Anello della borgata Narbona – Valle Grana

Narbona è un borgo che sta scomparendo. Abbandonato dai suoi abitanti fin dalla fine degli anni '50 è rimasto così, ancora con i mobili nelle case, fino ai giorni nostri. Ora le intemperie e gli anni che trascorrono lo stanno riducendo ad un ammasso di ruderi. Il borgo, stretto tra la cima Crosetta (2194 m) e la rocca Cernauda (2284 m), è situato nella nascosta comba di Narbona, ad est del monte Tibert.

Dati tecnici

  • Ascesa: 590 metri circa
  • Distanza: 10,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.268 metri
  • Altitudine massima: 1.690 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Borgata, Grangia
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Gennaio 2015. Questo periodo con così poca neve ci invoglia ad intraprendere un percorso ad anello che ci porterà a scoprire il borgo di Narbona, diversamente impossibile da raggiungere durante il periodo invernale.

Colletto, base di partenza dell’escursione, lo raggiungiamo da Cuneo seguendo la strada fino a Caraglio. Da qui deviamo verso Valgrana. Superato poi il paesino di Pradleves raggiungiamo Campomolino e, ad inizio paese, ci infiliamo a destra nella stretta strada a tornanti che raggiunge la borgata Colletto (1268 m) dove troviamo parcheggio su un piccolo piazzale.

Tornati indietro al tornante precedente prendiamo la strada (indicazioni) che si inoltra verso Valliera e Narbona (l’Arbona in dialetto provenzale).

Dopo un po’, ad un bivio, abbandoniamo la strada che prosegue per Valliera e il colle della Margherita seguendo invece il sentiero che incide lateralmente i pendii fortemente scoscesi del vallone di Narbona.

Il percorso iniziale

Alle nostre spalle, Colletto

Durante i primi tratti di salita, sul lato destro, possiamo osservare una massicciata in pietre che serviva da “posa dei morti” (nel periodo invernale i morti venivano custoditi in qualche fienile della borgata e portati al cimitero di Colletto solamente quando non c’erano più problemi con la neve).

Il sentiero prosegue e va a raggiungere su un poggio panoramico un piloncino (pilone di Narbona), dal quale si ha una bella visuale di Campomolino e dell’aguzza Rocca Cucuja (2144 m).

Dal piloncino, veduta su Campomolino

Il piloncino lasciato alle nostre spalle

Contornando asperità rocciose la mulattiera prosegue tenendosi a debita distanza dal fondo valle, procedendo con leggere salite e discese tra betulle, frassini e qualche ginepro e scavalcando di tanto in tanto rivoli laterali.

Tratto del sentiero

Scavalcando alcuni rivoli ghiacciati

Molto in alto, verso destra, possiamo notare le Rocche la Bercia che toccheremo al nostro ritorno. Superando lungo il cammino numerosi rivoli laterali raggiungiamo, ad un bivio, il sentiero proveniente dal fondovalle di Campomolino e, più avanti, ci imbattiamo in una costruzione in pietra denominata “il Tech”.

Poco oltre scavalchiamo un rio che raccoglie le acque di una comba soprastante ed in salita a zig-zag ci inoltriamo verso un lungo viale di frassini che precede la borgata di Narbona (1495 m).

Il viale di frassini che precede la borgata di Narbona

Il paesino, abitato fino alla fine degli anni ’50, è ora in completo stato di abbandono. Facendoci largo tra le macerie delle vecchie case, dopo aver superato la cappella della Madonna della Neve, nella quale sono ancora presenti i banchi di preghiera, girovaghiamo tra le tante antiche abitazioni crollate o che stanno per crollare.

In alcune sono ancora presenti vecchi mobili, testiere di letti, suppellettili varie e altro; fortunatamente una parte è stata portata nel museo etnografico di Campomolino, dove è stato ricostruito l’ambiente montanaro di Narbona utilizzando mobili e suppellettili recuperati nel 2013 anche con l’aiuto di un elicottero;  molto altro è stato razziato.

Sembra comunque impossibile che tante persone (si parla di almeno 120 presenze negli ultimi anni di permanenza) siano vissute in un luogo così isolato, impervio e lontano da tutto.

La borgata è disposta a cascata su una riva scoscesa e d’inverno non vede il sole, che passa dietro la Cima Crosetta (2194 m).

