Escursione al colle della Ciabra, 1712 m, dalla borgata Ugo di Cartignano – Valle Maira

Il colle della Ciabra è posto sulla "strada dei cannoni" lungo la dorsale che divide le valli Maira e Varaita. Può essere raggiunto da vari sentieri provenienti dalle due vallate. Oggi, con un percorso ad anello, lo raggiungeremo dalla borgata Ugo di Cartignano.

Da Dronero percorrere la valle Maira superando Cartignano. Poco dopo la frazione Lottano, trecento metri oltre la cappella di santa Caterina, abbandonare la provinciale e svoltare a destra sulla stretta curva a gomito in direzione Foresti. Una strada tortuosa porta a superare alcune borgate, tra cui Serre Foresti e Caricatori. Poco oltre quest'ultima svoltare a destra sulla sterrata che raggiunge borgata Ugo (noi abbiamo parcheggiato dalla borgata, ma consigliamo di lasciare l'auto nello slargo subito dopo il bivio).

  • Ascesa: 750 m circa
  • Distanza: 13,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.042 m
  • Altitudine massima: 1.712 m
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Sul percorso: borgata, grangia, passo
  • Ad anello:
  • Cani ammessi:
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

12 gennaio 2019. Iniziamo a camminare in piano a valle della borgata Ugo (1042 m). A un bivio svoltiamo a sinistra in discesa su un viottolo stretto tra muretti in pietra. Dopo una risalita approdiamo a una strada che si dirige a Biancera (1064 m).

Raggiunta la borgata, dopo un pilone votivo, imbocchiamo a destra il sentiero che porta verso la borgata Roi (palina indicatrice e tacche bianco/rosse).

Il sentiero sale rapido tra castagni e splendidi muretti in pietra.

Al termine raggiungiamo un grande spiazzo pianeggiante su cui è posta la cappella di San Chiaffredo, protettore degli scalatori del Monviso.

Proseguiamo di fronte alla cappella lungo la sterrata scortata da betulle e abeti. Al bivio (indicazioni per il colle della Ciabra) teniamo la sinistra (al ritorno arriveremo da destra).

Alcuni tornanti ci fanno prendere quota e, giunti a un bivio, abbandoniamo a sinistra il percorso “anello colle della Ciabra” per seguire a destra quello più diretto (indicazioni).

Il lungo tratto seguente si sviluppa nel bosco su un bel sentiero dal fondo smosso. In alcuni tratti il passaggio è reso agevole da passerelle in legno.

Più avanti raggiungiamo un bivio: per chiudere l’anello dovremmo scendere a destra, ma prima dobbiamo ancora raggiungere il colle della Ciabra, per cui proseguiamo dritto.

In breve raggiungiamo una panoramicissima radura che guarda il monte Roccerè, la pianura dronerese e, sul versante opposto, i monti Tejè (1544 m), Cauri (1979 m) e Chialmo (2020 m).

Seguendo alcuni paletti segnaletici riprendiamo poco più in alto il sentiero che va a a tagliare le boscose pendici del soprastante monte della Ciabra (1847 m). Con percorso volgente a destra, tra betulle e qualche abete, puntiamo verso il colle.

Raggiungiamo infine il colle della Ciabra (1712 m). Ci fermiamo poco, giusto il tempo di bere qualcosa e scattare qualche foto.

Torniamo quindi sul medesimo percorso fino alla radura fermandoci lì per la pausa pranzo.

Al termine ripartiamo e, appena più in basso, al bivio già incontrato in salita, lasciamo a destra il percorso dell’andata e seguiamo a sinistra il sentiero (anello colle della Ciabra) che in discesa va ad aggirare un combale inciso da alcuni rii.

Il percorso man mano si sposta verso le pendici di abeti del Roccerè, quindi procede verso sud fino a raggiungere un bivio. Qui lasciamo il percorso che scende a Roccabruna deviando a destra verso la borgata Roi.

Più avanti, dopo un tornante, superiamo alcune vecchie abitazioni scendendo a un bivio successivo.

Entrati in una sterrata più ampia, dopo un po’ di cammino facciamo ritorno alla chiesa di San Chiaffredo. Seguendo le indicazioni presenti alla sua destra scendiamo ora in direzione della vicina borgata Roi (1212 m), che mantiene nel suo interno un bel campanile.

Più sotto ignoriamo un bivio dei percorsi occitani e continuiamo a scendere sulla sterrata verso le borgate Grange (1131 m) e Pra di Nota (1066 m).

Qua la strada diventa asfaltata e ci riporta rapidamente al bivio della borgata Ugo e infine all’auto.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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