Escursione ad anello Pradleves-Colle del Gerbido-Barma Granda-Pradleves – Valle Grana

L’anello si sviluppa all’interno dei boschi nella valletta situata a nord di Pradleves, spingendosi ai confini con la valle Maira (sud di Cartignano), e raggiunge il colle del Gerbido. Successivamente perviene alla grande caverna naturale denominata Barma Granda.
Accesso in auto: Dal centro di Caraglio si svolta per la valle Grana e si passano i paesi di Valgrana, Monterosso Grana pervenendo a Pradleves. Salendo la strada interna del paese si parcheggia di fronte alla chiesa e al municipio. Chi ha poco tempo a disposizione può evitarsi un dislivello di quasi trecento metri salendo con l’auto fino alla cappella della Madonna degli Angeli.

Dati tecnici

  • Ascesa: 710 metri circa
  • Distanza: 13,3 km circa
  • Altitudine partenza: 840 metri
  • Altitudine massima: 1.381 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: Borgata, Passo
  • Ad anello:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Adatto nelle stagioni di primavera, estate e autunno, il percorso, molto piacevole, si sviluppa prevalentemente all’interno di una zona boschiva con l’unica accortezza di porre un po’ di attenzione, per la ripidezza, nel tratto finale dalla cresta alla Barma Granda: meglio evitare questa discesa se il terreno è bagnato.

Lasciamo l’auto sul piazzale del municipio e della chiesa (840 m) seguendo, a lato della chiesa, la strada asfaltata che, a tornanti, sale in direzione della cappella di Madonna degli Angeli.

Ci lasciamo Pradleves alle spalle

Circa 400 metri prima della cappella lasciamo a destra il sentiero per la Barma Granda e colle della Piatta (cartello n. 8) che sarà la nostra via del ritorno ed arriviamo ad un piazzale sterrato, dove termina il tratto d’asfalto.

Vista sui monti Viribianc e Viridio di Castelmagno

Un sentiero, a sinistra, in pochi minuti ci porta verso un luogo di culto dove è eretta, su un poggio panoramico, la graziosa cappella di Madonna degli Angeli (1132 m) del XVIII secolo.

Cappella della Madonna degli Angeli

Tornati indietro, dal piazzale seguiamo la sterrata in direzione nord che, seguendo l’andamento sinuoso dei valloni laterali, tocca la vecchia borgata disabitata Cugn. Alla nostra sinistra, sul lato opposto della valle possiamo vedere, in basso, la borgata Grange che sta alla base della lunga valle di Cauri.

Proseguiamo verso le borgate Cugn e Gerbido

In basso la borgata Grange e il vallone Cauri

Continuando il percorso nei boschi raggiungiamo la strada asfaltata provienente da Pradleves, nei pressi della borgata Presa (1084 m) e, dopo un tratto di breve salita, la borgata Gerbido (1240).

Arrivo alla borgata Gerbido

In marcia verso il colle del Gerbido

La strada prosegue verso destra e raggiunge in un quarto d’ora il colle omonimo (1326 m) dove si incrociano altre strade provenienti dalla val Maira o dirette alla Curnis Auta. Da lì si ha un po’ di visuale su alcune cime della valle Maira.

Segnalazioni al colle

Sguardo sulle alture della val Maira

Dalle paline si prende la direzione Barma Granda – colle della Piatta (sentiero R 33) e con un taglio nell’abetaia, prima in piano poi in leggera salita, si inizia un percorso ben tracciato e davvero molto bello. Il primo tratto ci porta in direzione sud-est e va a raggiungere il tratto di cresta posto sul divisorio tra la val Grana e la val Maira.

Percorso nell’abetaia

Seguendo sempre le indicazione per la Grande Barma (cartello n. 32) passiamo il piano di Lombardone e, tagliando le pendici della rocca Seviana (1361 m), arriviamo al cartello n. 32.

Tratti nel bosco

Nella faggeta

Lì facciamo una breve deviazione (indicata) che porta ad un vicino punto panoramico verso i valloni che si sviluppano a sud dei Tetti di Dronero. Ritornati dai cartelli proseguiamo per un breve tratto fino a raggiungere il Pra di Quiot (cartello n. 31).

Proseguendo verso la Grande Barma entriamo poco dopo in una splendida faggeta che ci accompagnerà per un bel tratto. Al termine ci troviamo a passare in una zona accidentata e rocciosa. Lungo questo tratto, ma anche in precedenza, siamo rimasti sorpresi nel notare molti arbusti spontanei di bosso.

Il sentiero, sempre ben visibile, ci porta infine ad un valico (seguire cartello per colle della Piatta – Istiria) che ora affronteremo in discesa piuttosto ripida e impegnativa, che scende a sinistra di una grande zona di falesie calcaree, usate ai giorni nostri come palestra di roccia, dove scalatori si cimentano in vie impegnative.

Tratto di discesa verso la barma Grande

Scendendo verso le falesie calcaree

L’ingresso della barma Grande

Ai piedi della falesia ci imbattiamo nella grande caverna naturale denominata Barma Grande, dove nei secoli passati, e perché anche non oggi, avranno trovato riparo uomini ed animali (balma, barma: riparo, antro naturale sotto roccia).

All’interno si possono ancora scorgere numerose stalattiti e stalagmiti.

Immagini della barma

Il luogo, molto riparato, oggi ci ispira per fermarci a consumare lo spuntino.

Scendendo oltre, poco sotto raggiungiamo il bivio per colle della Piatta (a sinistra) e Madonna degli Angeli (a destra).

Veduta del fondovalle dal sentiero di discesa

Virando a destra, in un quarto d’ora di cammino, tra abeti, querce e betulle, raggiungiamo la strada asfaltata concludendo l’anello poco sotto la cappella della Madonna degli Angeli, e da lì la seguiamo in discesa per raggiungere nuovamente Pradleves.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Chaminar en Bassa/Auta Val Maira

Bruno Rosano

1:20.000

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