Escursione ad anello dal Pian delle Gorre alla Capanna Morgantini, 2237 m – Valle Pesio

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Sui sentieri con Cuneotrekking

23 suggestive escursioni dalla valle Pesio alla valle Maira

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Interessante anello dal pian delle Gorre al rifugio capanna Morgantini, ubicato nella stupenda cornice della conca delle Càrsene, attraverso il passo di Baban con ritorno dal passo del Duca e vallone del Marguareis.

La capanna può essere raggiunta anche dal rifugio Don Barbera (val Tanaro) o da Limone percorrendo la strada Limone/Monesi.

Accesso in auto:

Da Chiusa Pesio occorre entrare in valle Pesio e superare in sequenza le frazioni di Vigna, san Bartolomeo e la località della Certosa. La strada asfaltata prosegue ancora qualche chilometro dopo e termina al pian delle Gorre (1046 m, a pagamento nei fine settimana dell’estate, tutti i giorni dal 1 al 23 agosto).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.400 metri circa
  • Distanza: 19,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.046 metri
  • Altitudine massima: 2.237 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Passo, Rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Oggi, 26 maggio 2016, abbiamo intenzione di compiere un’escursione all’interno dello stupendo parco naturale del Marguareis che riserva all’escursionista sempre interessanti sorprese. Lasciamo l’auto nel parcheggio antistante il pian delle Gorre. Superata la sbarra ci dirigiamo subito a destra della baita-rifugio percorrendo il tratto in diagonale che si infila nel bosco di stupendi abeti.

Nel tratto iniziale di discesa si supera su passerella in legno un rio laterale poi, poco più avanti su un secondo ponte, il torrente proveniente dalle cascate del Saut. Volgendo a destra, dopo un più ripido tratto in discesa, si arriva infine presso un ultimo ponte (1005 m) che ignoriamo per svoltare a sinistra sulla mulattiera (indicazioni Pis del Pesio – gias Fontana).

Salendo nel fitto bosco, dopo aver percorso un buon tratto tra abeti e faggi a sinistra dello spumeggiante torrente Pesio e inebriati a tratti dal profumo dell’aglio orsino, pianta bulbosa, erbacea, perenne dall’odore molto pungente, lasciamo a destra un sentiero che scende verso l’osservatorio faunistico.

Brusche impennate ci conducono infine nei pressi del gias Fontana (1218 m). Pochi metri dopo (segnalazioni) lasciamo proseguire il percorso che porta alla cascata del Pis del Pesio per imboccare verso destra il sentiero H12 (colla del Vaccarile) scendendo fino al torrente dove una breve sosta è d’obbligo per ammirare la bellissima cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio.

Dal gias Fontana sul sentiero H12 (colla del Vaccarile)

La cascata proveniente dalle sorgenti del Pesio

Oltrepassato il ponte in legno iniziamo un percorso a zig-zag nel fitto bosco. Dopo alcuni minuti di cammino lasciamo a sinistra (sud) un viottolo che porta ad ammirare dall’alto le sorgenti del Pesio. Proseguendo verso ovest ci incuneiamo nella gorgia Furnaza. Oltrepassato un tratto tra i faggi superiamo una zona rocciosa per uscire, più avanti, allo scoperto sulla radura che si protende sotto la cima Baban (2102 m). Alcune giravolte tra i massi nel prato ci conducono ad un bivio: a destra si va per la colla Vaccarile (2050 m), mentre a sinistra verso il passo di Baban, il gias dell’Ortica e il passo del Duca (1989 m) (indicazioni su palina e su un masso).

Scelto il percorso a sinistra, in leggera salita raggiungiamo le propaggini della rocciosa testa di Baban, tagliandole con un diagonale ascendente.

Tratto del passo di Baban

Prosecuzione sul passo di Baban

Rispetto agli altri il passo di Baban è un’anomalia, in quanto non si tratta della classica insellatura montuosa per il passaggio da un vallone ad un altro, ma di un lungo percorso in zona accidentata e un po’ esposta tra faggi e pini mughi che, al termine, ci conduce all’avvallamento nascosto denominato gias dell’Ortica (1870 m). All’arrivo sul pianoro il paesaggio cambia aspetto (km 6,20 dalla partenza).

