Da Besmorello al Monte Vaccia, 2472 m – Valle Stura

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Il monte Vaccia è una cima arrotondata e molto panoramica, ubicata sulla dorsale che divide il vallone dell’Ischiator dal vallone del Piz e può essere raggiunta da Besmorello, da Pietraporzio o da Sambuco. Il toponimo "Vacca, Vaccia" viene assegnato ad un territorio pascolivo riservato alla monticazione dei bovini (Michelangelo Bruno).

Accesso in auto:

Besmorello lo si raggiunge salendo da Pianche verso Bagni di Vinadio. Dopo l’hotel delle Terme si svolta a destra e si prosegue attraversando il paese in direzione di Besmorello e del vallone dell’Ischiator. Arrivati alla borgata si continua su asfalto e poi suo sterrato fino a raggiungere il ponte (ponte del Medico, 1560 m). Parcheggiarsi appena oltre.

Dati tecnici

  • Ascesa: 950 metri circa
  • Distanza: 10,4 km circa
  • Altitudine partenza: 1.560 metri
  • Altitudine massima: 2.472 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Qualche tempo fa avevamo salito il monte Vaccia da Pietraporzio, piano della Regina, ed ora vi proponiamo l’escursione da Besmorello con la tavolozza dei colori dell’autunno.

Seguendo la strada che si dirige alla borgata Luca (destra), dopo qualche centinaio di metri ignoriamo la prima deviazione a sinistra e in leggera discesa proseguiamo fino ai bordi della borgata dove è posto il segnale di partenza (sentiero P25 – Vaccia).

Segnato da tacche bianco/rosse, il sentiero (GTA) si inoltra a sinistra con alcune serpentine all’interno di un piccolo boschetto su un viottolo di minuscoli sassi sdrucciolevoli. Poi prosegue ripido verso nord con una sequenza infinita di piccoli tornanti con stupende visuali ad ovest sul lungo vallone dell’Ischiator, col rifugio Migliorero in primissimo piano ed il becco alto dell’Ischiator al fondo, poi più sopra verso sud sul vallone d’Insciauda.

Il becco alto dell’Ischiator tra gli alberi

Il vallone dell’Ischiator

Il percorso entra in una lunghissima pineta che, verso il termine, cede il posto ad un lariceto.

Tratto di salita tra i larici

Oltre, si esce allo scoperto sul sentiero che si ripiana per attraversare un tratto roccioso.

Verso il tratto roccioso

Dopo una curva, su una paretina di roccia, è posta la targhetta che ricorda la signora Eliana Degioanni, perita in questo luogo nell’ottobre 2014 dopo una banale caduta in un canalino. Poco più avanti un’altra targhetta è posta a ricordo di Osvaldo di Beguda. Proseguendo oltre si arriva velocemente su un’ampia zona prativa, sulla quale è posta una grande casermetta semidiroccata (2241 m).

Cartelli di segnalazione

Arrivo alle casermette

Non la raggiungiamo ma proseguiamo sui prati verso sinistra. Seguendo alcuni paletti con tacche bianco/rosse dopo un po’ si arriva ad una stradina erbosa che taglia con un lungo traverso le pendici del monte Vaccia.

La stradina che conduce alla colletta Bernarda (al centro della foto)

La seguiamo per un tratto fino a raggiungere la colletta Bernarda (2395 m); dalla parte opposta si scende verso il pian della Regina e Pietraporzio.

Arrivo  alla colletta Bernarda

Svoltando a destra invece, saliamo il ripido tratto terminante che porta al cippo eretto sulla cima del monte Vaccia (2472 m).

Salita dalla colletta al Vaccia

Dalla sommità abbiamo in regalo viste splendide sulle Alpi Marittime ed incredibilmente riusciamo anche a fotografare la nostra Bisalta anche se così distante, e le Alpi Cozie con la splendida rocca la Meja col Monviso in secondo piano.

Sguardo nel vallone opposto di rio Costis

Monviso a sinistra di rocca la Meja

Lo spettacolo migliore è senza dubbio quello a sud-ovest che guarda verso la punta Gioffredo (2960 m), il Corborant (3010 m) e il becco alto dell’Ischiator (2996 m).

Il becco Alto dell’Ischiator visto dal monte Vaccia

Oggi, purtroppo, non abbiamo tanto tempo per fermarci a godere di questo spettacolo. Impegni di famiglia richiedono la nostra presenza già nel primo pomeriggio. Iniziamo quindi il primo tratto di discesa senza seguire sentieri ma puntando direttamente verso le casermette. Il tratto che affrontiamo su questi grandi prati ci dà un grande senso di libertà.

Discesa sui prati

Scendendo verso le casermette

Rocca la Meja

Particolari della casermetta

Tornati presso la casermetta diroccata ci fermiamo per uno spuntino veloce mentre altri escursionisti, dal basso, stanno raggiungendo il pianoro dove ci troviamo. Dai cartelli segnaletici ci infiliamo nuovamente sul sentiero di discesa fermandoci, di tanto in tanto, ad ammirare il paesaggio che con i colori autunnali e con una nuova luce diventa sempre più spettacolare.

Sguardo ai cartelli prima della discesa

Ultimo sguardo verso il becco alto

Zoom sulla borgata di Besmorello durante la discesa

Ultimi metri prima della borgata Luca con al fondo il vallone dell’Ischiator

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Anello del Monte Seita, 2407 m – prima parte del sentiero balcone – Valle Stura

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Grazie per darci sempre nuove emozioni e sempre ben documentate.


    • Grazie Albino. A noi piace sempre andare alla ricerca di nuovi percorsi da proporre agli affezionati come te! Ciao


  2. Bellissima gita! Fatta oggi con un contorno di pace ormai rara… Questo sito è sempre un punto di riferimento fondamentale

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