa: 1.000 m circa
  • Distanza: 13,0 km circa
  • Altitudine partenza: 990 m
  • Altitudine massima: 1.923 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dal parcheggio torniamo sulla strada e passiamo (attraverso le strisce pedonali) sul lato opposto. Imbocchiamo la stradina asfaltata che in leggera discesa prosegue in direzione di alcuni condomini. Al termine dell’ultimo, a sinistra, diamo inizio al percorso sul sentiero che porta a San Maurizio e al colle Cagera (palina).

Dopo qualche centinaio di metri perveniamo ad un trivio: il sentiero a sinistra (lu viasol) sarà la nostra via del ritorno; in leggera discesa parte il sentiero per il Sacrario degli Alpini. Seguendo invece il percorso in salita per il monte Vecchio (palina) proseguiamo per un lungo tratto tra i faggi incrociando più avanti, nel vallone di Gorgia Funsa, la strada che collega la cappella di San Maurizio al colletto di Cagera. Non ci rimane che seguire pedestremente la pista forestale che si snoda con comodi tornanti lungo il versante est del monte Vecchio.

Molto più in su, ad un bivio, lasciamo a destra un piccolo tronco di strada che scende alla croce del passo Colette (1402 m). Proseguendo a sinistra (possibilità di qualche scorciatoia) andiamo a raggiungere il colletto di Cagera (1577 m), posto sul displuvio tra Limone e Vernante. Qui, in lontananza, si possono già intravedere le montagne che dividono il vallon Grande dalla valle Gesso.

La strada ora prosegue a sinistra (sud) tra un varco nei faggi seguendo il lato est della cresta e termina, più avanti, su una radura del monte Vecchio.

Qui troviamo un cartello sentieristico di percorsi che partono da Vernante (la via ‘t la Vila). Ora, costeggiando verso sinistra il margine inferiore di una faggeta, raggiungiamo le spoglie pendici est del monte.

Il sentiero prosegue, per un primo tratto, su una diagonale ascendente e va a conquistare la cresta divisoria tra Limone e Vernante.

Non rimane che serpeggiare sul panoramico cammino di cresta, superare un dosso poco pronunciato e arrivare in vista della cima sormontata da una bella croce in ferro.

All’arrivo, un magnifico panorama ci circonda partendo dal Bric Costa Rossa (2404 m), spostandosi poi su cima della Fascia (2495 m) e proseguendo sui fortini del Colle di Tenda, quindi sulla Rocca dell’Abisso (2755 m) per confondersi sul crinale divisorio e le numerose cime della valle Gesso.

Oggi, purtroppo, le nuvole presenti sui rilievi nascondono gran parte delle cime.

Bello anche il panorama su Limone che giace 900 metri più in basso.

Il ritorno ad anello lo facciamo scendendo verso il colle dell’Arpiola (1700 m), sul sentiero (direzione sud-ovest) che scende le ripide propaggini del versante di Vernante. In basso lo sguardo coglie distante la piccola cappella dei Folchi.

Raggiunti i numerosi cartelli segnaletici dell’Arpiola rientriamo nel versante di Limone percorrendo il lungo sentiero di discesa, tra lavande, qualche ginepro, piante aromatiche e ginestre fino ad una nutrita serie di cartelli segnaletici.

Lì scegliamo il percorso che conduce a Limone e al Garb Camilla.

Una cinquantina di metri dopo, ad una seconda indicazione, seguiamo il medesimo itinerario che anche qui prosegue tra arbusti e una moltitudine di fiori dagli intensi profumi tagliando le basse pendici del monte Vecchio.

Proseguendo nella marcia raggiungiamo le segnaletiche n. 51, dove occorre svoltare sul sentiero di discesa che vira a destra (Limone) e, raggiunta una radura poco più avanti, a sinistra (Lu viasol).

Quest’ultimo tratto di sentiero porta a congiungerci in seguito sulla strada che da Limone conduce ad una cava di silice in disuso.

I più pigri possono da qui scendere direttamente in Limone accorciando il percorso. Chi ha buone gambe e intende ancora proseguire gira invece a sinistra e, risaliti i pochi metri di strada fino al tornante, segue, nell’angolo sinistro, un bellissimo sentiero (indicazione per lu Viasol) che, tra brevi salite a discese, si sviluppa in faggeta e arbusti vari, fino ad un punto panoramico (con panchina) sull’abitato di Limone.

