Escursione ad anello Colletto-Narbona-Rocca Cernauda-Colletto – 1° parte, 2282 m – Valle Grana

Novità Sui sentieri con Cuneotrekking

Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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La rocca della Cernauda è una punta situata sulla costa che dal monte Tibert scende verso est dividendo la valle Grana (all’altezza di Campomolino) dalla valle Maira (Macra). L’escursione odierna percorre il tratto della Curnis Auta situato a nord-ovest della borgata di Narbona e si completa con la discesa per la Cresta del Balòu. Nella prossima descrizione percorreremo la parte est della cresta del Balòu con discesa al Colletto passando dal colle della Margherita (1980 m) e dal Passetto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.070 metri circa
  • Distanza: 16,0 km circa
  • Altitudine partenza: 1.268 metri
  • Altitudine massima: 2.282 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Borgata, Grangia, Passo, Vetta
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Per raggiungere la base di partenza, da Caraglio si devia verso la Valle Grana e, passando i paesi di Valgrana, Monterosso Grana e Pradleves, si procede oltre fino a Campomolino. Poco prima del paesino, al bivio per Colletto, si svolta a destra.

Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante la borgata. Tornati indietro fino al primo tornante, svoltiamo a destra e, dopo altri settanta metri, lasciamo proseguire la strada asfaltata per le borgate di Valliera e Batuira incamminandoci, a sinistra, sul sentiero di Narbona (l’Arbuna).

Il percorso inizia con l’incidere lateralmente i pendii fortemente scoscesi del vallone di Narbona. Durante il primo tratto di salita, sul lato destro, possiamo osservare una massicciata in pietre che serviva da “posa dei morti“: fin verso gli anni ’60, nel periodo invernale i morti venivano custoditi in qualche fienile della borgata di Narbona e portati al cimitero del Colletto solamente quando non c’erano più problemi con la neve.

Proseguendo, andiamo a raggiungere su un poggio panoramico un piloncino (pilone di Narbona), dal quale si ha una bella visuale di Campomolino e dell’aguzza rocca Cucuja sull’altro versante.

Pilone di Narbona a destra della rocca Cucuja

Contornando asperità rocciose la mulattiera si tiene a debita distanza dal fondo valle, procedendo con leggere salite e discese tra betulle, frassini e qualche ginepro e scavalcando di tanto in tanto rivoli laterali.

Sul sentiero verso il Tech

Molto in alto, verso destra, possiamo notare le rocche la Bercia (1695 m) che toccheremo al nostro ritorno.

Superando numerosi rivoli laterali raggiungiamo, ad un bivio, il sentiero proveniente dal fondovalle di Campomolino e, più avanti, ci imbattiamo in una costruzione in pietra denominata il Tech.

Poco oltre guadiamo un rio che raccoglie le acque di una comba soprastante e, in salita a zig-zag, ci inoltriamo verso un lungo viale di frassini che precede la borgata di Narbona (1495 m).

All’entrata in Narbona

Il paesino, abitato fino alla fine degli anni ’50, è ora in completo stato di abbandono.

Facendoci largo tra le macerie delle vecchie case, dopo aver superato la cappella della Madonna della Neve, nella quale sono ancora presenti i banchi di preghiera, girovaghiamo tra le tante antiche abitazioni crollate o che stanno per crollare.

Ruderi della borgata

In alcune sono ancora presenti vecchi mobili, testiere di letti o altro; fortunatamente una parte è stata portata nel museo etnografico di Colletto, qualcos’altro è stato razziato.

Sembra impossibile che tante persone (si parla di almeno 120 presenze negli ultimi anni di permanenza) siano vissute in un luogo così isolato, impervio e lontano da tutto.

La borgata è disposta a cascata su una riva scoscesa e d’inverno non vede il sole, che passa dietro il monte Crosetta (o Crocetta) (2194 m).

Molto interessante, perché vissuta, può essere la lettura del libro Finestra sul passato (costo 7,00 €  si trova presso la libreria Passepartout di Caraglio o presso Stella Maris di Cuneo), scritto dal maestro Giacomo Parola che qui ha fatto scuola tra gli anni 1952-1953  ricordando come li ha vissuti e gli aspetti più significativi della vita degli abitanti di Narbona e degli scolari in quel periodo.

Tra le case più in alto di Narbona

Seguendo le indicazioni, risaliamo la borgata e, giunti presso alcuni cartelli segnaletici, prendiamo la deviazione verso Monte Crosette – San Magno – Monte Tibert (R17), dirigendo il cammino verso ovest.

Il sentiero si distende nella lunga e ombrosa comba di Narbona. Superati i rii Tanetta e La Russa perveniamo alle grange Casalis e, più avanti, oltrepassiamo il rio ghiacciato La Salmira scavalcandolo una trentina di metri a monte.

