Escursione al Colle di Fenestrelle – 2463 m – Valle Gesso della Barra

Il Colle di Fenestrelle, situato su un tratto del percorso del GTA, mette in comunicazione la Val Gesso della Barra con la Valle della Rovina all’interno del Parco naturale Alpi Marittime, e collega il Rifugio Soria-Ellena (Dado Soria) con il rifugio Genova. È situato in posizione molto panoramica, e offre scorci verso Nasta, Argentera e Oriol da una parte e verso il Gelas dall'altra.

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.250 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.213 metri
  • Altitudine massima: 2.463 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Cartografia: IGC – Carta 113
  • Partenza: Indicazioni stradali

Giovedì 22 maggio ore 20:00. Guardo, per caso, il sito Web IlMeteo e scopro che per l’indomani è prevista una “finestra” di una decina di ore di bel tempo. Dopo tante giornate di pioggia sono quasi sorpreso da questa notizia. Telefono immediatamente all’amico Gelu e gli propongo la gita al Colle di Fenestrelle. Lui accetta con entusiasmo.

La mattina seguente mi alzo presto; il tempo non sembra come da previsioni, e scende addirittura qualche goccia. Ci consultiamo telefonicamente ancora una volta; decidiamo comunque di fidarci delle previsioni e partiamo per San Giacomo di Entracque. Lasciamo l’auto al parcheggio alle 8:18. Non troviamo nessun temerario oltre a noi.

Imbocchiamo la carrareccia che sale nella faggeta del vallone della Barra. Fatto approvvigionamento d’acqua alla fontanella sul lato della strada ci incamminiamo con decisione verso il vallone. Salendo troviamo squarci sempre più ampi di cielo sereno, specialmente nella direzione del Gelas.

Il Gelas sullo sfondo

Ci fa molto piacere constatare che dopo la siccità dello scorso anno i torrenti si sono di nuovo rimessi a “cantare” con voce tonante. La neve di quest’anno e le abbondanti piogge di questi giorni hanno fatto molto bene alla vegetazione e alle sorgenti. I faggi hanno le foglie di colore verde brillante, ed i prati che fiancheggiano la strada sono pieni di orchidee, crocus e asfodeli. Siamo fortunati ad essere i primi della giornata a percorrere questi luoghi, così avremo più possibilità di ammirare marmotte, camosci e stambecchi non ancora disturbati. Dal canto nostro cercheremo di portare verso di loro il massimo rispetto.

Facciamo la salita in direzione del Dado Soria con tutta tranquillità. Troviamo un po’ di neve solamente nella gola poco prima del rifugio.

Nella gola poco prima del rifugio

Arrivati all’inizio del piano del Praiet, prendiamo la deviazione (palina) sulla destra che indica il sentiero verso il Colle di Fenestrelle. Fatti pochi metri in quella direzione, ci imbattiamo in un branco di quattordici stambecchi accovacciati che ci degnano appena di uno sguardo.

Un branco di stambecchi e il Colle di Finestra

Ci teniamo alla larga per non disturbarli e proseguiamo su un tratto di nevaio dove, appena più in alto, un gruppo di camosci sta correndo e giocando sulla neve.

Ritorniamo a seguire il sentiero che con lunghe serpentine sale sulla sinistra orografica del vallone di Fenestrelle verso il Gias Balmetta.

Il vallone di Fenestrelle

Ogni tanto ci fermiamo per guardarci alle spalle ed ammirare, nella loro imponenza, le vallate sottostanti e il Gelas.

Gelu e il Gelas

Il tempo sembra tenere, anche se nella direzione del Colle di Finestra qualche nuvolone di passaggio oscura il cielo.

Sguardo verso il Gelas e il Colle di Finestra

Sempre seguendo il sentiero (che nel frattemo si è fatto più erto) giungiamo finalmente nei pressi del Gias Balmetta dove ricominciamo di nuovo a calpestare la neve. Potremmo, con una piccola deviazione, raggiungere la vicina e panoramica Punta delle Lobbie (2322 m), ma qualche nuvola di troppo ci consiglia di non perdere più tempo. Risaliamo allora gli ultimi trecento metri di dislivello sprofondando fin quasi al ginocchio nella neve primaverile e bianchissima.

Raggiungiamo finalmente il Colle di Fenestrelle e scattiamo qualche foto in questo luogo meraviglioso.

Il Colle di Fenestrelle

Dal Colle verso la Valle della Rovina

Foto scattata lo scorso anno (settembre 2007) nella medesima direzione della precedente

Ripercorrendo poi a ritroso le nostre orme ci capita anche di assistere allo spettacolo dello staccarsi di una slavina dalle pendici di Cima Malariva per depositarsi con fragore nella Valletta dell’Asino.

