Anello della cima di Pienasea, 3117 m, e bivacco Olivero – Valle Varaita

La cima di Pienasea è situata sulla destra orografica della valle Varaita ed è situata a 1,7 km a nord est del monte Salza. Con un lungo anello, partendo da Genzana, la saliremo per poi digradare nel vallone del Lupo verso il col de Longet facendo breve tappa al nuovo bivacco Olivero. La discesa ai laghi Bes e Bleu ci riporterà infine verso Chianale dove, col sentiero dottor Crotto, torneremo a Genzana per concludere il giro. Stupenda la seconda parte del percorso, meno bella e più faticosa la prima per l'erba alta, alcuni attraversamenti difficoltosi del torrente e assenza di segnalazioni in alcuni punti.

Da Costigliole Saluzzo imboccare la strada provinciale n. 8 della valle Varaita e superare numerosi paesi tra cui Brossasco, Frassino, Sampeyre, Casteldelfino, Pontechianale. Al termine di quest'ultimo raggiungere la frazione di Genzana dove si può parcheggiare direttamente sulla strada per Chianale o tra le case.

  • Ascesa: 1.600 m circa
  • Distanza: 20,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.660 m
  • Altitudine massima: 3.117 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: grangia, lago, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Sulla parte opposta del parcheggio si trovano i cartelli segnaletici per il colle del Lupo. Da lì si scende un breve tratto per passare un ponticello in cemento che supera il torrente Varaita, tenendosi a destra al primo bivio. La stradina riprende subito in forte salita, passa in un varco stretto da un larice e una roccia e, dopo un centinaio di metri, al bivio per Chianale (da qui torneremo al termine dell’anello), si prosegue dritto.

Procedendo sulla destra del torrente Fiutrusa passeremo vicini ad alcune grange (Barbella e Mayer) e, poco prima della grangia sopraelevata del Russi (1912 m), dove la strada sembra terminare, scavalchiamo con un po’ di difficoltà il torrente su due tronchi portandoci sulla destra orografica.

Avanzando all’interno del boschetto, dopo un po’ raggiungiamo un bivio (cartello) lasciando a destra il percorso verso il colle Rastel. Lungo il tratto torniamo a scavalcare alcune volte il torrente Fiutrusa. Dopo qualche centinaio di metri nell’erba alta raggiungiamo, nei pressi della grangia Serre, il bivio per il colle Bondormir (2651 m) che lasciamo a sinistra.

Qui il sentiero si perde un po’. Ricorrendo a qualche dritta dell’amico Mattia Bertero che l’ha percorso due anni fa, piegando con un mezzo giro verso destra (direzione nord-ovest), ci spostiamo verso un distante e lungo spallone erboso sul quale sono visibili alcuni tornanti. Lo spallone inizia dopo le ultime grange (grange Sela).

Troviamo conferma che siamo sul giusto sentiero grazie alle indicazioni su un masso squadrato al bivio per il passo di Fiutrusa (2858 m) e il colle del Lupo (3052 m).

Lo spallone si supera con infiniti tornanti che vanno a morire sotto una bastionata rocciosa. Un’infinità di fiori multicolori rendono allegra la salita, benché faticosa.

Nei pressi della bastionata le tacche ci indirizzano bene nel superare il tratto un po’ franoso che, al termine, si affaccia su una spianata con qualche residuo nevoso.

Avanzando nel percorso raggiungiamo più avanti, oltre uno spallone, un’immensa pietraia dalla quale non si comprende ancora bene l’esatta ubicazione del colle del Lupo. Col senno di poi, se si guarda un po’ a sinistra verso l’alto, si possono notare, addossati ad una parete rocciosa, i ruderi di una ex casermetta. Lì è ubicato il colle del Lupo.

Per raggiungerlo la traccia passa sulla destra di un nevaio poi piega verso sinistra; occorre seguire alcune tacche e qualche rara indicazione presente su vistosi massi.

Nell’ultimo tratto la salita diventa più ardua ma sostenibile. Alcuni cuscinetti di splendide “Silene acaulis” ci accompagnano verso il pendio finale.

Sul colle del Lupo (3052 m) ci troveremo a tu per tu con un bellissimo e maestoso esemplare di stambecco. È senza paragoni il panorama che digrada nell’opposto versante e che raggiunge i laghi Longet.

Girando a destra (est) superando alcuni massi del versante sud, raggiungiamo infine la cima Pienasea (3117 m) usurpando il posto, con un po’ di disappunto, ad una decina di stambecchi rimasti in attesa fino all’ultimo del nostro arrivo.

Ora il panorama si espande a 360 gradi. Verso ovest riconosco le cime dei monti Salza (3326 m) e Mongioia (3340 m) già raggiunte in precedenti escursioni.

