Escursione al bivacco Roberta Bernardi (2200 m) – Valle Stura

Il nuovo bivacco, intitolato alla giovane Roberta Bernardi grande appassionata di montagna e prematuramente scomparsa in giovane età, è stato fortemente voluto dalla famiglia. Con l'aiuto di volontari del CAI di Cervasca è stato costruito pochi metri sopra la riva del lago Bram in posizione strategica per chi affronta il lungo tratto di sentiero della Curnis Auta o il percorso trekking Lou Viage o per chi arriva dalla valle Grana.

Percorrere la valle Stura fino a Demonte. Dalla piazza Renzo Spada, di fronte a un distributore, svoltare a destra in via Val D’Arma (indicazioni per colle Fauniera/colle dei Morti). Superare numerose borgate, tra le quali Fedio e Trinità, e raggiungere San Giacomo. Prima della chiesetta svoltare a destra nel vallone San Giacomo e proseguire lungo la strada, sempre asfaltata, per un paio di chilometri. Lasciare l’auto in uno spiazzo a destra appena prima del ponte nei pressi della presa d’acqua dell’Enel.

  • Ascesa: 660 m circa
  • Distanza: 11,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.537 m
  • Altitudine massima: 2.200 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, lago, rifugio
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Dalla presa d’acqua dell’Enel (2,25 km da San Giacomo), posta all’inizio del grande anfiteatro che racchiude al fondo su una lunga cresta le cime Gorfi (2203 m) Peracontard (2244 m), Borel (2287 m), dell’Omo (2299 m), Bram (2357 m), Grum (2367 m) e Testa Gardon (2102 m), proseguiamo sulla strada (ancora asfaltata) che ad ampi tornanti e lunghi traversi risale verso sinistra le ripide pendici erbose dell’anfiteatro.

Man mano che si sale il paesaggio si fa più ampio e cominciano a crescere al di là della cresta le montagne delle valli adiacenti. Risalendo la china e voltando di tanto in tanto lo sguardo ad ovest si può ammirare l’aguzzo sperone appuntito della Pera Puntua (2092 m).

Dopo numerosi tornanti, quasi al termine della strada asfaltata, si lascia a sinistra la stradina che porta al gias Contard (1807 m), posto qualche centinaio di metri ad ovest.

Proseguendo a destra, ancora qualche metro su asfalto poi su sterrato, si percorre un lungo traverso che, con curve e rientranze, contorna ampi e ripidi pendii soprastanti.

Il tratto, pressoché in piano, va a raggiungere infine il gias della Sella con fontana (1848 m, 4 km dalla presa d’acqua dell’Enel).

Una quindicina di metri prima del gias, a sinistra, una palina indica il percorso verso il bivacco (da pochi giorni i volontari del CAI di Cervasca lo hanno ottimamente ritracciato con tacche bianco/rosse e paletti).

Seguendo lo spallone, più sopra il sentiero piega a sinistra e va a scavalcare un piccolo rio poi, poco più avanti, effettua un mezzo giro a destra e passa accanto ad alcuni massi.

Duecento metri di dislivello dal gias della Sella conducono presso una prima balza e poi al ripiano con gias e fontana (2050 m) dove permangono resti di alcune vecchie malghe.

Il percorso riprende a salire dolcemente con un diagonale a sinistra, spostandosi poi con mezzo giro a destra fino alla balza su cui è stato posto il bivacco, a sinistra del lago Bram.

Intitolato alla giovane Roberta Bernardi, sorge ad una ventina di metri di distanza dalla riva, esattamente sul sentiero della Curnis Auta.

Una fontana (denominata fontana Leone dal nome del cane che per primo l’ha scoperta) è stata da poco resa evidente in una fenditura del terreno in direzione nord-ovest a poche decine di metri dal nuovo bivacco.

Veniamo accolti dall’amico Luca, cugino di Roberta, e da un volontario che molto gentilmente ci fanno vedere l’interno del nuovo bivacco. Siamo orgogliosi perché siamo tra i primi ad entrare al suo interno per poterlo ammirare. Interamente costruito in legno, dispone di sei letti a castello più un soppalco sul quale in caso di emergenza possono ancora riposare due/tre persone.

Un bel tavolo e qualche panca completano l’arredamento. Un nutrito gruppo di persone ha fatto uno splendido lavoro e si spera che chi lo frequenterà lo mantenga tale e quale.

Naturalmente ci fermiamo un bel momento al bivacco e sulle sponde del lago, fotografandolo dall’alto anche con un drone per averne una visuale d’insieme.

Il ritorno lo facciamo seguendo il tracciato di salita.

Se si vuole tornare con un anello, si può seguire il sentiero molto evidente a sud del lago (tacche rosse) che porta nelle vicinanze del monte Grum.

Lasciatolo a sinistra, all’arrivo in cresta si prosegue a sud-ovest percorrendo il tratto fino alla cima Gardun (2.260 m). Il paesaggio da qui è grandioso. Si notano bene ad ovest le cime dei monti Nebiùs (2600 m)Savi (2615 m), Salè (2630 m) e Omo (2615 m).