Il sentiero prosegue il suo corso, e noi con lui, chiudendo l’anello, più avanti, al trivio incontrato la mattina. Girando a destra in breve tempo ci ricongiungiamo al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (4)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Questa mattina ho compiuto un escursione in solitaria, Silvia era a Torino con amiche.
    Decido di fare tutto la mattina presto perchè devo sfruttare una finestra di bel tempo, dal primo pomeriggio nella zona sono previsti peggioramenti.
    Con questa escursione al Monte Vecchio che avete compiuto mi avete fatto venire voglia di tornare li, l’ultima volta fu nel Maggio 2015 assieme a Silvia.
    Però non ho compiuto l’intero anello ma sono partito da Tetti Zitun.
    Alle 6:45 sono alla borgata per iniziare l’escursione, non c’è ancora nessuno.
    Il tempo è sereno ma l’umidità nell’aria e nel terreno è altissima.
    Ho seguito una sterrata che prosegue oltre la borgata attraverso i boschi.
    Dopo poco trovo l’incrocio con il sentiero Lou Viasol, svolto a sinistra verso il Colle Arpiola.
    La salita è costante e regolare, più avanti ci s’innoltra nel Vallone Arpiola, il sentiero è ben tenuto ed è impossibile perdersi per la segnaletica sempre presente.
    Patisco un po’ l’umidità dell’aria: sto sudando tanto e la fatica si fa un po’ sentire.
    Arrivo al Colle Arpiola e scopro che sul versante opposto le nubi si stanno già addensando nei dintorni del Monte Pianard e non c’è vento.
    Devo fare in fretta…
    Svolto verso la ripida salita per il Monte Vecchio, la salita vera e propria inizia all’ombra e qui si aggiunge il problema che il terreno non è stato asciugato dal Sole.
    Le pietre sono scivolose e bisogna fare molta attenzione, la ripidezza del sentiero non aiuta.
    Tra una fermata e l’altra per riprendermi arrivo al piccolo pianoro dove incontro ancora un piccolo nevaio che evito accuratamente, un ultimo strappo e vedo la croce di vetta.
    Ci arrivo alle 8:04.
    Il panorama purtroppo è disturbato dalla nebbia che copre la Pianura Cuneese e le nubi stanno aumentando e stanno coprendo le montagne circostanti, si vedono solamente la cresta verso il Bec Baral e in lontananza la Rocca dell’Abisso, la zona della Bisalta e quella dei Forti Est di Tenda.
    Rimango sulla vetta per una mezz’oretta, riprendendo fiato e firmando il libro di vetta.
    Tra l’altro ho beccato gli appunti dell’escursione di questa pagina di Elio e Beppe del 18 Maggio, due pagine prima.
    Alle 8:35 inizio la discesa per lo stesso percorso dell’andata.
    Ho fatto bene: nel vallone mi giro indietro e noto che le nuvole sono sensibilmente aumentate.
    Incontro i primi escursionisti che salgono verso il colle.
    Alle 9:30 sono dalla macchina con i posti disponibili per i parcheggi già occupati dalle macchine presumibilmente degli escursionisti di prima.
    Una gita veloce a causa del progressivo e veloce peggioramento del tempo, però sono soddisfatto di rivedere una zona che apprezzo da sempre che offre dei bei posti lontano dal clamore del turismo di Limone.
    Domani si raddoppia con Silvia, la nostra intenzione è di fare la Rocca Radevil dalla frazione di Demonte che ora non ricordo.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Non c’è più un fine settimana che si salvi da questa pioggia purtroppo. Bisogna fare come fai tu, cioè andare ugualmente con qualsiasi tempo. Siete poi andati alla rocca Radevil?

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        No, alla fine non siamo nemmeno partiti da Mondovì.
        Domenica sono svegliato alle 5:30 per controllare il tempo tramite webcam in diretta e su Demonte e dintorni c’erano già le nuvole nonostante le previsioni indicavano tempo sereno fino alle 14 dove ci sarebbe stato un peggioramento.
        Ho aspettato una mezz’ora ma il tempo non cambiava, così ho cambiato posto ed ho cercato verso la zona di Prato Nevoso dove si prevedeva tempo più stabile ma anche li c’erano già nuvole.
        Volevo fare con Silvia il Mondolè salendo e scendendo dal versante Sud che, secondo informazioni di alcuni escursionisti su Gulliver, è già sgombro da neve.
        Non fidandomi non ho svegliato Silvia e sono tornato a dormire.
        Si è rilevata una scelta giusta perchè il tempo è stato nuvoloso per tutta la giornata nei luoghi che avevo scelto, avremmo fatto un viaggio inutile.
        Riproveremo Sabato per Rocca Radevil.
        Speriamo che sto tempo migliori che non se ne può davvero più di questa pioggia, l’anno scorso 10 mesi di siccità ed ora è da metà Febbraio che il tempo è così…

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