Escursione ai laghi (2453 m) e al Passo (2533 m) di Collalunga – Valle Stura

I laghi di Collalunga, benché al di qua delle Alpi, dal 1989 sono in territorio francese a seguito della rettifica dei confini sanciti nel 1947. Sono due splendidi laghi che si raggiungono partendo da San Bernolfo dopo aver superato il lago omonimo (1913 m) e il lago di Mezzo (2282 m) e sono ubicati al termine del vallone di Collalunga, tra la cima omonima e la testa dell’Autaret.

Accesso in auto:

Risalire la valle Stura fino a Pianche, dove si prende la deviazione per Bagni di Vinadio. Si continua poi lungo tutto il vallone dei Bagni fino a raggiungere San Bernolfo dove si lascia l'auto.

Dati tecnici

  • Ascesa: 830 metri circa
  • Distanza: 8,9 km circa
  • Altitudine partenza: 1.663 metri
  • Altitudine massima: 2.533 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

17 settembre 2009. Dopo due giornate di pioggia insistente l’alba appare serena. Con Marina decidiamo di approfittarne. Già prima di Borgo San Dalmazzo, andando verso la Valle Stura, vedo la cerchia delle Alpi completamente innevata. Da un’analisi visiva sulle cime che conosco immagino che la nuova nevicata inizi da una quota variabile tra i 2300/2400 metri.

Mi viene in mente che potremmo arrivare comodamente ai laghi di Collalunga che si trovano all’incirca proprio a quella quota, e così prendiamo la direzione Vinadio – Bagni – San Bernolfo. Arriviamo al parcheggio, ancora deserto, intorno alle 9:15. Anche quassù troviamo un cielo limpidissimo e ringraziamo di aver preso questa decisione.

Dobbiamo, per prima cosa, salire al rifugio De Alexandris: attraversato il ponticello in legno alla nostra sinistra percorriamo il primo tratto di pineta in leggera discesa per poi, ad un bivio, risalire la strada sulla destra che si sviluppa con ampi tornanti fino al rifugio. Lo troviamo sulla destra qualche centinaia di metri prima del colletto del Laus (1950 m) e qui facciamo anche rifornimento d’acqua. Dal colletto scendiamo al vicino lago di San Bernolfo che a quest’ora troviamo ancora avvolto nell’ombra.

Il vallone di Collalunga

Il lago di San Bernolfo avvolto nell’ombra

Volgendo lo sguardo sull’alto del vallone, come pensavamo, notiamo la Testa dell’Autaret e le altre cime, a quote inferiori, imbiancate. La temperatura è di poco sopra lo zero. Risaliamo la strada che passa alle pendici della Rocca di San Bernolfo e si sviluppa a serpentina verso il centro del vallone fino sotto una massicciata rocciosa che precede la balza dove ha sede il lago di Mezzo (2282 m). Il laghetto non è molto grande ma questo cielo blu gli regala un colore intenso che lo rende magico.

Lago di Mezzo

Sempre più su

Da questo punto in poi la strada attraversa con ampi tornanti un avvallamento pietroso (si può usufruire di scorciatoie) e oggi, proprio da qui, iniziamo a calpestare la prima neve, caduta nella notte. La temperatura si irrigidisce ancora di più, ma fortunatamente siamo attrezzati e ci infiliamo guanti e giacche a vento. Raggiungiamo in poco tempo le casermette ex militari poste appena prima della conca dei laghi che, per quanto strano, sono in territorio francese.

la prima neve della stagione

Il lago inferiore di Collalunga

I laghi di Collalunga visti dal passo

Dal Passo di Collalunga verso la Testa dell’Autaret

Panorami sul vallone sottostante

Sui rilievi di confine purtroppo oggi persistono alcune nuvole. Al nostro ritorno in direzione dei laghi incontriamo anche una coppia di persone, le uniche incontrate oggi, che si stanno dirigendo verso il passo. Ridiscendiamo poi alle ex caserme dove c’è quel manufatto militare a forma di prua di nave.

Ci sediamo su un muretto per mangiare qualcosa e qui facciamo l’incontro curioso e inaspettato con un ermellino, ancora in veste estiva, che scorgiamo, con la coda dell’occhio, girare velocissimo sulle pietre attorno a noi. Rimaniamo immobili ad osservarlo ed appena si accorge della nostra presenza si ferma e ci osserva per un po’. Poi ci giudica persone innocue e continua il suo lavoro per poi sparire. Dopo qualche minuto riappare e si ferma proprio davanti a noi portandoci a vedere la preda catturata: un topolino nella bocca.

Dopo questa bella parentesi riprendiamo la via del ritorno ritornando prima al lago di Mezzo e poi a quello di San Bernolfo.

In discesa verso il lago di Mezzo

Il lago di mezzo con vista sulla Rocca di San Bernolfo

Il lago di San Bernolfo al nostro ritorno

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Dahu de Sabarnui

Rifugio Dahu de Sabarnui

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Rifugio Laus De Alexandris-Foches

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

Carta n. 112, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (3)


  1. buongiorno,
    vorrei affrontare questo fantastico percorso nel week end, sa per caso dirmi se e’ possibile effettuarlo con dei cani? grazie anticipatamente


  2. certo! grazie mille!!

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