Escursione al Bivacco Roberto Barbero, 1670 m – Valle Gesso

Il Bivacco Barbero è situato in Valle Gesso della Valletta, più precisamente nella diramazione laterale del Vallone della Vagliotta. Raggiungibile in circa 1,30 h, è eretto su un poggio panoramico ed offre splendide viste sull’Asta Sottana (2850 m), sulla Cima del Lausetto (2687 m) e sul Monte Matto (3088 m).
Accesso in auto: Da Borgo San Dalmazzo seguire la strada che porta a Valdieri. Dopo il paese percorrere il tratto di strada che entra in vallata lasciando, a sinistra, la deviazione per Entracque. Superare, più avanti, gli abitati di San Lorenzo, di Sant’Anna di Valdieri e di Tetti Gaina (1075 m). Ottocento metri dopo posare l’auto nel primo parcheggio a lato della strada (1104 m) all'altezza del ponte della Vagliotta.

Dati tecnici

  • Ascesa: 580 metri circa
  • Distanza: 10,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.104 metri
  • Altitudine massima: 1.670 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

La sveglia che mi butta fuori dal letto mi fa trovare una magnifica giornata di sole. L’escursione non era preventivata ma con un tempo inaspettatamente così bello devo subito cercare un compagno di gita.

Valerio si mostra subito entusiasta dell’idea. L’escursione è breve, ma si rivelerà molto remunerativa dal punto di vista naturalistico e paesaggistico.

Maggio 2014. Ci incamminiamo attraversando il ponte sul torrente Gesso (1091 m) seguendo una bella mulattiera che penetra nel bosco lasciando, poco dopo, la deviazione per il bivacco Nicolino Gandolfo (1847 m).

Foto dal ponte della Vagliotta

Con percorso tranquillo e regolare entriamo in una bellissima faggeta che ci accompagnerà per buona parte del tragitto.

tratto nella faggeta

Questa prima parte si svolge sulla destra orografica della Val Gesso poi, più avanti, infilati all’interno del Vallone della Vagliotta (lato sinistro orografico) ci distanziamo dal torrente che scorre impetuoso più in basso.

Numerosi tornanti ci conducono in una strettoia del vallone, occupata più in basso dalla bocca di un nevaio.

La bocca del nevaio

Oltre la strettoia iniziamo a scorgere la parte superiore nascosta del vallone della Vagliotta, con la cima dell’Oriol che spicca al fondo.

Il torrente spumeggiante

Cascata prima del Gias Vagliotta inferiore

Un centinaio di metri dopo, attraversando un ponticello semidistrutto dalle ultime nevicate, passiamo sulla destra orografica ed iniziamo a percorrere i numerosi tornanti che, poco alla volta, conducono sul ripiano dove è posizionato il Gias Vagliotta inferiore (1595 m).

Gias Vagliotta inferiore (1595 m)

Lasciato a sinistra il sentiero che conduce al Bivacco Costi Falchero (2275 m) e al Passo Barra della Vagliotta (2456 m), poche decine di metri dopo superiamo un secondo ponticello in legno, anch’esso semidistrutto dalla neve.

Oltre, svoltiamo verso destra e destreggiandoci tra alcuni massi sul percorso andiamo a superare l’ultimo nevaio che ci porta direttamente sulla rampa di salita verso il bivacco Barbero che ci attende su un poggio molto panoramico (le chiavi del bivacco si possono reperire presso il CAI Cuneo – Via p.ta Mondovì, 5 – Tel. 0171-67998, ma sono anche disponibili presso l’Osteria San Lorenzo di Valdieri, tel. 0171-97198).

Il rifugio Barbero sul poggio panoramico

Genzianelle sul sentiero

Il bivacco, con a lato una fontana, ha una capienza di 10 posti letto ed è posto in buona posizione guardante sia i Valloni della Vagliotta, della Miniera che la Valle Gesso della Valletta. Dal poggio è chiaramente visibile il percorso che conduce al Passo Barra della Vagliotta e alla Cima del Lausetto.