Da lì, seguendo grossomodo la china erbosa, si può ridiscendere in basso a sinistra di una malga ristrutturata, ricongiungendosi alla sterrata che riporta al gias della Sella e di lì proseguire in discesa fino al parcheggio.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (14)


  1. Ottima recensione e molto bello il bivacco. Grazie.

  2. Mario Collino


    Grazie per la bella descrizione della escursione.
    Da più di cinquant’anni si percorre l’ultima tappa della TRAVERSADO, che da Castelmagno porta a Coumboscuro con tappa per il pranzo al lago Bram. Per me la 22a volta, Il 25 di agosto scorso abbiamo notato il basamento in cemento dove è stato poi costruito il Bivacco. Grazie. per questa bella opera e Grazie al CAI di Cervasca, per la bella iniziativa.
    Tutte le volte che pesseremo ancora ricorderemo gli amici Roberta, Giacomo Giordano e Gioele Dutto. Mario Collino “Prezzemolo”..


    • Ciao Mario Collino, in arte “Prezzemolo”. Siamo orgogliosi di avere fra i nostri lettori un gran camminatore come te che ha fatto, tra l’altro, il cammino di Santiago partendo da casa. Direi proprio che gli amici di Cervasca hanno fatto una gran bella opera, che andrà a vantaggio di tutti noi che frequentiamo queste splendide vallate. Ciao e… buone camminate!!!


  3. Siamo saliti questa mattina,splendida giornata e camminata,il bivacco è in una posizione veramente bella con visuale molto ampia.
    L’ unica cosa è che ci aspettavamo di trovarlo aperto in quanto bivacco.Bisogna chiedere le chiavi a qualcuno?
    Grazie e complimenti per il sito,ormai diventato punto di riferimento

    Ciao
    Roby.

  4. Luca Bernardi


    Ciao Roberto. Rispondo a nome del C.a.i. Cervasca. In effetti il Bivacco oggi era chiuso in quanto ieri, giornata della inaugurazione, è continuato incessante il flusso di graditi visitatori fino a tarda ora. Dovendo i volontari del C.a.i. rientrare a casa e temendo che i visitatori (che continuavano a susseguirsi), ciascuno pensando in buona fede di non essere l’ultimo ad entrare a visitare l’interno, lasciasse l’uscio aperto.
    Da domani o al più entro pochi giorni, a regime di frequentazione normale, verrà lasciato aperto (nel senso di: uscio chiuso ma non chiuso a chiave), confidando che la importante, semplice ma non scontata regola di “uscendo chiudere sempre la porta” possa essere rispettata.


  5. Ah ok,ottimo allora,avete fatto bene,!
    Quindi mi toccherà tornare,magari ciaspolando quest’intervista.
    Grazie
    Roby


  6. Ho fatto il percorso in senso inverso, cioè salendo al colle e andando sul crinale prima sulla cima Gardoun ( ma una volta non era la cima a destra del colle?) e poi scendendo verso il bivacco. Con mezz’ora in più si sale sul Grum con panorama strepitoso. Bel giro non faticoso e molto bello il bivacco Bernardi. Complimenti al Cai di Cervasca e ovviamente a voi per il vostro lavoro.


    • Ciao Alberto, la cima a destra è la cima Gardon, mentre quella a sinistra è la Gardun, col nome quasi uguale. Grazie per i complimenti e mi unisco a te per quelli al CAI di Cervasca.

