Escursione ad anello al Lago Nero, 2246 m – Valle Maira

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

16,00€ (spedizione gratuita)
Tutti i dettagli

Il lago Nero è ubicato nella zona del Preit (Canosio), ed è una perla nascosta tra le pieghe di Rocca la Meja, a lato del contrafforte nord.

Accesso in auto:

Da Cuneo si raggiunge Dronero. Imboccata la strada per la valle Maira si superano diversi paesi tra cui Cartignano, San Damiano e Macra. All'altezza di Ponte Marmora si svolta a sinistra per Canosio e si prosegue ancora fino a Preit. Un chilometro e mezzo dopo Preit si parcheggia l'auto presso un ponticello (grangia Selvest).

Dati tecnici

  • Ascesa: 710 metri circa
  • Distanza: 11,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.663 metri
  • Altitudine massima: 2.292 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

La camminata che farò oggi in compagnia di Beppe e Martino è un tragitto abbastanza semplice, dal dislivello contenuto, molto panoramico, indicato in questo periodo estivo. Durante l’anello del percorso è possibile, con una deviazione di una decina di minuti, recarsi all’altare e alla lapide eretti sul luogo della tragedia in cui, il 30 gennaio 1937, perirono ben 23 Alpini della brigata Dronero sotto una valanga.

In quei giorni d’inverno era scesa una grande quantità di neve. Nonostante gli abitanti del Preit avessero vivamente sconsigliato gli alpini di avventurarsi da quelle parti, il capitano Trevisan, vero responsabile della tragedia, non solo non volle tenere conto degli avvertimenti, ma ebbe anche il coraggio di dire: “Cosa volete che sappia questa gente: sono solo rozzi montanari”. Così 23 alpini, tutti giovani ragazzi, dovendo obbedire agli ordini del loro capitano perirono miseramente.

Un libricino molto appassionante di Mario Cordero ed Enrico Collo “Almeno la Memoria” – edizioni l’Arciere, ne racconta gli avvenimenti nei dettagli.

Lasciata la macchina nel piccolo parcheggio sterrato antistante le grange Selvest (1666 m, fontana presso la grangia), superiamo il ponticello in legno che sovrasta il rio svoltando a destra (sud) nel bosco di larici.

Poco più avanti la carrareccia sale con bei tornanti sotto le pendici del Monte Bert (2393 m) poi segue un lungo traversone che ci conduce alla panoramica grangia Culausa (1932 m).

Nei pressi della grangia Culausa

Grangia Culausa

La carrareccia termina qui ma, a monte della grangia, prosegue il sentiero che dopo una breve radura si infila nel bosco di larici susseguente. Salendo si può osservare nella gola di destra una bella cascatella che proviene dal laghetto della Meja.

La bella cascata

Arrivati a circa 2030 m di quota troviamo il bivio per il lago Nero (palina).

Al bivio per il lago Nero

Al fondo compare il lato sud di Rocca la Meja

Proseguiamo ancora per il breve tratto (Giro della Meja – Sentiero Gino Gertosio) che in una decina di minuti raggiunge la lapide degli Alpini (2162 m).

La lapide degli Alpini

Al termine della visita torniamo nuovamente al bivio per il lago Nero deviando ora a destra. Salendo ripidamente incontriamo poco sopra alcune grange diroccate, che andiamo a superare su un sentiero faticoso che si mantiene costantemente ripido.

Il sentiero in salita

Durante la salita abbiamo modo di contemplare, alle nostre spalle, l’altipiano della Gardetta e il monte Cassorso.

L’altipiano della Gardetta alle nostre spalle

Poco prima di arrivare al colletto

Dopo aver superato il tratto ripido di salita raggiungiamo infine il punto più alto della passeggiata (2292 m) su un verde colletto che contiene un minuscolo specchio d’acqua. Abbiamo impiegato poco più di un’ora e mezza per arrivare sin qui.

Piccolo specchio d’acqua sul colletto

Non rimane che scendere dolcemente in direzione del lago Nero che ci attende adagiato in una splendida conca poco più in basso. Il posticino in cui si trova è veramente incantevole. Sponde verdi, larici e pietraie lo contornano.

Alcune immagini del lago al nostro arrivo

Qualche minuto dopo il nostro arrivo, dalla parte opposta sopraggiunge un gruppetto di ragazzi che ci faranno compagnia fino all’ora del pranzo.

Il ritorno lo iniziamo dalla parte dell’emissario dove ritroviamo il sentiero che risale per alcuni metri la riva nord immettendoci su un piccolo pianoro con larici. La discesa è facile e intervallata da alcune balze. Più in basso andiamo a raggiungere la grangia Chiacarloso (2080 m), circondata da una mandria di mucche al pascolo.

