Escursione ad anello alla Testa di Peitagù – 1815 m – Valle Stura

Un cucuzzolo inserito in posizione molto panoramica tra San Giacomo di Demonte e Aisone porta il nome di Testa di Peitagù. Il nome ci ha molto incuriosito e poichè la cima è situata sotto l’attuale quota nevosa abbiamo deciso di andarla a conoscere.
Accesso in auto: Da Borgo San Dalmazzo prendere la strada statale 21 del colle della Maddalena. Passato Demonte si arriva a Aisone. Lasciamo l’auto nel piazzale del municipio (834 m), di fianco al semaforo all’entrata del paese.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.020 metri circa
  • Distanza: 10,3 km circa
  • Altitudine partenza: 834 metri
  • Altitudine massima: 1.815 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Grangia, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Percorriamo a piedi tutto l’interno dell’abitato fino al semaforo d’uscita. Sulla destra parte il sentiero (palina bivio P64) che fin da subito si fa notare per la ripidezza.

Il percorso, segnalato con tacche bianco-rosse, si infila dapprima in piccoli boschetti di querce, ginepri, qualche betulla, poi larici, pini mughi per finire in una bella foresta di faggi. Lungo tutto il cammino, sia all’andata che al ritorno, si possono scorgere ciuffi di profumata lavanda, secca in questo periodo.

Durante la salita

Dopo una mezz’oretta di cammino si arriva alla borgata in pietra di Ciancamentes (1049 m), ormai invasa da fitta vegetazione.

Casali Ciancamentes

A metà del villaggio, si lascia il sentiero che prosegue per la vecchia borgata Casalot e si riprende a salire a destra nel bosco. Usciti allo scoperto, godiamo di ottimi scorci panoramici sull’abitato di Aisone, sulla pianura di Demonte e sulle montagne poste sull’altro lato della valle Stura.

Zoom su Aisone

Poco alla volta, spingendoci sempre più in alto tra larici e pini mughi, entriamo in un passaggio obbligato che si va ad incuneare tra ripide rocce calcaree.

Il sentiero si va ad incuneare tra ripide rocce calcaree

Panorama alle nostre spalle

Si arriva poco dopo ad un bel balcone panoramico sulla valle Stura. I pini cedono ora lo spazio ad una bellissima faggeta mentre il percorso, riducendo un po’ la sua ripidezza, va a raggiungere il ciabot Casalot (1466 m).

Con un semicerchio nel bosco risaliamo poi un lungo tratto che ci porterà ad un bivio sul crinale: testa di Peitagù a sinistra, Demonte a destra.

Sul crinale

Nella faggeta

Volgendo verso la nostra meta, tra rocce e radi faggi, ci portiamo poco dopo in un piccolo avvallamento dal quale è visibile il tratto finale.

Al centro la Testa di Peitagù

Ci attende ancora una ripida salita (che ci fa rammentare l’ultimo tratto per salire alla cima Saben), poi finalmente usciamo allo scoperto sulla Testa di Peitagù. Il panorama si fa subito ampio verso il Pra ‘d Giacu e il Monte Corso del Cavallo ad ovest, ma è più spettacolare spingere lo sguardo oltre, verso il Corborant e il Becco Alto dell’Ischiator che, completamente ammantati di neve, splendono a sud-ovest. La temperatura così mite ci invita a prolungare la nostra sosta fino all’ora del pranzo.

Arrivo sulla cima

Panorama dalla cima

Il Prà ‘d Giacu e le cime del Corso del Cavallo est e ovest

Per il ritorno ci spostiamo di circa 300 metri in direzione del Pra ‘d Giacu. Nei pressi di una truna, ed a pochi metri dai margini del bosco, una palina ci indica la direzione di discesa verso i casali Piron e Aisone. Una cassettina in legno, agganciata al palo, contiene un libro di vetta su cui annotiamo le nostre impressioni.

Proprio da questo punto, tra alcuni pini e arbusti, ha inizio il tratto di discesa. Si procede con decisione fino ad una radura circondata da larici.