  7. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    Oggi nessuno dei due, ne io ne Silvia, sta bene di salute.
    Sintomi del raffreddore con questi continui sbalzi termici…
    Ma purtroppo sono il classico “Testun Muntagnin” che non si ferma davanti a (quasi) niente e non sta bene se non ha la sua dose settimanale di montagna…
    Così ecco che questa mattina ho compiuto questa escursione che mi ha soddisfatto parecchio.
    Accantonata un’altra volta la Rocca Radevil perchè Silvia è attratta da quella montagna per il nome e per la sua forma strana che vuole vederla e scalarla, mi balza l’idea di non andare troppo lontano da li ed ecco che il Bivacco Bernardi si presenta, incuriosito da questa nuova costruzione che non ho ancora visto dal vivo.
    Il problema è che questa settimana ho avuto il turno di notte in fabbrica e Domenica ho altri impegni…
    Così uscito dal lavoro alle 6:00, a casa per vestirsi, mangiare colazione e prendere la roba già preparata la sera prima.
    E si parte verso San Giacomo di Demonte dove arrivo alla presa dell’Enel alle 07:30 grazie alla totale assenza di traffico lungo la via,
    Fa freddo: ci sono 11 gradi, c’è tanta umidità e c’è un leggero vento freddo, sono il primo della giornata.
    Ma per una volta il tempo è sereno, il Sole sembrava essere un miraggio viste le ultime piogge…
    Parto di buona lena decidendo di seguire fedelmente la strada prima asfaltata poi sterrata che porta al Gias della Sella, già non dormo per recuperare il turno di notte, già ho la stanchezza addosso, già che sono mezzo raffreddato, mi decido di procedere a “velocità turistica”.
    La stanchezza però viene ampiamente accantonata dal paesaggio che, a mano a mano che salgo in quota, si presenta tutto intorno a me.
    Al Gias ecco che intraprendo per la prima volta in vita mia questo nuovo sentiero che porta al bivacco, devo dire che la segnaletica è stata posizionata ottimamente, specialmente le palline di segnalazioni sono numerose e ben individuabili. Impossibile perdersi.
    Si nota che è un percorso nuovo dal fatto che il sentiero a volte si perde nella vegetazione, deve ancora “farsi” e gli serviranno degli anni se sarà costantemente frequentato e mantenuto come si deve.
    La salita è costante ed a volte ha degli strappi violenti però inaspettatamente mi sento abbastanza in forma e non sono costretto a numerose fermate per riprendermi.
    Ci sono tanti fiori e le marmotte scorrazzano liberamente tra i prati.
    La neve è ancora presente dai 2100 m in su per mezzo di isole in un mare verde, infatti un paio di volte sono costretto ad aggirarle senza crearmi alcun tipo di disagio.
    Quando mancano 20 minuti al bivacco decido di fare una deviazione: visto che le gambe sembrano tenere svolto a sinistra verso il Colle Bram per poi intraprendere la dorsale Ovest del Monte Bram.
    Al colle il panorama si apre verso la Valle Grana e il Monviso ed è incredibilmente limpido fino alle vette della Valle D’Aosta.
    La salita verso il Bram presenta alcune insidie: è presente una labile traccia di sentiero ma molte volte scompare e bisogna sapersi destreggiare tra rododendri e sporgenti rocce, sfruttando la propria esperienza personale di tratti esposti e senza sentiero.
    Un passo alla volta arrivo dal cippo metallico della vetta alle 9:40.
    Il panorama è incredibile: solamente la pianura è velata dalla cappa di calore e di smog ma il resto è perfettamente limpido, le montagne delle vallate vicine e quelle più lontane fino a quelle Monregalesi sono ben visibili.
    Rimango lassù fino alle 10:00 prima di scendere, decido di puntare direttamente verso il bivacco e il Laghetto del Bram scendendo fuori sentiero.
    La pendenza è sostenuta ma il terreno si è asciugato e tiene bene.
    Più mi avvicino al Bivacco e più rimango meravigliato dalla bellezza della sua posizione, tra l’altro una enorme lingua di neve si sporge sull’altura dalla parte opposta del bivacco, andando a coprire in parte il laghetto, creando un gioco di colori davvero notevole.
    Ho fatto delle fotografie bellissime.
    Arrivo al bivacco e ci entro per visitarlo, devo dire che il lavoro svolto è stato ineccepibile, il tutto inoltre è stato mantenuto molto pulito dai visitatori precedenti a me, c’è un po’ di umidità così decido di aprirgli le finestre per cambiargli un po’ l’aria.
    La vista dei materassi è invitante e decido di cedere, mi corico una mezz’ora per riposarmi un attimo, sarò un Testun ma sono sempre umano.
    Quando mi sveglio erano già arrivate altre persone sulle sponde del lago, scrivo qualcosa sul libro dei visitatori ed esco.
    Una coppia di signori mi dice di lasciare tutto aperto che si siedono dentro il bivacco.
    Io mi accomodo sulle sponde del laghetto per mangiare pranzo e, subito dopo aver scattato altre fotografie, intraprendo la strada del ritorno, la stessa dell’andata.
    Durante la discesa incontro molti escursionisti che salgono verso il laghetto e il bivacco.
    Sono dalla presa dell’Enel alle 12:30.
    Devo dire che questa escursione mi è davvero piaciuta tanto nonostante fossi debilitato da tanti fattori, bellissimi paesaggi, un bivacco molto bello in una posizione bellissima.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.


    • Bravo Mattia che non molli mai, e sei stato anche veloce. Come immaginavo c’è ancora un po’ di neve nei pressi del bivacco. Prima della sua costruzione, dal gias della Sella non c’erano indicazioni per il laghetto del Bram, ora hanno fatto un bel lavoro quelli del CAI di Cervasca. Un saluto anche a Silvia.


  8. Siamo saliti ieri in mattinata al lago, e devo dire che il bivacco è stata una bellissima sorpresa: davvero carino, con 8 posti letto ed un tavolo spazioso per fare tappa. Il lago è ancora ricoperto di neve e lassù fa un bel freddo, ma con una felpa tecnica si sta che è una meraviglia, grazie anche al panorama fantastico. Ottimo punto di partenza per le cime vicine.

    Perfetta descrizione come al solito, bravo 🙂

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