Grangia Chiacarloso

Mucche al pascolo

Raggiunta la carrozzabile che scende nel vallone Valletta, dopo circa 600 metri siamo sulla strada sterrata principale (quella che torna dal giro di Rocca la Meja).

Non rimane che svoltare a sinistra e percorrerla con pazienza (un’ora di percorso) toccando in discesa, dopo qualche chilometro, la grangia Colombero sottano (1698 m).

La lunga discesa su sterrata

Passato il ponte sul rio della Valletta un lungo traverso ci riporta infine alla grangia Selvest e al parcheggio.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al Monte Bellino, 2942 m – Valle Varaita

Precedente Escursione ai laghi Lauzanier – Val de l’Ubayette

Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda degli elfi e ristorante Mascha Parpaja

Locanda degli elfi e ristorante Mascha Parpaja

Sei il proprietario o gestore di questa struttura? Contattaci per scoprire come metterla in evidenza (dettagli e costi).

Cartografia essenziale

Carta n. 111, 1:25.000

Carta n. 111, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Maira, Acceglio, Brec De Chambeyron

Vedi su Amazon
Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Bibliografia

Passeggiate nelle valli cuneesi

Passeggiate nelle valli cuneesi

Carlo A. Mattio

Blu Edizioni, 2012

Vedi su Amazon
Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

Elio Dutto, Valerio Dutto

Cuneotrekking, 2017

Tutti i dettagli

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (27)


  1. L’ho fatto diverse volte, questo percorso, e…sempre affascinante e il lago, nel suo contesto, l’ho trovato splendido.
    Bravi per le continue recensioni.
    Albino


  2. Fate sempre delle bellissime gite con recensioni altrettanto belle e chiare. Volendo andare al Lago Nero con un gruppo di amici e cercando il percorso più “leggero” e “morbido” è meglio effettuare il percorso nel senso inverso da quello da voi indicato o non cambia nulla? Grazie e complimenti ancora.


    • Ciao Claudio, grazie per i complimenti! A parer mio sono simili, anche se personalmente preferisco il verso che abbiamo descritto sopra perché l’ambiente è più vario e la salita diventa più piacevole.

      Ciao.


  3. Volevo un’info : è un percorso fattibile per due bambini di 5 e 7 anni? La scorsa domenica al migliorero è andata molto bene!


    • Ciao Simona. Se non vuoi proprio fare tutto l’anello, potresti andare al lago facendo il giro al contrario, cioè svoltando a sinistra dopo il ponte della grangia Selvest. Così raggiungi il lago più facilmente, i bimbi non si stancano troppo ed è già una gran meta.


  4. Buongiorno a tutti, questo percorso mi interessa molto. Secondo voi è possibile avvicinarsi al punto di partenza con un camper in modo da svegliarsi e cominciare la camminata? Per arrivare c’è una strada molto ripida?


    • Ciao Fabio. E’ possibile, specialmente in questo periodo, purchè sia di dimensioni ragionevoli. Anch’io ci sono già salito col mio e mi sono posizionato nei pressi della grangia Selvest, vicino al ponticello. La strada di salita è, in alcuni punti, un po’ stretta come qualsiasi strada di montagna.
      Il tratto più ripido lo trovi salendo al Preit, ma non ci sono problemi.


  5. Innanzitutto complimenti per le ottime indicazioni delle escursioni. A proposito del Lago Nero vorrei sapere qual è il sentiero meno faticoso per raggiungerlo : quello descritto nella recensione oppure quello che parte a sinistra dopo le grange Selvest? Grazie e buona montagna.

    • Valerio Dutto


      Ciao Laura! Il percorso che noi abbiamo fatto all’andata (per intenderci: a destra delle grange Selvest) è un poco più corto ed ha un dislivello maggiore (perché si deve arrivare al colletto a 2319m e poi scendere ai 2246m del lago). Il percorso fatto al ritorno (per intenderci: a sinistra delle grande Selvest) è più lungo ed ha un minor dislivello, quindi ha una minore pendenza. L’intero anello è sicuramente più bello e vario, ma anche il percorso a sinistra non è niente male (soprattutto nell’ultimo tratto) e in ogni caso si tratta di una meta fantastica!


    • Ciao Laura. Personalmente ho trovato più “leggero” il percorso che inizia a sinistra dalle Grange Selvest. Noi l’abbiamo seguito l’anno passato con un gruppo di camminatori “slow” e tale scelta è stata molto apprezzata. Saluti e buona camminata.


