Escursione a Rocca la Marchisa – 3072 m – Valle Varaita – Alpi Cozie

La Marchisa, con il Chersogno e il Pelvo d’Elva, è la più alta della triade di cime oltre i tremila metri che fanno corona ad Elva. La parte terminale della Rocca è un ammasso disordinato di rocce quarzitiche.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.220 metri circa
  • Distanza: 14,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.852 metri
  • Altitudine massima: 3.072 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello: No

Questa stessa cima, qualche anno fa l’avevo raggiunta dalle grange Chiotti di San Michele di Prazzo (Maira). Oggi, 12 agosto 2010, in compagnia di Gelu e Riccardo ci siamo proposti di raggiungerla dal Vallone di Traversagn (Varaita).

Le previsioni per la provincia di Cuneo controllate sul sito “meteo.it”, danno pioggia per domani. Se clicchiamo “Bellino” si tramutano in “sole”. Ci dobbiamo fidare? Ci fidiamo e partiamo alle 6:00 da casa sotto un cielo grigio. Man mano che saliamo la val Varaita si schiarisce e quando abbandoniamo l’auto nel solito parcheggio di Sant’Anna di Bellino il cielo non potrebbe essere più blu. Ringraziamo di essere qui e ci mettiamo in moto seguendo, appena prima del ponte (sentiero U29), la carreggiata che sale a sinistra nel Vallone di Traversagn, lasciandoci alle spalle l’inconfondibile Rocca Senghi.

La Rocca Senghi, che ci lasciamo alle spalle, tra i fiori di Epilobium Angustifolium


Dopo i primi tornanti approdiamo ad una conca superiore al termine della quale riprendiamo, verso destra, una seconda serie di tornanti che ci trasportano alti su un grande pianoro inaspettato. Il pianoro, bellissimo, è reso ancora migliore dalla sapiente mano dell’uomo che, nei tempi passati, ha saputo collocare qua e là nel verde una miriade di stupendi casolari, talmente ben inseriti nell’ambiente che paiono uscire da una tavolozza di un pittore. La nostra vista però viene attratta, quasi subito, dalla Rocca Marchisa che si staglia grigia al fondo;

Primi approcci nel vallone superiore

Al fondo, grigia e lontana, si staglia la Rocca Marchisa

la strada prosegue per un lungo tratto snodandosi, in leggera salita, sulla sinistra orografica del vallone. Una ventina di metri prima di raggiungere il ponticello che taglia il Bedale Cugn Grand, abbandoniamo la carrareccia sulla sinistra che continua il suo cammino verso altre grange, per seguire il sentiero che prosegue su un tratto sconnesso alla destra del torrente.

Poco più avanti, attraversato sulla parte opposta, seguiamo l’erto ed erboso costone centrale, passando vicini ad alcune mandrie di mucche al pascolo. Al termine della zona prativa, le pietre hanno la prevalenza sull’erba e una gran quantità di fiorellini di colore fucsia va a caratterizzare quest’ultimo tratto.

In salita verso il Colle

Al centro della foto, il Colle di Vers

Il Colle di Vers visto dalla parte opposta (Maira)

Il Colle di Vers (2862 m) lo raggiungiamo percorrendo il tratto nascosto tra la Cima Sebolet (3023 m) e i contrafforti della Marchisa. La vista che si gode dal Colle, appena raggiunto, corre in direzione del tratto della Valle Maira che ha inizio dalle grange di Verzio soprano. Fa capolino, seminascosto dalla Cima Lausa, il Monte Chersogno.

Dal Colle percorriamo in discesa un piccolo tratto di una cinquantina di metri, poi tagliamo a sinistra scavalcando alcune facili roccette per portarci su una traccia che si vede appena oltre; proseguiamo infilandoci poi sotto incombenti pareti rocciose.

