Anello Lago di Valscura/rifugio Questa, 2388 m – Valle Gesso

Anello in quota tra i più spettacolari delle Alpi Marittime, all’interno dell’antica riserva di caccia del Re Vittorio Emanuele II. Dal Valasco, sul tracciato di un’antica strada militare, raggiungiamo in sequenza i laghi inferiore di Valscura, del Claus e delle Portette arrivando al rifugio Emilio Questa. Lungo la discesa, lieve sconfinamento nel Vallone del Prefouns con ritorno al Valasco passando dalla Val Morta e ritorno, infine, alle Terme di Valdieri.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.040 metri circa
  • Distanza: 22,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.385 metri
  • Altitudine massima: 2.402 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Lago, Rifugio
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Poco prima delle 8:00 entriamo nel parcheggio superiore (costo 5,00 €), delle terme di Valdieri (1385 m).

Il tratto iniziale dell’escursione ricalca la carrozzabile che dal parcheggio prosegue in direzione del pianoro del Valasco. Un chilometro dopo circa, nei pressi della struttura in pietra di una cabina elettrica, abbandoniamo la comoda strada per seguire la scorciatoia che si inoltra nel folto del bosco sul lato destro del torrente (sinistra orografica).

Salendo lungo il lato destro del torrente


Il cammino ci porta, più avanti, a guadare un torrentello che scende dalle falde del Monte Matto. Più sopra incrociamo nuovamente la carrozzabile che ad ampi tornanti prosegue fino al Valasco. Altri tratti in scorciatoia si possono percorrere lungo questa parte del tragitto.

Poco prima del pianoro, a destra, ignoriamo la deviazione per il Colle di Valmiana e il rifugio Livio Bianco (palina); una quindicina di metri dopo facciamo il consueto rifornimento d’acqua ad una buona fontana e, ad inizio pianoro lasciamo ancora a sinistra un sentiero che conduce a quella perla, poco conosciuta e nascosta tra le rocce, che è il lago di Valcuca.

Arrivo al pianoro del Valasco

Proseguendo sulla sterrata transitiamo sulla destra del rio che incide il grande pianoro affiancando poco dopo la Reale Casa di Caccia, divenuta ora rifugio, per portarci, al termine del lungo falsopiano, sul margine superiore della seconda cascata (4,5 km dalla partenza).

La Reale Casa di Caccia del Re (ora rifugio)

Oltrepassato un ponticello in legno, una cinquantina di metri dopo ignoriamo il sentiero che, a sinistra, sale in direzione della Val Morta e del Colletto del Valasco (palina) e continuiamo sulla stradina che, verso destra, si porta verso la bastionata rocciosa. Proseguendo sui tornanti, intorno alla quota di 2000 metri, nei pressi di un grande larice (cartelli –  5,2 km dalla partenza) lasciamo a sinistra il percorso diretto per il rifugio Questa.

Verso nord, dopo essere transitati alla base di una copiosa cascata, abbandoniamo la strada principale per svoltare su una ampia scorciatoia che ci permette di evitare fastidiosi traversi di cammino. Raggiunta nuovamente la strada militare entriamo in una strettoia naturale, inserita tra ferrose rocce di gneiss di colore rosso mattone (da cui trae origine il nome Valscura).

Nella strettoia naturale che precede il lago inferiore di Valscura

Superati alcuni tornanti, nei pressi della deviazione per i laghi di Valrossa, con un pò di attenzione possiamo “léggere” il fenomeno dell’erosione dei ghiacciai su un lungo tratto di rocce levigate. Lasciate alle spalle alcune caserme semidiroccate, raggiungiamo le sponde del bellissimo lago inferiore di Valscura (2274 m) (8 km dalla partenza).

Il lago inferiore di Valscura

Qui ci fermiamo un attimo in compagnia di un gruppo di escursionisti Toscani diretti verso il vallone di Riofreddo. Ignorata la strada che a destra del lago prosegue per il Colletto di Valscura, la Bassa del Druos e il Malinvern e costeggiato invece l’inizio lago verso sinistra, raggiungiamo la mulattiera che si impenna superando un ripido sperone per poi distendersi immediatamente nella valletta retrostante.