Il luogo scelto per il pranzo è tra le pietre ad una quarantina di metri dal branco di stambecchi che non s’è ancora spostato dal punto in cui si trovava questa mattina. Mentre stiamo mangiando, ci fa visita un bell’esemplare di maschio che, staccatosi dal branco, si piazza con autorevolezza su un masso a non più di due metri da noi tenendoci d’occhio con assoluta serietà.

Lo stambecco curioso

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Strutture di appoggio nei dintorni

Baita Monte Gelas

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Rifugio Soria Ellena

Rifugio Soria Ellena

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Cartografia essenziale

Carta 113, Parco Naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

(2012)

Disponibile a 10,00

Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (9)


  1. Molto interessante la relazione dalla vostra gita; io vorrei salire sulla Punta Fenestrelle ,tempo permettendo,mi puoi dire come e’ la situazione neve lassu’?Grazie x la risposta e buone gite,forse ci incontreremo su qualche cima.Ciao Massimo.

  2. cuneotrekking


    Ciao Massimo, secondo me di neve non ce ne sarà più molta, e se proprio ce ne fosse ne troverai proprio solo negli ultimi tratti. Peccato però per il tempo che anche questo fine settimana sembra non essere un granché! Ciao e buone escursioni!


  3. ho molto apprezzato la descrizione della nostra gita e’ veramente piacevole rivedersi e constatare che abbiamo sempre voglia di rimanere giovani , continuiamo pure cosi …….. alla prossima ciao GELU


  4. Ieri sono salito sulla punta Fenestrelle,grazie x la risposta;trovato neve fresca caduta durante la notte ,comunque salito senza problemi.ciao


  5. Bellissime le foto e le descrizioni dell’escursione, mi piacerebbe visitare la zona mai vista, sono un appassionato di botanica, e mi piacerebbe fotografare dei fiori alpini tipici di quei luoghi, endemismi, che ho solo studiato nei libri come la Sassigrafa florulenta tipica dell’Argentera, o la rara Primula allionii , spero mi contatti qualcuno per potermici accompagnare o dare qualche informazione. Saluti. Rodolfo

  6. cuneotrekking


    Ringrazio Rodolfo per gli apprezzamenti. Non c’è problema per portarti, in primavera, in questi luoghi; per quanto riguarda invece i fiori, ti metto in contatto con un mio amico molto competente e appassionatissimo di botanica e fotografie che saprà darti ogni informazione sui fiori di montagna.

    Saluti, Elio.


  7. Ti ringrazio Elio in primavera sarà un piacere un’escursione in quei luoghi.
    Nel frattempo contatterò il tuo amico botanico. Saluti Rodolfo ciao

