Escursione ad anello La Piatta/Barma Rossa – Curnis Auta – Valle Grana

Questo gradevole anello ci porta sul crinale divisorio tra la val Grana e la valle Maira per seguire il segmento della Curnis Auta che dal colle della Piatta conduce alla Barma Rossa, passando prima dalle borgate La Piatta e, al ritorno, Ollasca.
Accesso in auto: Dalla rotonda centrale di Caraglio svoltare a sinistra per Castelmagno e Pradleves. Superato in seguito il paese di Valgrana e il seguente bivio di Cavaliggi, circa 600 metri dopo si svolta a destra (bivio di S. Maria della Valle) nel Cumbal della Piatta. Proseguendo sul nastro d’asfalto dopo circa 1,5 km si raggiunge il bivio di Ollasca. Posare l’auto nello spazio sulla destra della strada.

Dati tecnici

  • Ascesa: 710 metri circa
  • Distanza: 12,0 km circa
  • Altitudine partenza: 815 metri
  • Altitudine massima: 1.357 metri
  • Difficoltà: T (Turistico)
  • Sul percorso: Altro, Borgata, Passo
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Percorso semplice, molto piacevole e di grande respiro suggeritoci dal lettore M. Craveri che ci ha scritto dopo averlo provato.

Dal bivio di Ollasca (quota 815 m) teniamo la destra (quella di sinistra sarà la nostra via di ritorno) risalendo la strada asfaltata che più avanti prosegue a tornanti verso una prima borgata chiamata Tet (2,5 km dalla partenza).

Qualche centinaio di metri dopo raggiungiamo La Piatta Inferiore e poco dopo La Piatta Superiore (Piatta, frazione di Montemale, è composta da 14 borgate sparse sulla sinistra orografica della valle Grana a nord di Monterosso Grana).

Salendo verso La Piatta Superiore

Sul lato destro della chiesa parte, un po’ incassato, un sentiero che dopo poco ci porta alla soprastante e ridente borgata Colletto.

Immagini della borgata Colletto


Tra le case riprendiamo il cammino proseguendo fino a raggiungere il vicino colle della Piatta (1220 m).

Dal colle della Piatta svoltiamo sul versante della val Grana

Lasciato il percorso che scende verso la valle Maira, svoltiamo ora a sinistra sul versante soleggiato della val Grana per seguire un ottimo sentiero che, sostenuto e affiancato da muretti a secco, si sviluppa su un crinale altalenante divisorio tra la val Grana (Monterosso Grana) e la bassa val Maira (Tetti di Dronero).

Immagini dell’ottimo sentiero sostenuto da muretti a secco



Percorrendolo sono belli gli scorci verso le sottostanti borgate de La Piatta, ma lo sguardo si spinge anche verso le cime innevate dei monti Grum (2367 m) e Bram (2357 m) posti sulla destra orografica della val Grana.

Sguardo sulle sottostanti borgate de La Piatta

Camminando tra frassini, betulle e pini silvestri perveniamo ad un bivio lasciando a destra una stradina che scende verso la val Maira.

Proseguendo tra pini silvestri e faggi raggiungiamo un dosso panoramico denominato “La roccia d’Aiga” (1336 m) che si propende verso la sottostante boscosa zona di Piossasco, sovrastata dalle cime Freura (1899 m), Punta del Mezzogiorno (2004 m), Cauri (1975 m) e dalle più distanti cime Viridio (2495 m) e Viribianc (2463 m).

Verso La Roccia d’Aiga

Da sinistra: Rocca Cucuja, Viridio, Viribianc, Punta Parvo, Parvetto e Rocca Parvo

Il sentiero prosegue per un po’ sul versante ombroso della valle Maira e dopo uno stupendo viale di faggi arriva al colletto La Peira (1312 m).

Nel viale di faggi

Colletto La Peira

Lasciato a destra il percorso che scende a Ruà del Prato e Sant’Anna di Brossasco, continuiamo la camminata tornando verso il lato soleggiato della val Grana che aggira la Rocca Praboccone (1421 m), iniziando poco dopo la discesa verso il colletto di Ollasca (1309 m).

Tornando verso il lato soleggiato della val Grana

Prima di proseguire la discesa verso Barma Rossa, pensando di avere una maggiore vista sul circondario, saliamo una punta vicina (1357 m) rimanendo però delusi dal poco panorama (per questo abbiamo rimosso la deviazione dalla traccia GPS scaricabile al fondo della pagina).

Tornati al colletto di Ollasca proseguiamo la discesa verso Barma Rossa raggiungendo, poco sotto, il colletto di Piossasco (1248 m). Scegliendo ora il percorso R33 (colle Gerbido e Pradleves), scendiamo ancora per un buon tratto fino alle case diroccate di Barma Rossa.