In risalita dal lago di Valscura

Approdiamo nella valletta successiva

Ciò che più lascia di stucco l’escursionista è il trovare, poche decine di metri dopo ed a questa quota (siamo oltre i 2300 m), una strada lastricata costruita dagli alpini più di cento anni fa, perfettamente livellata come fosse stata appena tracciata. Fulvio ed io ogni volta che torniamo in questo luogo continuiamo a rimanere stupiti per questa meraviglia che l’uomo è riuscito a fare.

Il tratto di strada lastricata che lascia sempre stupiti

Ancora sul tratto di strada lastricata

Prima di svoltare nell’anfiteatro del Claus

La strada riprende a salire un pochino seguendo l’andamento del terreno per svoltare nell’anfiteatro nascosto dominato dalla Testa del Claus (2889 m). Dopo aver costeggiato numerosi e minuscoli specchi d’acqua, affianchiamo lo spettacolare lago del Claus (2344 m) che racchiude, al suo interno, anche una piccola isoletta.

Laghetti sul nostro cammino. Al fondo, la Val Morta

Il lago del Claus

A fine lago, ad un bivio (cartelli) ignoriamo il sentiero di discesa che riporta al Valasco e risaliamo un lieve tratto (2402 m, massima elevazione dell’escursione) per discendere verso le pietraie che ci separano ancora dall’ormai vicino rifugio Questa (2388 m).

Dopo un sali-scendi siamo in vista del rifugio che rivediamo con molto piacere (10,5 km dalla partenza).

In vicinanza del rifugio Questa

Il lago delle Portette

Scelto un posticino panoramico, ci piazziamo sulle rive del lago delle Portette (2361 m) per consumare il nostro pasto. Bellissimo il panorama sulla Testa di Tablasses, sulle Creste Savoia ma anche verso nord sulla lontana Rocca della Paur ed il Colle est della Paur, Cima di Valmiana e Monte Matto.

Sulle rive del lago delle Portette

Dal rifugio sguardo verso la lontana Valrossa

Più tardi riprendiamo la strada del ritorno che vogliamo percorrere attraverso la Val Morta. Dal rifugio alcuni tornanti ci riportano in basso sulla strada militare. Tralasciando il sentiero diretto che scende al Valasco, proseguiamo dolcemente verso sud-est incrociando una bella cascatella d’acqua. Superati in seguito due tornanti, ci rechiamo al bivio per il vallone del Prefouns.

La tentazione di tornare a rivedere questo selvaggio vallone è troppo grande e poi devo accontentare Fulvio che è innamoratissimo di questo luogo. Deviamo quindi verso destra per alcune centinaia di metri, anche perché vogliamo renderci conto dello stato nevoso al Passo di Prefouns in vista di una prossima escursione da quelle parti.

Testa di Tablasses e il canalone innevato

Tornati sulla strada militare, seguiamo il tratto in discesa fino al centro della Val Morta. Lasciato quindi a destra il percorso che conduce al Colletto del Valasco, svoltiamo verso nord-ovest percorrendo tutto il sentiero di discesa che ci riporta a richiudere l’anello al margine superiore della cascata.

Il tratto di discesa alle Terme di Valdieri prosegue infine sulle orme del percorso del mattino.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Bibliografia

In cerca dei fiori. 28 escursioni floristiche da Capo Noli al Monviso

In cerca dei fiori. 28 escursioni floristiche da Capo Noli al Monviso

Giorgio Pallavicini et al.

Blu Edizioni, 2017

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (14)


  1. Mannaggia ci inseguiamo sempre e a volte ci divide un solo valico!!!:-)
    …anche oggi son stato vicino alla vostra escursione ed ho fatto una bella camminata nel “Vallone del Rio Freddo”,era la prima esperienza in questa valle e mi ha stupito tantissimo,praticamente abbiamo fatto l’itinerario che parte dal parcheggio a 1500 e passando dal “Rifugio Malinvern” siamo andati fino ai “Laghi d’Orgials”!
    Il giro per il “Rifugio Questa” al contrario con tappa(a me sconosciuta)della Val Morta mi incuriosisce abbastanza!
    Devo dire che le foto con la neve intorno ai laghi sono molto affascinanti pero’ mi incuriosisce un particolare…come mai classificate “EE” la difficolta’?!grazie…

    • Cuneotrekking


      Ciao Claus. Pensando che in caso di nebbia possono esserci dei problemi lungo il tratto che dal lago porta al rifugio ci siamo mantenuti su quel giudizio anche se, in effetti, il percorso è ben tracciato.


