Anello della Cima del Gias, 2556 m, dalla borgata Castello di Pietraporzio – Valle Stura

La cima del Gias è collocata sulla sinistra orografica della valle Stura a nord di Pietraporzio, sul lato destro del vallone Conforent ed a sud del monte Bodoira (2747 m). È una cima molto panoramica dalla quale si può godere di una vista spettacolare sui valloni del Piz e Pontebernardo oltreché su Marittime e Cozie.
Accesso in auto: Da Pietraporzio salire la strada asfaltata a destra della S.S. 21 dopo la caserma dei Carabinieri ed una pizzeria. Appena prima di entrare nella borgata Castello (1374 m) svoltare a sinistra (fontana) e lasciare l'auto nel primo spiazzo disponibile.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.260 metri circa
  • Distanza: 15,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.336 metri
  • Altitudine massima: 2.556 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Gias, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi faremo un bellissimo anello attraverso l’incantevole vallone Conforent per raggiungere le grandi praterie sud del monte Giordano. Proseguendo risaliremo il versante sud-ovest del monte Bodoira e il colle del Vallonetto (2510 m).

Dopo una breve puntata alla vicina cima del Gias (2556 m) scenderemo alla casa del malgaro (2068 m) riprendendo, al termine della pausa pranzo, la ripida discesa in direzione di Moriglione San Lorenzo (1414 m) e da lì far ritorno, sul sentiero delle pecore, a Castello (1374 m).

Subito dopo aver parcheggiato, come per la salita alla cima della Montagnetta, veniamo affiancati da “Toby”, un cagnolino molto simpatico e educato che conosce alla perfezione questi luoghi che, in qualità di accompagnatore naturalistico, si mette a nostra disposizione per guidarci fedelmente e gratuitamente durante tutta la durata del percorso.

Dal parcheggio seguiamo la strada sterrata che prosegue ad ampi e dolci tornanti.

Dopo qualche curvone lasciamo a destra il sentiero delle pecore che arriva da Moriglione e Sambuco (da qui torneremo al termine del lungo anello) e, proseguendo sempre sulla comoda sterrata con ampie visuali su Pietraporzio e il suo laghetto, poi più avanti su Pontebernardo e Murenz, raggiungiamo un’ampia zona prativa denominata Ciamouset.

Salendo al Ciamouset con vista su Pietraporzio

Qualche metro prima (cartello segnaletico – sentiero P38) svoltiamo a destra sulla stradina che ora si restringe in vista di un lungo percorso che si addentra nel bosco di abeti e pini silvestri.

Il percorso si addentra tra pini silvestri e abeti

A lato di un pino, lasciamo poco più avanti, a sinistra, il sentiero che scende verso Pontebernardo e il rio Conforent. Proseguendo con ampi zig-zag, al termine del bosco ci innalziamo verso ripide pareti dolomitiche con graduale spostamento verso nord-ovest.

Verso le pareti dolomitiche

Altro tratto di percorso

Alcuni tagli tra le rocce rendono più interessante il nostro avanzare concedendo nel frattempo, su balconate panoramiche, spettacolari e ampie vedute sui valloni del Piz e di Pontebernardo e a sud-ovest su tutte le cime delle Marittime.

Veduta da un balcone panoramico

Proseguendo sulla mulattiera

Ci troviamo sul versante più praticabile mentre, sulla parte opposta del rio Conforent, si stagliano verticali pareti di rocce sedimentarie stratificate come sul monte Bersaio (2386 m) o sull’Enciastraia (2965 m).

Dopo un breve lariceto ci troviamo ad affrontare lunghi traversi sul fianco destro della gola che man mano si restringe. Raggiunto il rio Conforent lo guadiamo proseguendo immediatamente sulle chine erbose del versante opposto in ripidissima salita.

I lunghi traversi prima del rio Conforent

Finita la salita raggiungiamo un grande pianoro erboso, sede di un gias. Il luogo ci lascia nuovamente incantati per la bellezza.

La ripida salita e, in basso, il sentiero appena percorso

Qualche metro più avanti, verso sinistra, domina una struttura in legno, probabile rifugio del malgaro e, poco oltre, la cima della Montagnetta.

Lo spettacolo offerto da questo balcone con la giornata splendida odierna è veramente straordinario ed abbraccia tutto l’ampissimo settore che dal monte Vaccia (2472 m) prosegue negli innumerevoli valloni fino all’Enciastraia (2965 m).

Arrivo sulle praterie e cima della Montagnetta

Toby si riposa (colle del Vallonetto sul fondo e cima del Gias a destra)

Sotto di noi invece ripide conformazioni rocciose scendono in picchiata verso la statale della valle Stura.

A nord domina il monte Giordano (2766 m) e più ad est il monte Bodoira (2747 m) tagliato alle falde da una pista sterrata che sale al colle Vallonetto (2510 m).

Salendo sotto le pendici del monte Giordano

Abbandonato ora questo incantevole posto saliamo con un traverso (direzione est) su questa pista che taglia, poco più alto, le falde del monte Giordano.

L’anello procede contornando il monte tra ampie insenature erbose piene di minuscoli fiorellini bianchi e genzianelle con un lungo percorso stradale in direzione del colle del Vallonetto (2510 m).

Tratto del percorso

Verso le pendici del monte Bodoira

Verso il colle del Vallonetto

Colle del Vallonetto e cima del Gias (a destra)

Quando lo raggiungiamo sopraggiunge anche un gruppetto di tre persone, tra cui un ex collega, in arrivo dal colle di Salsas Blancias.

Insieme proseguiamo fino alla cima del Gias (2556 m) con spettacolari vedute verso il sottostante Pietraporzio.

Dal colle, veduta di un tratto del versante appena salito

Dal colle veduta del versante di discesa

Immagine dalla cima del Gias

La discesa da qui si svolge proseguendo un tratto in cresta (per godere del panorama spettacolare sui valloni del Piz e Pontebernardo), poi con ripida discesa sui prati senza seguire sentieri verso la sottostante casa del Malgaro (2068 m) che raggiungiamo facendo sosta per il pranzo.

Arrivo alla casa del malgaro

Toby, il nostro fedele accompagnatore, si accuccia educatamente a due metri di distanza dai nostri sacchi aspettando la ricompensa per averci scortati fin qui. Un po’ di focaccia, qualche dolcino e un po’ di coccole premiano la sua fedeltà.

Riprendiamo la discesa, ora su fondo stradale, che cala in direzione di Sambuco.

Alcuni tornanti, con belle vedute sul monte Bersaio, ci portano infine nei pressi del pilone della Madonna (1913 m) dove abbandoniamo la strada seguendo il ripido sentiero che da lì parte addentrandosi nella pineta sottostante con un primo tratto su terreno sdrucciolevole e un po’ esposto.

Lo seguiamo fino ad incrociare la pista forestale, riprendendolo subito dopo fino alla soglia di Moriglione San Lorenzo.

Seguendo ora la strada che passa leggermente sopra, incrociamo a destra il sentiero delle pecore (evidenziato con l’icona di una pecora nera) che con percorso altalenante ci riporta alla borgata Colletto ed al parcheggio.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)

  1. Gianfranco Conforti


    Bella gita… il cane che vi ha accompagnati e che ha accompagnato anche noi, si chiama Violetta (è una cagna) ed è del pastore anche se preferisce accompagnare gli escursionisti piuttosto che guardare le capre. Comunque complimenti per le descrizioni delle gite.


    • Grazie Gianfranco per la precisazione. E’ la seconda volta che ci accompagna nelle nostre escursioni ed è una cagna molto educata. Ciao.

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