A nord-ovest è inconfondibile la sagoma slanciata del Roc della Niera (3177 m), della Rocca Bianca (3064 m), mentre a nord, più in basso, si evidenzia bene la struttura rocciosa della Tour Real (2877 m). Inutile elencare il panorama che si estende dal colle dell’Agnello al Monviso.

Ritornati poi al colle del Lupo cerchiamo un pietrone comodo che funga da panca e tavolo per il pranzo. In questi casi, scherzando, diciamo sempre: meglio essere qui che in un ristorante stellato o, come ripete Fulvio, meglio qui che all’ospedale.

Terminato lo spuntino riprendiamo immediatamente la marcia verso il distante colle Longet, a nord-ovest del vallone del Lupo, dapprima seguendo alcune tacche bianco/rosse, poi lasciate per scendere a vista tra residui di nevai intervallati da minuscoli laghetti incastonati tra le rocce.

La discesa fatta in una giornata come oggi non richiede particolari precauzioni ed è anche molto rilassante e piacevole (da evitare invece in caso di nebbia).

Durante la discesa possiamo già notare, in lontananza, la struttura metallica del nuovo bivacco (2647 m) intitolato a Enrico Olivero, inaugurato nell’agosto del 2018.

È in una posizione piacevole, inserito tra i laghi Longet e Bes. Siamo molto curiosi di vederlo e saremo tra i primi a visitarlo. La struttura interna, ad arco acuto, è molto accogliente, tutta in legno che dà un senso di calore. È dotato di 6 posti letto, due comodi pianali e 6 sgabelli.

Il bivacco rimarrà sempre aperto e potrà divenire comodo punto d’appoggio per molte escursioni.

Ora dobbiamo pensare al ritorno e lo faremo portandoci in discesa al lago Bleu (2533 m).

Superato l’emissario lo costeggiamo fino in fondo per poi seguire il sentiero U21 che scende nel vallone Antolina e poi, piano piano, sulla strada che si va a collegare con la provinciale 251 del colle dell’Agnello.

Svoltando verso destra, dopo qualche centinaio di metri entriamo da monte nel bellissimo paesino di Chianale, percorrendolo fino a valle. Scavalcando il ponticello sul Varaita, prendiamo il sentiero denominato dottor Crotto che, dopo aver inizialmente costeggiato il torrente, prosegue nel bosco verso destra e in un’ora circa ci riconduce a chiudere l’anello nel vallone di Fiutrusa.

Al bivio, svoltando a sinistra, raggiungiamo in breve la provinciale e la frazione di Genzana.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (6)

  1. Sergio Chiappino


    Doppiamente grazie per questa gita. È l’ultima lunga che feci con mio padre, prima che si ammalasse, circa 20 anni fa e ci sono affezionato.
    Soprattutto però per la segnalazione del nuovo bivacco. Mi attira l’idea di fare una sessione fotografica alla luce della luna al col Longet, ma l’assenza di un punto d’appoggio mi ha finora frenato. Forse sfrutterò le ferie di fine agosto.


    • Ciao Sergio. Si, è una lunga escursione, ma quella discesa dal colle del Lupo l’ho trovata spettacolare. Il bivacco è un buon punto d’appoggio per ciò che vuoi fare e lo puoi raggiungere facilmente. Ciao e buona escursione!

  2. Simone Pavia


    Buongiorno Elio.
    Vorrei sapere, a che ora conviene trovarsi sul sentiero? Prendendo anche in considerazione le consuete nubi di metà giornata che rovinano il panorama.
    La scorsa settimana per i Laghi delle Forciolline siamo partiti intorno alle 7.10 da Castello.
    Grazie


    • Ciao Simone. Io sono sempre dell’idea di partire presto il mattino, almeno ora che le giornate sono ancora lunghe, proprio perché il tempo tende a guastarsi intorno a mezzogiorno. Direi almeno di essere lì per le 7 del mattino. Ciao e buona escursione.

  3. Claude MAUGUIER


    Salve !
    Che bella gita, e che colori, che nitidezza, e sopratutto che precisione nella descrizione di tutto (cosa che manca tantissime volte nei racconti), specialmente per il bivacco, utilissimo questo per chi transita in queste zone.
    Mi ricorda una salita (anni 80) al Mte Salza, con un bivacco nel vallone del LUpo (ma quello francese, immediatamente ad ovest del vostro Lupo). http://chemineur.fr/viewtopic.php?t=5909
    Grazie. Ho fatto una bellissima scoperta con questo sito.
    Molto cordialmente.
    C.M.


    • Grazie Claude. Siamo contenti di annoverarti come amico. Nelle nostre descrizioni cerchiamo sempre di immedesimarci in chi intraprende per la prima volta l’escursione e questo ci obbliga ad essere più chiari possibili. Mi sono promesso di fare l’escursione ai monti Salza e Mongioia passando proprio dal vallone del Lupo. Il bivacco francese è ancora presente e in buono stato?
      Grazie ancora Claude per il piacevole commento. Buone escursioni!!!

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