  2. Ciao,
    ho fatto ieri questo giro. Veramente molto panoramico e bello.
    Come prima punta cosa mi suggerireste di fare in questo periodo?
    Grazie ed ancora complimenti per le vs. descrizioni

    • Cuneotrekking


      Ciao Erika, grazie mille per i complimenti. Non conoscendo il tuo grado di preparazione potrei suggerirti la Cima Saben (da S.Antonio di Aradolo). Non è molto alta ma è molto panoramica.
      Ciao e buona escursione!!!

  3. pepino elsa


    Ciao, quali sono i tempi di percorrenza di questa escursione? Giugno è troppo presto come periodo? Bellissime. Foto…grazie


    • Ciao Elsa. Giugno è già un buon periodo per l’escursione. E’ possibile che potrai ancora trovare residui di neve nel tratto oltre il lago di Valscura che va verso il rifugio Questa. I tempi per l’escursione possono aggirarsi intorno alle 6 ore. Il luogo è incantevole…

  4. Andrea Costa


    Domanda “stupida”…6 ore a tornare alla base o per arrivare al rifugio?

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi vi presento la 43° escursione che ho fatto con mia morosa da quando stiamo insieme e la destinazione è proprio questo famoso anello dei Laghi di Valasco.
    In verità ci eravamo stati già tre anni fa ma eravamo arrivati solamente fino al Lago Inferiore di Valscura senza proseguire oltre, quindi bisognava tappare questa lacuna.
    A differenza vostra però abbiamo fatto il giro inverso arrivando prima al Rifugio Questa e poi proseguendo verso i laghi per poi tornare indietro.
    Alle 7:45 partenza dal piazzale del parcheggio a pagamento alle Terme di Valdieri.
    La giornata si presenta stupenda, un azzurro intenso senza nuvole.
    L’avvicinamento verso la Piana di Valasco si presenta facile, utilizzando le scorciatoie.
    Alle porte del pianoro sorge il Sole dietro i pendii del Vallone di Lourousa e non ci abbandonerà più per il resto dell’escursione, nessuna nuvola da tutte le direzioni.
    Poi inizia la salita verso il rifugio e qui la mia morosa inizia un po’ a patire la salita visto che è un po’ fuori allenamento, così sono costretto a diverse fermate per aspettarla.
    Al bivio del pino secolare (sentiero GTA verso il Lago di Valscura Inferiore) svoltiamo verso il Questa, lungo questo sentiero troviamo ancora dei lamponi maturi rimasti incolti dai precedenti escursionisti, li raccogliamo per una piccola scorta da utilizzare durante il cammino.
    La salita è ripida in molti punti, inoltre il sole batte forte e c’è solamente un leggero venticello a contrastarlo.
    Negli ultimi tornanti prima del rifugio, quelli dopo che il sentiero dal piano sbuca nella rotabile militare superandolo e proseguendo oltre, le mie gambe hanno un leggero segno di cedimento.
    Io e Silvia abbiamo due passi diversi, il mio è un po’ più veloce rispetto al suo, così dopo l’incrocio con il pino secolare, mi sono accodato a lei per dargli un po’ di forza visto che era in difficoltà ma le mie gambe ne hanno un po’ risentito per il diverso passo imposto.
    Arriviamo al Questa dopo 3 ore e 10 minuti dalla partenza alle Terme.
    Il paesaggio è stupendo (il Monte Matto la fa da padrone, l’Argentera verso destra si nasconda, in basso l’ampissimo Piano del Valasco in tutto il suo splendore), un vero e proprio balcone su questo angolo della Valle Gesso, la giornata poi è stupenda a parte la nebbia di calore verso la pianura ed il panorama è spettacolare, uno dei più belli che io abbia mai visto nelle nostre vallate; il vicinissimo Lago delle Portette ha un bel colore blu e riflette le montagne vicine come uno specchio.
    Bellissimo, sembra uscito dal mondo delle favole…
    Ci fermiamo al rifugio per un pranzo al sacco sulle panchine.
    Un simpatico cane bianco e nero, credo appartenente al gestore del rifugio, di nome Carletto aspetta paziente un pezzo del nostro pranzo, che gli cediamo volentieri.
    Dopo un’ora ripartiamo in direzione del Lago del Claus, le mie gambe e quelle di mia morosa sono perfettamente operative grazie anche ad un bel pezzo di cioccolato fondente ed una Coca Cola presa al rifugio.
    Dopo un quarto d’ora più o meno ecco il secondo lago (Lago del Claus), particolare per la sua forma con i suoi anfratti e isolotti sparsi; non ci fermiamo e continuiamo.
    La rotabile militare si presenta in tutto il suo splendore, il punto che avete impresso nella foto e meravigliosamente in ottimo stato e si leggono molte date di Inizio Novecento incise sulle rocce ai suoi lati.
    Arriviamo al Lago di Valscura Inferiore, secondo me il più bello dei tre, sulle sue sponde c’è tanta gente a prendere il Sole o in sosta.
    Nemmeno qui ci fermiamo e iniziamo la discesa verso il Piano del Valasco.
    Siamo stanchi e la discesa si presenta molto ma molto lunga, al Rifugio Valasco c’è della musica e scopriamo che c’è una piccola festa con musica occitana.
    Anche qui passiamo oltre subito, vogliamo tornare alla macchina.
    Il Sole del pomeriggio batte forte ma esce un graditissimo vento freddo.
    Ci arriviamo alle 15:40 dopo 6 ore e mezza di cammino totale senza contare le soste.
    Bellissima gita anche se lunga, in uno dei posti più belli delle Alpi Marittime, solo una cosa non mi è piaciuta: la molta gente che lo percorreva.
    D’altronde è Domenica e questo anello è tra i più famosi della provincia, è normale trovare tante persone.
    Personalmente la montagna mi piace quando fa sentire la sua voce tramite il vento, lo scorrere dell’acqua, il suo silenzio. Mi piace viverla appieno nel pieno rispetto della sua magnificenza e bellezza, immerso dentro essa, ma l’unico giorno che possiamo andare tra i monti è proprio la Domenica e questo anello lo volevamo fare, per cui pazienza :-).
    Alla prossima escursione :-).
    Un saluto da Mattia e Silvia di Mondovì.