Verso il gias dell’Ortica

Arrivo ad inizio pianoro del gias

Ci troviamo ora ai margini della dolomitica bianca conca delle Càrsene che va ad occupare tutta la parte sud dell’avvallamento. Al centro del prato si trova una truna e il casotto di sorveglianza del parco (fontana).

Il casotto di sorveglianza del parco, al centro del gias dell’Ortica

Proseguendo oltre il gias dell’Ortica

Lasciato a sinistra (palina segnaletica) il percorso per il colle del Duca svoltiamo a destra in direzione della capanna Morgantini approdando, più avanti, sulla strada ex militare incompiuta che nelle intenzioni avrebbe dovuto collegare, passando dal passo del Duca, la valle Pesio con la strada Limone/Monesi.

Un centinaio di metri dopo lasciamo ancora a destra un sentiero che sale al colle del Carbone (2019 m) e al monte Jurin (2192 m).

Piccola sosta dopo il bivio del colle del Carbone

Procediamo sulla stradina (sentiero GTA) che si snoda dolcemente a semicerchio verso la zona carsica, di eccezionale bellezza.

Sul terreno carsico verso la capanna Morgantini

Nell’avvicinamento, a tratti la lasciamo per seguire scorciatoie che tagliano di tanto in tanto alcuni nevai, ritrovando più sopra la strada sorretta da massicciate in pietra ancora in ottimo stato.

Lungo il tragitto, volgendo lo sguardo ad est, notiamo la cresta e la cima del Marguareis (2651 m) già un po’ avvolta tra le nubi.

Veduta ravvicinata del Marguareis

Dopo un ultimo tratto su nevaio raggiungiamo la colla Piana di Malaberga e la capanna speleologica Morgantini (2237 m), sita nell’enclave del comune di Briga Marittima (km 9.1 dalla partenza).

Il rifugio appartiene al CAI di Cuneo ed è gestito dal gruppo scientifico Speleologico Alpi Marittime.

Arrivando alla capanna Morgantini

Immagini della capanna Morgantini


Facendo alcuni passi più avanti ci sporgiamo verso la Valle Roya dove possiamo scorgere in basso il serpentone della strada sterrata Limone/Monesi che si distende verso il colle dei Signori (2111 m) e il rifugio don Barbera (2079 m).

Torniamo sui nostri passi percorrendo a ritroso la stradina e il sentiero fino al gias dell’Ortica.

Sul sentiero del ritorno al gias

Conformazioni carsiche lungo il percorso di discesa

Ritorno al gias dell’Ortica

Dal pianoro del gias, seguendo i paletti segnavia, ci dirigiamo in salita verso est su tornanti ad un ripiano superiore.

Il viottolo prosegue poi verso un varco situato a destra della testa di Murtel (2066 m) oltre il quale si procede tra file di pini mughi degradando leggermente in direzione del vallone degli Arpi.

Oltre il varco verso il colle del Duca

Riprendendo a salire verso il passo del Duca (1989 m) raggiungiamo dopo uno zig-zag il bivio che porta al passo Scarason (2302 m).

Lasciatolo a destra ci dirigiamo al vicinissimo intaglio roccioso del passo del Duca posto sotto la testa omonima (2052 m, km 13.7 dalla partenza).

Il passo del Duca

La breve discesa seguente ci porta all’insellatura prativa del colle del Prel, dove ci fermiamo per la pausa pranzo.

La testa del Duca, dal colle del Prel

Da questo punto abbiamo due possibilità di scendere al pian delle Gorre: o passando dal vallone degli Arpi o da quello del Marguareis. Scelta la seconda opzione scendiamo con un traverso diagonale sulla selletta verso est.

Discesa nel vallone del Marguareis

Raggiunta la conca del vallone, svoltando a sinistra, riprendiamo il sentiero in discesa proveniente dal laghetto del Marguareis che ci condurrà, dopo un tratto finale nel bosco di faggi, al gias sottano Sestrera (1341 m).

