Escursione ai laghi Lauzanier – Val de l’Ubayette

I laghi Lauzanier sono situati in territorio francese all’interno del Parco Nazionale del Mercantour. Per bellezza e facilità di percorso, l’escursione è molto gettonata da gitanti, ma anche da famiglie con bambini che vengono per osservare da vicino le marmotte, quasi addomesticate. La lunghezza e il poco dislivello dei primi chilometri nel vallone rendono un pochino noiosa la parte iniziale dell’escursione, ma tutto viene ripagato dagli splendidi scenari che si incontrano lungo il cammino.

Per raggiungere la partenza dell’escursione, da Borgo San Dalmazzo occorre seguire per sessanta chilometri la SS21 fino al colle della Maddalena (Col de Larche, 1996 m) .

  • Ascesa: 660 m circa
  • Distanza: 18,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.985 m
  • Altitudine massima: 2.428 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: lago
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dal colle della Maddalena (col de Larche per i francesi) scendiamo in territorio transalpino per circa 150 metri. Ci parcheggiamo sul lato sinistro della strada di fronte alla Chapelle de la Madeleine (quota 1984 m).

Dalla macchina parte una stradina (tacche esagonali verdi) che scende parallelamente allo stradone per un tratto, poi gira a sinistra e un chilometro dopo, in discesa, va a raggiungere il ponticello (quota 1910 m) che scavalca il torrente Ubayette.

Ci troviamo, d’un tratto, in compagnia di 150/200 ragazzi di alcuni Comuni della Valle Stura che l’attività di estate ragazzi ha portato sin qui e, con noi, si stanno avviando sullo stesso percorso. Entriamo insieme nel Vallon de Fourane, all’interno della Reserve Naturelle du Lauzanier.

Dopo poche decine di metri si incontra il parcheggio utilizzato dai francesi che arrivano da Larche. Seguiamo la strada sterrata che molto dolcemente si inoltra nell’ampio e verdissimo vallone. Alla nostra sinistra (destra orografica) le verdi pendici della Punta Vallonetto e del Monte Ventasuso (l’Enclause per i francesi) ci accompagnano per un lungo tratto. Incontriamo lungo il percorso svariate qualità di fiori diversi, tra cui l’Epilobium Angustifolium dal bel colore lilla e veniamo ogni tanto raggiungi da ventate di profumo del fiore Galium verum.

Più avanti ci imbattiamo in un numeroso gregge di pecore che staziona sotto le pendici delle Crêtes des Eyssalps mentre sul versante opposto una copiosa cascata si tuffa nel verde del vallone.

La strada prosegue in lenta salita poi, d’un tratto si impenna; il percorso viene alleggerito da alcuni scalini trattenuti da alzate in legno.

Si scavalcano alcuni ponticelli in legno sui rii laterali, si arriva ad una prima balza, poi il vallone si restringe avvicinandosi all’emissario e tra bassa erba e rocce montonate si raggiungono le sponde erbose dello splendido lago Lauzanier (2284 m) che rivedo volentieri dopo alcuni anni di assenza.

Me lo ricordavo più piccolo ma sono contento di trovarlo più grande così, penso tra di me, non ci dovrebbe essere l’affollamento che mi immaginavo. In realtà l’ampiezza delle rive del lago ha contenuto molto bene la moltitudine di persone salite sin qui ed infine è stato anche bello condividere questa giornata con l’allegria di questi ragazzi molto educati e ben seguiti dai loro animatori.

Seguito a distanza da una decina di ragazzi più grandicelli e volenterosi ho ripreso il cammino sul sentiero che prosegue oltre, verso il secondo lago chiamato Lac de Derrière la Croix (2428 m) che si trova verso sud a più di due chilometri di distanza ed è situato sotto le ripidi pareti stratificate e ad ovest della cima dell’Enciastraia e della Rocca dei tre Vescovi. Lo si raggiunge facilmente superando alcune balze ed una strettoia che lo rinserra in una conca appartata.

Qualche foto d’obbligo, poi inizio il ritorno verso il lago più in basso dove Marina mi attende per uno spuntino.

