Escursione ad anello alle punte Freura, Mezzogiorno e Cauri

Commenti (3)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione che ho compiuto questa mattina mi ha portato in un luogo in cui non ci tornavo da anni, la zona del Monte Cauri, scelta per la mancanza di neve sulla sua vetta.
    Inizialmente mi ero prefissato di compiere questo anello descritto su Cuneotrekking ma avevo dei forti dubbi sulla zona della Valle di Cauri, non esposta al Sole e quindi con una probabile presenza di neve e ghiaccio.
    Così ho deciso di arrivare al Cauri tramite il percorso della Curnis Auta dal Colle di Gerbido.
    Così alle 8:50 sono a Gerbido ed intraprendo la sterrata per il Colle di Gerbido, il tempo è splendido e non fa così freddo come mi sarei aspettato di trovare.
    Al Colle proseguo per la sterrata che s’immette nella Valle Maira, seguendola fedelmente non ricordando bene i punti di riferimento della zona, tanto mi avrebbe portato lo stesso verso la destinazione.
    Il percorso prosegue all’interno di un bosco di faggi, in ombra ed il freddo si fa più pungente.
    Notevole la presenza di cinghiali: ne avrò avvistati almeno cinque in poco tempo.
    Seguendo la strada sterrata improvvisamente s’interrompe a 1450 m per diventare un sentiero, quest’ultimo un po’ nascosto per le foglie cadute ma facilmente individuabile tramite le tacche segnaletiche sugli alberi.
    La pendenza si fa sempre più sostenuta e non da tregua, in quei momenti capisco perchè viene usato più spesso come percorso di discesa e non di salita…
    Comunque con qualche piccola sosta di un paio di minuti arrivi alla fine del bosco di faggi a 1575 m, la visuale mi si apre sulle montagne innevate della zona di Elva e della Strada dei Cannoni fino al San Bernardo sopra Dronero.
    La via vira decisa verso Sud per intraprendere direttamente il versante Nord del Cauri, la pendenza si fa decisamente più accentuata e più salgo più la neve al suolo aumenta.
    Fortunatamente non è ghiacciata e ci si può camminarci sopra agevolmente con i semplici scarponi.
    Che salita però, nessuna tregua e con una pendenza considerevole, seguo le tracce di precedenti escursionisti per trovare la via nel manto bianco (le orme tutte orientate verso la discesa…).
    Tra diverse fermate arrivo al Cauri alle 10:30: il panorama è semplicemente stupendo e spazia a 360° gradi sul territorio circostante, la neve delle alte montagne abbinate con il cielo azzurro completamente sgombro di nuvole ed il giallo dell’erba che ancora spunta dalla neve rendo il tutto quasi magico… Si vedono le montagne della Alta Valle Varaita, quelle della Valle Maira versante Nord, le principali della Valle Grana, lo spartiacque con la Valle Stura, più qualche vetta delle vallate Monregalesi, Bisalta compresa. Peccato per la nebbia sulla pianura della provincia.
    Porgendo lo sguardo verso il basso noto il Colle Arpet e vedo con piacere che la scelta di non intraprendere la Valle di Cauri risulta azzeccata: la parte terminale della piccola valle è ricoperta di neve probabilmente ghiacciata, non sarei mai riuscito a salire da li…
    Guardando l’ora ed il mio stato di forma decido di proseguire almeno fino al Monte Chialmo.
    Lo spartiacque Grana/Maira è totalmente innevato ma lo strato è molle e non supera i 5 cm di spessore, si procede agevolmente senza ramponi.
    Arriva il vento ed è gelato costringendomi a vestirmi meglio per l’evenienza.
    Passo per la Punta del Mezzogiorno speditamente e punto per il cippo di pietra in cima al Chialmo, moltissime impronte di animali selvatici rompono la perfezione dello strato nevoso.
    Arrivo al Chialmo dopo 20 minuti dal Cauri, vengo immediatamente raggiunto da un gruppetto di 5 signori in arrivo dal Colle della Margherita.
    Scambiandoci quattro chiacchiere mi dicono che hanno fatto il giro delle Borgate di Colletto e dopo questa visita al Chialmo scendono verso Narbona per completare il giro.
    Dopo le foto di rito riprendono la via verso il Colle.
    Io resto ancora un po’ per fare altre foto, gustarmi lo spettacolare panorama ed il consueto video per il mio canale Youtube, il freddo però è pungente e mi costringe a tornare subito indietro.
    Ritornando al Cauri il vento si placa e decido di fermarmi per mangiare pranzo.
    Dopo una ventina di minuti riprendo la via del ritorno e arrivo a Gerbido alle 13:00.
    Piacevolissima escursione, molto appagante per il panorama e per un sentiero che spazia su molti ambienti.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, hai fatto la salita al contrario nostro e hai fatto bene. E’ sempre un ottimo posto e molto appagante per il paesaggio che si gode dalle punte. Ciao, alla prossima.

  2. Giuseppe Zerbini


    Ciao a tutti. Domenica scorsa abbiamo seguito questo bellissimo percorso lasciando l’auto alla frazione di Grange nel tornante dove inizia il sentiero. Al ritorno, scendendo da Gerbido, anzichè seguire l’asfalto fino alla svolta per Grange e dover poi risalire, subito dopo la borgata Presa abbiamo preso sulla dx il sentiero segnato giallo-rosso che voi avevate imboccato per errore. Il sentiero scende sul torrente e lo scavalca con un minuscolo ponticello: in breve tempo ci ha consentito di chiudere l’anello senza perdere quota, evitando l’ultimo noioso tratto d’asfalto. Inoltre è ben segnato e percorribile, bisogna solo prestare un minimo di attenzione a qualche tratto un pò franato.
    Complimenti per il sito.

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