Dalla borgata Castello alla Cima della Montagnetta, 2324 m – Valle Stura

La cima della Montagnetta, omonima di quella situata a sud-ovest sul confine francese, è posta sulla sinistra orografica della valle Stura nella parte est delle Barricate. Il versante nord è al limite di estese praterie che salgono verso il monte Giordano. Il percorso molto piacevole e variegato si svolge tra pinete e tratti rocciosi con viste mozzafiato, lasciando ammirato l’escursionista che viene qui per la prima volta.
Accesso in auto: Lasciare l’auto prima dell’ingresso dalla minuscola borgata Castello (1338 m), che si raggiunge da Pietraporzio salendo la strada asfaltata a destra della S.S.21 dopo la caserma dei Carabinieri ed una pizzeria.

Dati tecnici

  • Ascesa: 990 metri circa
  • Distanza: 11,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.338 metri
  • Altitudine massima: 2.324 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Subito dopo il nostro arrivo veniamo affiancati da un accompagnatore naturalistico, che conosce alla perfezione questi luoghi, prestandosi a guidarci gratuitamente e fedelmente durante tutta la durata del percorso. Senza entrare nella borgata, seguiamo la strada che prosegue a sinistra in salita sullo sterrato con ampi e dolci tornanti.

Dopo qualche curvone lasciamo a destra il “sentiero delle pecore” che porta verso Moriglione e Sambuco e, proseguendo sempre sulla comoda sterrata con ampie visuali su Pietraporzio, poi più avanti, su Pontebernardo e Murenz, raggiungiamo un’ampia zona prativa denominata Ciamouset.

La bella sterrata iniziale

Colori autunnali

Qualche metro prima (cartello segnaletico – Sentiero P.38) svoltiamo a destra sulla stradina che ora si restringe in vista di un lungo percorso nel bosco di abeti e pini silvestri.

Poco dopo, a lato di un pino, lasciamo a sinistra un sentiero che scende verso Pontebernardo e il rio Conforent. Proseguendo con ampi zig-zag ci innalziamo verso ripide pareti dolomitiche spostandoci gradualmente verso nord-ovest. Alcuni tagli spettacolari tra le rocce rendono più interessante il nostro avanzare, concedendo nel frattempo spettacolari e ampie vedute sui valloni del Piz e di Pontebernardo e poi a sud-ovest su tutte le cime delle Marittime.

Nel tratto roccioso

Nell’avvicinarsi all’incassata gola del rio Conforent d’un tratto ci inoltriamo in un verde lariceto proseguendo, al termine, alti sulla riva destra del rio.

Il verde lariceto

Ci troviamo sul versante più praticabile mentre, sulla parte opposta del rio Conforent, si stagliano verticali pareti di rocce sedimentarie stratificate del tipo che si può riscontrare sul monte Bersaio (2386 m) o sull’Enciastraia (2965 m). Dopo lunghi traversi sul fianco destro la gola si restringe e, raggiunto il Conforent, lo guadiamo proseguendo immediatamente sul versante opposto in ripidissima salita su chine erbose.

Lunghi traversi sul lato destro

In salita nel tratto ripido

Affiancate alcune rocce terminali approdiamo nei pressi di gias con fontana ed abbeveratoio per mucche, su un estesissimo vallone erboso ai piedi del monte Giordano.

Il panorama che si prospetta di fronte a noi

Il luogo ci lascia incantati per la bellezza. Qualche metro più avanti, verso sinistra, domina una struttura in legno, probabile rifugio del malgaro.

La struttura in legno del malgaro

La cima della Montagnetta è situata poco oltre, subito dopo una modesta anticima.

Verso la cima

Lo spettacolo offerto con la giornata splendida odierna da questo balcone è veramente straordinario ed abbraccia tutto l’ampissimo settore che dal monte Vaccia (2472 m) prosegue negli innumerevoli valloni fino all’Enciastraia (2965 m).

Sotto di noi invece ripide conformazioni rocciose scendono in picchiata verso la statale della valle Stura. A nord domina il monte Giordano (2766 m) e più ad est il monte Bodoira (2747 m) chiazzato di neve e tagliato alle falde dalla stradina che sale al colle Vallonetto (2510 m).

Da sinistra: Testa del Ferro, Testa di Garbe, Monte Peiron, Monte Bassura

Bodoira e colle del Vallonetto

Panorama verso Ferrere

Salendo per prati, il panorama alle nostre spalle

Nell’ampia zona prativa sottostante è incastonato un piccolo laghetto e più a lato una vecchia truna molto ben conservata.

Piccolo laghetto

La truna

Dopo aver a lungo girovagato in questi prati troviamo un posto per la pausa pranzo.

Naturalmente dai nostri zaini, sempre ben forniti, riusciamo anche ad estrarre qualche buona leccornia atta a soddisfare la voracità del nostro accompagnatore naturalistico che, molto garbatamente, si è scelto un posticino di fronte a noi.

Non ne conosciamo il nome, ma lo abbiamo soprannominato “Toby”.

“Toby”, il nostro fedele accompagnatore naturalistico

Dopo esserci fermati a lungo in questo posto pieno di meraviglie ci incamminiamo nuovamente, sempre seguiti dal nostro accompagnatore, per affrontare la discesa verso il rio Conforent (la parola Conforent sta a significare la rumorosità e la turbolenza del rio) e poi nel bosco che sta assumendo tutte le varie colorazioni autunnali fino a raggiungere nuovamente Castello ove salutiamo e ringraziamo il nostro fedele “Toby” per la giornata trascorsa insieme, dandoci appuntamento per una prossima volta.

Inizio del tratto ripido di discesa

Tra i larici che si colorano per l’autunno

Panoramica sulle cime a sud-ovest durante la discesa

Nuovamente nel tratto roccioso

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. Interessante anche questa escursione.complimenti e grazie!!!


  2. Ho fatto questa escursione domenica 1 novembre, ma la neve presente sul percorso ci ha reso impossibile la salita ripida dell’ultimo tratto, dopo aver scavalcato il rio. Peccato. Ma la presenza di un gruppo di 13 camosci e 7 stambecchi ci ha fatto dimenticare il fatto di non aver raggiunto la meta. Bellissimi i colori dell’autunno.


    • Ciao Maurizio, ormai eravate quasi arrivati a destinazione ed è un vero peccato non essere arrivati al bellissimo pianoro soprastante. Però siete stati fortunati a vedere camosci e stambecchi, cosa che a noi non è toccata. Sarà per una prossima volta. Ciao e buone gite!!!


  3. Ciao,oggi 29 dicembre2015 io e mio marito Giorgio abbiamo percorso questa gita fino al lariceto
    Posto incantevole , bel sentiero
    Questa estate lo percorreremo sicuramente tutto
    Grazie per il bel sito e gli ottimi suggerimenti


    • Ciao Carla. Grazie per i complimenti.
      E’ un’escursione che ha lasciato senza parole anche noi. La sorpresa più bella è arrivando sul pianoro…
      Ciao.

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