Escursione ad anello alle Punte Freura (1900 m), Mezzogiorno (2004 m) e Cauri (1979 m) – Valle Grana

La punta Freura (1900 m) è una cima arrotondata, ben visibile a destra arrivando a Pradleves, molto panoramica verso le alte vette della val Grana. La punta Mezzogiorno (2004 m) e il monte Cauri (1979 m) sono situati sul confine con la valle Maira, esattamente sulla linea di percorso della “Curnis Auta”.
Accesso in auto: Dal centro di Caraglio si svolta per la valle Grana e, passati i paesi di Valgrana e Monterosso, si perviene a Pradleves. Prima che termini il paese, di fronte al ristorante Tre verghe d’Oro, si svolta a destra sulla strada che s’introduce nel vallone Gerbido. Lasciata a sinistra la deviazione per Cialancia si raggiunge, più avanti, quella che porta a Grange. Alcuni ripidi tornanti conducono alle porte della borgata dove si lascia l’auto su un lato della strada (970 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.130 metri circa
  • Distanza: 11,1 km circa
  • Altitudine partenza: 970 metri
  • Altitudine massima: 2.004 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

27 gennaio 2016. Seguiamo i cartelli segnaletici per il colle Arpet e monte Cauri. Dopo poche decine di metri, ad un bivio, si prosegue diritti nel vallone su un sentiero di ciottoli (tacche rosse), lasciando a destra (tacche giallo/rosse), quello che porta verso le borgate Presa e Gerbido (sentiero preso da noi per errore tornando però indietro dopo 250 metri; abbiamo comunque rimosso l’errore dalla traccia GPS allegata).

In salita costante andiamo ad occupare la parte centrale del vallone di Cauri che si innalza ripidissimo contornato da due ali di arbusti di bosso. Dopo aver superato i primi boschetti e un buon dislivello il sentiero si infila in una grande faggeta spostandosi lievemente verso la sinistra del vallone.

Percorso in faggeta

In faggeta arriviamo al bivio della fonte Lusiu che lasciamo a sinistra.

Il cammino prosegue ancora per buon tratto all’interno del bosco poi, di colpo, ne esce fuori nei pressi della strettoia posta sui fianchi delle ripide pareti del monte Cauri.

In uscita dalla faggeta

Raggiungiamo così un primo casolare, posto agli inizi di una grande zona prativa e, salendo verso il colle, ne conteremo altri cinque sparpagliati sulle pendici della cima Cauri (grange del Fulcun, 1898 m).

Salendo i ripidi pendii erbosi

Il primo casolare

La traccia con diagonale ascendente verso sinistra ci conduce direttamente al colle Arpet (1843 m – km 3,2 dalla partenza col 27% di pendenza media del sentiero) dove si apre una prima importante veduta verso tutte le cime della val Grana.

Verso il colle Arpet

Colle Arpet

Possiamo ora distinguere con grande chiarezza i due percorsi ad anello fatti in queste ultime settimane attorno alla cima Cernauda (vedi percorso 1, vedi percorso 2).

Per una visuale ancora migliore, girando a sinistra percorriamo ancora il tratto di cresta che porta all’ometto della punta Freura (1900 m) dalla quale se ne apre una laterale proiettata sulle Alpi Marittime.

Monti Tibert e Tempesta salendo alla punta Freura

Dalla punta Freura panorama verso est

Ridiscesi al colle Arpet, riprendiamo su traccia (direzione nord) il percorso verso il colle della Margherita (1980 m).

La Punta Freura alle spalle di Fulvio

In salita verso la punta di Mezzogiorno

In prossimità di quota 2000 metri abbandoniamo la rotta per l’ormai vicinissimo monte Chialmo (2020 m) per svoltare a destra e raggiungere la punta del Mezzogiorno (2004 m) formata da un gruppo di rocce basse sormontate da un paletto.