Parte del percorso di salita visto dal bivacco

Bivacco Barbero e la cima dell’Asta alle sue spalle

Nei pressi del rifugio

Dal rifugio, veduta sul Monte Matto (a sinistra)…

…sul Lausetto, all’estrema sinistra, e sul passo Barra della Vagliotta

La discesa si svolge sulle orme dell’andata ripercorrendo a ritroso la mulattiera.

Sul ponte semidistrutto

Nei tornanti inferiori, in una curva del sentiero, quasi mettiamo il piede su una bella vipera aspis riscaldata dal sole e in posizione di attacco.

La vipera incontrata (con un click sulla foto si può notare la caratteristica pupilla verticale)…

…e la testa triangolare

Abbiamo appena il tempo di scattarle alcune foto prima di vederla infilare nel muretto a secco della scarpata.

Più in basso rientriamo nell’ombrosa faggeta seguendo la mulattiera che ci riporterà infine al ponte della Vagliotta ed al parcheggio.

Ritorno in faggeta

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Prossimo Salita e anello del Monte Grosso, 2041 m – Valle Ellero

Precedente Escursione alla Rocca Cucuja, 2144 m – Valle Grana

Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (16)


  1. Brr. che grossa quella vipera! L’escursione mi sembra bella. Effettuata tanti anni fa…..E’ ora di ripeterla! Grazie per i vostri contributi.

  2. pepino elsa


    Interessante proposta. Mi chiedo…..di fronte ad un incontro cosi poco gradevole non esistendo più il siero anticiperà nella malaugurata ipotesi di un morso, che si fa? Grazie!!


    • Ciao Elsa. Il siero antivipera non esiste più anche perché considerato quasi più pericoloso del morso in caso di allergia. Noi portiamo sempre nello zaino il succhiaveleno che può dare una mano in questi casi. Un consiglio che ti do è di indossare un buon paio di scarponi e dei calzettoni, che bastano per scongiurare un eventuale morso e poi non mettere le mani nell’erba o tra le rocce senza prima aver verificato l’assenza di pericolo. In ogni caso sono incontri molto fortuiti anche perché le vipere, animali molto timidi, scappano sempre prima del nostro arrivo. Ciao


      • Il link postato da Alberto non riesco ad aprirlo. Comunque ho effettuato l’escursione in data odierna non tanto convinto dal tempo. Invece, dopo Borgo San Dalmazzo…sole, sole, sole! Dopo la partenza mi sono accompagnato con 2 ragazzi Marco di Alba e Katya di Castagnole Lanze, che saluto cordialmente. Anche loro, dopo aver letto ilo vostro resoconto, hanno deciso per quest’escursione. Ma vi rendete conto di quante persone vi seguono e che condizionate piacevolmente nelle scelte? Abbiamo visto camosci saltellanti nei nevai, marmotte fuggenti e, al ritorno, la vipera! Posizionata sul sentiero pieno d’acqua (andava forse a bere?) di un colore marrone molto intenso (più di quello delle vostre foto…) che, molto lentamente, si è spostata dal sentiero raggiungendo una macchia di felci rinsecchite; era di un mimetismo eccezionale! Se non si muoveva era impossibile localizzarla. Comunque, tutto bene! Bella giornata e bellissima escursione! Grazie per il vostro impegno costante.
        Una nota: io già nutrivo dubbi sui vostri tempi…e anche i ragazzi con cui ci siamo accompagnati, di fronte alla lettura di un tempo di 1,30 ore quando noi, senza fermarci se non per 2 foto e guardare i camosci, ne abbiamo impiegate 2 abbondanti. Capisco che siete dei treni ma….gli altri sono umani!
        Grazie, siete dei Grandi!


        • Ciao Albino, grazie veramente per il tuo gentile e incoraggiante commento. Incoraggiante perché le tue parole sono il premio per il nostro impegno costante, non retribuito, nel voler promulgare i posti incantevoli che ci circondano. Ci rendiamo conto, giorno dopo giorno, che moltissime persone contattano il nostro blog per avere qualche spunto su nuovi percorsi. Anzi, mese dopo mese aumentano sempre. Per darti un’idea, nei mesi da gennaio a maggio 2014 abbiamo avuto sul blog 273.920 visite di cui 58.206 solo in quest’ultimo mese di maggio.
          A parte questo sono molto contento della tua escursione odierna, specialmente dell’incontro fortuito che hai avuto con la vipera. Per ciò che riguarda i tempi di percorrenza, sono sempre stato restio ad indicarli, anche perché ognuno ha il proprio passo…
          Ti ringraziamo ancora per l’impegno costante che dimostri nel continuare a seguirci. Speriamo di non deluderti mai. Se hai qualcosa da proporre o da migliorare contattaci pure.
          Grazie ancora di tutto.


