Escursione ad anello alla Porta di Roma, 2333 m – Valle Maira

Non stiamo parlando di un accesso alla città di Roma: l’escursione alla “Porta di Roma” è in questo caso riferita al transito in un angusto passaggio naturale tra le rocce situato al centro dell’imponente catena rocciosa alle spalle di Ussolo. Anticamente permetteva ai pastori di portare o raggiungere il bestiame all’alpeggio.

La partenza di questa escursione è Vallone (1440 m), piccolo villaggio sopra Ussolo (1337 m), raggiungibile seguendo la provinciale della valle Maira fino alla borgata Maddalena (frazione di Prazzo). Subito dopo, ad un bivio segnalato, si svolta a destra e si superano i numerosi tornanti che conducono ad Ussolo e in seguito a Vallone dove si lascia la macchina.

  • Ascesa: 990 m circa
  • Distanza: 14,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.440 m
  • Altitudine massima: 2.363 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: altro, borgata, grangia, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dal parcheggio ad inizio paese seguiamo la sterrata verso sinistra. Circa centottanta metri oltre il tornante prendiamo tra i frassini il sentiero scorciatoia (indicazione) che conduce alla grangia Draio (1531 m). Giunti nei pressi di un grosso pilone e un grande casolare svoltiamo a sinistra (fontana poco più avanti) seguendo ancora il sentiero alberato, incrociando nuovamente la sterrata.

Di fronte, il sentiero riparte (indicazione) passando sotto alcune paretine rocciose e in ripida salita conduce su un poggio da una croce in ferro. Qui si apre una splendida visuale oltre Maira e sul vallone di Unerzio.

Ci avviciniamo, poco più avanti, al nutrito gruppo delle grange Podio (1618 m).

Incrociata nuovamente la strada nei pressi di un pilone votivo la risaliamo, sotto gli sguardi dell’ardita punta della Lausa (1968 m), fino alle grange del Passo (1707 m) raggiungendo, dopo alcune curve, il bel pianoro che ospita le grange Chioligiere (1771 m).

La strada prosegue nel vallone mantenendosi sotto la località Grangette (1823 m). Lasciata a destra una costruzione adibita a presa per l’acqua proseguiamo ancora per un’ottantina di metri prima di svoltare a destra sul sentierino che conduce alle Grangette e alla capanna Ussolo.

Pochi metri prima di raggiungere il malandato rifugio, seguiamo a sinistra un sentiero delimitato da un muretto di pietre che obliquamente conduce verso un gruppetto di larici.

Oltrepassandoli sul lato destro puntiamo a sinistra del monte Chirlè (nord) con percorso ad occhio superando le pendenze della lunga china erbosa e orientandoci verso un altro larice isolato posto distante su un rilievo.

Passati prima alla sinistra di un grosso masso non raggiungiamo il larice ma più verso destra perveniamo ad un gias in cui è collocata una vasca abbeveratoio per il bestiame.

Seguendo la traccia di fronte ci spostiamo gradualmente verso sinistra, superiamo alcuni dossi puntando in direzione della breccia tra le rocce che si nota ancora distante a sud-ovest.

Proseguendo la marcia su terreno di erba e pietre ritroviamo la traccia che si dirige alla base delle rocce. Il percorso da qui è logico e si sviluppa prima verso destra su una pendice erbosa, poi a sinistra su piccoli grandini di roccia fino all’intaglio.

La Porta di Roma è un passaggio di 8/10 metri di lunghezza che si fa spazio tra enormi blocchi di granito. Da questo varco transitavano anticamente i pastori con capre e pecore per raggiungere le grandi zone prative poste nella valle adiacente.

Il sentiero (tacche gialle) riprende dopo l’intaglio tagliando quasi in piano gli inizi di una lunga china erbosa verso il monte Cappel (2363 m) visibile a distanza.

Il percorso per raggiungerlo aggira più avanti alcune rientranze e sporgenze della montagna, supera un rio, risale un breve tratto roccioso, poi si distende sul Pianagnelier in prossimità del monte Cappel (2368 m).

Torniamo volentieri sulla sua arrotondata cima per osservare il grandioso panorama nel vallone di Traversiera, con il monte Cervet (2984 m) alle spalle, rocca la Marchisa (3072 m) e il Chersogno (3026 m).

Da qui una traccia che poi diventa sentiero scende direttamente il vallone fino alla capanna Ussolo (vedi) ma la bellissima giornata ci induce a proseguire l’anello lungo la costa erbosa, dirupata più avanti, toccando prima la rocca di Ciarm (2240 m) poi il colle Serasin (2040 m) e la punta Culour (2068m).

Da quest’ultimo roccioso e notevole punto d’osservazione ci fermiamo per la pausa pranzo con vedute eccellenti nel vallone di Unerzio. Al termine, tornati al colle Serasin, iniziamo nel lariceto la discesa verso capanna Ussolo.

Verso metà tragitto nel bosco, ad un bivio seguiamo il percorso di destra.

Dopo aver scavalcato un piccolo rio, un leggero tratto in salita ci riporta sulla sterrata proprio in prossimità delle grange della capanna Ussolo. Da qui facciamo ritorno a Vallone sullo stesso percorso dell’andata.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Commenti (2)

  1. fabio brondolo


    Bel percorso complimenti.
    Ho visto che lo avete fatto ad inizio novembre…ora è ancora almeno parzialmente percorribile o è già troppo innevato?
    Ciao Fabio


    • Ciao Fabio. Non so esattamente quanta neve sia venuta da quelle parti, ma a giudicare da quello che vedo sulle webcam della zona credo non sia più percorribile. I punti più pericolosi per neve si trovano tra la Porta di Roma e il Monte Cappel, sulle ripide pendici che scendono dal monte Ruissas. Ciao.

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