Arrivo alla Barma Rossa


Il sentiero di qui proseguirebbe in discesa fino al bivio di Barma Granda e del santuario di Madonna degli Angeli (1128 m), già da noi percorso in questa escursione. Dai ruderi di Barma Rossa torniamo quindi indietro fino ad un punto panoramico per uno spuntino veloce ed infine al colletto di Ollasca.

Girando verso destra (indicazioni per Borgata Ollasca, borgata Colletto) iniziamo la discesa pestando un po’ di neve per raggiungere la borgata di Ollasca Soprana (1120 m) preceduta in discesa da un bel pilone votivo circolare con affreschi dedicati all’incoronazione di Maria Vergine.

In discesa dal Colle di Ollasca

Arrivo al pilone votivo

Discesa verso le case di Ollasca

Dalla borgata si presentano tre strade. Se si preferisce accorciare, scegliere il sentiero a destra. Noi optiamo per seguire la strada centrale che scende con percorso più lungo a Ollasca mezzana.

Le borgate che troviamo lungo la discesa sono tutte interessanti per quello che offrono: un dipinto, uno scorcio panoramico, un bel piloncino. Dopo essere ancora scesi a Ollasca inferiore la strada ci riporta infine al bivio di partenza dove ritroviamo l’auto ad attenderci.

Ollasca mezzana

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta 14, 1:25.000

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Fraternali Editore

Valle Grana, Bassa Valle Stura di Demonte

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (13)


  1. Percorso l’itinerario ieri 19-03-17. Parte alta infestata da processionaria sia sugli alberi che a terra, anche facendo attenzione a non venire a contatto con i bruchi, forse a causa vento che distribuisce i peli irritanti, dopo pranzo sia io che la mia compagna avevamo le parti scoperte, braccia e viso, con irritazione e pustole. Vivamente sconsigliato con bambini e cani in questa stagione. Peccato, per il resto l’itinerario è bello e panoramico come descritto.


    • La processionaria in questi giorni, favorita dal caldo primaverile, si sta spostando massicciamente dai pini al terreno in cerca di un buco per fare la muta e diventare farfalla. Anche noi ieri siamo venuti a contatto con questi fastidiosi bruchi e siamo pieni di pustole su braccia, collo e gambe. Senza peraltro averle toccate. E’vero, prestare attenzione ai bambini e agli animali!


  2. Ieri, domenica 19 marzo, ho fatto il bel giro da voi proposto. Sui sentieri c’era un sacco di gente. Tutti avevano letto la vostra recensione! Caspita quanto è popolare Cuneotrekking!


  3. Salve. Per informazione, avete incontrato processionaria sull’itinerario? Vorrei fare questa escursione in compagnia del mio cane.
    Grazie


  4. Abbiamo fatto lescursione domenica 19,sentiero e alberi infestati dalla processionaria, i nostri cani hanno avuto vari malesseri e noi ci stiamo ancora grattando…
    Sentiero e panorami di grande suggestione, ma vivamente sconsigliato in questo periodo.
    Ma nessuno si è attivato per debellare questa orrenda infestazione??


    • Ciao Silvia. Stiamo vivamente sconsigliando anche noi gli itinerari a bassa quota per questo problema. Il caldo di questi giorni ha dato vigore alle larve della processionaria che stanno scendendo dai pini per interrarsi e mutarsi in farfalle. Purtroppo non essendo intervenuti in tempo credo ci sarà ben poco da fare ora. Consigliamo a chi ha bambini o animali a scegliere, per il momento, altri itinerari. Ciao


  5. Quando ho fatto questa escursione il clima era ancora abbastanza rigido, mai avrei immaginato gli spiacevoli effetti di questi “simpatici” bruchetti ai primi tepori primaverili. Da quanto ne so , la Val Maira ne è invasa. Vi sono diversi modi per combattere questo parassita, Sarebbe buona cosa che qualche amministratore regionale, magari appassionato di montagna….., si facesse promotore di una grande opera di disinfestazione. Nel frattempo nelle zone “colpite”sarebbero opportuni degli avvisi del potenziale pericolo (temporaneo, per fortuna).


    • Ciao Marco, sinceramente non saprei da dove incominciare a disinfestare. Si poteva fare qualcosa qualche anno addietro. Qualcuno parlava di lotta biologica immettendo uccelli che si nutrono di queste larve. Tocca comunque agli amministratori prendere qualche provvedimento.


  6. Fatto questa bella escursione ieri.. il giro è davvero molto piacevole, facile e alla portata di tutti.

    Non conoscevo questa Curnis auta e probabilmente senza Cntrek non l’avrei mai scoperta!

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