Arrivo alla punta del Mezzogiorno

La visuale spazia ora anche sulla pianura nebbiosa, mentre a nord-ovest lo sguardo abbraccia le cime della valle Maira e Varaita e oltre, fino al monte Rosa.

Veduta sulle cime della val Maira

Il sentiero che prosegue verso il colle della Margherita e la rocca Cernauda

La prossima meta da raggiungere è ora il monte Cauri (1979 m, paletti segnavia infissi nel terreno) spostato ad est e raggiungibile in discesa dopo una lieve depressione. È un ottimo punto panoramico e qui ci fermiamo per la pausa pranzo attorniati da una visuale superlativa.

In discesa al monte Cauri

Panorama sulla bassa valle

Monte Cauri

Dal monte Cauri, veduta sul monte Freura

La discesa ad anello avviene sul percorso che prosegue nel versante della valle Maira (nord-est). Seguendo i paletti segnavia bordati con tacche bianco/rosse percorriamo un lungo tratto della costa passando accanto al pian delle Masche andando a raggiungere, dopo una discreta pendenza, l’inizio di un boschetto di betulle.

Discesa dal monte Cauri sul lato val Maira

Svoltando ora decisamente a destra (cartelli indicatori per il colle del Gerbido) entriamo in una zona boscosa prima su percorso pianeggiante, poi in discesa per finire sulla sterrata proveniente dal colle del Gerbido.

Dopo un buon tratto di sterrata la abbandoniamo nei pressi di un tornante (cartelli segnaletici) infilandoci verso destra in faggeta sul versante della val Grana.

Tornando sul sentiero di Gerbido, lato val Grana

Il sentiero in poco tempo raggiunge il centro della borgata Gerbido. Scesi tra le case e poi sulla strada asfaltata la seguiamo fino al bivio di Grange per l’ultimo tratto di salita che ci riporta al parcheggio della borgata.

Arrivando tra le prime case della borgata Gerbido

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione al Monte Tejè, 1544 m – Valle Maira

Precedente Escursione al rifugio don Barbera e al colle dei Signori, 2111 m – Valle Tanaro

Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

Carta 14, 1:25.000

Carta 14, 1:25.000

Fraternali Editore

Valle Grana, Bassa Valle Stura di Demonte

Vedi su Amazon

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. Ciao a tutti voi.
    L’escursione che ho compiuto questa mattina mi ha portato in un luogo in cui non ci tornavo da anni, la zona del Monte Cauri, scelta per la mancanza di neve sulla sua vetta.
    Inizialmente mi ero prefissato di compiere questo anello descritto su Cuneotrekking ma avevo dei forti dubbi sulla zona della Valle di Cauri, non esposta al Sole e quindi con una probabile presenza di neve e ghiaccio.
    Così ho deciso di arrivare al Cauri tramite il percorso della Curnis Auta dal Colle di Gerbido.
    Così alle 8:50 sono a Gerbido ed intraprendo la sterrata per il Colle di Gerbido, il tempo è splendido e non fa così freddo come mi sarei aspettato di trovare.
    Al Colle proseguo per la sterrata che s’immette nella Valle Maira, seguendola fedelmente non ricordando bene i punti di riferimento della zona, tanto mi avrebbe portato lo stesso verso la destinazione.
    Il percorso prosegue all’interno di un bosco di faggi, in ombra ed il freddo si fa più pungente.
    Notevole la presenza di cinghiali: ne avrò avvistati almeno cinque in poco tempo.
    Seguendo la strada sterrata improvvisamente s’interrompe a 1450 m per diventare un sentiero, quest’ultimo un po’ nascosto per le foglie cadute ma facilmente individuabile tramite le tacche segnaletiche sugli alberi.
    La pendenza si fa sempre più sostenuta e non da tregua, in quei momenti capisco perchè viene usato più spesso come percorso di discesa e non di salita…
    Comunque con qualche piccola sosta di un paio di minuti arrivi alla fine del bosco di faggi a 1575 m, la visuale mi si apre sulle montagne innevate della zona di Elva e della Strada dei Cannoni fino al San Bernardo sopra Dronero.
    La via vira decisa verso Sud per intraprendere direttamente il versante Nord del Cauri, la pendenza si fa decisamente più accentuata e più salgo più la neve al suolo aumenta.
    Fortunatamente non è ghiacciata e ci si può camminarci sopra agevolmente con i semplici scarponi.
    Che salita però, nessuna tregua e con una pendenza considerevole, seguo le tracce di precedenti escursionisti per trovare la via nel manto bianco (le orme tutte orientate verso la discesa…).
    Tra diverse fermate arrivo al Cauri alle 10:30: il panorama è semplicemente stupendo e spazia a 360° gradi sul territorio circostante, la neve delle alte montagne abbinate con il cielo azzurro completamente sgombro di nuvole ed il giallo dell’erba che ancora spunta dalla neve rendo il tutto quasi magico… Si vedono le montagne della Alta Valle Varaita, quelle della Valle Maira versante Nord, le principali della Valle Grana, lo spartiacque con la Valle Stura, più qualche vetta delle vallate Monregalesi, Bisalta compresa. Peccato per la nebbia sulla pianura della provincia.
    Porgendo lo sguardo verso il basso noto il Colle Arpet e vedo con piacere che la scelta di non intraprendere la Valle di Cauri risulta azzeccata: la parte terminale della piccola valle è ricoperta di neve probabilmente ghiacciata, non sarei mai riuscito a salire da li…
    Guardando l’ora ed il mio stato di forma decido di proseguire almeno fino al Monte Chialmo.
    Lo spartiacque Grana/Maira è totalmente innevato ma lo strato è molle e non supera i 5 cm di spessore, si procede agevolmente senza ramponi.
    Arriva il vento ed è gelato costringendomi a vestirmi meglio per l’evenienza.
    Passo per la Punta del Mezzogiorno speditamente e punto per il cippo di pietra in cima al Chialmo, moltissime impronte di animali selvatici rompono la perfezione dello strato nevoso.
    Arrivo al Chialmo dopo 20 minuti dal Cauri, vengo immediatamente raggiunto da un gruppetto di 5 signori in arrivo dal Colle della Margherita.
    Scambiandoci quattro chiacchiere mi dicono che hanno fatto il giro delle Borgate di Colletto e dopo questa visita al Chialmo scendono verso Narbona per completare il giro.
    Dopo le foto di rito riprendono la via verso il Colle.
    Io resto ancora un po’ per fare altre foto, gustarmi lo spettacolare panorama ed il consueto video per il mio canale Youtube, il freddo però è pungente e mi costringe a tornare subito indietro.
    Ritornando al Cauri il vento si placa e decido di fermarmi per mangiare pranzo.
    Dopo una ventina di minuti riprendo la via del ritorno e arrivo a Gerbido alle 13:00.
    Piacevolissima escursione, molto appagante per il panorama e per un sentiero che spazia su molti ambienti.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Ciao Mattia, hai fatto la salita al contrario nostro e hai fatto bene. E’ sempre un ottimo posto e molto appagante per il paesaggio che si gode dalle punte. Ciao, alla prossima.


  2. Ciao a tutti. Domenica scorsa abbiamo seguito questo bellissimo percorso lasciando l’auto alla frazione di Grange nel tornante dove inizia il sentiero. Al ritorno, scendendo da Gerbido, anzichè seguire l’asfalto fino alla svolta per Grange e dover poi risalire, subito dopo la borgata Presa abbiamo preso sulla dx il sentiero segnato giallo-rosso che voi avevate imboccato per errore. Il sentiero scende sul torrente e lo scavalca con un minuscolo ponticello: in breve tempo ci ha consentito di chiudere l’anello senza perdere quota, evitando l’ultimo noioso tratto d’asfalto. Inoltre è ben segnato e percorribile, bisogna solo prestare un minimo di attenzione a qualche tratto un pò franato.
    Complimenti per il sito.

Il tuo commento