Escursione ad anello al Monte Granero, 3177 m – Alpi Cozie – Valle Po

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Il Monte Granero, tremila roccioso situato completamente in territorio italiano, si trova in linea d’aria a 5 chilometri e mezzo a nord del Monviso. È sul confine tra la Valle Po e la Val Pellice. Offre, dalla sua elevata punta, un grandioso panorama sulla parete nord del Viso e sulle numerose cime che lo contornano.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.150 metri circa
  • Distanza: 12,0 km circa
  • Altitudine partenza: 2.021 metri
  • Altitudine massima: 3.177 metri
  • Difficoltà: PD- (Poco Difficile-)
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dal meteo sembra che possiamo disporre di alcuni giorni di tempo buono. Mi sento con Riccardo. Siamo incerti tra la nord dell’Argentera e il Monte Granero. Alla fine prevale l’idea del Granero perchè, nel caso di una bella giornata, avremo modo di vedere meravigliosi panorami sul gruppo del Viso.

Lunedì 27 agosto 2012. Posiamo l’auto al Pian del Re (5,00 € di parcheggio). La giornata si presenta veramente unica. Iniziamo la salita alle 7:45 sulla stradina che taglia il versante destro in direzione di Pian Mait e Colle delle Traversette (palina segnaletica).

Fatti pochi passi lasciamo a destra un sentiero (palina) che sale al Colle della Gianna. Pochi minuti ancora e tralasciamo a sinistra (palina) quello per il lago Superiore e il rifugio Giacoletti.

Dal sentiero iniziale, vista sul Monviso


Entriamo ora nel vallone laterale delle Traversette percorrendolo per un tratto nella parte centrale; poi alcuni tornanti ci spostano sulla sinistra orografica. Lasciamo ancora a sinistra un ennesimo sentiero per il Coulour del Porco e il Rifugio Giacoletti.

Inizio Vallone delle Traversette

Arrivati nel pianoro erboso superiore (Pian Armoine), lasciamo in una curva a destra il sentiero che porta al Colle Armoine. Da qui un lungo traverso seguito da tornanti ci fa risalire un tratto accidentato fino ad un bivio dove troviamo numerose indicazioni su un grosso pietrone.

Lasciamo comunque a sinistra l’indicazione per “il sentiero del postino” (che conduce ancora al rif. Giacoletti) continuando in salita verso il pianoro sconnesso superiore denominato Pian Mait (2717 m); ammirando alle nostre spalle il Monviso e il Viso Mozzo (3019 m) lo andiamo ad attraversare centralmente su pietraia.

Il Granero al centro della foto; a destra il Meidassa

Proseguiamo quindi la marcia per raggiungere la struttura di una ex casermetta già notata dal basso.

Dal decadente manufatto il sentiero riprende a salire verso sinistra al Buco del Viso (poche decine di metri più in alto), e al Colle delle Traversette.

Dalla ex casermetta, in prossimità del Buco del Viso

Noi non lo seguiamo ma, passando tra grandi matasse di filo spinato abbandonate sul posto da chissà quanto tempo, deviamo verso destra sul tratto più sconnesso che punta in direzione del Passo Luisàs (3019 m). La salita diventa più faticosa.

Tratto faticoso nelle vicinanze del Passo Luisàs

Superati due inglesi che hanno intenzione di attaccare la parete sud-est del Granero, seguiamo la rimanente traccia fino al Passo, che è posizionato tra il Monte Granero (3177 m) e il Monte Meidassa (3105 m).

Passo del Luisàs

Ora la salita diventa più alpinistica. Per salire al Granero attacchiamo, subito a sinistra, una cengia ascendente. Il percorso, di difficoltà PD- è segnalato da tacche gialle. Sul posto sono presenti anche degli anelli per l’aggancio della corda.

Con maggiore attenzione poiché più in basso, oltre ai due inglesi, abbiamo notato qualcuno che arrampicava sulla stessa parete, superiamo in sequenza diversi saltini di roccia esposti, intervallati da corti canalini che, dopo un buon tratto, portano ad una forcella (ometto) immettendoci nel canalone principale di salita.

Inizio del tratto alpinistico

Verso la metà del tratto

Raggiunta la via normale proveniente dal lontano Passo Sellerino (2884 m) svoltiamo a destra risalendo il canalone, a tratti franoso, fino a portarci sulle rocce finali. Seguendo alcuni ometti deviamo a destra un salto roccioso già in vista della Madonnina che finalmente raggiungiamo dopo 3 ore 10’ dalla partenza.

Nel canalone centrale poco sotto la vetta

Arrivo in vetta

La giornata odierna, senza una nuvola, non può che regalarci meravigliosi panorami a 360 gradi, specialmente verso il Monviso, lì a due passi e il vicinissimo Meidassa (3105 m).