Da qui il sentiero scende lambendo dall’alto le cascate del Saut e, con un ultimo strappo in discesa, sulla strada sterrata che torna verso i parcheggi del pian delle Gorre.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Escursione ai laghi Bleu (2533) e Nero (2591 m) – Valle Varaita

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Pian delle Gorre

Rifugio Pian delle Gorre

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Cartoguida n. 2, 1:25.000

Blu Edizioni

Alpi Liguri, Parco Naturale Alta Valle Pesio e Tanaro

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)


  1. Bello vedere il paesaggio come cambia,peccato trovare quella nebbia al Passo del Duca se no la parete del Marguareis diventava una visione stupefacente!!!


    • Purtroppo la nebbia da quelle parti è una costante in questi periodi. Senza, lo spettacolo sarebbe stato entusiasmante.

  2. Mattia Bertero


    Ciao ragazzi.
    Bellissima escursione.
    Che coincidenza pensando che la stavo preparando proprio in questi giorni per farla con Silvia, lo stesso identico percorso!!!
    Stavo studiando le cartine che ho a disposizione, assieme alla guida “I più bei sentieri della provincia di Cuneo” di Carlo A. Mattio che propone il Giro delle Carsene, ma grazie a voi adesso ho le idee più chiare su cosa ci aspetta, specialmente il punto del Passo del Baban in cui nutrivo delle perplessità sulla difficoltà nel intraprenderlo per la sua strana natura.
    E’ difficile oppure basta prestare un po’ più attenzione del solito?


    • Ciao Mattia. Questo giro è talmente bello che mi sono promesso di rifarlo appena possibile, naturalmente scegliendo una bella giornata per godermi il paesaggio. Il passo di Baban che noi abbiamo fatto in condizioni normali (terreno asciutto e poca neve in un punto) a noi non ha dato nessun tipo di problema. A dirti la verità avremmo pensato di trovarci di fronte a cenge strapiombanti nel vuoto ma questo non è avvenuto.
      Usando le solite precauzioni del caso non avrai problemi.

      • Mattia Bertero


        Infatti, dalle descrizioni che ho letto su Internet ma ha dato l’impressione che hai avuto tu: cenge e strapiombi, tra l’altro sulla cartina della Fraternali n°16 riguardante la Valle Pesio, il Passo Baban mi ha messo un segnale di pericolo…
        Grazie per la precisazione e un sincero saluto.


  3. Elio come dici tu la zona e’ soggetta alla nebbia soprattutto in piena estate,quando feci il Tour del Marguareis nel 2011 nel tratto dal Don Barbera al GIas delle Ortiche sole e cielo quasi terso,da li’ fino al Garelli passando dal Passo del Duca per tutto il tratto la visibilita sara’ stata sui 10 metri!:-(


    • Bisogna solo avere un po’ di fortuna. Ci sarà nell’estate anche un momento di tempo stabile, no?


  4. Alquanto pare la Valle Pesio ha trovato un sistema per farsi coccolare cosi le persone son costrette a tornarci piu’ volte per vedere la sua bellezza in tutte le stagioni con la nebbia e non!!!:-)

