Anello della cima Crest, 1852 m – Valle Vermenagna

Il Crest è la cima rocciosa situata a sud-est di Limone che fino alla fine del secolo scorso ospitava lo skilift Marmorera del vallone del Cros. Dalla cima si ha un’ampia visuale sulla parte più alta della valle Vermenagna e sull’abitato di Limone Piemonte.
Accesso in auto: Da Borgo San Dalmazzo inoltrarsi nella valle Vermenagna lungo la provinciale 259. Dopo aver attraversato i paesi di Roccavione, Robilante e Vernante deviare verso il centro di Limone da corso Torino. Percorrerlo fino alla prima rotonda, svoltare a sinistra (via Valleggia) quindi, transitando sotto il cavalcavia del treno, proseguire fino a incrociare e seguire via Almellina e più avanti le indicazioni Barat, Braia, Almellina, lasciando parcheggiata l’auto qualche decina di metri a sinistra.

Dati tecnici

  • Ascesa: 790 metri circa
  • Distanza: 8,7 km circa
  • Altitudine massima: 1.852 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Rifugio, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi vogliamo percorrere un nuovo tracciato, risistemato da pochi giorni dagli amici di Limone. È il vecchio sentiero, in disuso da anni, che da Capanna Chiara portava al Crest.

Lasciamo l’auto sul lato destro della strada sotto gli alberi e ci incamminiamo nel vallone Almellina. Fatte alcune centinaia di metri superiamo il bivio Casali Barat e, poco dopo, svoltiamo a destra (palina Capanna Chiara – Maire Gavel) ed al bivio successivo a sinistra (lasciando a destra il sentiero per Capanna Chiara – Maire Savoia, da cui torneremo).

Salendo nella faggeta

Seguendo la sinistra orografica del vallone Almellina (belle visuali su Limone) proseguiamo un lungo tratto nella faggeta per raggiungere, al termine, i casolari di Maire Gavel.

Visuale verso Limone Piemonte

In arrivo a Maire Gavel

Proseguiamo a destra sulla strada sterrata che passa sopra i casolari per raggiungere, dopo alcune giravolte, Capanna Chiara. Senza svoltare verso la baita-rifugio (ci passeremo al ritorno) seguiamo a sinistra il sentiero che passa tra il piloncino della Madonnina e un decadente caseggiato-garage delle ex sciovie (cartello segnaletico che ci indirizza alla Maire Savoia).

Il percorso ora scavalca un dosso, scende dalla parte opposta poi, con una svolta a sinistra, attraversa un fitto bosco di faggi e betulle.

Tacche giallo/verdi sugli alberi indicano la traccia che si snoda a sali-scendi e va a raggiungere un belvedere, dal quale si apre una gran bella veduta verso i forti del colle di Tenda, la Rocca dell’Abisso (2755 m), il monte Frisson (2637 m), il Bec Baral (2130 m), il colle Arpiola (1700 m) fino al monte Vecchio (1920 m)

Proseguendo il cammino, qualche centinaio di metri dopo ci troviamo a ridosso della Maire Savoia (1493 m), che lasciamo a destra.

Dopo qualche centinaio di metri percorsi all’interno del bosco, nei pressi di una fontana svoltiamo a sinistra (palina Marmorera) iniziando a seguire (tacche gialle) un percorso tra piante di mirtilli.

Poco prima della fontana

Salendo si supera una breve pietraia oltre la quale si transita circondati da una cospicua fioritura di ginestre.

Tratto nella pietraia

Tra le ginestre fiorite

Il percorso poi diventa molto ripido e si mantiene sul lato sinistro di una grande pietraia.

Durante la salita

Da alcuni balconi panoramici che guardano il vallone di San Giovanni possiamo notare, un po’ spostato a destra, un curioso monolite.

Si amplia il panorama verso il vallone di San Giovanni

Il curioso monolite

Intanto verso destra riusciamo a scorgere le ripidissime pareti rocciose del Crest. Dopo alcuni zig-zag il percorso si sposta più a sinistra, entra tra i faggi per uscire appena sotto la cima.

In osservazione da un punto panoramico

Usciti dai faggi

Le tacche gialle proseguono oltre, ma la cima, sormontata dai rottami di un vecchio skilift, è evidente alla nostra destra.

Fuori sentiero verso il vecchio skilift

Abbandonato il sentiero svoltiamo sulle pendici erbose fino cresta. Da lì si aprono profondi baratri che propendono verso il vallone di San Giovanni.

È bellissimo il panorama che guarda il vallone del Cros. Le pendici di cima della Fascia sono completamente rosseggianti di rododendri.

La bellissima cima della Fascia

Dall’arrivo dello skilift abbiamo un’ottima visuale aerea su Capanna Chiara e su Limone.

Strapiombo verso Limone Piemonte e Capanna Chiara (a destra)

Zoom su Limone Piemonte

Il panorama si estende anche alla Bisalta, al Bec Rosso e al monte Jurin.

Per la discesa, che facciamo con un anello, torniamo a riprendere i segni gialli lasciati in precedenza proseguendo verso destra (sud) fino ad una stradina sottostante che seguiamo per un piccolo tratto. La abbandoniamo deviando a sinistra su uno scivolo ghiaioso ritrovando, più in basso, tracce di sentiero. A vista proseguiamo il cammino verso le praterie del vallone del Cros.

Vallone del Cros e cima della Fascia (a destra)

Scendendo verso Capanna Chiara

Raggiunta la sterrata proveniente dal vallone Almellina saliamo il breve tratto che ci riporta a Capanna Chiara per un caffè (buona fontana nei pressi).

Seguendo poi il sentiero sulla destra della piscina ci inoltriamo in una faggeta e dopo un tratto in discesa tra spuntoni di rocce ci tuffiamo nuovamente nel bosco fitto, passando nei pressi di una sorgente, verso i sottostanti Casali Astegiano.

Passate le case il sentiero riparte con una deviazione verso destra (Barat) e segue l’ultimo segmento nel bosco (porre attenzione alle tacche, non sempre evidenti).

Dopo aver guadato un rio riprendiamo sul lato opposto il sentiero che ci riconduce sulla strada e infine al parcheggio.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Capanna Chiara

Capanna Chiara

349-1477907

Cartografia essenziale

Carta n. 114, 1:25.000

Carta n. 114, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Limone Piemonte, Valle delle Meraviglie, St. Dalmas de Tende

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