Curnìs Auta: anello ai monti Tre Mulets, 2393 m, Viribianc, 2477 m, e Viridio, 2498 m – Valle Stura

La “Curnìs Auta” (che tradotto dal piemontese significa "Alta cresta") è un nome appropriato che definisce il lungo percorso che parte da Cervasca e, con uno sviluppo di circa 45 km, divide la Valle Grana dal vallone dell’Arma raggiungendo il Colle di Fauniera (o Colle dei Morti). L’anello che abbiamo percorso oggi ci ha portati a solcare tre delle cime finali: Tre Mulets, Viribianc (che significa cima di roccia biancastra) e Viridio (montagna verdeggiante).

Dati tecnici

  • Ascesa: 860 metri circa
  • Distanza: 10,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.840 metri
  • Altitudine massima: 2.498 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello:
  • Cartografia: IGC – Carta 112
  • Partenza: Indicazioni stradali

Luglio 2014. Da tempo Fulvio ci propone un anello che contempla un tratto molto interessante della “Curnìs Auta”, sul divisorio tra il Vallone dell’Arma e la Valle Grana. Anello che consigliamo di fare con tempo sicuro, senza nebbia. La base di partenza dell’escursione è situata un centinaio di metri prima del rifugio Carbonetto (1874 m), raggiungibile da Demonte seguendo la strada asfaltata risalente al colle di Fauniera.

Dopo circa 18 km percorsi in auto si parcheggia in uno slargo stradale, pochi metri prima della deviazione per il Gias Viribianc superirore (palina segnaletica). Inforcata la strada sterrata che conduce al gias suddetto, la seguiamo fedelmente fino a raggiungere la malga del pastore (1945 m – km 2,60 dalla partenza).

Bellissimo il tratto appena concluso che offre panorami mozzafiato ad est sulla Pera Puntua (2082 m) e il Monte Gorfi (2203 m), ma anche sul lato opposto del vallone (sud-ovest) verso i monti Nebiùs (2600 m), Omo (2615 m), Savi (2615 m) e Salè (2630 m).

Seguendo un sentierino delimitato da pietre risalente la sinistra del gias raggiungiamo dopo poco il bivio per il Colle Viribianc. Lasciato a destra il percorso per la Pera Puntua saliamo le pendici erbose (ometti e qualche segnale) che si dirigono direttamente alla cresta. La direzione da tenere è quella che punta verso un grande masso quadrato.

Raggiunto il Colle Viribianc (2187 m – 3,84 km dalla partenza) rivediamo sul versante opposto la Rocca Cucuja. Riprendiamo la salita scavalcando un primo dosso per poi proseguire verso un ammasso roccioso che si supera aiutandosi con le mani con divertente percorso.

Oltre, si prosegue superando svariati dossi erbosi che conducono sulla Cima dei tre Mulets (2393 m – 4,53 km dalla partenza). Qui lo sguardo può spaziare molto più distante e a 360°.

Ora dobbiamo affrontare una discesa di una novantina di metri che termina al Colle d’I Mulets (2310 m). Le tacche rosse, sempre ben presenti e visibili lungo tutto il percorso, ci fanno puntare alla base rocciosa del Monte Viribianc. Aggirandolo sul lato destro (lato Val Grana), si supera una placca nevosa e raggiunta una spalla si prosegue sul retro a sinistra.

Il tratto, a zig-zag, porta su una selletta che si colloca tra due punte: a sinistra la cima quotata 2462 metri con piccola croce in legno, a destra il Monte Viribianc. Purtroppo una eccezionale grandinata del giorno precedente ha distrutto quassù grandi cespi di stelle alpine.

Dalla vetta del Viribianc, molto panoramica, (2477 m – km 5,37 dalla partenza) ci attende ora la discesa fino al pietroso valico del Passo Viridio (2390 m).

Grandi quantità di pietre dalle forme particolari attirano la nostra attenzione.

Ci fermiamo un attimo per ammirarne le fattezze. Riprendiamo poi la marcia sulla grande pietraia biancastra che sta alla base del Monte Viridio che andremo a raggiungere dopo aver superato una balza. Una piccola croce in ferro, con libro di vetta ci accolgono (2498 m – km 6,54 dalla partenza).

Dalla cima vediamo molto distintamente il santuario di San Magno e alle sue spalle il monte Tibert. Immenso il paesaggio a sud e ad ovest, con Rocca la Meja e il Becco Grande tra le nuvole.