  5. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Finalmente ci concediamo un’escursione nella vallata della mia ragazza Silvia e così tiro fuori dalla naftalina un’escursione che avevo in programma da tempo: il Giro delle Carsene, un luogo che mi ha sempre affascinato per la sua particolarità.
    Così alle 8:10 siamo al parcheggio del Pian delle Gorre (3 Euro per il parcheggio delle auto), in direzione del sentiero per il Pis del Pesio.
    Il tempo è sereno ma c’è tanta umidità e fa freddo.
    Inizialmente la strada sterrata scende in direzione del Torrente Pesio fino a che, un paio di centinaia di metri dopo, il sentiero vero e proprio non si stacca a sinistra lasciando la strada che porta all’Osservatorio Faunistico.
    La salita risulta semplice e molto agevole nonostante la scivolosità del terreno bagnato.
    Al Gias Fontana deviamo a destra in direzione del Gias Vaccarile, il Pis del Pesio è asciutto come sempre in questo periodo.
    La via scende verso il torrente dove lo si attraversa tramite un ponte di legno, li osserviamo una bella cascata.
    Il sentiero qui inizia a salire un po’ più prepotentemente, qui Silvia inizia un po’ a patire il tutto, comunque proseguiamo.
    Qui tre escursionisti ci superano puntando anch’essi alle Carsene.
    Intanto il Sole spunta ad Est e finalmente ci regala un po’ di calore, nel salire il panorama si apre sempre di più con la vista del Monte Pigna e della Cima Cars a farci compagnia.
    Dopo alcune fermate per riprendere fiato, arriviamo al bivio e svoltiamo per il Passo di Baban.
    Ci troviamo davanti ad uno splendido sentiero balcone sull’Alta Valle Pesio, un po’ esposto ma percorribile con sicurezza se si usa un po’ di attenzione.
    In prossimità del Passo dell’ortica ci rendiamo conto del panorama che ci offre il posto alle nostre spalle: la Valle Pesio si snoda in basso con intorno le note montagne del Pigna, Cima Cars e la Cima Mirauda.
    Ancora pochi passi ed ecco che la Conca delle Carsene ci appare improvvisamente con il suo paesaggio quasi alieno tanto che è strano.
    Nei pressi del Gias dell’Ortica ci fermiamo e notiamo che sono le 11.
    Decidiamo di non procedere verso la Capanna Morgantini, troppo lontana e Silvia ha le gambe che sono un po’ affaticate.
    Ci riposiamo per un’ora e mezza, intanto veniamo raggiunti da un gruppo di francesi diretti al Passo del Carbone.
    Il tempo è ottimo, non una nuvola, temperatura gradevole e la nebbia molto presente nella zona non si presenta, abbiamo una visuale di 360° completamente libera.
    Silvia è intenzionata a tornare indietro per la via di salita ma la convinco a compiere l’intero anello.
    La decisione si rivela giusta: dirigendoci verso il Passo del Duca il panorama verso valle diventa sempre più bello più si va avanti: adesso anche la Certosa e San Bartolomeo compaiono a i nostri occhi, notiamo anche la Frazione Ciccioni sui costoni della Bisalta, una frazione a cui noi, specialmente Silvia, è particolarmente affezionata. La pianura è coperta da una cappa di calore impenetrabile.
    Arrivati al caratteristico Passo del Duca incontriamo alcuni bikers in sosta.
    Ed eccoci finalmente la discesa dopo tanta salita…
    Scendiamo verso il Vallone del Marguareis, la discesa si rivela molto ripida (per fortuna che ho scelta l’altra direzione per salire verso le Carsene, questa si sarebbe rilevata ancora più ripida e Silvia mi avrebbe lanciato qualche maledizione 🙂 ).
    In breve tempo ci ricongiungiamo al sentiero per il Rifugio Garelli, la discesa risulta meno ripida ma la stanchezza inizia a farsi sentire a tutti e due, le gambe stanno diventando un pio’ pesanti.
    Ci fermiamo solamente al Gias Sestrera Sottano per un sorso d’acqua fredda dalla fontana.
    Alle 15:00 eccoci finalmente nuovamente al Piano delle Gorre dove la banda di Chiusa di Pesio sta suonando, nonostante il periodo di bassa stagione, c’è tanta gente per il pic-nic domenicale sul pianoro.
    Un giro lungo (6 ore e mezza di camminata totali) e faticoso in molti punti ma molto, molto appagante che ci ha fatto scoprire un luogo unico nel panorama delle Alpi Liguri.
    E poi Silvia è sempre contenta se si passeggia nella sua vallata di nascita.
    Un saluto da Mattia e Silvia.


    • Bravi Mattia e Silvia! Era già da qualche mese che ce l’avevi in testa e finalmente hai potuto realizzarla. Quei luoghi carsici sono veramente splendidi. Hai potuto notare che il Passo di Baban non era niente di speciale. Bravi che avete fatto il giro dal Passo del Duca. E’ un anello che merita e ti lascia soddisfatto. Non credevo che Silvia ce la facesse. Falle i miei complimenti, è proprio stata brava! Ciao e… alla prossima!

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