La chiesetta della Madonna della Neve ed alcune case crollate

Lasciata Narbona ed il sentiero che verso sinistra sale alla Cima Crosetta, San Magno e al Monte Tibert, riprendiamo il nostro cammino seguendo quello che, al di sopra della borgata, prosegue in direzione delle grange Coubertrand (1614 m).

Le raggiungiamo con una lieve salita dopo aver aggirato un costone presso il quale è situato l’omonimo punto panoramico.

Al centro dell’immagine, le Rocche la Bercia

In camino verso le grange Coubertrand

Dalle grange Coubertrand parte una sterrata, da poco costruita, che in salita costante si sviluppa tagliando il prativo versante ovest della cresta del Balòu (termine provenzale che significa “balconata, belvedere”)

Presenza di ghiaccio sulla sterrata

Doppiato il costone riprendiamo il percorso verso le Rocche La Bercia e Colle la Bastia (1690 m), che segna il punto più alto dell’escursione odierna, per poi iniziare la discesa che porta alla bella e soleggiata borgata Batuira (1612 m).

Arrivo al colle la Bastia nei pressi di Rocche La Bercia

A Batuira possiamo attingere acqua ad una fontana e sostare tra le case per il pranzo.

In discesa verso le borgate Batuira (a sinistra) e Valliera

Tra le case a Batuira

Più tardi riprendiamo la discesa sui tornanti che scendono in direzione di Valliera, svoltando a destra ad un incrocio e, poco dopo, a sinistra verso Campofei (diretto).

La strada si snoda sul versante soleggiato lasciando distante l’abitato ristrutturato di Valliera che possiamo ammirare splendidamente adagiato su un costone.

Valliera e, sopra, Batuira

Passati poi vicino ad un pilone votivo ci avviciniamo alla successiva borgata Campofei.

Dal pilone votivo

In questo momento si stanno facendo pregevoli lavori di ristrutturazione attorno alla chiesetta.

Arrivo alla borgata di  Campofei

Dal piazzale seguiamo poi una scaletta di pietra che scende in basso nel vallone e poco sotto teniamo la sinistra per tornare a Colletto su sentiero.

Durante la ripida discesa nel bosco di frassini passeremo vicino ad alcune vecchie abitazioni in pietra (l’Arbre), poi al piloncino votivo del Sacro cuore arrivando poco dopo nuovamente tra le case di Colletto.

N.B.: Per saperne di più sulle condizioni di vita della gente di Narbona, può essere interessante la lettura del libro “FINESTRA SUL PASSATO” scritto da Giacomo PAROLA che lì ha trascorso e vissuto, come maestro elementare, l’anno scolastico 1952-1953. Il libro, che ricorda le sue esperienze di insegnante di montagna, è scritto in poche copie che si stanno esaurendo e che si possono ancora trovare presso la libreria “Passepartout” di Caraglio (prezzo attuale 8,00 €).

In discesa da Campofei verso Colletto

La Rocca Cucuja vista dalle case di Colletto

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 14, 1:25.000

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Fraternali Editore

Valle Grana, Bassa Valle Stura di Demonte

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (25)


  1. Bravi fate in modo che le vostre zone siano conosciute e apprezzate avete molti meriti!


  2. Interessantissimo itineraio,grazie e….BUON ANNO!!!:-)


  3. Sono stata quest’estate alle borgate Batuira Valliera e Campofei bellissimo itinerario. La camminata da Colletto a Narbona lo fatta 2 anni fà. Ammiro molto questi percorsi, amo visitare queste borgate questi pezzi di storia che purtroppo un pò alla volta stanno scomparendo. Vorrei proprio ripetere questo percorso d’inverno con la natura spoglia sarà sicuramente molto suggestivo. Grazie mi avete dato una bella idea….


