Da Cascine di Ormea alla Colla dei Termini con racchette da neve, 2006 m – Valle Tanaro

Nel 1877 in una gelida giornata invernale sei donne, al ritorno a Fontane dalla Liguria dove si erano fermate per la raccolta delle olive, vennero investite da una furiosa tormenta. Mentre Ie stavano aspettando con trepidazione a Fontane, i soccorsi partiti da Ormea non arrivarono in tempo per salvarle e tutte perirono per il freddo e la neve. Erano alla colla dei Termini.

Da Cuneo raggiungere Mondovì dove si prende l'autostrada A6 Torino-Savona. Percorrerla fino a Ceva e da lì seguire la statale 28 che porta al colle di Nava. Passare numerosi paesi, tra cui Garessio, e raggiungere Ormea. Al fondo del paese svoltare a destra in piazza della Libertà, proseguire per viale Martinetto senza superare il torrente Armella e tenere la destra al bivio successivo. Dopo alcune centinaia di metri, subito dopo un tornante svoltare a destra (indicazione Cascine). La strada prosegue ancora un bel tratto prima di raggiungere la borgata. Lasciare l'auto in un piccolo slargo appena a monte dell'abitato.

  • Ascesa: 780 m circa
  • Distanza: 11,7 km circa
  • Altitudine partenza: 1.240 m
  • Altitudine massima: 2.006 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: passo
  • Equipaggiamento: racchette da neve
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

16 febbraio 2019. Iniziamo la marcia seguendo la strada innevata che prosegue in direzione nord-ovest fronteggiando il Pizzo d’Ormea (2476 m).

Dopo circa 800 metri, ad un tornante, la strada volge verso destra in leggera discesa. Noi l’abbandoniamo per seguire un percorso più diretto a sinistra (indicazione) che sale in direzione di una pineta.

La neve presente in pineta non ci permette di trovare il sentiero che dovrebbe proseguire a destra lungo il versante sud della Rocca Fea e ricongiungersi a monte con la sterrata proveniente da Cascine. Risalendo allora la china erbosa alla ricerca di qualche traccia, troviamo più in alto una stradina che ci porta a raggiungere due manufatti per la captazione d’acqua.

Dopo il secondo la stradina prosegue scendendo verso sinistra. A questo punto la abbandoniamo e ci incamminiamo con un’erta salita all’interno della ripida insenatura a destra del manufatto ritrovando finalmente, presso il piano Bellone, la strada che prosegue alla colla dei Termini.

Svoltando verso sinistra e tagliando alcuni tornanti proseguiamo la marcia sotto la catena delle Rocce di Perabruna verso il lontano intaglio che notiamo più ad ovest.

Ad un bivio, un cartello segnaletico dice che da questo punto si può proseguire per la borgata Peroldo Soprano, Valdarmella e la colla dei Termini. Indirizzandoci verso quest’ultima, per quanto possibile seguiamo la strada che sale in direzione ovest.

Giunti nelle vicinanze della colla si rende necessario tagliare due nevai che scendono giù da una ripida china. La neve regge bene e passiamo oltre con facilità.

Non manca molto al nostro obiettivo che raggiungiamo più avanti.

La colla è posta tra la punta dei Termini (2099 m) e la cima Ciuaiera (2175 m).

Una tabella collocata lo scorso anno sul pianoro ci permette di rivivere un dramma accaduto proprio in questo punto nel lontano 20 dicembre del 1877. Mentre erano di ritorno da qualche paesino della Liguria dopo aver svolto la raccolta di olive, sei giovani “olivere” (comprese tra i tredici e ventisei anni più una di sessanta) natie di Fontane, si trovarono a transitare proprio qui nel momento in cui si scatenò una violenta tormenta.

Mentre le stavano aspettando a Fontane, a nulla valsero i soccorsi inviati da Ormea. Giunsero quando ormai il freddo e la neve si erano già impossessati dei loro corpi.

Noi oggi invece possiamo godere di una bellissima giornata e lo sguardo scende nel versante opposto toccando tutti gli anfratti della val Corsaglia.

Un gruppo di camosci sta risalendo un po’ più in basso una china innevata.

È stupendo il panorama verso la cima Ciuaiera (2175 m), le rocce di Perabruna, il monte Antoroto (2144 m) e, a sud-est, il monte Armetta (1739 m).

Iniziamo più tardi la discesa a valle fermandoci per il pranzo al piano Bellone.

Poi la strada risale leggermente e affianca la Rocca degli Uccelli.

Appena superato il bivio per il monte Antoroto (palina), abbandoniamo la strada per seguire un tratto su scorciatoia che ci riporta più in basso nuovamente su strada.

Dopo aver aggirato la Rocca Fea (1539 m), presso un tornante e una grande vasca circolare per l’acqua, seguiamo l’indicazione per Cascine usufruendo di un’altra scorciatoia che, tagliando numerosi tornanti, ci riporta nuovamente sulla sterrata.

Più avanti, per problemi di neve, ignoriamo una discesa diretta per Cascine e proseguendo lungo la strada facciamo ritorno al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)


  1. bel panorama e un bel tragitto,descritto molto bene,belle fotografie

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