    • Ciao Mattia e grazie per la nuova escursione. Fatta in compagnia di Silvia acquista certamente più sapore e questo traspare dalle tue parole, anche se ti ha fatto pazientare un po’ per questione di passo. Se continui a portarla con te i suoi muscoli si rafforzeranno. Lo stesso giro l’avevo fatto una quindicina di giorni fa (leggi l’escursione al Questa e Passo Portette), aggiungendo solamente la salita al Passo.
      Comunque hai ragione, questi posti sono tra i più belli che abbiamo nella nostra Provincia. Un’altra volta, se ne hai voglia, sali fino alla Bassa del Druos e troverai sul percorso altri laghi stupendi.
      Un grosso saluto e ti aspettiamo per la prossima puntata. Naturalmente un abbraccio anche a Silvia. Ciao

      • Mattia Bertero


        Ciao Elio.
        L’avevo vista l’escursione che avevi fatto aggiungendo il Passo Portette ed infatti volevo farla esattamente come l’avevi intrapresa, ma arrivati al Questa, vista la situazione delle nostre gambe, ho decise di compiere solamente il classico anello.
        Ho visto le immagini dei Laghi alla Bassa del Druos, sono bellissimi e se in futuro sarò di nuovo al Valasco ci farò un pensierino.
        Un saluto e grazie per i consigli Elio.
        E’ sempre un vero piacere scambiare quattro parole sul vostro sito, con qualcuno di grande competenza come te ed il tuo gruppo, di questa passione e di questo amore che abbiamo per la montagna.

  6. pepino elsa


    Fatto questo magnifico giro sabato 5 settembre salendo da Valscura……il tratto fino al Valasco mi ha regalato un profumo di resina .il Lago di Valscura mi da sempre un’emozione particolare magica ….da li in poi panorama spettacolare….non conosco i nomi delle cime ma mi piacerebbe sapere quale è la Cresta Savoia. Con tutta la calma che questi percorsi meritano abbiamo impiegato 7 ore e 15 senza contare colazione al Valasco , altre pause x foto. Grazie per i vostri preziosi e ricchi articoli.


    • Le Creste Savoia sono situate sulla destra quando sali nel vallone di Prefouns. Il vallone di Prefouns lo incontri a circa metà strada se scendi dal rifugio Questa verso la Val Morta.Le Creste le puoi notare nella dodicesima foto di questa escursione e le vedi in fondo a sinistra del lago delle Portette.

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