Anello di Ferrere, 1890 m, con racchette da neve – Valle Stura

Ferrere (o Ferriere) non ha bisogno di presentazioni. È certamente una delle più suggestive borgate della valle Stura. Abitata fino a una cinquantina di anni fa, viene ora frequentata dagli escursionisti prevalentemente al di fuori del periodo invernale per la difficoltà di accesso e la pericolosità del percorso in presenza di neve. Questa escursione, da fare quando la neve è ben assestata, la va a toccare con un bell'anello.

Da Borgo San Dalmazzo seguire la statale 21 della valle Stura superando diversi paesi tra cui Demonte, Vinadio, Pietraporzio e Pontebernardo. Dopo il tunnel delle Barricate proseguire ancora fino al pianoro del Villaggio Primavera. Parcheggiare l'auto a sinistra nel piazzale dell'hotel Roburent.

Escursione da fare solo quando la neve è ben assestata.
  • Ascesa: 630 m circa
  • Distanza: 11,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.500 m
  • Altitudine massima: 1.990 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: borgata, rifugio
  • Equipaggiamento: artva, pala, racchette da neve, sonda
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

15 dicembre 2018. Scegliamo una giornata molto fredda per fare questa escursione. I −9° in partenza scenderanno ancora a −13° durante il cammino.

Parcheggiamo l’auto nel piazzale dell’hotel Roburent presso il Villaggio Primavera (1500 m). Da lì, alle spalle delle case, il percorso, tutto in ombra in questo periodo, segue una stradina asfaltata che si addentra nel vallone Forneris.

Quasi subito lasciamo a destra la stradina che conduce verso un pianoro soprastante (indicazioni per loc. P.te Cavagna, sarà la nostra via di ritorno) per seguire la sterrata innevata che, incuneandosi pigramente nel lungo vallone, prosegue sul lato sinistro (palina segnaletica per Ferrere, sentiero P65) con poco dislivello costeggiando il rio di Ferrere alla sinistra idrografica.

Verso il termine, nei pressi di una presa per captazione d’acqua, al bivio seguiamo il percorso a destra che va a raggiungere un rio laterale (oggi ghiacciato) che superiamo su un ponticello in legno.

Proseguendo a sinistra raggiungiamo una radura. Saliti per alcuni metri verso destra, individuiamo il percorso che si sposta lateralmente a sinistra sotto le falde di un folto boschetto di larici per poi iniziare ad aggredire le ripide propaggini del bosco con stretti tornanti.

Qui troviamo i resti di un muflone, probabilmente sbranato e finito in pasto a un branco di lupi.

Tutto il tratto di salita si svolge nel fitto del lariceto, a destra dell’incassato rio, e si ripiana dopo una stretta gola superiore con vista che da lì può spaziare liberamente nella parte superiore fino alle vette finali.

Il tratto seguente, con slalom tra alcuni grandi massi, raggiunge, al di là del rio, il bivio per il colle di Stau e i Becchi Rossi (palina).

Svoltando invece a destra seguiamo un tracciato longitudinale che termina intersecandosi con il sentiero Ferrere/colle del Ferro (palina). Solo ora veniamo raggiunti dai primi raggi di sole.

Di fronte a noi possiamo vedere a fondo valle il colle del Ferro e il transito per i laghi di Vens. Qui svoltiamo nuovamente a destra sulla traccia che porta in direzione di Ferrere.

Non ci sono orme fresche e dobbiamo battere la traccia su neve intonsa.

Il tratto verso la borgata di Ferrere è abbastanza lungo e costeggia le propaggini scoscese e le rientranze della Serra del Bal prima di allungarsi nel vallone di Ferrere dove si scende per oltrepassare il rio omonimo su un ponticello in legno.

In questo segmento possiamo avere scorci panoramici impagabili verso la borgata che risplende al sole sulla parte opposta, ma sono anche visibili e interessanti le giallastre erosioni a est del paesino.

Con una leggera salita raggiungiamo finalmente Ferrere, frazione di Argentera posta in una splendida e isolata conca pascoliva.

Siamo, ovviamente, i soli presenti su questo territorio e ci godiamo una pace assoluta. Tra le case troviamo facilmente un posto soleggiato per la sosta del pranzo.

Riprendiamo più tardi il cammino sulla strada che conduce a Bersezio.

Dal bivio per la bassa del Colombart (2461 m) iniziamo la discesa. All’altezza del primo tornante seguiamo la scorciatoia tra i larici (indicazione Bersezio) per tagliare alcuni traversi e tornanti della strada.

Al termine della scorciatoia non seguiamo la strada principale che scende diretta a Bersezio ma, seguendo la pista forestale verso destra, iniziamo la discesa che prosegue il suo lungo corso in una folta pineta.

I diversi tornanti ci fanno perdere parecchio dislivello, conducendoci sul finire a un bivio.

Lasciato a sinistra il tronco che porta al ponte Cavagna e Bersezio, seguiamo il percorso a destra che scende su una vicina radura dove sono posti alcuni chalets, al di sotto dei quali inizia la strada asfaltata che ci riconduce infine al parcheggio dove ritroviamo la nostra auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (2)

  1. AGOSTINO COSTIGLIOLO


    Ciao carissimo ELIO. Sono Agostino. E’ mio espresso desiderio dopo aver letto l’ennesima escursione da TE/VOI effettuata, con le temperature e la neve da battere che non sono certo bruscolini, farVI i complimenti. E’ doveroso ringraziarVI sempre per quanto ci trasmettete sia con le scritture sia con le foto, molto molto significative e interpretative per i sentieri che sono stati dal sottoscritto percorsi nel periodo estivo e in anni precedenti. Questo commento è premessa all’AUGURIO di un Buon Anno 2019. Un anno che VI …..sia riconoscente per tutto quello che fate e riuscite a farci vivere via web. Non TI/VI dimentico caro ELIO, la vista per leggere tiene ancora. Oggi per svernare sono andato nei sentieri del Parco di Portofino. Cosa aggiungere……ancora AUGURI A TUTTI!!! A risentirci. Ciao. Agostino Costigliolo


    • Ciao Agostino, è sempre un piacere sentirti e siamo noi a ringraziarti perché continui ancora sempre a seguirci. Noi, dal nostro canto, ce la mettiamo tutta per accontentarti, ma è facile perché con chi ama la montagna come te basta poco per far rivivere momenti esaltanti e di gioia. Che dirti ancora caro Agostino, un grosso augurio e un felice anno 2019 ancora ricco di momenti belli. Cercheremo di mettere ancora altre foto che ti facciano ricordare i nostri bei posti. Ciao e tanti auguri anche da parte di tutti i collaboratori di cuneotrekking!

Risposte a Elio Dutto

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