  6. Abbiamo fatto la gita il 21 giugno. Giornata stupenda. Il panorama che si gode dal colletto è bello, ma quando arrivi a vedere il lago resti a bocca aperta. Quando vedi la conca e sullo sfondo il Monviso tutta la fatica sparisce.
    Complimenti per le vostre recensioni.


  7. 28 giugnoi 2015, mio marito ed io siamo riusciti a fare l’intero anello, partendo da Grange Selvest e salendo a destra, abbiamo anche visitato la lapide degli Alpini. Per me un pò troppo faticosa la salita, ma, i panorami alleviano la fatica. Stupendo anello, da rifare sicuramente, lo consiglio a tutti, magari non di domenica perchè un pò troppo affollato. Buona montagna.


  8. dopo molto tempo che vi leggo e soprattutto dopo molte delle vostre gite da me ripetute è doveroso un sincero ringraziamento. Grazie ciao e a nuove quote.

  9. claudia mattiauda


    Cari amici,

    a metà settembre farò una brevissima vacanza a San Damiano Macra in valle Maira e vorrei fare due belle escursioni. Una sarà sicuramente questa perchè sia dalla relazione che dalle foto mi sembra di intuire che il posto sia splendido e che meriti una gita. Per l’altra sono indecisa tra il lago Niera e il lago Camoscere. Voi cosa mi consigliate? Ho controllato le altre vostre gite in valle Maira ma mi sembra di non aver visto vostre escursioni in questi luoghi.

    Vi ringrazio anticipatamente se mi darete il vostro consiglio, ciao a presto e bravissimi come sempre.

  10. Claudia Mattiauda


    Ciao, grazie mille per avermi segnalato le escursioni con i laghi che mi piacerebbe visitare. Vi faccio sapere cosa ho scelto e com’è andata. Saluti, buone gite anche a voi e grazie per i tanti spunti che ci date, Claudia

  11. claudia mattiauda


    Ciao, ieri sono stata al lago Nero facendo l’intero anello partendo dal lato destro della grange Selvest. Mi è piaciuto moltissimo, peccato solo che la giornata un po’ nuvolosa non ha reso giustizia alla bellezza del paesaggio soprattutto alle acque del lago che risultavano essere grigio spento anziché azzurro cristallino come sono quelle dei laghi di montagna.
    Spero di leggere presto vostre nuove escursioni.


    • Ciao Claudia. Mi spiace proprio per la giornata grigia. Con il cielo azzurro o perlomeno con qualche nuvoletta sarebbe stato sicuramente meraviglioso. Domani dovremmo mettere su un’altra escursione. Ciao, a risentirci presto!

