Escursione ad anello al rifugio Garelli, 1970 m, e Gias Madonna – Valle Pesio

Il rifugio Garelli, di proprietà del CAI di Mondovì, si trova all'interno del Parco naturale del Marguareis ed è inserito in posizione molto panoramica ai piedi del Marguareis. Dopo averlo raggiunto faremo ritorno da un panoramico e bel sentiero che tocca in sequenza il gias di Costa, il gias Madonna e il pian del Creus.

Da Chiusa Pesio inoltrarsi nella valle Pesio e superare le frazioni Vigna e San Bartolomeo. Arrivati alla certosa di Pesio svoltare a sinistra, attraversare il ponte e proseguire ancora per tre chilometri fino a raggiungere il pian delle Gorre (1.032 m). Lasciare l’auto nel parcheggio antistante (a pagamento nei fine settimana estivi e tutti i giorni le prime settimane di agosto).

  • Ascesa: 1.020 m circa
  • Distanza: 12,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.032 m
  • Altitudine massima: 1.970 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: grangia, rifugio
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Giugno 2015. Infiliamo la sterrata che sale a sinistra del parcheggio lasciando, dopo qualche centinaio di metri sulla sinistra il sentiero per il Pian del Creus (da cui faremo ritorno) e gradatamente raggiungiamo il piazzale denominato “il Salto” (1184 m) dal quale hanno inizio vari sentieri (seguire indicazioni per il rifugio Garelli).

Dopo un po’ di cammino tortuoso in pineta, superiamo il ponticello in legno sul Rio Sestrera che, appena più in basso, dà origine alle cascate del Saut. Ancora qualche minuto e arriviamo nei pressi del gias sottano di Sestrera (1341 m), dove si ha un primo approccio visivo del massiccio del Marguareis e dove il percorso si sdoppia: a destra si entra nel vallone del Marguareis verso il Passo del Duca, a sinistra invece si va direttamente al Rifugio Garelli. Quest’ultima è la nostra direzione.

Con una marcia in leggera salita ci addentriamo tortuosamente in un nuovo boschetto di abeti.

Dopo numerosi tornanti usciamo allo scoperto su una radura in pieno sole. Ora si presenta una bella china che risaliamo affacciandoci in prossimità del gias Soprano Sestrera (1842 m).

Il panorama diventa grandioso. Con un solo sguardo possiamo abbracciare la fantastica parete nord del Marguareis ed anche il grande Rifugio Garelli (ricostruito nel 1991 dopo l’incendio del 1987).

Aggirato il gias sulla destra (fontana) non rimangono che pochi minuti di cammino per giungere alla nostra meta.

Di proprietà del CAI di Mondovì il rifugio, posto tappa del GTA e via alpina, è dotato di 90 posti letto in camerette (12 posti letto nel locale invernale) ed è gestito da oltre trent’anni dal sig. Guido Colombo (tel. 0171/738078 – cell. 339 7709937). È aperto, di norma, dal 15 giugno al 15 settembre, ma anche in altri periodi su prenotazione.

L’anello che oggi vogliamo fare al ritorno è un bel percorso, insolito e alternativo a quello che avviene, di norma, dal vallone del Marguareis. Un po’ lunghetto, ma molto vario e panoramico, si sviluppa a nord del rifugio sotto le cosiddette cime di Serpentera (2358 m), Cima Cars (2218 m) e Bartivolera (1957 m), mentre la discesa avverrà dal Pian del Creus. Dal Garelli ridiscendiamo fino al gias Soprano Sestrera, dove, nei pressi della fontana, il sentiero taglia obliquamente verso destra. Tacche bianco/rosse ci guideranno ottimamente per tutto il percorso.

Dopo aver superato un valloncello incassato in cui c’è ancora la presenza di neve, perveniamo al Gias di Costa (1700 m).

Poco dopo, aggirata una piccola costola (Croce di Sestrera), il sentiero prosegue tagliando pendii in leggera ascesa con le curve che seguono le rientranze e le sporgenze della montagna, mentre le pendici della valle sono ricoperte di rododendri, qualche alberello di maggiociondolo, genzianelle e moltissimi fiori di asfodelo.

