Escursione al Becco Alto dell’Ischiator – 2996 m – Valle Stura

Nelle belle giornate, quando si arriva nella piana di Demonte, spicca una stupenda cima che assomiglia in tutto e per tutto al Cervino: è il Becco Alto dell’Ischiator, che situato al confine tra il Vallone dell’Ischiator e la Val de la Tinée domina tutta la Valle Stura. La partenza per questa escursione iniziaa monte dell’abitato di Besmorello (Bagni di Vinadio) dopo aver percorso in auto alcuni chilometri di via sterrata.

Difficoltà: il tragitto fino al Passo di Laris è per escursionisti; il percorso poi diventa più impegnativo anche perché occorre appoggiare le mani sulla roccia per superare qualche passaggio (viene data come "facile" nella scala alpinistica di difficoltà). Se c’è ancora neve oltre il Passo, diventano indispensabili piccozza e ramponi.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.380 metri circa
  • Distanza: 17,1 km circa
  • Altitudine partenza: 1.635 metri
  • Altitudine massima: 2.996 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: lago, passo, rifugio, vetta
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Il Becco Alto dell’Ischiator (2996 m) visto da Aisone

Avevo in programma questa escursione già dell’ottobre dello scorso anno, ma a causa del brutto tempo ero sempre stato costretto a rimandarla. Ora, forse, è giunto il momento opportuno di provarla.

Nel periodo estivo preferisco partire presto. Eccomi dunque al parcheggio di Besmorello alle 6:03 di lunedì 11 agosto 2008. La prima parte del percorso è quella già descritta nella gita al rifugio Migliorero (2094 m).

L’alba che colora pian piano le cime del vallone dell’Ischiator è spettacolare: il sole che sorgendo illumina le montagne di rosso mi ripaga ampiamente il sacrificio di aver puntato la sveglia alle 4:15 del mattino.

L’alba nel Vallone superiore dell’Ischiator

Verso le 6:50 mi ritrovo a fianco del rifugio. C’è un signore che sta girovagando nei suoi pressi, ma credo che la maggior parte degli escursionisti sia ancora al caldo tra le coperte.

Passo così nei pressi del lago inferiore dell’Ischiator. Appena oltre, la traccia segue il centro valle salendo tra pietre e cespugli, poi transita vicino ad un grande masso e si snoda oltre, verso il lago mediano sulla sinistra idrografica della valle. Il sole ora fa capolino alle spalle del rifugio e i suoi raggi cominciano a riscaldarmi.

I primi raggi di sole dal lago verso il rifugio Migliorero (2094 m)

Proseguo sul sentiero sotto la balza dei laghi mediani fino al bivio che, a destra, stacca verso il passo di Laris. Il sentiero inizia ora con una lunga serie di zig-zag salendo fino alla conca che racchiude i laghi di mezzo, poi proseguendo sul pianoro roccioso, fino a trovare, sulla destra, le tacche rosse che impongono la deviazione verso il Passo. Ora sono di nuovo in ombra e con questo fresco cammino agevolmente senza intoppi fino a raggiungere, un centinaio di metri sotto il Passo, un vecchio ricovero addossato alle rocce. Da qui in poi salgo su terreno sempre più ripido misto a erba e in pochi minuti raggiungo il Passo di Laris (2757 m). Sbucato nella valle adiacente scorgo finalmente, alla mia sinistra, parte della sagoma del Becco Alto.

dal Passo di Laris sguardo verso la Bassa di Schiantalà

Il Passo di Laris fotografato salendo sul Becco Alto

Mi fermo un attimo per studiare il percorso più lineare. Devo scendere per una quindicina di metri su terreno pietroso e franoso, poi devo raggiungere la parte alta del nevaio sottostante, dove scorgo una traccia di sentiero che, passando sotto le rocce Tessari ( una lapide) conduce con un semicerchio sulla parte destra della base piramidale. Da lì le tracce (tacche rosse) mi inducono a seguire, con percorso diagonale verso sinistra, una fessura grigiastra che porta centralmente alla base del castello sommitale.

Fessura grigiastra

Da questo punto è già visibile la croce di vetta.

La piramide sommitale e la croce di vetta

Tenendomi sulla destra, mi lascio guidare in salita libera fino in cima. Arrivo in punta alle 8:40. Anche questa volta godo di un meraviglioso spettacolo di cime. Ad ovest domina il Tenibres, la più alta cima della Valle Stura, su cui sono salito qualche giorno fa. Ad est il Corborant . Verso la Francia spiccano i laghi Rabuons e Cimon, mentre la Valle Stura è un pò avvolta nella foschia. In lontananza Rocca la Meja e, in fondo, il Monviso.

La croce di vetta del Becco Alto dell’Ischiator

La Valle Stura

Il vicino Corborant (3010 m)

Il lago Rabuons

Per almeno tre quarti d’ora me ne sto ad ammirare il paesaggio e poi decido di scendere.

Discesa verso il Passo di Laris

Giunto al Passo di Laris incontrerò i primi escursionisti della giornata alle prese con la salita, poi altri due sul percorso che conduce dal lago mediano al passo e poi più nessuno fino al rifugio.

Il rifugio Migliorero fotografato al ritorno

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Rifugio Migliorero

Rifugio Migliorero

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Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

Disponibile a 10,00

Bibliografia

In cima. 100 normali nelle Alpi Marittime

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Bruno Michelangelo

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (5)

  1. paolo ferri


    sono ritornato indietro di 20 anni pensa che la prima escursione lo fatta con mio padre nel 1968 avvendo 18 dopo sono stato altre 6 volte un ricordo sempre bellissimo, ciao


  2. Essendoci stato posso sinceramente dire che queste foto rendono perfettamente la realtà. Manca solo il profumo dell’aria che puoi sentire solo andandoci e il senso di libertà e di appartenenza al mondo, che è un sentimento tutto soggettivo. Un posto da sogno come molti altri in queste valli bellissime. Capisco perché i piemontesi sono molto gelosi dei loro posti e non amano pubblicizzarli troppo. A me piace sapere che è e resterà così. Noi siamo ospiti, dovunque andiamo dobbiamo lasciare di noi il ricordo migliore.

    • cuneotrekking


      Ciao Massimo, da come scrivi non dovresti essere piemontese (mi sbaglio?). Hai perfettamente ragione nel dire che siamo molto gelosi dei nostri posti e, soprattutto che li vorremmo sempre mantenere così. Ogni volta che sali le nostre montagne hai la garanzia che ti troverai in un luogo raccolto, appartato, lontano dalle folle domenicali anche perchè, da noi, la montagna te la devi guadagnare sudando, non ci arrivi tranquillamente in seggiovia. Anch’io spero vivamente che in futuro le cose non cambino ma rimangano sempre conservate così, nella sua intimità. Qualche giorno fa ho preso in mano due foto scattate, a distanza di 35 anni, nel medesimo punto (laghi di Fremamorta). Sono rimasto impressionato nel constatare che, oltre il lago di mezzo, sulla pietraia degradante, le pietre (grandi e piccole) non si erano spostate di un millimetro. Gli anni erano passati ma tutto è rimasto come allora. Fra cent’anni i nostri pronipoti potranno dire di vedere, con i loro occhi, le stesse cose che abbiamo visto noi, rimaste intatte nel tempo


  3. ma ci sarà ancora neve?

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