  12. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Con Silvia ancora fuori uso per il ginocchio non mi resta che continuare l’apprendistato dei miei due colleghi di lavoro alla montagna :-).
    Nella giornata di oggi solo uno dei due miei colleghi è presente ed ho deciso di fargli affrontare un’altra classica delle nostre montagne: l’anello del Lago Nero.
    In realtà ho preso un bel rischio per il semplice fatto di non sapere bene a quale altezza sia attualmente la neve in quella zona…
    Con l’entusiasmo con cui sta scoprendo questo giovane mio collega alle 8:30 siamo al Grange Selvest pronti per partire, decido di intraprendere il sentiero di destra, più ripido ma più appagante.
    Fa freddo, ci saranno stati circa un paio di gradi sopra lo zero, ed ogni tanto un vento gelido lambisce i nostri visi.
    Seguendo i tornanti della strada sterrata i mio collega patisce un po’ il freddo e la salita, non abituato ad affrontare un clima del genere in quelle condizioni.
    L’autunno è in pieno svolgimento e la via è completamente ricoperta degli agi secchi dei larici ormai spogli.
    Dopo numerose fermate arriviamo al Grange Culausa, dove compare la sagoma della Rocca la Meja, con mia sorpresa mi accorgo che la via di salita è sgombra di neve, nei dintorni solamente le vette del versante Sud dell’Altopiano della Gradetta e la Zona del Monte Cassorso sono ricoperti dal manto nevoso.
    Nonostante ciò il ghiaccio è presente a tratti lungo il sentiero e quindi bisogna stare attenti.
    Il Sole non riesce a superare i contrafforti della Rocca la Meja quindi fa molto freddo.
    Il mio collega sale un po’ a fatica ma il suo sguardo è un susseguirsi di meraviglia, numerose foto vengono scattate dal suo smartphone.
    La sua continua richiesta di sapere quando finisce la salita e le mie continue rassicurazioni di procedere lentamente e di prendersi tutto il tempo che gli serve, lo spingono a continuare.
    Alla fine raggiungiamo il leggero pianoro nel punto più elevato dell’escursione dove il Sole inizia a scaldarci, il Monviso ed i pascoli elvesi alla nostra sinistra si presentano nella loro magnificenza.
    Altra meraviglia in più al mio collega che non smette di fare fotografie.
    Bello vederlo così interessato che fino a pochi mesi fa non aveva mai fatto un’escursione in vita sua, così come l’altro mio collega assente, e che ora ne conta già tre nel giro di due mesi.
    Scendendo verso il Lago Nero troviamo il piccolo specchio d’acqua completamente congelato, sulla discesa verso la destinazione siamo accompagnati dalle sculture ghiacciate del torrente che si butta nel lago.
    Dietro l’angolo ci compare improvvisamente la nostra destinazione: il Lago Nero è un unico blocco di ghiaccio.
    Ci abbiamo messo esattamente un’ora e cinquanta minuti dalla partenza.
    Scendiamo e ci posizioniamo nel suo lato Nord esposto alla luce solare.
    Restiamo per quasi un’ora li, dove mangiamo e ci gustiamo il posto.
    Il mio collega di lavoro è entusiasta, non smette di fare foto.
    Il posto gli pare quasi magico, continua a tempestarmi di domande sulla montagna dove cerco di rispondere al meglio che riesco.
    Verso le 11:00 notiamo del fumo che sale dalla zona di Canosio, troppo denso per essere una nebbia.
    Come scopriremo più tardi non si trattava di nebbia…
    Riprendendo la via dell’anello scendendo verso il Grange Chiacarloso, qui il versante è un po’ poco esposto al sole e la neve ed il ghiaccio dominano, con molta attenzione ci ricongiungiamo con la strada sterrata che scende nella Valle della Valletta per dirigerci verso la macchina.
    Il mio collega continua a tempestarmi di domande, più che altro si chiede su come le nostre montagne siano così poco valorizzate rispetto a quelle più famose del Trentino o della Valle D’Aosta. In parte gli rispondo che è un bene, dall’altra purtroppo è una sconfortante verità…
    Comunque alle 12:30 siamo al Grange Selvest, la nebbia più a valle rimane molto densa, un elicottero continua a sorvolare la zona.
    Un incendio.
    Un po’ preoccupati di ritrovarci nelle sue vicinanze iniziamo a scendere verso valle.
    A Canosio scopriamo che effettivamente un incendio lambisce il paese dal suo versante ma non sembra così pericoloso per le persone, i vigili del fuoco erano già nel pieno delle operazioni di spegnimento in un’apparente tranquillità.
    Bella escursione come sempre: io ho rivisto un posto visto tre anni prima con Silvia ed il mio collega è sempre più innamorato della montagna tanto da chiedermi altri posti famosi durante la via per il ritorno a Mondovì.
    Spero di continuare questo avvicinamento ma, prima di tutto, spero che Silvia si riprenda presto, la sua presenza assieme a me tra i monti mi manca tanto…
    Un saluto da Mattia e Robert da Mondovì, un saluto a Davide che non è potuto venire questa volta.


    • La passione della montagna nasce proprio così. Prima pensi di non essere in grado di fare una salita a un rifugio o a un lago di montagna, poi un amico paziente ti porta su facendoti conoscere posti nuovi, inimmaginabili e vedi che con un po’ di volontà e sforzo sei riuscito a farcela. La volta dopo hai più coraggio e sei già più invogliato a ripetere l’esperienza. Dopo un po’ di volte è l’amico a proporti di andare in montagna. Bravo Mattia! L’importante, a mio avviso, è non forzare per i primi tempi e proporre sempre delle mete piacevoli, dove ci sia un bel panorama, un rifugio o un bel lago. Un saluto a te, a Davide e a Silvia. Auguri per il suo ginocchio.

      • Mattia Bertero


        Esatto, hai colto nel segno Elio.
        Infatti gli sto proponendo escursioni non troppo complicate e piacevoli e piano piano salgo un po’ con l’asticella a seconda di come reagiscono allo sforzo.
        Infatti siamo andati nell’ordine: Monte Armetta, Rifugio Livio Bianco, Lago superiore di Roburent (lato francese) ed infine questa del Lago Nero. Tutte abbastanza semplici e molto piacevoli, la prossima volta con i miei colleghi ritornerò a Narbona da Colletto, voglio fargli conoscere la storia di quella borgata e fargli vedere come si viveva una volta in montagna.
        Glielo già parlato e sono molto entusiasti della prossima meta, magari se sono in forma a Narbona gli potrei proporre di arrivare almeno fino a Valliera per fare in parte l’anello delle borgate di Colletto.
        Silvia speriamo che si riprenda presto, non ci sono rotture per fortuna (si è fatta male a pallavolo) sembra solamente un forte trauma. Staremo a vedere.

Il tuo commento