Alcuni paletti in legno bordati di colore rosso/bianco segnalano il percorso e ci guidano nel lungo pendio. Più in basso, nei pressi di un ometto di pietre, teniamo la destra per scendere fino alle Grangette (1457 m).

Nei pressi dell’ometto dove occorre svoltare a destra

Uno splendido single track

Ora il sentiero, sempre più ripido, si inoltra in una gola rocciosa rimanendo comunque sempre molto evidente. C’è da chiedersi come abbiano potuto concepire e ideare, in passato, un logico camminamento tra queste ripide gole.

Nel tratto roccioso

Zoom verso la borgata Piron

Occorre superare una piccola frana…

L’incredibile sentiero

Perdendo velocemente dislivello, ci portiamo in basso su una strada che, a destra, prosegue per Vinadio.

Noi scendiamo dalla parte opposta raggiungendo in pochi minuti le case della bella borgata Piron. La strada, ora carrozzabile, ci riconduce di nuovo in poco più di venti minuti all’abitato di Aisone.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

I più bei sentieri della provincia di Cuneo

Carlo A. Mattio

Blu Edizioni, 2009

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)

  1. Bruno De Carli


    Anche io ho percorso varie volte questi sentieri (da Piron, da Aisone, giro completo delle Cime Chiavardine scendendo a Demonte) e trovo sempre affascinante i tratti che vanno da Piron a Grangette e quello da Ciancamentes a Ciabot Casalot. Leggo sempre con piacere le Vostre gite corredate da splendide foto, molte delle quali le ho effettuate anch’io. Saluti cari e buone gite Bruno De Carli

    • cuneotrekking


      Ciao Bruno, ci fa piacere che leggi ed apprezzi le nostre gite. Era la prima volta che effettuavamo questo percorso ma siamo stati favorevolmente impressionati dalla bellezza del luogo. Sono posti poco conosciuti ma… da intenditori!
      Chissà che non ci incontreremo qualche volta su qualche monte.
      Ciao, Elio


  2. Come sempre complimenti per le foto e la chiarezza delle descrizioni.
    Onde evitare la monotona discesa sullo sterratone (in parte cementificato) da case Piron alla statale consiglio di chiudere l’anello su sentiero verso case Cianciamentes. Giunti a case Piron bisogna inoltrarsi alle immediate spalle dell’ultima casetta (in pratica si passa sotto il portico della stessa): poco evidente si rintraccia nell’erba un tratturo che via via si fa più marcato. Con andamento a mezza costa (bello in questo senso anche in mtb) riporta ai diroccati casali Cianciamentes.

    • cuneotrekking


      Ciao Chicca, grazie per aver suggerito questo tratto di percorso che porta ad evitare l’ultimo tratto di sterrata. Qualcuno, leggendo, sicuramente ne terrà conto. Ciao, Elio


      • Sempre da case Piron un divertente e falicile sentiero in mezza costa porta a Castellar delle Vigne e poi alle porte di Vinadio e più precisamente lungo la mulattiara che sale al forte Neghino (o Nenghino), ove a sua volta si può proseguire su sentiero per l’imbocco del vallone di Neirassa.
        Grazie alla sua felice esposizione il percorso si presta alle giornate più fredde, magari con le racchette da neve quanto è sconsigliato avventurarsi in alto.
        Buona montagna a tutti!Chicca

        • cuneotrekking


          Teniamo presente questo nuovo itinerario che, sicuramente, proveremo prossimamente.
          Ciao e grazie. Elio


  3. Mi incuriosisce molto questo itinerario, vorrei solo capire da te se il tratto roccioso è sicuro anche per un bimbo (dalle foto mi sembra abbastanza comodo il sentiero e mai eccessivamente esposto).

    Grazie molte come sempre i consigli e le belle camminate che non avrei mai fatto senza CNtrek!

    Lorenzo


    • Ciao Lorenzo, grazie! Il sentiero di discesa dell’anello di Peitagù non è mai eccessivamente esposto ma un po’ sdrucciolevole. Certamente il bambino dev’essere seguito, accompagnato e non lasciato libero.

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