Rocca la Marchisa

Commenti (9)


  1. Salve ragazzi,ho letto con piacere questa escursione, anche perchè, in una delle mie uscite fuori provincia,l’ho fatta ad inizio Settembre.
    Complimenti per le foto,sempre belle.
    A presto
    Massimo

  2. cuneotrekking


    Ciao Massimo. La Valle Varaita è piena di cime meravigliose che ora, come avrai notato, sono tutte imbiancate di neve. Già per noi sono un pò lontanucce da raggiungere, ma per te credo ancora di più. Mi fa piacere sapere che, nonostante siano distanti, non demordi. Ciao, Elio

  3. REPETTO CLAUDIO


    per me è stato come tornare indietro di 36 anni,infatti nel mese di giugno del 1977 con la mitica ventiduesima compagnia alpini di borgo san dalmazzo presi parte ad una escursione in quota alla rocca d ,la Marchisa condita da una bella bufera di neve sul Colle di Vers-28-giugno -1977-. Dalla vetta una veduta magnifica che,nonostante siano passati quasi 36 anni,rammento ancora adesso con piacere. Un RENDEZ VOUS ,un ricordo di quel periodo,il militare negli alpini,i VENTANNI,..ecc.,ecc.

    • Cuneotrekking


      Ciao Claudio. E’ bello poter rivivere, dopo 36 anni, le stesse emozioni di quando si era giovani. Lo è anche per noi che abbiamo contribuito con le foto e la nostra descrizione a ricordarti quegli anni…
      Elio.

  4. carlo occhiena


    ciao ragazzi sono un vostro appassionato lettore, vorrei chiedervi due cose in merito a questa escursione:
    – venendo da genova….pertanto non pratico delle località..dove devo “posteggiare l’auto” per partire con questo itinerario?
    – la difficoltà EE è data dagli sfasciumi sommitali che si vedono anche in foto? o vi sono altri passaggi degni di citazione dal pdv tecnico?
    grazie mille!


    • Ciao Carlo. L’auto la puoi posteggiare qualche metro dopo Sant’Anna di Bellino, sullo sterrato poco prima del ponte. La difficoltà EE è data dal tratto che dal Colle di Vers porta alla sommità. Non ci sono passaggi difficoltosi, manca un vero e proprio sentiero e si sale solo su tracce e sfasciumi. Se trovi una giornata soleggiata non ci sono problemi. Ciao.

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi ero indeciso su due destinazioni in Valle Varaita: una era la Rocca la Marchisa, l’altra era Punta Dante.
    Ho tirato a sorte ed è uscita la Rocca la Marchisa, la Dante la terrò buona per la prossima volta.
    Quando faccio un 3000 metri parto sempre molto presto da casa perchè non voglio salire con il caldo del sole di questo periodo.
    Così alle 6:10 sono a Sant’anna di Bellino pronto per iniziare, fa già più caldo rispetto a due settimane fa quando ho fatto il Salza, oggi ci sono 12 gradi e non si gela come l’altra volta.
    Prendo la sterrata che mi porta al Piano di Traversagn.
    La prendo con calma, con il passo già collaudato con molto successo al Salza, mi godo la natura che si sta piano piano risvegliando.
    All’altopiano mi compare la mia destinazione finale, con la vetta che è appena illuminata dal sole nascente.
    Non c’è vento e come temperatura si sale bene anche con le maniche corte.
    Ci sono diversi greggi di bestiame sul pianoro, alcune delle tante malghe presenti nella zona sono occupate dai pastori, un cane in lontananza mi da il benvenuto con il suo abbaiare.
    Al ponte di legno che attraversa il torrente mi tengo sulla destra verso il Colle di Vens, qui abbandono la sterrata e imbocco il sentiero.
    La salita non è impegnativa ed il sentiero è ben visibile, solo in alcuni punti sale un po’ deciso e dritto ma sono tratti che durano poco.
    Spunta il sole in questa salita, vengo raggiunto da due ragazzi che mi superano, all’imbocco del valloncello pietroso del Colle di Vens li raggiungo e li supero, uno dei due ha delle difficoltà a salire.
    Sulla destra comprare il Monte Sibolet, so che esiste una traccia di salita ma non riesco ad individuarla.
    Arrivato al Colle di Vens faccio la prima sosta della giornata per bere, pochi minuti dopo riprendo la salita.
    Dopo una leggera discesa e una svolta a sinistra tra le rocce compare l’ultima salita: dal basso sembra molto impervia, in realtà l’unica difficoltà sono gli sfasciumi in cui si deve camminare, con l’aggiunta di alcuni punti in cui le mani devono essere usate.
    Sul colletto prima degli sfasciumi incontro un branco di stambecchi per niente intimoriti della mia presenza.
    C’è una traccia di sentiero ma decido di non seguirla, salgo a stima in alto.
    Tra pietre e sassi individuo la croce di vetta e ci punto direttamente.
    Alle 9:00 in punto sono in vetta, il panorama è ottimo, peccato che la vista sia un po’ disturbata da una pesante cappa di calore sulla pianura ed una velatura generale di foschia tutto intorno.
    Svetta il Chersogno molto vicino ed il Pelvo d’Elva, per non parlare di tutta la zona dell’Alta Valle Varaita e Maira, molto selvaggia.
    Proseguo verso la croce dell’anticima 6 metri più bassa, si passa accanto allo strapiombo del Versante Nord che fa davvero impressione, occhio alle vertigini.
    Mi fermo sulla seconda croce dove si vede la conca di Elva in aggiunta al panorama della prima croce.
    Arriva uno dei due ragazzi della salita, facciamo amicizia e scambiamo quattro chiacchiere.
    Iniziamo insieme la discesa alle 9:40, al colletto è rimasto l’altro ragazzo in attesa dell’amico, non se le sentita di percorrere la pietraia finale.
    Dopo qualche minuto riprendo la discesa lasciando i due ragazzi sul colletto.
    Lungo tutta la discesa incontro tanta gente che sta salendo, alcuni mi chiedono informazioni sulla salita.
    Non mi accorgo del tempo che passa velocemente a tal punto che alle 11:50 sono già dalla macchina.
    Così decido di scendere al Rifugio Melezè a fare pranzo.
    Ora sono ancora li sdraiato all’ombra contro un albero a scrivere questo commento.
    Gita molto bella, la Marchisa erano anni che non ci tornavo, ho visto un bel panorama e conosciuto delle brave persone.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Come ti ho già anticipato sei stato più veloce della luce. La prossima volta portati colazione in punta. Bravissimo comunque.

Il tuo commento