Escursione ad anello ai laghi di Valmasca dal vallone di Fontanalba – Valle Roya

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L’anello Fontanalba – Valmasque è situato all’interno del Parc National du Mercantour e percorre la vasta zona che si estende a ponente di Casterino e in modo parziale la valle delle Meraviglie toccando sei meravigliosi laghi. Il percorso, che si può fare nei due sensi, ha come culmine la baisse de Fontanalba (2568 m), posta esattamente a metà dell’anello.

Accesso in auto:

Scendendo dal colle di Tenda svoltare a destra all’entrata di San Dalmazzo di Tenda. La deviazione (D91) percorre la lunga strada asfaltata di circa 12 km che porta a Casterino. Dal paesino, superato un ponticello in legno, procedere in direzione nord-ovest verso un parcheggio gratuito, denominato Portes du Parc (1719 m), posto dopo circa due chilometri, dove dipartono strade e sentieri che conducono a Fontanalba, al rifugio Valmasque o alla baisse de Peïrefique.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.090 metri circa
  • Distanza: 21,6 km circa
  • Altitudine partenza: 1.719 metri
  • Altitudine massima: 2.568 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, lago, passo, rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Settembre 2017. Siamo tornati, dopo qualche anno, per ripercorrere l’anello Fontanalba-Valmasca in quest’angolo di mondo stupendo che è il Parc National du Mercantour senza dimenticare che fu territorio italiano fino al 1947.

Posata la macchina nel parcheggio Portes du Parc (1719 m) siamo di partenza verso le 8:15. La giornata promette bene e siamo fiduciosi rimanga così bella fino al termine dell’escursione.

Scegliamo di iniziare la camminata dal vallone di Fontanalba (indicazione per il refuge de Fontanalba) sulla sterrata che si dirige verso sud (sinistra).

Il percorso iniziale, piacevole e facile, si inoltra tra i larici che ci accompagneranno per un lungo tratto.

Nel primo tratto, tra i larici

Dopo un buon tratto fiancheggiamo una radura con un piloncino dedicato alla Madonna. Più avanti lasciamo a destra il sentiero che sale verso il lac de Grenouilles (lago delle rane), quindi la strada inizia un tratto in discesa perdendo una quarantina di metri di dislivello fino al superamento di un ponticello (fontana sul lato destro, 1941 m).

Nei pressi di un caseggiato dei malgari abbandoniamo la grande strada che scende sulla destra orografica verso Casterino svoltando immediatamente a destra su un piacevole sentiero che conduce tra i larici in pochi minuti al vecchio rifugio di Fontanalba (2018 m). Notiamo con piacere che finalmente lo stanno ristrutturando, ma senza fermarci proseguiamo sulla sterrata sotto le scoscesi pareti della cime de Chanvrairée per raggiungere un ponticello in cemento che scavalca il rio proveniente dal vicino lac Vert de Fontanalba (2120 m).

Al di là del ponte ritiriamo nello zaino i bastoncini: un cartello ne vieta l’uso in quanto le punte in acciaio potrebbero creare danni ai graffiti nella zona delle incisioni rupestri. Facendo una deviazione (facoltativa) di poco più di un chilometro ci rechiamo ancora ai lacs Jumeaux (2210 m) posti al gias des Pasteurs (2210 m) trovandoli, come d’altronde tanti altri quest’estate, un po’ scarsi d’acqua.

I lacs Jumeaux

Al ritorno verso il ponte lasciamo alla nostra destra il lac Vert de Fontanalba che vedremo dall’alto. Lo avevamo veduto qualche anno fa in veste invernale.

Estratti nuovamente i bastoncini dallo zaino proseguiamo sul sentiero ripido a sinistra (palina per la baisse de Fontanalba).

Pochi minuti dopo lasciamo, ancora a sinistra, il sentiero che in un quarto d’ora sale alla baisse de Vallauretta (2279 m) per poi dileguarsi nel vallone opposto in direzione del rifugio delle Meraviglie (2111 m).

Il percorso prosegue spedito in leggera salita a zig-zag tra i larici, sotto alcune pareti rocciose (belle visuali sul lac Vert) tagliando, più avanti, una pietraia.

Come ci appare il lac Vert de Fontanalba

Ci troviamo in una zona spettacolare. Proseguiamo poi tra grandi massi e qualche raro larice su ampie zone di verde ma già con il rosso acceso delle piantine di mirtillo .

Nella zona verde con il rosso acceso dei mirtilli

Più avanti il sentiero riprende la salita zigzagando sotto incombenti pareti rocciose prima di iniziare verso destra l’attraversamento  di un pianoro pietroso con un larice.

Si prosegue poi con mezzo giro a sinistra su traversi e tornanti prima di raggiungere la balise n. 396 che ci avverte che ci vogliono ancora 45 minuti alla baisse.

Sentiero sotto le rocce strapiombanti

Attraversamento in pietraia

La strada che dal cartello prosegue a sinistra conduce e termina invece nei pressi di una ex casermetta abbandonata, arroccata tra le rocce a nord est del monte Bego.