Vista sul Monviso, sulle rocce Furion e le varie punte

 

Dalla cima, veduta verso il Pian del Re

Ancora dalla cima, ingrandendo la foto, si può notare il sentiero che porta al Colle delle Traversete e al Buco del Viso 

Rimaniamo in contemplazione una buona mezz’oretta, poi riprendiamo la via del ritorno sul lato Val Pellice (via normale) scendendo lungo il canalone, a tratti franoso, in direzione di una forcella (la seconda verso destra guardando dall’alto).

Nella parte più bassa alcuni ometti guidano verso il Passo Sellerino (2884 m) che ci porta a sconfinare sul lato francese della Valle del Guil.

Dal Passo Sellerino sguardo all’indietro sul canalone di discesa

Tracce di sentiero conducono ora velocemente in basso verso quello che sale dal Refuge du Viso al Buco del Viso e al Colle delle Traversette. In pochi minuti ci portiamo all’imbocco del lato francese del Buco del Viso (2882 m).

Questa galleria pare sia stata la prima ad essere progettata per attraversare le Alpi. Voluta dal Marchese di Saluzzo Ludovico II, la galleria è stata aperta nel 1480 dopo cinque anni di scavi, ed era adibita al trasporto su muli del sale, merce importantissima in quell’epoca. Si legge che la sua costruzione è avvenuta con l’impiego di “ferro, fuoco, aceto ed acqua”.

Inizialmente misurava 105 metri di lunghezza, poi gli ingressi, specie sul lato francese, sono franati per slavine e cause varie. Attualmente misura 75 metri per 2 di altezza e 3 di larghezza.

Armati di torcia elettrica ci caliamo dall’imbocco che sul lato francese è piuttosto stretto. Nonostante la grande attenzione, Riccardo in un punto sbatte la testa contro la roccia. Ma era prevedibile, e non è neanche la prima volta che gli succede (in fin dei conti non è colpa sua se alto un metro e 90).

Entrando nel Buco del Viso dalla parte francese

Sul lato italiano l’apertura è normale. Scendendo alcuni stretti tornanti raggiungiamo la ex casermetta incontrata al mattino concludendo qui il tratto ad anello. Non rimane che scendere fino al Pian Mait dove abbiamo intenzione di pranzare. Lì troviamo altri gruppetti di escursionisti che hanno le stesse nostre intenzioni.

Dal Pian Mait. A sinistra (in lontananza) il Viso Mozzo, a destra il Viso

Al termine riprendiamo la discesa felici per aver scelto questa meta e per avere imbroccato una delle più belle giornate dell’estate.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 106, 1:25.000

Carta n. 106, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Monviso, Valle Po, Valle Varaita, Valle Pellice

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)


  1. bellissima salita a una bellissima montagna.
    lo scorso anno in due giorni abbiamo salito la punta roma e il giorno sucessivo il granero. purtroppo il tempo non era così bello come avete trovato voi, rimane comunque la soddisfazione
    di aver salito due bellissime montagne.
    come sempre complimenti per le foto, e la precisa relazione

    • Cuneotrekking


      Ciao Ernesto. Grazie per i complimenti. Sicuramente trovando il tempo bello ti godi di più i paesaggi. Non ho ancora salito la Punta Roma ma, assieme a Punta Udine e Dante è una di quelle che vorrò fare prossimamente, se il tempo lo permetterà.
      Ciao, grazie e buone gite!!!

  2. Stefy Gheroppa IMontanari


    Qualcuno per caso l’ha salita in questi GG?
    Domenica scorsa quasi per caso siamo saliti sulle rocce Founs fra Roccia Nera Meidassa e SeaBianca e la neve non è stata un grosso problema…anzi, guardando il Granero però il dubbio veniva se sia salibile senza grossi problemi oppure no…
    Grazie a a tutti e buone salite 🙂


  3. ciao,

    leggendo il resoconto della salita alla Meidassa, di rimando passo al Granero.

    Lo avevamo addocchiato “secoli fà” durante la salita alla facile dirimpettaia.

    Allora mi sembrava inaccessibile, ma l’esperienza aiuta a progredire……e di progressione voglio chiederti.

    Nella descrizione parli di anelli per aggancio della corda, ma sembra voi non l’abbiate utilizzata: è così?

    grado di difficoltà: I e II?

    così magari potremmo tornare a farle visita…..anche se prima ho ancora un conto in sospeso con il Re di Pietra 🙂

    grazie
    Emanuela


    • Sì, è vero. Siamo saliti senza assicurazione. Ci sono dei passaggi di II un po’ esposti fino alla forcella. Poi si prosegue in salita nel canalino fino alla cima. Ovviamente non bisogna patire di vertigini. La discesa l’abbiamo fatta passando poi dal Passo Sellerino e dal Buco del Viso.

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