Procedendo oltre, su stretti tornanti su terreno che improvvisamente si impenna, ci avviciniamo ad una grangia posta proprio sotto la parete verticale della roccia della Morte (1911 m), che risaliamo aggirandola verso destra.

Nell’avvicinarci sempre più al termine della comba, superiamo una zona puntellata da rocce fino a emergere sulle ampie praterie soprastanti.

Salita verso il sentiero GTA

La bassa di Narbona si potrebbe ora raggiungere tagliando la lunga distesa erbosa verso nord.

Seguendo invece le tracce, segnalate da paletti in legno marchiati di rosso, ci spostiamo verso ovest con percorso un po’ più lungo ma più interessante raggiungendo, a quota 2176, metri il sentiero GTA che dal colle Crocetta porta alla bassa di Narbona.

Arrivo dalla palina segnaletica. Al fondo a destra, la cima della Cernauda

Arrivati alla palina segnaletica svoltiamo a destra seguendo l’indicazione bassa di Narbona e le tracce che tagliando le distese prative ci fanno pervenire prima al nucleo isolato delle grange Martini (2188 m) e, poco dopo, alla bassa di Narbona (2231 m), dove arriva anche la sterrata proveniente da Celle Macra.

Ghiaccio sul percorso verso la Bassa di Narbona

Ora un bel panorama si apre verso la valle Maira. Ci troviamo a due passi dal Tibert (2647 m), dalla punta Tempesta (2679 m), da punta La Piovosa (2601 m), dal monte Festa (2130 m) e costa Chiggia (2156 m), ma siamo anche di fronte a Macra e possiamo scorgere distintamente il cammino della Montagna.

Dalla bassa di Narbona, veduta su grange Tibert e punta Tempesta

Qualche metro più avanti, su un costone erboso, è disseminato in posizione panoramica il nucleo sparpagliato delle grange Serre (2224 m).

Le grange Serre, nei pressi della bassa di Narbona

Proseguiamo sulla sterrata per aggiungere poco oltre alcuni cartelli segnaletici, abbandonandola più avanti quando risaliamo la pista che si stacca verso destra in direzione di alcuni grandi dossi erbosi.

Grandi dossi erbosi che conducono alla cima della Cernauda

L’ultima montagnola erbosa, la più alta, è appunto la cima della Cernauda, sormontata da un cippo di pietre. Naturalmente da qui il panorama è a 360°.

Ci troviamo al centro di un punto panoramico di prim’ordine, che va dai monti della Liguria a quelli della valle d’Aosta.

Sulla cima della Cernauda

Dalla cima, nuova veduta verso Tibert, Tempesta e Piovosa

Il piccolo laghetto Gourc (1484 m), sul versante della valle Maira

Dalla cima, scendiamo appena oltre seguendo il sentiero che porta in direzione del colle della Margherita.

Cima della Cernauda, a destra

Al termine di un corto tratto in piano, nei pressi dei cartelli segnaletici, abbandoniamo il percorso per il colle della Margherita (la seconda parte dell’anello verrà descritta nella prossima escursione) e svoltiamo a destra per seguire la cresta del Balòu.

Cartelli segnaletici ad inizio discesa dalla cresta del Balòu

Scendendo, veduta su tratto di percorso per il colle della Margherita che effettueremo nella prossima escursione

Si tratto di un lungo costone erboso, abbastanza ripido che interrompe a metà un anello molto interessante che però oggi non abbiamo il tempo di completare.

Discesa sulla cresta del Balòu

Dal Balòu, verso sinistra, veduta delle grange Sarià

La discesa segue integralmente la cresta conducendoci, a quota 1687 metri, dalle rocche la Bercia e sulla sterrata che scende in direzione delle borgate Batuira (1603 m) e Valliera (1510 m).

Seguendo la sterrata fino alle due borgate proseguiamo poi sulla strada asfaltata che da Valliera conduce direttamente nel centro della borgata Colletto.

Il grazioso borgo di Valliera, scendendo dalla Bercia

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Commenti (4)


  1. Ciao la gita l avete fatta oggi lunedì 4 o solo inserita? Grazie e complimenti per le descrizioni


    • Ciao Alex, l’abbiamo fatta nelle vacanze di Natale, poi il tempo per la descrizione ed inserita oggi.
      Grazie per i complimenti!


  2. Scusa ancora sai dove posso trovare il libro citato nella vita?


    • Ciao Alex. Lo puoi trovare nella libreria Passepartout di Caraglio o forse (se ne sono ancora provvisti) in quella di Stella Maris di Cuneo. Ciao

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