Gli ultimi 210 metri di salita da affrontare

Dopo un centinaio di metri di dislivello in salita, raggiungiamo un colletto. Dal colletto si riprende verso destra per un ultimo tratto faticoso su detriti e sfasciumi seguendo labili tracce che portano nelle vicinanze della punta ovest.

Negli ultimi tratti dopo il colletto

Al termine, uno spostamento verso sinistra su massi instabili ci porta a  raggiungere alle 10:30 la piccola croce di vetta posta presso un dirupo sul punto più alto della Rocca. Ci spostiamo poi verso la croce più grande situata sei metri più in basso, a pochi passi dai precipizi della parete nord.  Grande è la vista circolare che da qui si prospetta sul vicino Chersogno, sul più distante Pelvo d’Elva e  sul lontano Monviso.

Gelu e Riccardo sulla punta ovest

L’altra croce di vetta sul precipizio nord

Il Monte Chersogno (3026 m) visto dalla Cima

Il precipizio che si protende verso il vallone di Traversagn

Purtroppo qualche nuvola è arrivata anche qui. Ci prepariamo per la discesa ripercorrendo il percorso inverso, questa volta con l’intenzione di fermarci vicino ad uno di quei casolari ammirati all’andata. Lo troviamo nelle praterie più in basso, e lì ci fermeremo una bella ora per il pranzo.

Infine ci rimettiamo in movimento perl’ultima parte di discesa che ci porterà, anche oggi, soddisfatti alla nostra auto.

Fioritura incontrata durante la discesa dal Colle di Vers

Questo stupendo casolare ci ha ospitati per il pranzo

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

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Bibliografia

In cima. 90 normali nelle Cozie Meridionali

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Bruno Michelangelo

Blu Edizioni, 2012

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (7)


  1. Salve ragazzi,ho letto con piacere questa escursione, anche perchè, in una delle mie uscite fuori provincia,l’ho fatta ad inizio Settembre.
    Complimenti per le foto,sempre belle.
    A presto
    Massimo


  2. Ciao Massimo. La Valle Varaita è piena di cime meravigliose che ora, come avrai notato, sono tutte imbiancate di neve. Già per noi sono un pò lontanucce da raggiungere, ma per te credo ancora di più. Mi fa piacere sapere che, nonostante siano distanti, non demordi. Ciao, Elio


  3. per me è stato come tornare indietro di 36 anni,infatti nel mese di giugno del 1977 con la mitica ventiduesima compagnia alpini di borgo san dalmazzo presi parte ad una escursione in quota alla rocca d ,la Marchisa condita da una bella bufera di neve sul Colle di Vers-28-giugno -1977-. Dalla vetta una veduta magnifica che,nonostante siano passati quasi 36 anni,rammento ancora adesso con piacere. Un RENDEZ VOUS ,un ricordo di quel periodo,il militare negli alpini,i VENTANNI,..ecc.,ecc.


    • Ciao Claudio. E’ bello poter rivivere, dopo 36 anni, le stesse emozioni di quando si era giovani. Lo è anche per noi che abbiamo contribuito con le foto e la nostra descrizione a ricordarti quegli anni…
      Elio.


  4. ciao ragazzi sono un vostro appassionato lettore, vorrei chiedervi due cose in merito a questa escursione:
    – venendo da genova….pertanto non pratico delle località..dove devo “posteggiare l’auto” per partire con questo itinerario?
    – la difficoltà EE è data dagli sfasciumi sommitali che si vedono anche in foto? o vi sono altri passaggi degni di citazione dal pdv tecnico?
    grazie mille!


    • Ciao Carlo. L’auto la puoi posteggiare qualche metro dopo Sant’Anna di Bellino, sullo sterrato poco prima del ponte. La difficoltà EE è data dal tratto che dal Colle di Vers porta alla sommità. Non ci sono passaggi difficoltosi, manca un vero e proprio sentiero e si sale solo su tracce e sfasciumi. Se trovi una giornata soleggiata non ci sono problemi. Ciao.

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