Escursione ai monti Antoroto (2144 m) e Grosso (2007 m) – Valle Tanaro

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Il monte Antoroto è situato sulla sinistra orografica della valle Tanaro a circa 4 km in linea d’aria (direzione nord) da Ormea. Dall’arrotondata vetta, molto panoramica, è possibile vedere in contemporanea sia il mare di Albenga (est) che le vette del Cervino e monte Rosa (nord).

Accesso in auto:

Uscendo dall’autostrada di Ceva occorre svoltare sulla statale n. 28 in direzione di Garessio e del colle di Nava. Superati i paesi di Nucetto, Bagnasco, Pievetta, Priola e Garessio, circa 500/600 metri dopo quest’ultimo, dopo una semicurva, si svolta a destra (Valdinferno) e si procede lungo una stradina asfaltata fino a raggiungere la borgata di Valdinferno (1213 m) dove si parcheggia nel parcheggio antistante.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.110 metri circa
  • Distanza: 12,5 km circa
  • Altitudine partenza: 1.213 metri
  • Altitudine massima: 2.144 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello:
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il percorso inizia attraversando il paesino e prosegue su stradina cementata fino ad una scorciatoia (indicata).

Volgendo a destra risaliamo un tratto nel boschetto che ci conduce all’inizio del bel nucleo di case Mulattieri (1417 m) dove c’è una buona fontana.

Passaggio tra le case Mulattieri

Al termine della borgata lasciamo, ad un bivio, il sentiero che prosegue verso destra al rifugio Savona.

Proseguendo in piano verso ovest su terreno scoperto ci infiliamo, più avanti, nel boschetto superando alcune radure e ad un bivio (segnalato) all’interno di un bosco di faggi svoltiamo a destra (colla bassa e Antoroto).

Seguendo sempre il percorso in faggeta ne usciamo fuori man mano che ci avviciniamo alla colla Bassa proseguendo tra pietre e rododendri.

Avvicinamento alla colla Bassa

Giunti alla colla Bassa (1846 m) lasciamo proseguire il sentiero in discesa che conduce alla visibile capanna sociale Manolino (1638 m) nella Valcasotto e, a destra, quello per il monte Grosso (2007 m). Svoltando verso sinistra iniziamo un erto percorso a zig-zag sulla china erbosa cosparsa di rododendri e fiori di ogni specie che procede verso l’alto.

Segnalazioni varie alla colla Bassa

Poco prima della cima risaliamo alcuni prati verdissimi prima di svoltare a sinistra sulla cresta panoramica che conduce alla croce di vetta.

Verso la cima del monte Antoroto

Arrivando alla croce è stupenda la vista, rivolta a sud, sul vecchio e circoscritto borgo di Ormea situato 1440 metri più in basso.

Ormea, 1440 m più in basso

Arrivo alla croce di vetta

Fulvio & company

Immagini della cima


Dalla croce spingendo lo sguardo ad est possiamo vedere il mare di Albenga con navi e battelli che transitano nelle immediate vicinanze, mentre ad ovest spicca la candida cima del monte Mongioie (2630 m) e più verso sinistra quella aguzza del Pizzo d’Ormea (2476 m).

A sinistra il Pizzo d’Ormea e più a destra il Mongioie


Verso il mare si intravede una barca

È curioso che dalla parte opposta riusciamo a vedere, in contemporanea, le cime aostane del Cervino e Monte Rosa.

Dietro la croce, nascosto alla vista, c’è un altarino dedicato alla madonna.

Un’ora dopo riprendiamo la via del ritorno fermandoci a fotografare un dosso ricco di stelle alpine e fiori, prima di scendere nuovamente alla colla Bassa.

Il dosso poco distante dalla cima

Dal dosso veduta della cima dell’Antoroto

Cespo di stelle alpine tra altri tipi di fiore

Volendo fare un ritorno diverso, dalla colla risaliamo il ripido tratto (direzione nord) delle pendici erbose del monte Grosso (2007 m) fino a toccarne la cima segnata da un grande cippo di pietre.

In salita al Monte Grosso. Alle nostre spalle la cima dell’Antoroto

Grosso ometto sul monte Grosso

Anche qui, alle spalle del cippo, si può notare un altarino dedicato alla madonna posto nel 2009 dalla sezione CAI di Garessio a ricordo di Aldo Candian. La corta discesa seguente ed una lieve risalita ci porta su una punta rocciosa puntellata da decine di “ciaperet”.

I cosiddetti “ciaperet”

Una leggera discesa ci porta alla bassa di Perabruna, completamente rivestita d’erba medicinale di arnica montana. Qui arrivano gli impianti della stazione sciistica Garessio 2000.

Ci fermiamo presso un casotto per pranzare poi, più tardi, seguendo la strada sterrata ne scendiamo un tratto e, dopo alcuni tornanti, giriamo a destra senza seguire un itinerario obbligato scendendo sui prati che, degradando, portano al rifugio Savona (fontana, 1600 m).

Arrivo al rifugio Savona

Dal rifugio seguiamo in discesa un tratto di strada sterrata proseguendo dritti al bivio (segnalazioni) che si incontra poco dopo.

Il percorso si ricongiungerà in discesa al tratto già percorso all’andata poco prima di incontrare la borgata Mulattieri.

Al fondo della borgata Mulattieri, nei pressi della fontana, riprendiamo la scorciatoia che ci porta sulla stradina cementata tornando infine al parcheggio tra le case di Valdinferno.

