Anello del passo di Scarason, 2302 m – valle Pesio

Lunga escursione con partenza da Pian delle Gorre per il passo del Duca. Si prosegue poi nella Conca delle Carsene verso il passo di Scarason. Sconfinamento in Francia per raggiungere, nuovamente sul versante italiano, la Capanna Morgantini. Discesa al gias dell'Ortica e ritorno infine a pian delle Gorre dal passo di Baban.

Da Chiusa Pesio inoltrarsi nella valle Pesio e superare le frazioni Vigna e San Bartolomeo. Arrivati alla certosa di Pesio svoltare a sinistra, attraversare il ponte e proseguire ancora per tre chilometri fino a raggiungere il pian delle Gorre (1.032 m). Lasciare l’auto nel parcheggio antistante (a pagamento nei fine settimana estivi e tutti i giorni le prime settimane di agosto).

  • Ascesa: 1.490 m circa
  • Distanza: 24,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.032 m
  • Altitudine massima: 2.302 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: gias, passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dal rifugio Pian delle Gorre seguiamo la sterrata che sale, a sinistra del prato, per 1,2 km nel vallone del Salto e termina in uno slargo dove dipartono i sentieri per il rifugio Garelli, il passo del Duca e la punta Marguareis.

Seguendo a destra il percorso per le cascate del Saut, poco più avanti oltrepassiamo il torrente su una passerella proseguendo su una bellissima sterrata che sale gradualmente sul fianco sinistro del pian Cardelle aggirando un costone boscoso.

Più avanti, ridotta a comodo sentiero, proseguiamo fino al gias degli Arpi (1435 m, bivio per la cascata del Pis del Pesio).

Il sentiero poi si dilegua nella conca protetta dalla Testa di Murtel (2066 m), chiusa al fondo dalla Testa del Duca (2052 m).

Non seguiamo la scorciatoia che porta al colle del Prel, invasa dall’erba, ma continuando sulla stradicciola risaliamo tutto l’avvallamento sui piacevoli tornanti sorretti da muri di pietra che conducono infine al colle del Prel soprano, dal quale si gode una bella visuale nel vallone del Marguareis con il rifugio Garelli (1970 m) che spunta dietro un dosso.

Poche centinaia di metri ci separano ormai dal passo del Duca, racchiuso dalle rocce. Al di là entriamo nella conca delle Càrsene, splendida tra le rocce carsiche.

Ora, scendendo poche decine di metri dal passo, andremo a goderci per davvero un paesaggio lunare fatto di rocce bianchissime e splendenti che contornano tutto il paesaggio fino al passo di Scaranson.

Non bisogna venire qui se il terreno è bagnato ma, soprattutto, se può scendere la nebbia, altrimenti ci si perde. In ogni caso ci sono le tacche bianco/rosse che ci guideranno fino al punto più alto dell’escursione.

Dopo aver scavalcato le prime rocce le tracce portano a costeggiare, alla nostra sinistra, le rocce Scarason, mentre a ponente si estende tutto il mare biancastro che va a raggiungere la cima della Fascia (2495 m).

Dopo un lungo tratto raggiungiamo, poco dopo la cima di Piero (2172 m), il colle nord di Scarason (2132 m), dal quale possiamo nuovamente rivedere il rifugio Garelli (1970 m), le cime di Serpentera (2358 m) e il Marguareis (2651 m).

Proseguendo il cammino dobbiamo risalire alcune ripide pendici sotto la cima Scarason (2365 m) con un breve passaggio tra le rocce in direzione di un vistoso ometto.

Ora, su terreno meno difficile si scavalcano alcuni dossi di erba e pietre, si passa sulla destra di un avvallamento e, verso destra, si raggiunge il passo di Scarason (2302 m) sul confine francese, dividendo la conca delle Càrsene dal plan Ambreuge.

Subito notiamo nel verde pianoro la serpeggiante e famosa Via del Sale che da Limone Piemonte va a raggiungere il mare. A est, oltre il Castello delle Aquile (2513 m), si erge la vistosa Punta del Marguareis (2651 m), la cima più alta delle Alpi Liguri.

Ci riteniamo fortunati perché oggi non c’è nebbia così possiamo ammirare un paesaggio lunare e straordinario.

Ma il percorso non è ancora finito.

Dobbiamo ora scendere sul sentiero verso Plan Ambreuge, ma poco prima di raggiungere la sterrata, per non perdere ulteriore dislivello deviamo sulla destra ritrovando il sentiero che prosegue a nord-ovest sotto i monti delle Càrsene, verso la Punta Straldi (2383 m).

Il sentiero/stradina salendo passa ai suoi piedi e, con percorso suggestivo tra bianche rocce ed erba, conduce alla colla Piana di Malaperga.

Una breve discesa, nuovamente in territorio italiano, porta alla capanna Morgantini (2237 m), bivacco a esclusivo uso degli speleologi. Qui ci fermiamo all’esterno per pranzare al sacco.

Più tardi, riprendiamo la via del ritorno scendendo lungo la stradina che con percorso panoramico piacevolissimo, in un tripudio di fiori multicolori, si snoda dolcemente verso il gias dell’Ortica (1836 m).

Nei suoi pressi lasciamo prima a sinistra il sentiero per il passo del Carbone e, poco dopo, quello per il passo del Duca. Girando a sinistra scenderemo nella valle Pesio attraverso il passo di Baban (situato sulla direttrice delle cascate del Pis del Pesio) per poi raggiungere il bivio che sale al colle Vaccarile.

Svoltando a destra, con un percorso tutto nel bosco scenderemo alla cascata del gias Fontana, dove ci raccorderemo al sentiero di discesa verso Pian delle Gorre.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

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