Con racchette da neve al Bric Rutund, 2443 m – Valle Varaita

Il Bric Rutund è una protuberanza rocciosa situata sulla destra orografica della valle Varaita locata circa 600 metri a nord delle guglie del Bric Camosciera (2934 m). L’esposizione a nord fa sì che la neve presente rimanga bella ed abbondante.

Superare nella valle Varaita numerosi abitati tra cui Sampeyre e Casteldelfino. Poco dopo quest’ultimo paese si prende la deviazione a sinistra per Bellino. Lasciate alle spalle alcune graziose borgate, dopo qualche chilometro si raggiunge Chiazale (1710 m). Proseguendo ancora per circa un chilometro fino al Ponte Pelvo si posa l’auto lungo la strada.

  • Ascesa: 700 m circa
  • Distanza: 7,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.762 m
  • Altitudine massima: 2.443 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, vetta
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Torniamo in valle Varaita per compiere un bel percorso che si rivelerà molto appagante dal punto di vista panoramico. Alla partenza ho la gradita sorpresa di trovare un ex collega che non vedevo da anni in compagnia di alcuni amici. Condivideremo la salita insieme.

Lasciamo l’auto sul ciglio della strada un chilometro circa dopo Chiazale, nei pressi di un ponte che supera il torrente Varaita di Bellino (1762 m). Scendendo verso il ponte affianchiamo una nuova centralina elettrica costruita in pietra e saliamo verso il vallone Camosciera raggiungendo poco dopo la bella grangia Reou (1793 m).

Dribblando alcune volte il torrente lo scavalchiamo sulla sinistra orografica e seguendo alcune tracce risaliamo nella neve per un lungo tratto sotto le pendici nevose del monte Maurel (2605 m) e della punta Rasis (2628 m).

Poco prima dello sbarramento roccioso che chiude il percorso ripassiamo sulla destra orografica (sinistra) iniziando un lungo e tortuoso tratto verso est nel lariceto che colonizza tutto il versante ovest del Bric Rutund.

Cercando i punti più vulnerabili scavalchiamo alcuni tratti cosparsi di pietroni e blocchi rocciosi affioranti seguendo sempre la direzione del bric fino a portarci sulle radure soprastanti e sugli ultimi ripidi pendii che risalgono la cresta finale.

Raggiungiamo il piccolo pianoro che precede la vera cima quando il sole sta posando dolcemente i primi raggi sul manto nevoso.

Da questo punto il panorama è sublime e da sinistra a destra possiamo osservare Rocca la Marchisa (3074 m) e, dietro la Costa Sturana, i monti Faraut (3042 m) e Maniglia (3177 m), la Tête de l’Autaret (3015 m), il Pelvo di Ciabrera (3151 m) e via via tutte le cime che confluiscono all’orizzonte verso il Monviso.

Mentre gli amici con cui abbiamo affrontato la salita insieme stanno scendendo, con Beppe risalgo ancora le pendici sulla destra che conducono alla vera cima del Bric Rutund fermandoci a quota 2443 m.

Tornati sul pianoro pervengono anche due sci alpinisti.

Iniziamo subito dopo la discesa, più diretta, con un percorso ad anello verso l’ampio lariceto sottostante e la grangia Reou.

Trovato un buon posto ci fermiamo per pranzare poco sotto la cima. Infine riprendiamo la discesa senza percorso obbligato seguendo anche un po’ le tracce di chi ci ha preceduto. Bellissima escursione svolta in mezzo a paesaggi affascinanti.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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