Anello della Punta Steuna (1613 m) – Valle Maira

L’anello si sviluppa sulla destra orografica della valle Maira, a sud ovest di San Damiano Macra e a nord del tratto di dorsale che dal monte Chialmo (2020 m) sale alla Rocca Cernauda (2282 m). Dopo la punta Steuna tocca un laghetto ed alcune belle borgate del comune di San Damiano Macra.
Accesso in auto: Da Dronero si segue la provinciale 422 della valle Maira. Al bivio per le frazioni Tetti e Ruata Prato si svolta a sinistra e si superano i nuclei abitativi di Tetti e Borgetto. Dopo circa 750 metri, si abbandona la strada principale e si svolta a sinistra su una stradina in salita (priva di indicazioni) che va ad inoltrarsi nello stretto Cumbal Moschieres raggiungendo, dopo circa 3 km, la borgata Ruà del Prato (805 m). La strada prosegue a tornanti ancora qualche chilometro fino a Santa Margherita dove si lascia l'auto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 500 metri circa
  • Distanza: 12,3 km circa
  • Altitudine partenza: 1.322 metri
  • Altitudine massima: 1.613 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Borgata, Lago, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Lasciamo l’auto in un piccolo spiazzo qualche metro oltre la località di Santa Margherita (1322 m).

Salendo al piccolo borgo di Santa Margherita

Da lì ci incamminiamo verso il vicino colle Santa Margherita (1330 m) dove, accanto ad una piccola cappella, sono erette numerose stele partigiane (vedi anche l’escursione al monte Tejè).

Svoltando a sinistra del colle proseguiamo lungo la sterrata lasciando qualche decina di metri dopo un sentiero che scende a destra nel bosco e porta alle borgate Bedale e Moschieres (sarà la nostra via di ritorno).

La sterrata si inoltra pigramente sul versante ombroso colonizzato da faggi poi alcune svolte verso sinistra e brevi tornanti ci conducono al colle Giada.

Verso il colle Giada

Dopo una breve discesa (direzione est), si riprende a salire fino alla borgata Assarti (1403 m).

Dalla borgata Assarti

Proseguendo il cammino alle sue spalle, dopo un centinaio di metri abbandoniamo la stradina (che prosegue per il monte Cauri e il colle Gerbido) per svoltare invece verso destra in direzione di una stalla-fienile.

Nei pressi della stalla-fienile

Ad una quindicina di metri alla sinistra del caseggiato parte un labile e mal tenuto sentiero che si dirige diagonalmente nel bosco.

Lo seguiamo per un buon tratto ignorando un sentiero che svolta a sinistra. Proseguiamo verso destra, sulle tracce che per un po’ si perdono, andando a raggiungere la depressione dell’ormai vicino colle di Steuna (1593 m).

A pochi metri dal colle Steuna

Un cippo di pietre e un segnale ci indicano che siamo sul colle.

Colle Steuna e punta Steuna

La punta Steuna (1613 m, il cui nome sta a significare “punta piccola”) è un po’ spostata sul lato destro (nord) e svoltando in quella direzione saliamo gli ultimi metri che precedono la cima. La troviamo circondata da faggi che non ci permettono però di godere il panorama che ci saremmo aspettati (non vale la deviazione).

Torniamo al colle per iniziare la parte più interessante del percorso: un bel sentiero si infila diagonalmente tra le betulle (sud-ovest) e raggiunge poco dopo una radura brulicante di variopinti crocus.

La prima radura

L’ulteriore tratto in discesa termina in una successiva grande radura, resa pittoresca dal bel laghetto di Gourc (1484 m) che viene alimentato da una cascatella proveniente dalla comba di Cauri.

In discesa verso il lago di Gourc (già visibile al centro della foto)

Il laghetto è anche conosciuto come “lago delle rane”: in effetti sulle sue rive ristagnano migliaia di ovetti gelatinosi di questi anfibi pronti a tramutarsi in girini.

Scendendo al lago di Gourc

Il lago visto da un’altra angolazione

Appena più in là è collocata la grangia di Gourc da cui parte una sterrata che a brevi tornanti scende verso la comba di Cauri.

Riprendiamo la strada di discesa

Più avanti si supera un valloncello inciso dal rio Albert, poi la strada attraversa un tratto roccioso e raggiunge l’antico e spettacolare pilone Saliberta.

Nel tratto roccioso

Il suggestivo pilone Saliberta

Con una svolta verso sinistra ci portiamo oltre il rio Levou andando a raggiungere la borgata Girardi (1324 m).

Ingresso nella borgata Girardi

Poche decine di metri dopo, lasciata a sinistra la strada per la borgata Saretto (1330 m), proseguiamo con una discesa su strada asfaltata verso la borgata Filoira. Qui troviamo nei pressi della chiesa un tranquillo posticino per pranzare.

Arrivo alla borgata Filoira

Ripresa la discesa su asfalto, nel primo tornante abbandoniamo la strada per seguire, verso destra, il piacevolissimo sentiero nel bosco (tacche bianco/rosse) che transita dalla borgata Bedale (1221 m), proseguendo poi verso una graziosa cascata.

Scendendo sul bel sentiero oltre la borgata Bedale

Più avanti scavalchiamo il bel ponticello antico sul rio Albert (mulino del rio Albert).

Antico ponte sul rio Albert

Oltre un diroccato piloncino dedicato a San Martino, continuiamo il nostro cammino sul bellissimo single track (ciclabile) che risale prima tra file di frassini e poi di faggi superando alcuni costoni per sbucare, molto più avanti, al bivio presso il colle di Santa Margherita, dove concludiamo quest’anello.

Dal vicino colle di Santa Margherita in pochi minuti torniamo al parcheggio.

Ritorno tra i faggi verso il colle di Santa Margherita

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

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Commenti (8)


  1. Che bel giretto,grazie ragazzi!!!:-)

  2. Elsa pepino


    Fatta il 17/05/17……bellissimo percorso….stupenda la posizione del laghetto dove ci siamo fermati x pranzare. Nei pressi della stalla fienile abbiamo avuto qualche incertezza sul percorso da seguire ma risolto. Grazie! !!!


    • Ciao Elsa. Lo so, è l’unico punto un po’ dubbioso, brava che l’hai risolto. (alcuni passano sulla destra)
      Non sapendo del commento ti ho scritto su facebook. Ciao


  3. Seguito il percorso ad anello per il lago delle rane. Un itinerario insolito con ambienti molto diversi. Oggi abbiamo incontrato diversi escursionisti e quasi tutti con le sue indicazioni “a portata di mano” e tutti molto soddisfatti! Grazie per i suggerimenti, molto utili in mancanza di riferimenti! Davvero un bel percorso.


  4. Meraviglioso percorso fatto sabato 20 maggio: storia partigiana, non più crochi ma campi di violette, laghetto pieno di girini, aquilegia nera a gogò, piloni del ‘700 con affreschi bellissimi, ponticello in pietra delizioso, una macina del vecchio mulino fuori e l’altra ancora dentro la casupola, una fontanella quasi zen fatta con una vecchia tinozza di legno. Sempre fatta l’alta valle, bisogna davvero esplorarla tutta!


    • Bravo Mario, vedo che sei un intenditore e sai veramente apprezzare il bello che abbiamo in casa nostra. Questo denota che hai una buona preparazione alle spalle. E’ con questo spirito giusto e positivo che bisogna affrontare un’escursione. Ciao e buone gite.

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