Ritorno tra le case di Valdinferno

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Locanda d’Upega

Locanda d’Upega

Upega

Cartografia essenziale

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Carta A.S.F. 3, 1:25.000

Institut Geographique National

Marguareis, Mongioie

Bibliografia

Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

Vette delle Alpi dalla Liguria al Monviso

Andrea Parodi

Andrea Parodi Editore, 1996

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (2)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi con Silvia abbiamo deciso di affrontare il Monte Antoroto, una meta da tempo pensata ma mai messa in atto prima di oggi.
    Ma decidiamo di provare a fare un’avvicinamento diverso: invece di partire dal classico percorso da Valdinferno, decidiamo di partire dalla Colla di Casotto, avevamo voglia di qualcosa di diverso.
    Così ecco che alle 8:00 circa parcheggiamo dalla Colla di Casotto, il Sole è appena sorto e fa un po’ freddino ma almeno non c’è vento.
    Il segnavia ci segnala il percorso A38 in direzione del Rifugio Savona che segue una pista dell’impianto sciistico di Garessio 2000.
    Il sentiero alterna momenti di salita leggera ad altri più sostenuta fino a che a quota 1528 metri abbandoniamo la pista per svoltare a sinistra dove c’immergiamo all’interno di una bellissima faggeta.
    I colori autunnali dominano sugli alberi ed è molto bello il tutto, si segue una strada sterrata che sale ripidamente verso Sud attraverso i boschi.
    Dopo circa 45 minuti arriviamo ad un colletto a quota 1662 m che supera la Costa Bruciata, qui la vista si apre sul Vallone di Valdinferno con il Rifugio Savona in basso e con l’Antoroto ed il Grosso in alto a destra.
    Proseguiamo in discesa sulla sterrata fino al Rifugio Savona dove intraprendiamo il sentiero A10A verso la Colla Bassa.
    Tra vari saliscendi passiamo sotto i pascoli dell’Alpe di Seno fino a che arriviamo ad una crestina che scende dal Monte Grosso, qui il sentiero scende decisamente ripido.
    Silvia, che fini li si è comportata egregiamente, decide di fermarsi per un po’ sente che le gambe non gli rispondono come dovrebbero, mi dice di procedere da solo che poi mi avrebbe raggiunto.
    Ok, gli lascio la cartina per sicurezza e proseguo da solo.
    Il sentiero è molto ripido e rischio diverse volte di scivolare per la pendenza sostenuta.
    La via qui è esposta e dopo la discesa risale ripidamente il versante Sud del Monte Grosso in direzione di Colla Bassa, un punto da prestare un po’ di attenzione in più per il sentiero non sempre evidente e con diversi sali e scendi difficoltosi per la pendenza e per l’esposizione.
    Arrivo abbastanza agevolmente alla Colla Bassa e punto senza fermarmi verso l’Antoroto, seguo il classico sentiero tralasciando a sinistra una traccia che porta ugualmente ma con più difficoltà alla vetta.
    La salita sale decisa e mi crea qualche difficoltà ma almeno più si sale e più la pendenza diminuisce.
    Ad ogni modo con un passo alla volta arrivo in cima all’Antoroto dopo 3 ore e 10 dalla partenze dalla Colla di Casotto.
    Il panorama è molto bella ma la pianura Cuneese ed il Mar Ligure sono coperti (e resteranno tali per tutta la nostra permanenza) da una coltre di nebbia da smog, però le vette circostanti sono ben visibili e sono bellissime (Il Pizzo d’Ormea, le vicine Cime di Ciuaiera e Ferrarine, più lontano il Mongioie, il Baussetti, il Mondolè, l’Alpet, il vicino Monte Grosso, il Bric Mindino e poi il Galero ed l’Armetta).
    Si sta davvero bene, il Sole scalda e c’è calma di vento se non per una brezza fresca ogni tanto, la temperatura è gradevole.
    Mi distendo per dormicchiare un po’ in attesa di Silvia.
    Arriva in vetta dopo 35 minuti dal mio arrivo e passando per il tratto di difficoltà EE che avevo lasciato a sinistra dopo la Colla Bassa, non aveva visto la freccia che indicava la via che ho seguito io.
    Restiamo li per un po’, mangiando il pranzo e per riposarci, intanto arriva una famiglia con una deliziosa bambina di 2 anni.
    Alle 12:25 decidiamo di scendere.
    Seguendo la stessa via dell’andata, quel colletto sulla crestina del Grosso che all’andata era una discesa pericolosa ora diventa una salita spezza-gambe, li abbiamo faticato davvero tanto per salire quel piccolo tratto.
    Ci ritroviamo sui pascoli dell’Alpe di Seno che decidiamo di tagliare direttamente verso il colletto dalla Costa Bruciata, rinunciando a ripassare dal Rifugio Savona e per risparmiarci una salita, seguendo le traccie del bestiame.
    Arriviamo alla macchina alle 14:30.
    Una bella e molto varia escursione, diversa dalla solita via normale, tanta fatica in molti punti ma la vetta ci ha soddisfatto peccato per la nebbia ma era tutto molto bello lo stesso.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, hai fatto un giro insolito, ma tante volte nascono proprio così i percorsi per trekking. Sapevo che dal rifugio Savona la salita alla colla Bassa era difficoltoso e tu me lo confermi. Silvia però è stata in gamba a raggiungerti. Ciao

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