Escursione al bivacco Roberta Bernardi (2200 m) – Valle Stura

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Il nuovo bivacco, intitolato alla giovane Roberta Bernardi grande appassionata di montagna e prematuramente scomparsa in giovane età, è stato fortemente voluto dalla famiglia. Con l'aiuto di volontari del CAI di Cervasca è stato costruito pochi metri sopra la riva del lago Bram in posizione strategica per chi affronta il lungo tratto di sentiero della Curnis Auta o il percorso trekking Lou Viage o per chi arriva dalla valle Grana.

Accesso in auto:

Percorrere la valle Stura fino a Demonte. Dalla piazza Renzo Spada, di fronte a un distributore, svoltare a destra in via Val D’Arma (indicazioni per colle Fauniera/colle dei Morti). Superare numerose borgate, tra le quali Fedio e Trinità, e raggiungere San Giacomo. Prima della chiesetta svoltare a destra nel vallone San Giacomo e proseguire lungo la strada, sempre asfaltata, per un paio di chilometri. Lasciare l’auto in uno spiazzo a destra appena prima del ponte nei pressi della presa d’acqua dell’Enel.

Note: L'inaugurazione del nuovo bivacco intitolato a Roberta Bernardi è prevista per la domenica 15 ottobre 2017. Chi desidera partecipare può trovarsi alle ore 8:00 presso il parcheggio (quota 1537) vicino alla presa d'acqua Enel nel vallone di San Giacomo.

Dati tecnici

  • Ascesa: 660 metri circa
  • Distanza: 11,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.537 metri
  • Altitudine massima: 2.200 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: gias, lago, rifugio
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Dalla presa d’acqua dell’Enel (2,25 km da San Giacomo), posta all’inizio del grande anfiteatro che racchiude al fondo su una lunga cresta le cime Gorfi (2203 m) Peracontard (2244 m), Borel (2287 m), dell’Omo (2299 m), Bram (2357 m), Grum (2367 m) e Testa Gardon (2102 m), proseguiamo sulla strada (ancora asfaltata) che ad ampi tornanti e lunghi traversi risale verso sinistra le ripide pendici erbose dell’anfiteatro.

Man mano che si sale il paesaggio si fa più ampio e cominciano a crescere al di là della cresta le montagne delle valli adiacenti. Risalendo la china e voltando di tanto in tanto lo sguardo ad ovest si può ammirare l’aguzzo sperone appuntito della Pera Puntua (2092 m).

Al centro spunta la Pera Puntua

Dopo numerosi tornanti, quasi al termine della strada asfaltata, si lascia a sinistra la stradina che porta al gias Contard (1807 m), posto qualche centinaio di metri ad ovest.

Proseguendo a destra, ancora qualche metro su asfalto poi su sterrato, si percorre un lungo traverso che, con curve e rientranze, contorna ampi e ripidi pendii soprastanti.

Sulla sterrata che conduce verso il gias della Sella

Il tratto, pressoché in piano, va a raggiungere infine il gias della Sella con fontana (1848 m, 4 km dalla presa d’acqua dell’Enel).

Colori autunnali salendo al gias della Sella

Una quindicina di metri prima del gias, a sinistra, una palina indica il percorso verso il bivacco (da pochi giorni i volontari del CAI di Cervasca lo hanno ottimamente ritracciato con tacche bianco/rosse e paletti).

Seguendo lo spallone, più sopra il sentiero piega a sinistra e va a scavalcare un piccolo rio poi, poco più avanti, effettua un mezzo giro a destra e passa accanto ad alcuni massi.

Duecento metri di dislivello dal gias della Sella conducono presso una prima balza e poi al ripiano con gias e fontana (2050 m) dove permangono resti di alcune vecchie malghe.

Il percorso riprende a salire dolcemente con un diagonale a sinistra, spostandosi poi con mezzo giro a destra fino alla balza su cui è stato posto il bivacco, a sinistra del lago Bram.

Il lago del Bram

Dal Bram spuntano le cime Nebiùs e Salè

Intitolato alla giovane Roberta Bernardi, sorge ad una ventina di metri di distanza dalla riva, esattamente sul sentiero della Curnis Auta.

Ecco il nuovo bivacco

Immagini dalle sponde del lago Bram

Una fontana (denominata fontana Leone dal nome del cane che per primo l’ha scoperta) è stata da poco resa evidente in una fenditura del terreno in direzione nord-ovest a poche decine di metri dal nuovo bivacco.