  8. Mattia Bertero


    Ciao a tutti voi.
    Essendo a casa per il ponte di Ognisanti e considerando che Silvia invece lavora, quale modo migliore di passare una giornata di bel tempo se non andare in montagna per un’escursione in solitaria?
    Così eccomi che oggi mi ritrovo alle 8:00 nel parcheggio del Lago delle Rovine per puntare verso la Punta di Fenestrelle, ho deciso di partire da qui per visionare da vicino il Lago del Chiotas che mi dicono versa in una situazione critica.
    Questa cima mi ha incuriosito negli ultimi tempi, ci sono diversi link su Internet e la curiosità mi è salita rapidamente.
    Intraprendo di buona lena il sentiero più diretto per il Rifugio Genova.
    Dopo un’ora sono già sulle sponde del Bacino del Chiotas e la situazione mi pare molto drammatica: la siccità di questi ultimi mesi ha minato non poco il livello del lago nonostante sia controllato artificialmente dai tecnici della centrale elettrica Einaudi.
    Un buon 60% del lago non c’è più, sono risaliti in superficie lineamenti del terreno che non avevo mai visto in precedenza, sembra una pozzanghera in confronto al suo livello consono.
    Proseguendo lungo le rive del lago trovo la diramazione a sinistra per il Colle di Fenestrelle (stranamente non ci sono cartelli di segnalazione).
    Il sentiero è ben segnato e ben individuabile, passando sotto la Rocca di Laura tende ad essere ripido in molti punti, qui incontro diversi esemplari di camosci e stambecchi di varie età e dimensioni per niente intimiditi dalla mia presenza.
    Ok, qui devo fare una precisazione: per giungere alla cima si deve lasciare il sentiero prima dell’arrivo al Colle di Fenestrelle sulla sinistra dove degli ometti di pietra mi avrebbero condotto tra varie traccie di sentiero verso la mia destinazione finale, almeno secondo le indicazioni prese in rete.
    Il problema è che tutte le indicazioni su Internet sono abbastanza imprecise su dove esattamente questa traccia inizia, ho solo come riferimento delle fotografie che mi sono scaricato sullo smarthphone per orientarmi.
    A circa 30 minuti dal colle mi compare una traccia a sinistra che decido di seguire per poi scoprire pochi minuti dopo che mi avrebbe portato verso la Punta Ciamberline: non è la traccia giusta.
    Ritornando sul sentiero ritrovo una seconda traccia a sinistra con un ometto di pietra pochi minuti dopo, secondo le descrizioni sembra la traccia giusta.
    La intraprendo passando per una gengia erbosa in una ripida salita direttamente verso la vetta.
    La pendenza si fa davvero sostenuta, più avanti l’erba viene sostituita da varie pietraie, in alcuni punti la pendenza si fa talmente accentuata che devo usare le mani, in un punto c’è perfino un canalino di difficoltà F da superare.
    Più proseguo e più gli ometti diventano più rari fino a scomparire.
    Sono sotto la Punta di Fenestrelle e mi ritrovo a seguire una traccia che punta dalla parte opposta, mi sembra l’unica via possibile.
    Invece…
    Mi accorgo che mi sta portando fuori dal mio obbiettivo, mi sta portando verso un’altura senza nome che sulla mappa è segnata solo con la sua altezza (2662 m).
    Dopo tanta fatica, per niente…
    Decido di salire verso questa altura tanto sono già quasi arrivato.
    Una madre di stambecco ed il suo cucciolo mi stanno osservano attentamente.
    Arrivato a questa altura non mi fermo neanche per vedere il tutto, sono troppo demoralizzato.
    Torno sul sentiero seguendo esili traccie, oppure completamente fuori sentiero scegliendo la pendenza meno dura.
    Torno sul sentiero e decido di arrivare almeno fino al Colle di Fenestrelle.
    Si rivelerà una decisione giusta…
    I laghetti dei colle sono ancora per mia sorpresa belli pieni, vicino al cartello delle indicazioni noto due persone.
    Mi fermo da loro, sono arrivato al colle.
    Si presentano si chiamano Marcello di Busca e Felice di Cuneo e vogliono salire sulla Punta di Fenestrelle, gli dico che le indicazioni fornite da Internet sono molto vaghe e loro invece mi indicano qualcosa di nuovo.
    Proprio sul colle si stacca un ometto di pietra che indica una traccia di sentiero che sale vertiginosamente verso la cima, un percorso che nessun sito internet ha segnalato!!! Nemmeno loro lo sapevano ma hanno una mappa della Fraternali della zona (ho una mappa diversa) che gli indica questa traccia da seguire.
    Mi offrono di seguirli.
    Sono le 11:30 ed è ancora abbastanza presto ed accetto, l’entusiasmo mi ritorna, forse riesco a salvare la giornata.
    Il sentiero verso la cima si presenta davvero impervio ma almeno gli ometti questa volta sono molti e la traccia è ben chiara; inizialmente si risale il versante verso il Chiotas poi si sposta verso la cresta tra i due valloni, si passa da una pietraia dopo i primi 10 minuti dalla partenza.
    La pendenza è costante ma è davvero elevata.
    Infine a pochi metri dalla cima bisogna arrampicarsi su un canalino esposto, l’unico punto da prestare attenzione dell’intera salita.
    Ed eccoci in cima a 2701 m, pochi metri quadrati di roccia tra strapiombi in quasi tutte le direzioni, è quasi Mezzogiorno.
    La vista è stupenda, peccato per una leggera foschia, ma le montagne più importanti delle Alpi Marittime sono tutte li e ben visibili: Cima del Brocan, il Bastione, Cima del Baus, Cima di Nasta, Cima Paganini, l’Argentera con sotto il Chiotas, in lontananza il Matto che spunta dal Colle del Chiapous con il Monviso a destra della Cima dell’Oriol, la vicina Cima CIamberline, per arrivare alle vette della Valle Gesso della Barra come Punta Savina, il Monte Carbonè, il Gelas con i suoi ghiacciai abbastanza abbondanti, il Colle di Finestra in lontananza.
    La pianura è avvolta da una pesante cappa di smog.
    Restiamo sulla vetta per una mezz’ora per magiare e chiaccherare, lo zero termico è fissato ai 2850 m ma non fa affatto freddo anche perchè non c’è un filo di vento.
    Dopo un brindisi con un bicchierino di Genepy offerto dai miei nuovi compagni di scalata riprendiamo la via del ritorno verso il colle, qui saluto i miei nuovi amici che sono saliti da San Giacomo d’Entracque.
    Scendo rapidamente fermandomi solamente per fotografare ancora il lago del Chiotas in secca ed arrivo alla macchina dal Lago delle Rovine alle 14:40.
    Una bella gita che stava volgendo al peggio si è trasformata in una piacevole esperienza.
    Questa Punta di Fenestrelle è poco conosciuta ma si trova proprio in mezzo alle vette più importanti delle Alpi Marittime e rappresenta un balcone panoramico quasi unico, non è difficile arrivarci nonostante la ripidità del sentiero e con difficoltà alpinistiche in alcuni punti.
    La consiglio caldamente, ringrazio Marcello e Felice per l’aiuto fornitomi nella salita alla vetta.
    Un saluto da Mattia di Mondovì.

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