  4. Ciao Elio, complimenti per la bella descrizione di questo itinerario a cui sono molto affezionato, ciao!


  5. Bellissimo itinerario per noi amanti della montagna. Appena possibile provero’ il percorso.
    Grazie
    Daniela


  6. Bellissimi giro, ripetuto oggi: certo che vivere a Narbona doveva essere ben duro.


    • Ciao Claudio, quando ti vedrò a Boves ti farò leggere il libro scritto dal maestro Parola che ha fatto scuola lì per due anni consecutivi. E’ molto interessante e racconta la vita e le peripezie di quegli anni. Ciao


      • Carissimo,
        solo ora ho visto le recensioni e i commenti su Narbona: Io ci sono nato nel 1944 durante la guerra e ci sono rimasto fino al 1960 quando i miei genitori se ne sono andati essendo loro impossibile vivere lì da soli. Sono stato allievo del maestro Parola di Boves frequentando la terza e quarta elementare, poi nel 1954 ho avuto l’opportunità di andare a scuola a Cuneo ritornando però in estate per aiutare i genitori nei lavori di fienagione e pascolando il piccolo gregge che la mia famiglia possedeva.
        Per oltre 30 anni non ci ho più messo piede e solo ultimamente sono tornato e ho anche dormito una notte essendo la nostra casa ancora in buone condizioni essendo stata costruita bene. Sarei lieto di sentirti e contattarti. Ciao a tutti


        • Caro Giulio, benvenuto! Grazie per aver averci scritto e aver dato il tuo contributo di vita vissuta in questa borgata.
          Il maestro Parola vive qui a Boves e se vuoi te lo posso far incontrare. Il suo libro (non so se l’hai già letto) è bellissimo, pieno di aneddoti e ti fa rivivere i tempi di allora.
          Se mi vuoi contattare non hai che da scrivere a questo indirizzo: info@cuneotrekking.com
          Ciao


  7. Non sapevo che esistesse un libro sulla vita di quegli anni di Narbona, come si intitola è lo potrò trovare ancora in vendita? Mi piacerebbe tanto sono una appassionata di quelle letture di vita che facevano a quei tempi. Poi a Narbona ci sono già andata due volte e cerco di immaginare che vita dura avran fatto poveretti!!! Ti ringrazio molto e Buon Anno!!


  8. Ciao a tutti voi.
    Vi scrivo qui per raccontarvi un’escursione assieme a Silvia (la nostra 54° insieme) fatta nelle vicinanze di questo anello della borgata Narbona per parlarvi di un’altra borgata che sta scomparendo: Cauri.
    In verità io un mesetto fà ero già andato in solitaria a Cauri ma mi è talmente piaciuto che ho deciso di portarci anche la mia morosa.
    Così alle 9:20 eccoci alla frazione Cialancia, sopra Pradleves, dove inizia il sentiero per Cauri.
    Il tempo è abbastanza variabile ma ampi sprazzi di sereno ci fanno ben sperare, si sta bene come temperatura anche se un vento gelido ogni tanto fa capolino.
    Dopo aver lasciato la frazione il sentiero s’innoltra a pendenza lieve e regolare in un bosco di castagni.
    L’itinerario si svolge seguendo interamente il versante Nord della Valle Grana in direzione dell’Alta Valle.
    La particolarità del sentiero è il buono stato di conservazione grazie al lavoro degli abitanti della zona di molto tempo fa: alla sua destra in molti punti ci accompagna un bel muretto di pietra mentre a sinistra numerosi tratti di siepi di bosso, una pianta con radici resistentissime che sostengono il sentiero.
    Ogni tanto la pendenza si fa più accentuata mentre in altri ci si avventura in discesa, alla nostra sinistra la Valle Grana si mostra in tutta la sua ripidezza, dall’altro versante il Monte Bram e il Monte Grum sono una presenza costante.
    Più andiamo avanti e più notiamo la estrema cura del sentiero, davvero molto ben tenuto.
    Dopo aver scollinato diversi piccoli versanti di valloni molto piccoli, si arriva al punto più ripido dell’escursione: una serie di tornanti che salgono ripidamente verso un ennesimo scollinamento, qui la salita si fa davvero dura. Inoltre il versante si fa davvero ripido come panorama alla nostra destra
    In cima il panorama si apre verso l’Alta Valle Grana, in lontananza la Punta dell’Omo e il Monte Borel si mostrano nella loro interezza ancora fortemente innevati, sotto di loro in valle ecco Campomilino e più a destra in alto Colletto.
    Ed ecco, arroccata ai bordi del vallone omonimo, Cauri.
    L’ultima parte del sentero è quella tenuta peggio per via di diverse piccole frane che hanno un po’ cancellato la via, niente di grave non ci si perde assolutamente.
    Ed ecco che arriviamo a Cauri dopo un’ora e mezza dalla partenza, senza aver incontrato grosse difficoltà.
    Non è altro che un piccolo nucleo, molto più piccolo della vicina Narbona, ma non meno affascinante.
    Mentre Silvia si concede il giusto riposo, io esploro la borgata.
    Naturalmente la cosa che mi attrae di più è la chiesetta, purtroppo qualche anno fà è crollato il soffitto in direzione dell’altare, cancellando per sempre molti bellissimi affreschi e l’umidità sta distruggendo i rimanenti.
    Un vero peccato che nessuno si sia e si stia operando per salvare questa chiesetta, gli affreschi rimasti hanno ancora bei colori e come motivi sono bellissimi.
    Con un po’ di rammarico in corpo proseguo esplorando nella borgata, come a Narbona nelle case sono ancora presenti molti mobili e oggetti personali dei vecchi abituanti, in molte casa ho trovato ancora il pavimento piastrellato e alcune stanze si vedeva l’intonaco sulle pareti.
    Restiamo li per quasi due ore a goderci l’estremo silenzio rotto solamente dallo scorrere delle acque dei vicini corsi d’acqua e dal canto degli uccelli in festa.
    I fiori, specialmente primule, sono in piena fioritura, la primavera è davvero iniziata.
    Dopo aver mangiato qualcosa per pranzo decidiamo di intraprendere la via del ritorno, anche perchè il tempo ha iniziato a guastarsi.
    Comunque in poco più di un’ora siamo dalla macchina a Cialancia per tornare a casa.
    Piacevolissima escursione su un sentiero balcone tenuto molto bene in molti punti, dove si può godere di un ottimo panorama sulla Valle Grana, non troppo difficile solamente un filino faticosa in un punto. Cauri è uno spettacolo che suscita meraviglia e nostalgia mischiato a rammarico per un tempo che non esiste più e con esso si stanno perdendo degli autentici tesori della montagna, come la chiesetta di Cauri tanto bella quanto trascurata.
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, la tua descrizione così appassionata mi ha fatto venire voglia di andare a conoscere questo posto, che non conosco, sicuramente molto bello. Dimmi solamente, hai ancora trovato neve? anche se dalla descrizione non mi sembra…
      Un saluto a te e Silvia.