L’avvicinarsi di qualche nuvolone ci convince, verso le 12:15 ad iniziare la discesa per il ritorno alla macchina.

Prima, però, facciamo ancora un salto alla graziosa cappellina di Notre Dame de la Lumière, da pochi anni restaurata, situata su un piccolo poggio ad inizio lago.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (19)


  1. bellissima gita, bellissimi paesaggi!
    una domanda: non è possibile arrivarci salendo da Acceglio?
    ciao Silvia

    • cuneotrekking


      Ciao Silvia. Da Acceglio la vedo un pò lontanuccia perchè dovresti salire al Colle di Scaletta (2614 m), scendere al lago Roburent, poi salire al Colle e farti in discesa il lungo vallone Oronaye, per arrivare solamente alla partenza del vallone. Ci fosse almeno un rifugio per farla in due giorni ma non c’è proprio niente in mezzo.
      Ciao, Elio


  2. Da affezionato “lettore” del sito mi inserisco per segnalare all’amica Silvia di Acceglio e a Elio che , volendo partire da Acceglio , una soluzione ci sarebbe : sempre per il bel vallone di Unerzio , anzichè il colle di Scaletta , suggerisco (a sinistra per chi sale) il colle Peroni (sentiero s.27) e il vicino bivacco Due Valli come tappa intermedia . Il bivacco è piccolo e spartano ma è in un gran bel posto a nido d’aquila sulla val Stura.
    ops questo forse non dovevo dirlo (addio pace). Da li si scende ai laghi di Roburent e si prosegue come suggerito da Elio .
    Faccio ora io una domanda : il rifugio della Pace al colle della Maddalena non potrebbe essere cosiderato un punto di appoggio per un simile trek dell’amica Silvia ?
    Ciao , Giampi (cai alba)

    • cuneotrekking


      Ciao Giampi, ti ringrazio per l’intervento. Avevo pensato anch’io al Bivacco Due Valli come punto intermedio ma non trovi che ne allunga un pò il percorso? Ero certo invece che il Rifugio della Pace (situato proprio al Colle della Maddalena) fosse più una colonia per ragazzi gestita da qualche diocesi ma, informandomi meglio, ho scoperto che la gestisce la Compagnia del Buon Cammino ed ha una capienza di 22 posti letto (per informazioni Tel. 348.8256119). Se l’amica Silvia ci legge può provare ancora questa soluzione.
      Tra tutti abbiamo forse trovato il modo per farla arrivare ugualmente.
      Ciao e ancora grazie. Elio


  3. semplicemente meraviglioso amo quei posti


  4. Ciao,
    secondo voi sabato questa gita si può fare? Ci sarà neve oppure no?
    Grazie


    • Ciao Erika. Ultimamente non sono più stato da quelle parti ma direi che non ci saranno sicuramente problemi nel primo tratto del percorso. Potrai trovare un po’ di neve nelle vicinanze del lago.


  5. salve, sapete se si può parcheggiare l’auto alla frazione pont rouge ? senza pagare posteggi?
    oppure ha un costo giornaliero per lasciare l’auto? grazie


    • Ciao Sara. Salendo da Larche si può arrivare in macchina fino a Pont Rouge dove c’è un grande parcheggio. Non ti so dire però se è a pagamento, ma non credo. Diversamente, poche centinaia di metri oltre il Colle della Maddalena parte, a sinistra, un sentiero di collegamento che ti porta direttamente a Pont Rouge (km 1,7 di percorso).

      • Valerio Dutto


        Sai che penso che, almeno in questo periodo, il parcheggio di Pont Rouge sia a pagamento? I parcheggi sono ben delimitati e all’ingresso c’è un capanno, il che mi fa pensare sia usato proprio per riscuotere il pagamento. Io lascerei la macchina dove descritto in questo articolo, oppure cinquecento metri sotto appena oltre il parcheggio per i laghi Roburent. Entrambi sono gratuiti.


  6. Che bella descrizione, grazie.
    Quali sono i tempi per raggiungere il lago?
    Volevo fare l’escursione con i bambini che sono abituati a camminare.

