Monti Antoroto e Grosso

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (4)

  1. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Oggi con Silvia abbiamo deciso di affrontare il Monte Antoroto, una meta da tempo pensata ma mai messa in atto prima di oggi.
    Ma decidiamo di provare a fare un’avvicinamento diverso: invece di partire dal classico percorso da Valdinferno, decidiamo di partire dalla Colla di Casotto, avevamo voglia di qualcosa di diverso.
    Così ecco che alle 8:00 circa parcheggiamo dalla Colla di Casotto, il Sole è appena sorto e fa un po’ freddino ma almeno non c’è vento.
    Il segnavia ci segnala il percorso A38 in direzione del Rifugio Savona che segue una pista dell’impianto sciistico di Garessio 2000.
    Il sentiero alterna momenti di salita leggera ad altri più sostenuta fino a che a quota 1528 metri abbandoniamo la pista per svoltare a sinistra dove c’immergiamo all’interno di una bellissima faggeta.
    I colori autunnali dominano sugli alberi ed è molto bello il tutto, si segue una strada sterrata che sale ripidamente verso Sud attraverso i boschi.
    Dopo circa 45 minuti arriviamo ad un colletto a quota 1662 m che supera la Costa Bruciata, qui la vista si apre sul Vallone di Valdinferno con il Rifugio Savona in basso e con l’Antoroto ed il Grosso in alto a destra.
    Proseguiamo in discesa sulla sterrata fino al Rifugio Savona dove intraprendiamo il sentiero A10A verso la Colla Bassa.
    Tra vari saliscendi passiamo sotto i pascoli dell’Alpe di Seno fino a che arriviamo ad una crestina che scende dal Monte Grosso, qui il sentiero scende decisamente ripido.
    Silvia, che fini li si è comportata egregiamente, decide di fermarsi per un po’ sente che le gambe non gli rispondono come dovrebbero, mi dice di procedere da solo che poi mi avrebbe raggiunto.
    Ok, gli lascio la cartina per sicurezza e proseguo da solo.
    Il sentiero è molto ripido e rischio diverse volte di scivolare per la pendenza sostenuta.
    La via qui è esposta e dopo la discesa risale ripidamente il versante Sud del Monte Grosso in direzione di Colla Bassa, un punto da prestare un po’ di attenzione in più per il sentiero non sempre evidente e con diversi sali e scendi difficoltosi per la pendenza e per l’esposizione.
    Arrivo abbastanza agevolmente alla Colla Bassa e punto senza fermarmi verso l’Antoroto, seguo il classico sentiero tralasciando a sinistra una traccia che porta ugualmente ma con più difficoltà alla vetta.
    La salita sale decisa e mi crea qualche difficoltà ma almeno più si sale e più la pendenza diminuisce.
    Ad ogni modo con un passo alla volta arrivo in cima all’Antoroto dopo 3 ore e 10 dalla partenze dalla Colla di Casotto.
    Il panorama è molto bella ma la pianura Cuneese ed il Mar Ligure sono coperti (e resteranno tali per tutta la nostra permanenza) da una coltre di nebbia da smog, però le vette circostanti sono ben visibili e sono bellissime (Il Pizzo d’Ormea, le vicine Cime di Ciuaiera e Ferrarine, più lontano il Mongioie, il Baussetti, il Mondolè, l’Alpet, il vicino Monte Grosso, il Bric Mindino e poi il Galero ed l’Armetta).
    Si sta davvero bene, il Sole scalda e c’è calma di vento se non per una brezza fresca ogni tanto, la temperatura è gradevole.
    Mi distendo per dormicchiare un po’ in attesa di Silvia.
    Arriva in vetta dopo 35 minuti dal mio arrivo e passando per il tratto di difficoltà EE che avevo lasciato a sinistra dopo la Colla Bassa, non aveva visto la freccia che indicava la via che ho seguito io.
    Restiamo li per un po’, mangiando il pranzo e per riposarci, intanto arriva una famiglia con una deliziosa bambina di 2 anni.
    Alle 12:25 decidiamo di scendere.
    Seguendo la stessa via dell’andata, quel colletto sulla crestina del Grosso che all’andata era una discesa pericolosa ora diventa una salita spezza-gambe, li abbiamo faticato davvero tanto per salire quel piccolo tratto.
    Ci ritroviamo sui pascoli dell’Alpe di Seno che decidiamo di tagliare direttamente verso il colletto dalla Costa Bruciata, rinunciando a ripassare dal Rifugio Savona e per risparmiarci una salita, seguendo le traccie del bestiame.
    Arriviamo alla macchina alle 14:30.
    Una bella e molto varia escursione, diversa dalla solita via normale, tanta fatica in molti punti ma la vetta ci ha soddisfatto peccato per la nebbia ma era tutto molto bello lo stesso.
    Un saluto da Mattia e Silvia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, hai fatto un giro insolito, ma tante volte nascono proprio così i percorsi per trekking. Sapevo che dal rifugio Savona la salita alla colla Bassa era difficoltoso e tu me lo confermi. Silvia però è stata in gamba a raggiungerti. Ciao

  2. davidealbertosanti@gmail.com


    Buongiorno Elio,
    in data 08.06.2019 ho effettuato “involontariamente” esattamente lo stesso itinerario da voi descritto : Valdinferno/Colla Bassa/Antoroto/Grosso/Rif.Savona/Valdinferno.
    Prima di partire mi ero stampato il percorso da voi proposto, ma l’avevo letto prima della partenza solo fino all’arrivo a Colla Bassa. Una volta giunto in loco mi sono lasciato prendere da entusiasmo ed improvvisazione e ho seguito con un minimo di orientamento le tracce sul percorso senza leggerlo ulteriormente. L’itinerario è molto bello da Valdinferno al m. Antoroto mentre al ritorno la nebbia ed il vento da Colla Bassa fino all’arrivo degli impianti di Garessio 2000 non ha reso la gita molto piacevole e con quel tempo sarebbe stato sicuramente meglio scendere per lo stesso itinerario dell’andata. Inoltre, senza averlo letto prima, anch’io come voi dopo due tornanti ho tagliato nel prato di rododendri la discesa al rif. Savona.
    Quando poi con calma a casa mi sono accorto di aver fatto lo stesso itinerario da voi descritto mi è venuto da sorridere. L’itinerario è molto bello, grazie molte per l’aiuto, mi sono stampato ora le vs. salite al Pizzo d’Ormea da Quarzina e al Mongioie da Viozene. Un saluto

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