Più avanti, dopo aver superato un’abetaia, il sentiero intagliato nella roccia scende per una cinquantina di metri ed attraversa la Comba Comune per risalire subito dopo in una faggeta approdando infine nello spazio aperto del gias Madonna (1653 m).

Verso ovest si fa importante la visuale sul Vaccarile, sul Passo del Duca (1989 m) e sulle cime Mirauda (2157 m) e Fascia (2491 m).

Ai piedi di una struttura del gias ci fermiamo per la pausa pranzo in compagnia di altri due escursionisti sopraggiunti dal basso, iniziando subito dopo il ritorno.

A qualche metro dalla struttura più grande, una pietra aguzza in mezzo al prato segna l’inizio del sentiero di discesa (ovest) verso il sottostante Pian del Creus che raggiungeremo percorrendo la valle Serpentera.

Giunti al pian del Creus e al relativo gias (1296 m) scavalchiamo un ponticello in legno che, oltre il rio, prosegue in discesa a poca distanza dal rifugio privato “Villa Soche”.

L’ultimo tratto verso la sottostante strada attraversa un fitto bosco di latifoglie ed abeti bianchi e, prima di ricongiungersi alla sterrata che ci riporterà al Pian delle Gorre, si immerge tra ampie distese profumate dall’aglio orsino.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (9)


  1. Per andare al Garelli ho sempre fatto l’anello che dal Gias Sottano de Sestrera fa’ il Vallone del Marguareis/Laghetti,RIfugio Garelli e al ritorno la diretta che ridiscende al Gias Sottano,devo dire che l’andata e’ splendida ma il ritorno mette a dura prova le ginocchia!:-)…la vostra alternativa passando dal Gias Madonna l’avevo gia’ adocchiata ma non sono mai riuscito a provarla,direi che grazie alla vostra recensione nel giro di qualche settimana la inaugurero’!!!…complimenti!

    • Valerio Dutto


      Ciao Claudio, non te ne pentirai: è davvero un bel sentiero, ben tenuto, ottimamente segnalato e davvero godibile!

  2. Andrea Loleo


    ma è fattibile in mtb? L’idea sarebbe poi quella di proseguire verso il Gias Mascarone e poi scendere al Pilone d’Olocco e quindi a Vigna.

  3. Corrado Maisto


    buongiorno volevo sapere se e’ un percorso che posso affrontare con dei bimbi ? e la durata all’incirca. grazie


    • Ciao Corrado. Per dei bimbi il percorso al rifugio Garelli è abbastanza impegnativo (dipende però dall’età) e la durata della salita è di circa tre ore.

      • corrado maisto


        grazie , i bimbi hanno 12 e 9 anni, ne approfitto della disponibilita’ per cheidere un’ulteriore informazione. la durata a grandi linee per compiere questo anello ?