    Grazie


    • Grazie Luca. Per raggiungere il lago di Lauzanier si impiegano circa due ore (sono 6,5 km di percorrenza) se si parte dal colle della Maddalena. Se volete accorciare il percorso a piedi si può scendere con la macchina nel paesino di Larche e seguire, dal centro, la stradina che porta fino al Pont Rouge. Si risparmiano così due chilometri di strada. Ciao e buona escursione.

  7. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    L’escursione di oggi l’ha decisa Silvia ed ha scelto un luogo che fu una delle nostre prime escursioni insieme nel 2012: il Lac de Lauzanier, un luogo che personalmente frequento fin da quando ero piccolino.
    Così eccoci alle 8:40 nel parcheggio Oronaye per intraprendere lo stesso sentiero intrapreso dai ragazzi di Cuneotrekking.
    Il cielo è sereno ma fa un freddo cane: ci sono 3 gradi sopra zero, infatti io e Silvia siamo vestiti con un abbigliamento invernale.
    C’è la prendiamo davvero comoda per goderci appieno il tutto: è davvero molto bello questo vallone laterale del Val de l’Ubayette.
    Non ci sono ancora una delle “attrazioni” di questo vallone: le marmotte.
    Procediamo tranquillamente fino alle prime rampe per il Lac de Lauzanier dove troviamo finalmente il Sole e possiamo spogliarci un pò del pesante abbigliamento invernale.
    Iniziamo a comparire le marmotte tutte intorno a noi, alcuni escursionisti francesi ed italiani salgono assieme a noi.
    Dopo un’ora e cinquanta siamo arrivati al lago: sempre bellissimo e al suo massimo livello.
    Inizialmente prendiamo in considerazione di andare al secondo lago ma poi ci rinunciamo, vogliamo stare li al Lauzanier, il secondo lago l’avevamo già visitato nel 2012.
    La gente inizia ad arrivare: chi prosegue oltre e chi si ferma come noi al lago.
    Restiamo lassù per due ore, si sta troppo bene ma ogni tanto un vento freddo fa capolino ed entra nelle ossa.
    Nel scendere rimaniamo un po’ stupiti dalla gente che continua a salire nonostante fosse il primo pomeriggio.
    Arriviamo all’altezza del ponte di legno a quota 1910 m quando vediamo che le marmotte sono uscite e stanno praticando il comportamento che ha reso famoso questo vallone.
    Io e Silvia non resistiamo, abbiamo ancora una mela intera nello zaino.
    Appena tolgo lo zaino una marmotta adulta si avvicina a me correndo.
    Le vecchie abitudini non si scordano mai…
    Come facevo da piccolino: gli ho tagliato due spicchi di mela e glielo dato e lei si è messo a mangiarlo con gusto a pochissimi centimetri da me!! E si lascia anche accarezzare!!!
    Infatti le marmotte del Vallone di Fourane è famoso per queste marmotte che si sono adattate molto bene all’uomo a tal punto da comportarsi come animali domestici.
    Non si dovrebbe fare ma la tentazione è forte, sapendo questo però non esageriamo a dargli del cibo con convenzionale per lei.
    Ripartiamo e lei ci segue alzandosi sulle zampe posteriori per chiederci il cibo, troppo tenera!!!
    Dopo un po’ cambia obbiettivo e noi proseguiamo.
    Dopo un’ora e mezza dalla partenza siamo alla macchina.
    Gita semplice ma come sempre molto piacevole, posti incantevoli e le marmotte poi…
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, oggi siete stati anche molto fortunati col tempo, e lì è sempre un luogo meraviglioso e molto frequentato. Hai anche scelto un bel percorso adatto a Silvia che saluto.
      Ciao e… alla prossima!


  8. Buongiorno volevo sapere se si riesce ad arrivare al lago con un passeggino da montagna. Grazie


    • Un buon tratto lo puoi fare col passeggino, ma in prossimità del lago, dove inizia la salita più decisa, temo di no perché ci sono degli scalini di roccia e un tratto più accidentato.


      • grazie mille per la risposta. Al limite potrei lasciare il passeggino li e salire a piedi…sperando che nessuno me lo freghi! quanto ci vuole ad arrivare al lago considerando di camminare molto lentamente?grazie ancora

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