Veniamo accolti dall’amico Luca, cugino di Roberta, e da un volontario che molto gentilmente ci fanno vedere l’interno del nuovo bivacco. Siamo orgogliosi perché siamo tra i primi ad entrare al suo interno per poterlo ammirare. Interamente costruito in legno, dispone di sei letti a castello più un soppalco sul quale in caso di emergenza possono ancora riposare due/tre persone.

Un bel tavolo e qualche panca completano l’arredamento. Un nutrito gruppo di persone ha fatto uno splendido lavoro e si spera che chi lo frequenterà lo mantenga tale e quale.

L’interno del nuovo bivacco

Naturalmente ci fermiamo un bel momento al bivacco e sulle sponde del lago, fotografandolo dall’alto anche con un drone per averne una visuale d’insieme.

Tra i mirtilli sulla sponda del lago

Oltre, un mare di nebbia

Il ritorno lo facciamo seguendo il tracciato di salita.

Sulla strada del ritorno

Se si vuole tornare con un anello, si può seguire il sentiero molto evidente a sud del lago (tacche rosse) che porta nelle vicinanze del monte Grum.

Lasciatolo a sinistra, all’arrivo in cresta si prosegue a sud-ovest percorrendo il tratto fino alla cima Gardun (2.260 m). Il paesaggio da qui è grandioso. Si notano bene ad ovest le cime dei monti Nebiùs (2600 m)Savi (2615 m), Salè (2630 m) e Omo (2615 m).

Da lì, seguendo grossomodo la china erbosa, si può ridiscendere in basso a sinistra di una malga ristrutturata, ricongiungendosi alla sterrata che riporta al gias della Sella e di lì proseguire in discesa fino al parcheggio..

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Bivacco Roberta Bernardi

Bivacco Roberta Bernardi

Cartografia essenziale

Carta n. 112, 1:25.000

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Istituto Geografico Centrale

Valle Stura, Vinadio, Argentera

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Bibliografia

Sui sentieri con Cuneotrekking

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Elio Dutto, Valerio Dutto

Cuneotrekking, 2017

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (8)


  1. Ottima recensione e molto bello il bivacco. Grazie.

  2. Mario Collino


    Grazie per la bella descrizione della escursione.
    Da più di cinquant’anni si percorre l’ultima tappa della TRAVERSADO, che da Castelmagno porta a Coumboscuro con tappa per il pranzo al lago Bram. Per me la 22a volta, Il 25 di agosto scorso abbiamo notato il basamento in cemento dove è stato poi costruito il Bivacco. Grazie. per questa bella opera e Grazie al CAI di Cervasca, per la bella iniziativa.
    Tutte le volte che pesseremo ancora ricorderemo gli amici Roberta, Giacomo Giordano e Gioele Dutto. Mario Collino “Prezzemolo”..


    • Ciao Mario Collino, in arte “Prezzemolo”. Siamo orgogliosi di avere fra i nostri lettori un gran camminatore come te che ha fatto, tra l’altro, il cammino di Santiago partendo da casa. Direi proprio che gli amici di Cervasca hanno fatto una gran bella opera, che andrà a vantaggio di tutti noi che frequentiamo queste splendide vallate. Ciao e… buone camminate!!!


  3. Siamo saliti questa mattina,splendida giornata e camminata,il bivacco è in una posizione veramente bella con visuale molto ampia.
    L’ unica cosa è che ci aspettavamo di trovarlo aperto in quanto bivacco.Bisogna chiedere le chiavi a qualcuno?
    Grazie e complimenti per il sito,ormai diventato punto di riferimento

    Ciao
    Roby.

  4. Luca Bernardi


    Ciao Roberto. Rispondo a nome del C.a.i. Cervasca. In effetti il Bivacco oggi era chiuso in quanto ieri, giornata della inaugurazione, è continuato incessante il flusso di graditi visitatori fino a tarda ora. Dovendo i volontari del C.a.i. rientrare a casa e temendo che i visitatori (che continuavano a susseguirsi), ciascuno pensando in buona fede di non essere l’ultimo ad entrare a visitare l’interno, lasciasse l’uscio aperto.
    Da domani o al più entro pochi giorni, a regime di frequentazione normale, verrà lasciato aperto (nel senso di: uscio chiuso ma non chiuso a chiave), confidando che la importante, semplice ma non scontata regola di “uscendo chiudere sempre la porta” possa essere rispettata.


  5. Ah ok,ottimo allora,avete fatto bene,!
    Quindi mi toccherà tornare,magari ciaspolando quest’intervista.
    Grazie
    Roby

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