  3. Anche io in una mia recente gita ho avuto un incontro plurirettiliano. Invio il link a un sito della sanità della regione Puglia che a mio parere é molto ben fatto su cosa fare e cosa non fare. http://www.sanita.puglia.it/…/Morso%20di%20vipera%20e%20norme%20compo...
    In ogni caso il veleno ha più azioni per cui é meglio non pasticciare e recarsi prima possibile in ospedale per essere tenuti sotto controllo.
    Alberto


    • Ciao Alberto, come altri lettori anche noi non siamo risciti ad aprire il link che ci hai proposto, probabilmente per qualche errore di digitazione.


  4. Caro Elio
    ciao invio nuovamente il link.
    http://www.sanita.puglia.it/portal/page/portal/SAUSSC/Organismi%20e%20centri%20regionali/Centro%20Antiveleni%20Foggia/Prevenzione/Allerta/Morso%20di%20vipera%20e%20norme%20comportamentali.pdf

    Speriamo in bene, fatemi sapere se si legge. Mi permetto di sconsigliare il succhiaveleno che non è ritenuto utile. Consigliavo di rivolgersi all’Ospedale non perché ci siano pericoli, ma per tenere sotto controllo la persona che ha subito il morso.
    Ciao a tutti
    Alberto


    • O.K. Alberto, ora si legge bene.
      Sicuramente come dici tu appena puoi devi andare all’ospedale, ma quando ti trovi a duemila metri e sei distante da tutto cerchi un primo rimedio. Ciao e grazie.


  5. Scusate.. ma quindi la partenza del percorso esattamente dove è?
    Supero S.Anna di Valdieri Tetti Gaina e poi?
    Grazie


  6. Erika, probabilmente non hai letto il seguito del testo: ottocento metri dopo la sbarra (rialzata) dei Tetti Gaina. Ciao


  7. Buona sera.
    Vorrei farvi i complimenti per il vostro splendido sito. E già da molto che vi seguo e prendo spunto per le mie sgambettate nelle nostre splendide montagne.
    Domenica mattina abbiamo (io e la morosa) effettuato questa escursione, molto bella.
    Approfitto per ringraziare per la compagnia Albino e la moglie, due splendide persone.
    Per fortuna non abbiamo avuto lo stesso incontro (vipera) nel ritorno a valle.
    Grazie e continuate cosi.


    • Ciao Marco, grazie mille per gli apprezzamenti. Dalla lettura del commento di Albino avevo pensato che c’eravate anche voi all’incontro con la vipera. Meglio, comunque, stare lontani. Ciao e buone escursioni!!!


      • Noi ci siamo scesi più tardi…
        Spero di stargli il più lontano possibile, anche se so che prima o poi capiterà di vederla…
        Buone escursioni…


  8. Ciao, la gita l’ho replicata quest’oggi. Niente vipera, ma in compenso segnalo che i due ponticelli usciti malconci dall’inverno sono stati perfettamente sistemati. Vorrei chiederti come mai la traccia gps sul mio Dakota 20 era piena di “freccette” e di “montagnole” che rendevano molto difficile la lettura.


    • Ciao Lodovico e grazie per le utili informazioni. Per quanto riguarda la traccia hai perfettamente ragione. Purtroppo i GPS hanno qualche limite: in vicinanza di strette gole o rocce strapiombanti, non riescono a captare bene il segnale satellitare, che in questi casi va a rimbalzare da una parete all’altra della montagna scombussolando letteralmente il percorso. Il risultato lo puoi vedere chiaramente anche dalla nostra registrazione su Google Earth. Pur avendo registrato la traccia con due GPS diversi, per il motivo detto in precedenza abbiamo avuto lo stesso esito. Ciao.

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