Escursione a Madonna della betulla, 1168 m e alla guglia del Nivo, 1307 m – Valle Varaita

Il Santuario della Madonna della betulla (edificato nel XVII secolo) è situato sulla sinistra orografica della val Varaita nel comune di Melle, in bella posizione panoramica di fronte alla cresta che dal Monte San Bernardo prosegue con numerose punte fino al Pelvo d'Elva. Il santuario è raggiungibile anche dall'abitato di Melle, da Frassino o dal vallone di Gilba.

Da Brossasco salire in direzione di Melle. Prima arrivare al paese, dal ponte che supera il torrente Varaita, svoltare a destra sulla ripida stradina asfaltata (indicazioni per Valcurta e altre borgate). Dopo alcuni tornanti parcheggiare sul ciglio stradale all’ingresso della frazione Valcurta.

  • Ascesa: 680 m circa
  • Distanza: 12,8 km circa
  • Altitudine partenza: 670 m
  • Altitudine massima: 1.307 m
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Sul percorso: altro, borgata
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

L’escursione di Mario Borsotto al santuario, pubblicata sul settimanale “La Guida” , ci ha fatto venire voglia di provare questo nuovo itinerario, che si svolge zigzagando tra vecchi piloni votivi, cappelle antiche e numerose borgate.

Marzo 2015. Pensavamo di fare un’escursione con le ciastre ma la poca neve presente su questo assolato versante ci induce a pensare che potrebbero solo essere d’intralcio; le lasciamo quindi sull’auto.

Dopo i primi tornanti ci affacciamo sulle graziose case della borgata Cogno (750 m) e proseguendo oltre, dopo alcune curve superiamo anche la borgata Chiaronto (780 m).

In direzione est raggiungiamo e aggiriamo la borgata Billiardi (830 m).

Altri tornanti ci portano in direzione nord-ovest dalle prime case di S. Eusebio, sovrastato dalla Chiesa Parrocchiale del XV secolo.

Poco distante, e con la sagoma frontale del Monte Birrone sull’opposto lato della valle, andiamo a raggiungere le due borgate di Perot inferiore e Perot superiore, dopo le quali ha termine il tratto asfaltato.

Riprendendo a salire sullo sterrato (direzione nord) dopo un traverso ed alcuni tornanti raggiungiamo una zona prativa dalla quale, verso destra, si erge un cucuzzolo che ospita l’antica cappella di S. Michele (XIV sec.) che andremo a visitare al nostro ritorno.

Poco dopo la strada prosegue a lunghi tornanti che noi tagliamo (indicazione) con due tratti di una scorciatoia che si infila nel bosco di betulle, ginepri e castagni selvatici.

Tornati nuovamente sulla strada ci avviciniamo alla borgata Pantoisa (1074 m), ben adagiata sul lato soleggiato.

Proseguendo sulla strada che ora troviamo innevata da uno strato di una ventina di centimetri, eseguiamo ancora alcune giravolte nel bosco prima di raggiungere il pilone votivo che precede la struttura della chiesa della Madonna della Betulla.

Il posto ci lascia piacevolmente sorpresi perché mai avremmo pensato di trovare un luogo così spazioso, panoramico ed una chiesa così grande e ben tenuta.

Ora possiamo fare un momento di pausa per esaminare ognuna delle varie cime poste sul versante opposto della vallata.

Poco più tardi ci spostiamo sul sagrato della chiesa cercando di individuare l’accesso alla guglia del Nivo, che è posta sul divisorio con il vallone di Gilba.

Dal sagrato, seguendo le indicazioni, c’è anche la possibilità di seguire un tratto di strada che conduce alla cappelletta di San Bernardo delle Sottole (sec. XIX), distante una mezz’oretta.

Non trovando invece sentieri per la guglia del Nivo, cancellati dalla presenza di uno strato abbondante di neve, ci innalziamo nel fitto bosco seguendo un percorso diagonale verso sinistra (nord-ovest). Qui le ciastre ci avrebbero fatto comodo.

Raggiunto il crinale, dopo un dislivello di circa 115 metri, individuiamo la guglia che andremo a raggiungere. Purtroppo, per via degli alberi, non abbiamo l’ampia visuale che ci aspettavamo.

Torniamo quindi a ritroso verso il santuario per pranzare, dove abbondano i punti di sosta panoramici.

Più tardi, tornati sui nostri passi, ci rechiamo a visitare l’antica chiesetta di San Michele, che viene qui festeggiato ogni anno nel giorno della ricorrenza del santo (29 settembre).

Oggi siamo anche fortunati perché troviamo la graziosa cappella aperta da due volontari che si sono recati fin qui per svolgere alcuni lavori di manutenzione. Grazie a loro possiamo quindi visitarne l’interno con la statua di San Michele.

È bello vedere che c’è ancora qualcuno che dedica gratuitamente il proprio tempo per curare l’ambiente e mantenere vive le tradizioni del luogo. Senza il lavoro e la dedizione di queste persone tutto andrebbe a perdersi.

Tornati sullo sterrato torneremo a Valcurta seguendo il percorso fatto in precedenza.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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