Escursione al bivacco Cavarero, 2200 m – Val Corsaglia

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Il bivacco Franco Cavarero, dedicato all’alpinista monregalese perito sotto una valanga nel lontano 1963, è localizzato al fondo della val Corsaglia, a nord-est del monte Mongioie (2630 m) e nord-ovest del Pizzo d’Ormea (2476 m), ed è posto sulle falde erbose che conducono alla punta dello Zucco (2369 m).

Accesso in auto:

Da Cuneo proseguire per Villanova, Frabosa sottana, Frabosa soprana, Corsaglia, Bossea e Fontane. Prima di raggiungere quest’ultimo, al primo tornante seguire a sinistra la stradina sterrata che si inoltra nel vallone (cartelli poco visibili indicano il bivacco Cavarero e la Stalla rossa). Ignorato in seguito un ponte in cemento che si incontra sulla sinistra, proseguire un ulteriore tratto fino al cosiddetto ponte Murao (cartello per la Stalla rossa). Svoltando a sinistra sullo scivolo-guado in cemento percorrere verso sinistra l’ulteriore tratto di strada che porta ai caseggiati della Stalla rossa.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.300 metri circa
  • Distanza: 16,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.057 metri
  • Altitudine massima: 2.323 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, lago, passo, rifugio
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dai caseggiati della cosiddetta Stalla rossa (1057 m) ci mettiamo in cammino sulla sterrata. La seguiamo per un po’ ignorando ben presto un ponte a sinistra e, più avanti a destra in un tornante, una strada che va verso la sella Raschera.

Proseguendo diritti sulla pista forestale che si inoltra ripida nel vallone tra i faggi, passiamo in costante salita accanto ad alcuni manufatti per la presa dell’acqua avvicinandoci al gias Traversa, posto alla quota di 1364 metri.

Salendo al gias Traversa

Ora il tragitto diventa più bello e interessante e da qui ci prepariamo a superare lo sbarramento finale del vallone.

Dopo il gias Traversa verso lo sbarramento finale del vallone

La sterrata prosegue aggirando il gias. Superata la sbarra che chiude il passaggio ai fuoristrada, proseguiamo con tornanti e lunghi traversi sulla sinistra orografica del vallone passando, a metà strada, un guado in cemento che ci trasporta al di là del torrente Corsaglia.

Il percorso si distende con successivi tornanti sul versante destro orografico del vallone lambendo la truna del gias Sambiet. La pista forestale termina a quota metri 1770 circa.

Sul lato sinistro parte un sentiero (ottimamente segnato con tacche bianco/rosse) che aggira un tratto roccioso con al fondo una fenditura dalla quale scaturisce una bella cascata.

La cascatella

Il percorso, diventato bellissimo, si sviluppa tra brevi balze su terreno di rocce montonate intervallate da qualche rigagnolo d’acqua, piantine di mirtillo, rododendri e arbusti vari. Zigzagando per un dislivello di 230 metri arriviamo alla sella Revelli (2000 m).

Immagini del tratto che sale alla sella Revelli


Due trune, utilizzate in passato per la stagionatura dei formaggi d’alpeggio, segnano l’ingresso di un’inaspettata grandiosa conca erbosa (conca Revelli) con ampi panorami che spaziano tra il Pizzo d’Ormea (2476 m), il bric Conoia (2480 m) e il Mongioie (2630 m).

La mole del Mongioie al fondo della conca Revelli

Alcuni cartelli segnalano vari percorsi, tra i quali a sinistra la colla del Pizzo (sentiero E6) e a destra la punta dello Zucco (2369 m), il bocchino dell’Aseo (2296 m) e il bivacco Cavarero (sentiero E1).

Seguendo il percorso verso il bivacco (sempre segnalato dalle tacche bianco/rosso) risaliamo, con spostamento a nord-ovest, una grande prateria puntellata da alcuni massi e pietre interrotta, più avanti, dalla fenditura di un rio che si guada agevolmente.

Dalle trune, visibili in basso a sinistra, in salita al bivacco

Seguendo una piccola crestina verso destra raggiungiamo infine il bivacco Cavarero (2200 m circa), da qui già ben visibile e posto poco più in alto a destra.

In vista del bivacco

Arrivo al bivacco Cavarero

Non ci fermiamo molto perché desideriamo prima recarci al colletto Revelli (2309 m), posto un centinaio di metri più in alto a nord-ovest.

Salendo alle spalle del bivacco, superiamo una minuscola pozza d’acqua. Di qua riprendiamo su esili tracce il cammino scavalcando una piccola breccia a sinistra di una vistosa macchia gialla impressa in alto su una parete rocciosa.

Il sentiero scende per un breve tratto nell’opposto versante poi, con mezzo giro verso destra, risale un prato erboso pervenendo al colletto Revelli (2309 m).

Presso il colletto Revelli

Ci troviamo ora a cavallo tra la valle Corsaglia e la conca pascoliva della Raschera. Da qui abbiamo una grandiosa visuale verso il lago Raschera, la cima Brignòla (2472 m), l’omonimo bocchino e i monti che lo circondano.

Per tornare al bivacco e per non ripetere il tratto appena fatto, proseguiamo verso destra su una traccia che punta in direzione della punta dello Zucco, pervenendo ad un colletto (2323 m) dietro uno spuntone di roccia.

Dallo spuntone di roccia

In discesa libera tra rododendri ridiscendiamo al minuscolo laghetto e al bivacco Cavarero, luogo da noi scelto per pranzare. Il bivacco, sempre aperto, offre 12 posti letto e una cucinetta.

Discesa tra i rododendri verso il bivacco, visibile alle spalle del laghetto

Arrivo al bivacco

Una fontanella a pochi metri dal bivacco, sempre attiva, ci disseta.