  4. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di stamattina è stata davvero un’improvvisata, svegliatomi presto (7:00) per mancanza di sonno, aprendo le persiane noto che il cielo albeggiante è di un bel sereno.
    Dopo una settimana fatta di un tempo pessimo mi viene la voglia di andare un po’ su in montagna.
    Mentre preparo la roba penso alle destinazioni possibili: innanzitutto presumo che la pianura sia coperta di nebbia per via della pensate umidità che sento nell’aria, quindi ho scartato le cime, mi concentro sulla Valle Ellero, Maudagna e Pesio, le più vicine a me.
    Ellero scartata perchè per la maggiore porta a vette, Maudagna scartata perchè ci sono andato recentemente per allenarmi.
    Non mi resta che la Valle Pesio che mi offre diverse possibilità di giri ad anello.
    Così ecco che sono al Piano delle Gorre alle 8:30, la temperatura è alta per l’ora e la stagione.
    E ora dove si va?
    Il Pis del Pesio non…pisca più da un pezzo, via.
    Pensavo al Anello del Passo del Duca ma poi ho pensato che la Conca delle Carsene l’avevo già vista lo scorso anno.
    Poi la soluzione più semplice mi si para davanti: l’Anello del Rifugio Garelli, è dal 2012 che non l’ho facevo più!
    Andata, un classico ma sempre molto appagante.
    Intraprendo la sterrata iniziale a sinistra del Pian delle Gorre che più avanti si tramuta in sentiero verso il Gias Sottano Sestrera, l’umidità presente nel terreno mi fa procedere con molta cautela perchè gli alberi stanno perdendo le foglie e l’umidità le ha rese molto scivolose, per non parlare delle rocce e sporadici rami di legno messi a creare i gradini.
    Arriva al gias agevolmente e qui deciso di arrivare al Garelli per il Vallone del Marguareis, l’ho sempre trovato più agevole rispetto alla salita verso il Gias Soprano Sestrera.
    La salita è regolare, ogni tanto qualche metro di falso piano mi danno un po’ di tregua.
    Al Gias Sottano del Marguareis esco dal bosco e la Parete Nord del massiccio mi compare in tutta la sua bellezza, in particolare modo la parete verticale dello Scarason.
    Fa sempre una certa impressione nonostante visivamente ne conosca ogni anfratto.
    Al gias il consueto gregge di pecore dentro un recinto, le ho sempre viste li da quando ne ho memoria.
    Qui il sentiero svolta verso Est ed entra nel vallone vero e proprio, poco più avanti lascio a destra il bivio verso il Passo del Duca dove un signore in solitaria si appresta a compiere la salita, qui mi congiungo con il percorso GTA.
    Finalmente vengo raggiunto da Sole a metà vallone.
    Tra diverse salite, un paio anche abbastanza ripide, arrivo al Laghetto del Marguareis quasi sparito in questo periodo.
    Qui svolto a sinistra per il traverso sotto i Rastelli Sestrera che mi avrebbe portato al rifugio, allo scollinamento la mia intuizione avuta a casa ha avuto una bella conferma: la pianura è coperta da una spessa cappa di nebbia e smog però le cime della Valle Pesio sono belle visibili ed il panorama che offrono è davvero molto bello.
    Ed ecco il Garelli, ci arrivo alle 10:45, è chiuso da 15 giorni se non vado errando.
    Li incontro due signori che stanno scattando diverse foto.
    Mi fermo fino alle 11:30 mangiando pranzo, nel frattempo arrivano un giovane diretto verso Porta Sestrera, una giovane che scende da Sestrera e si dirige verso il Vallone del Marguareis ed un signore salito dalla strada che mi appresto ad intraprendere.
    La via del ritorno è la classica via che la maggior parte della gente usa per salire, passando dal Gias Sottano Sestrera.
    Qui incontro molte persone che stanno salendo, alcuni giovani e un trio di bambine di 7 anni che salgono come dei camosci staccando di netto i genitori dietro di loro.
    Mi hanno ricordato molto i miei inizi per le montagne, ormai 24 anni fa, anch’io partivo e non mi fermavo fino alla meta, molte volte arrivato da solo con mio nonno Alpinista che mi seguiva con gli occhi più indietro.
    Comunque scendo abbastanza velocemente, il terreno all’interno del bosco è sempre molto scivoloso.
    Alle 13:00 sono al Pian delle Gorre pronto per tornare a casa.
    Il Garelli non delude mai, ogni tanto fa anche bene tornare nei posti più conosciuti, in special modo quando si fanno queste improvvisate.
    Domani sono presente alla gita organizzata da Cuneotrekking alla Capanna Ussolo, quindi a presto.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia. Il Garelli, da qualsiasi parte lo vuoi raggiungere, rimane sempre una bella meta. Hai deciso all’ultimo momento ma hai avuto ragione nella tua scelta. Bravo!!! Spero anche che quest’oggi ti sia piaciuta questa passeggiata a Capanna Ussolo. Tu conosci già benissimo il posto, ma tutto quello che hai potuto imparare oggi ti servirà per il futuro. Ciao

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