      • Ciao Elio.
        No, nessuna presenza di neve sul sentiero, se non piccole macchie sulla parte finale ma ampiamente superabili, da quello che ho visto ieri sembra che, per ora, il limite neve nella zona Valle Grana sia dai 1600 metri in su, Cauri è a 1337 metri e non c’era neve nemmeno nel bosco e sui prati. Se ti interessa sul profilo Facebook di Silvia ci sono le fotografie della nostra gita così ti fai un’idea del percorso.
        E su Alpicuneesi.it c’è l’itinerario descritto dello stesso percorso ed in più c’è la fotografia della chiesetta prima che crollasse giù.
        Merita davvero questa gita, a me è piaciuta davvero tanto.
        Un saluto.


  9. Gentile Elio, innanzitutto complimenti per il sito e per gli spunti che continuamente mettete a disposizione degli amanti della montagna. Io sono già stato due volte a Narbona, effettuando l’anello che comprende anche le altre borgate. Solo ora scopro dell’esistenza del libro del maestro Parola e sarei onorato di poterne acquistare una copia, se ancora possibile. Lei saprebbe indicarmi dove o come trovarlo? Abito in zona Mondovì e posso ritirarlo ovunque. Grazie e cordiali saluti. Valter.


    • Ciao Valter, ti ringrazio per il gentile commento.
      Per il libro di Parola, se ti interessa ne ho uno a disposizione in casa. Visto che proprio domani vado a Mondovì, se mi leggi ancora di questa sera, posso mettermi d’accordo per fartelo avere domattina. Il libro costa 7,00 €. Puoi anche contattarmi su info@cuneotrekking.com
      Fammi sapere. Ciao, a presto


      • Buonasera Elio, grazie per la risposta immediata. Sarebbe perfetto! Mia moglie deve recarsi a Mondovì proprio domattina ma purtroppo non arriverà prima delle 10:30. È un problema o si riesce a combinare? In caso di conferma fammi sapere dove ci si può incontrare e a che ora. Grazie,Valter.(valter.fenoglio@libero.it )

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