Escursione al Colle di Fremamorta – 2615 m – Valle Gesso

La balconata in cui sono incastonati i laghi di Fremamorta, fin da quando la scoprii la prima volta nel 1976, mi ha sempre trasmesso un senso di bellezza e perfezione: sembra uscita dalla tela di un grande artista che non ha lasciato nulla al caso. La sensazione, poi, che si percepisce trovandosi in un luogo selvaggio, lontano dalla città e dal traffico quotidiano, completa l’opera. Questo luogo, che per me è uno dei più belli del mondo, lo dovevo frequentare anche in inverno con la compagnia di Vale.

Dati tecnici

  • Ascesa: 900 metri circa
  • Altitudine partenza: 1.735 metri
  • Altitudine massima: 2.615 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: Lago, Passo, Rifugio
  • Ad anello:
  • Cani ammessi: Solo su una porzione del percorso
  • Partenza: Indicazioni stradali

Panorama dal Colle di Fremamorta

La balconata dei laghi di Fremamorta con, sullo sfondo, il Monte Matto e la Rocca di Valmiana

Venerdì 1° dicembre è una bella giornata. Ne approfittiamo per dirigerci in direzione delle Terme di Valdieri. Non essendoci neve troviamo aperta la strada ai Tetti Gaina e proseguiamo senza intoppi fino al Piano della Casa del Re (1735 m).

Lasciata la macchina ci incamminiamo di buon passo, oltrepassando il ponticello in legno sul rio. Gradatamente saliamo le pendici del Colle Ciriegia in direzione sud. Il sentiero prosegue per un buon tratto in mezzo ad arbusti. Ad un certo punto lasciamo la deviazione per il Colle Ciriegia e proseguiamo il cammino sul sentiero che si innalza sempre più.

Verso i duemila metri il sentiero inizia a perdere quota tagliando orizzontalmente tutta la parte inferiore della balza dove sono ubicati i laghi. Noi invece deviamo a sinistra e saliamo verso ovest nel vallone guardando, come meta, due vecchi pali del telegrafo, che da questo punto si intravedono in alto in direzione del Colle di Fremamorta. La salita inizialmente è abbastanza agevole; dopo aver aggirato un costone centrale, iniziamo a calpestare una ventina di centimetri di neve farinosa.

Poco alla volta entriamo addentro al vallone, spostandoci sempre più a ovest, dove il sole non batte più. La neve diventa sempre più dura e ci tocca gradinare con gli scarponi. Non abbiamo con noi i ramponi che in questo caso ci avrebbero tolto da ogni impaccio. Siamo già parecchio su: tornare indietro sarebbe pericoloso, quindi decidiamo, tenendoci vicino alle rocce, di proseguire. Puntando bene i bastoncini e gli scarponi, facciamo molta attenzione a non scivolare. Finalmente poi la salita si attenua un pochino e, in poco tempo, ci troviamo nei pressi del lago del Colle di Fremamorta (2513 m).

Seguiamo la stradina innevata che, con qualche tornante, ci conduce al colle (2615 m), dove è ubicata una vecchia casermetta. Il cielo è splendido, l’aria fredda ed il panorama stupendo.

Il Colle di Fremamorta

Ultimi passi prima di arrivare al Colle di Fremamorta

Il Colle di Fremamorta

La Cima di Fremamorta (2731 m)

Il Colle di Fremamorta

Il Colle di Fremamorta

Vorremmo ancora raggiungere la Cima di Fremamorta, ma la neve è ghiacciata e, senza ramponi, potrebbe essere pericoloso. Scattiamo alcune foto e poi scendiamo per il pranzo ad un’altra casermetta situata nei pressi del lago soprano.

Lago Soprano di Fremamorta

Il Lago Soprano di Fremamorta (alla cui destra, facendo attenzione, potete intravedere la casermetta dove abbiamo pranzato)

Infine ci incamminiamo con breve salita in direzione del bivacco Guiglia (2420 m), situato in posizione meravigliosa. Da qui il panorama verso il gruppo dell’Argentera e della Nasta è incomparabile. Scattiamo fotografie a 360 gradi.

Il Bivacco Guiglia

Il Bivacco Guiglia

Panorama verso la Nasta

Il Bivacco Guiglia al cospetto di Nasta, Baus e Brocan

Panorama verso l'Argentera

Il Bivacco Guiglia davanti all’Argentera

Per la discesa ci dirigiamo verso la stradina innevata visibile poco sotto il bivacco, in direzione del Piano della Casa del Re, che, con percorso ad anello, si ricongiungerà a quella seguita al mattino.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, etc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (4)


  1. la valle gesso e’ stupenda ,non ha niente da invidiare alla val d’aosta…anzi,noi l’abbiamo scoperta per caso ..venendo da alessandria e ci torniamo spesso..e’ magnifica..sentieri ben segnati e gente amica.

  2. cuneotrekking


    Hai ragione, caro amico Franco di Alessandria. Tante volte andiamo a cercare posti lontani ed esotici, convinti di trovare chissà cosa, non sapendo invece che qua vicino a noi ci sono posti ancora più belli…
    Sono contento che apprezzi le nostre montagne… Ciao, Elio


  3. Vi ho scoperto per caso cercando il percorso ad anello dei laghi Lausfer/Colle di Tesina di S.Anna di Vinadio. Provvedo subito in inserire questo sito tra i miei preferiti perchè è stupendo. Anche io pur essendo di Torino sono da anni innamorata delle montegne cuneesi in particolare della Valle Gesso dove è nato il mio AMORE per le MONTAGNE! le descrizioni di provocano la pelle d’oca perchè mi sembre di essere lì in persona con gli scarponi ai piedi. Complimenti e grazie di avervi scoperti, spero di incontrarvi su qualche colle, rifugio o sentiero delle Marittime!

    • cuneotrekking


      Grazie mille Elsa per i bellissimi complimenti che ci hai regalato! Sono ormai diversi anni che ci occupiamo di Cuneotrekking. Lo curiamo e lo seguiamo tutti i giorni: lo consideriamo una specie di tributo per le nostre montagne, che amiamo profondamente. I commenti come il tuo sono però il vero motore che giorno per giorno ci spinge a continuare, a condividere le nostre “avventure” con tutti voi lettori. Grazie di cuore. Speriamo davvero di incontrarti, un giorno, su qualche bella montagna!

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