Al termine, riprendiamo la via del ritorno facendo una piccola deviazione sulle rive del lago Revelli incastonato tra i rododendri e piante di mirtillo.

In discesa al lago Revelli

Immagini dalle sue sponde

Ridiscesi poi sul grande pianoro torniamo verso le due trune dalle quali riprendiamo il sentiero di discesa tra le rocce montonate fino alla pista forestale.

Ritorno alla sella Revelli

Nuovamente nel tratto delle rocce montonate

Non rimane infine che ripercorrere a ritroso il percorso effettuato la mattina che riporta ai caseggiati della Stalla rossa.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Chalets Mongioie

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331-7763877

Rifugio la Maddalena

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Località Vernagli, 1, 12080 Montaldo di Mondovì CN

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Carta 19, 1:25.000

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Rifugiarsi, Volume 1 (Alpi Liguri)

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (14)

  1. Mattia Bertero


    Ciao ragazzi.
    Che coincidenza, questa escursione era nelle mie intenzioni di farla proprio quest’anno prima della neve.
    Io e Silvia abbiamo deciso che in quest’autunno, prima della stagione invernale, visiteremo le vallate più vicine a casa nostra (Mondovì) che, nonostante qualche escursione già fatte in passato, purtroppo abbiamo un po’ trascurato negli ultimi anni privilegiando le vallate dalla Valle Gesso fino al Monviso per l’enorme possibilità di scelta.
    Abbiamo intenzione di fare:
    -Il classico anello del Monte Mondolè
    -Il Marguareis (ma dobbiamo decidere se prenderlo dalla Valle Pesio per il Canale dei Torinesi oppure dalla
    Valle Tanaro da Carnino passando per il Rifugio Don Barbera).
    -Il Monte Fantino in Valle Corsaglia partendo dalla Balma.
    -Questa qui, la Conca Revelli magari aggiungendo o Punta dello Zucco o Cima Revelli.
    -Un’escursione in Valle Ellero non ancora decisa anche se si parla della Cima Cars.
    -L’attraversamento Viozene-Carnino Inferiore che passa per uno stupendo ponte tibetano e la Colla di Carnino.
    Un saluto.


    • Ciao Mattia, vedo che hai in mente parecchie belle escursioni delle tue zone. Quella del Cavarero, che abbiamo fatto l’altro ieri, ci è piaciuta moltissimo, ma sono belle anche tutte le altre che hai menzionato, in primis il Marguareis che potresti fare dal don Barbera. La cima Cars è molto panoramica ma bisogna andare in giornate limpide senza nebbia. Bravo se porti anche Silvia.

      • Mattia Bertero


        Si, Silvia la porto sempre quando è disponibile a fare trekking.
        Quest’anno siamo a quota 15 escursioni fatte insieme di cui 3 tra Luglio e Agosto in cui è stata davvero in gamba a compierle con brio (Anello Rifugio Giacoletti, Chersogno e l’Anello del Pic d’Asti), io tra quelle fatte con lei e con i colleghi di lavoro ed amici sono a quota 33 escursione compiute.
        Poi l’Autunno è una stagione che a Silvia piace davvero tanto per i colori che porta, quindi ha davvero voglia di camminare in questi mesi prima della neve quando dovremmo tirare fuori le ciaspole.


  2. Che bella vita.
    Mi potreste per cortesia dire in che condizioni avete trovato il bivacco,? Lo avete trovato in ordine?
    Grazie.

    Cordilità


    • Ciao Alex. Siamo entrati all’interno per prendere alcuni sgabelli. Il bivacco ci è apparso in ordine, non c’era niente fuori posto. Ciao


  3. Ciao Elio e grazie per l’ennesimo itinerario interessante,per curiosita’ la strada per arrivare alla Stalla Rossa e’ fattibile con una macchina normale(ho una peugeot 206 e purtroppo e’ bassissima)?!grazie


    • Ciao Claus. Noi siamo andati con una citroen, bassa anche questa. Fai solo un po’ d’attenzione a qualche buca, specialmente nel tratto oltre il Ponte Murao. Diversamente puoi fermarti anche lì e in un quarto d’ora arrivi alla Stalla rossa. Ciao e buona escursione!

  4. Maura Manassero


    Scusa la domanda sicuramente banale, dettata dalla mia inesperienza: la lunghezza in km si intende per la sola andata o per tutto il percorso andata e ritorno? Per capire se ce la posso fare……Grazie!


    • Ciao Maura, la lunghezza è quella dell’intero percorso (andata e ritorno).


    • Ciao Maura. Esatto, tiene conto di tutta la traccia (compreso quindi il colletto Revelli e il lago Revelli) fino al ritorno alla macchina.

      • CiMaura Manassero


        Grazie, spero di riuscire a venire su appena posso , vorrei proprio farla mi sembra bellissima! Ciao.


        • Brava Maura! Buona escursione allora!

        • marco centin


          stati al Bivacco ieri, domenica 8 ottobre 2017, tutto in perfetto ordine. Scesi dal vallone di RASCHERA per non ripetere il medesimo itinerario fatto in salita. Tutto perfetto. Dal Ponte MURAO i km (da GPS mi sono risultati 9,2) – I km citati sul cartelli sono giusti e si riferiscono SEMPRE ai tratti di andata (si tratta degli 8,2 citati sul cartello da STALLA ROSSA che consiglio di raggiungere con l’auto).
          Noi abbiamo lasciato l’auto a Ponte MURAO cosa che conviene SOLO se fate il giro come noi.
          Foto su http://www.flickr.com/photos/snowlover62/sets nel giusto folder ovviamente!
          Saluti e buone gite.

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