Riprendiamo in seguito la marcia proseguendo verso ovest. Troviamo un buon posto panoramico per pranzare.

Al termine, seguendo la cresta, ci portiamo alla prima sella erbosa in prossimità del Passo Parvo (2400 m), dalla quale svoltiamo a sinistra sul sentiero che obliquamente andrà a tagliare le ampie praterie che stanno alla base del Monte Viridio fino a raggiungere un larice isolato.

Dal larice proseguiamo la discesa verso una gigantesca vasca in cemento con fontana. Senza seguire più sentieri ci dirigiamo poi, a vista, sulla sterrata sottostante ed, in breve, al parcheggio.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Cartografia essenziale

Carta 112, Valle Stura, Vinadio, Argentera

(2015)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)


  1. Mi sembra una bellissima gita; quando l’avete fatta? Domenica scorsa?


  2. Sarebbe possibile, nel tracciato GPS che sviluppate mettere delle descrizioni? Perchè vedere dei segnalini, bandierine, ecc., ma non sapere a che cosa si riferiscono….
    Io quando metto dei waypoint li denomino con qualche nome riconoscibile nel tempo (es. parcheggio auto, cima….., gias….). Credo sia di molto aiuto.


    • Ciao Albino. Prova a cliccare sul singolo segnalino o sulla bandierina e vedrai che troverai la descrizione di quel punto. La stessa cosa vale per tutti i nostri tracciati GPS. Ciao.


  3. Ciao a tutti e complimenti come sempre per le “vie escursionistiche” che aprite per noi, prima o poi ci starebbe anche un libro “best of”.
    Vedo che l’avete indicata come EE vale solo in caso di nebbia?


    • Ciao Enrico. Il percorso in cresta è ottimamente segnalato dalle tacche rosse. Non è del tutto segnalato il percorso di discesa che bisogna un po’ indovinare. Certamente senza nebbia, con un po’ d’orientamento, tutto diventa più facile.
      Grazie per i complimenti!!!


  4. Ciao ragazzi,
    ho svolto oggi l’intero percorso ricalcando con il mio gps la traccia da voi inserita nel sito.A valle la giornata minacciava cieli nuvolosi ma per fortuna noi abbiamo avuto bel tempo con bellissime vedute nelle valli sottostanti. Ho capito la vostra qualifica EE! E’ quello che nel commento chiamate “divertente percorso”. Io non l’ho trovato molto divertente ma piuttosto complesso, almeno per me che non faccio roccia, costringendomi ad arrampicate a “4 mani”. Comunque gli sforzi sono stati ampiamente ricompensati da tratti pieni di stelle alpine, in quantità “industriale”. La sorpresa poi, affacciandoci in discesa dal monte Viribianc vedere, sotto di noi una famiglia di 4 daini. 2 adulti e 2 piccoli. Bellissimo! Ci hanno guardato e poi, senza neppure scappare, se ne sono andati più a valle, scomparendo dietro uno spuntone roccioso. Non siamo arrivati fino al monte Viridio ma abbiamo deciso di tagliare verso valle, incrociando poi il vostro tracciato. Quell’enorme vasca in cemento (già distrutta) che funzione poteva avere? Mi è sembrato uno spreco di cemento armato su un manufatto già fuori uso e in un amiente che avrebbe fatto a meno del cemento! Le vista di 2 aquile volteggianti sul colle Viribianc ha compensato la mancanza assoluta di altri escursionisti. Solo io e mia moglie!.
    Una piccola richiesta tecnica. Io utilizzo un Garmin Vista HCX e contrariamente alle altre volte ho inviato la traccia al GPS ma non riuscivo a vederla se non per l’occupazione in % della memoria. Ho provato a scaricarlo dal GPS sulla mappa e l’ha scaricato integralmente (sempre il vostro tracciato). Comunque ho deciso di effettuare ugualmente l’escursione. Quando ho impostato il mio primo waypoint (parcheggio auto) ho deciso di ingrandire la visualizzazione della mappa e…sorpresa, c’era il vostro tracciato. E’ stato caricato in maniera diversa? Diversamente non so giustificare ciò.
    Grazie.


    • Sì, Albino. Non è un posto tanto frequentato ma appagante per la visuale e la grande quantità di stelle alpine. Poi se si ha la fortuna di vedere animali in libertà, come avete veduto voi, è il massimo… Per il GPS ti farò rispondere da Valerio. Ciao

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