Tra le rocce si vede il sentiero e l’ex casermetta abbandonata

Un successivo tratto ripido ci porta verso destra tra grandi blocchi di scisti rossastri, preludio della immensa zona detta “le ciappe”, vasto e spettacolare altipiano di rocce montonate ricche di piccoli specchi d’acqua.

Laghetti sulle Ciappe con lo sfondo del mont St. Marie

L’intero percorso è ottimamente segnalato da tacche verdi-gialle che guidano l’escursionista. Non bisogna dimenticare che i francesi, per rispetto della natura e dell’ambiente, non sono affatto contenti quando il “randonneur” si sposta fuori dai sentieri.

Poche centinaia di metri prima della baisse de Fontanalba

Dopo gli ultimi sali-scendi in quest’ambiente spettacolare ci troviamo alla baisse de Fontanalba (2568 m), situata alla destra della cima Pollini. Siamo nel punto di maggiore elevazione di questa escursione. Il luogo in cui ci troviamo lascia senza parole.

Il GPS dice che abbiamo superato di poco gli 11,5 chilometri dalla partenza (includendo anche la deviazione ai lacs Jumeaux).

A sud-ovest spicca la notevole parete del mont du Grand Capelet (2935 m) che avevamo già salito in precedenza.

Arrivo alla baisse de Fontanalba, con lo sfondo del Grand Capelet (a sinistra)

Lac du Basto visto dalla baisse de Fontanalba

Scattate alcune foto verso il sottostante lac du Basto iniziamo più tardi la discesa nel vallone di Valmasque. Il lago, poco più in basso, lo troviamo alla quota di 2341 metri. È il più grande dei tre che incontreremo sul cammino.

Arrivando sulle sponde del lac du Basto

Lo costeggiamo sulla destra in tutta la sua lunghezza portandoci sull’emissario e lì, al riparo di un grande masso erratico, posiamo gli zaini per pranzare.

Costeggiando il lago del Basto

Emissario del lac du Basto

Il sentiero proseguendo ancora a destra, sotto le Rochers du Basto, va a raggiungere le sponde del lac Noir (2278 m).

Stambecchi a valle del sentiero poco prima del lac Noir

Qualche camoscio ed alcuni stambecchi, poco a valle del sentiero, seguono i nostri spostamenti. Raggiungiamo anche l’emissario del lac Noir.

Lac Noir, il lago di mezzo…

…e il sentiero che lo costeggia per il lac Vert

Sbordiamo infine sul lac Vert (2221 m) sulle cui sponde orientali sorge il rifugio di Valmasque.

Particolare del Lac Vert

Sulla sponda orientale del lac Vert

In fondo a destra, sul poggio roccioso, si può notare il rifugio Valmasque

Refuge de Valmasque

Non abbiamo tempo di attraversare la diga per raggiungerlo ma seguiamo la mulattiera che si porta verso sud e poi, bruscamente, vira in ripida discesa a zig-zag verso ovest, costeggiando alcune belle cascatelle d’acqua.

Più avanti, attraversato un boschetto, il sentiero confluisce sulla lunga strada lastricata che ci riporterà, qualche chilometro più a valle, al parcheggio delle Portes du Parc dove ci attende la macchina.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio di Valmasque

Rifugio di Valmasque

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Cartografia essenziale

Carta 3841OT, 1:25.000

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Institut Geographique National

Vallée de la Roya, Vallée des Merveilles, Parc National du Mercantour

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (6)


  1. Ma guarda che combinazione!!!…da poche ore sono arrivato proprio da quelle zone,son stato 4 giorni a fare un itinerario tosto ma stupefacente,il tempo e’ stato miracoloso,solo una giornata di pioggerellina ed il resto cielo terso e nuvole rarissime,moltissimi animali,laghi splendidi e ambiente vario!!!
    1° giorno Gias del Basto – RIfugio Valmasque
    2° giorno Rifugio Valmasque – Laghi Vert/Noir/du Basto – Baisse du Basto – RIfugio Nice
    3° giorno RIfugio Nice – Pount de Countet – Pas de l’Arpette – Rifugio delle Meraviglie
    4° giorno RIfugio delle Meraviglie – Laghi delle Meraviglie – Baisse de Fontanalba – RIfugio Fontanalba – Gias del Basto
    ….forse la prox sara’ la volta del “Bego”:-)

    • cuneotrekking


      E non è finita. Questa sera metteremo su l’escursione al Mont S.te Marie che si trova a pochi passi dalla Baissse de Fontanalba.
      Comunque hai fatto un bellissimo trekking, sei stato fortunatissimo col tempo e chissà quante belle foto avrai fatto!!!
      Elio


  2. farò questo giro ad anello domani 06.08.2013


  3. Esiste un rifugio nei pressi del lago di basto?


    • Ciao Margherita, il rifugio non c’è al lago del Basto ma è molto vicino, cioè dal Lac Vert e si chiama Refuge de Valmasque. Cercalo nelle nostre descrizioni della Valle Roya. Ciao

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