Escursione al Colle di Valmiana – 2922 m – Valle Gesso

Il colle di Valmiana collega il Valasco con il lago soprano della Sella e la Valle della Meris. Il luogo e la quota in cui è posizionato ne fanno uno dei punti panoramici di osservazione più ampi e spettacolari che possiamo vantare nelle Alpi Marittime.

  • Ascesa: 1.540 m circa
  • Distanza: 17,8 km circa
  • Altitudine partenza: 1.385 m
  • Altitudine massima: 2.922 m
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Cartografia e approfondimenti

Sabato 19 maggio 2007 parto con Vale per questa escursione dal parcheggio delle Terme di Valdieri. La giornata si presenta abbastanza soleggiata, l’escursione è lunga ma la voglia di raggiungere questa meta è tanta. Ci dirigiamo di buon passo verso il Valasco imboccando la stradina sterrata che parte dal parcheggio.

Usufruendo di tutte le scorciatoie che troviamo lungo il percorso lo raggiungiamo una quarantina di minuti dopo. Prima di prendere il sentiero del Colle di Valmiana (palina con indicazione) che compare a destra dopo l’ultimo tornante prima del pianoro, facciamo rifornimento di acqua ad una sorgente situata nelle vicinanze.

Ritornati sui nostri passi iniziamo il percorso inoltrandoci nel boschetto di larici che in questa stagione hanno gli aghi di un bel verde brillante; dopo una ventina di minuti il sentiero incrocia il rio Valmiana che scavalchiamo agevolmente; passati sulla sua sinistra idrografica il sentiero prosegue tra roccette ed erba facendosi un pochino più ripido e un po’ meno evidente.

Incontriamo molti camosci che, spaventati, fuggono alla nostra vista tra i larici e anche qualche stambecco che si sposta con relativa tranquillità un po’ fuori sentiero. Salendo troviamo molti scorci panoramici da fotografare, specie in direzione della piana del Valasco e della Testa del Claus.

Proseguiamo il cammino fino a raggiungere il gias di Valmiana (2078 m) per poi continuare la salita a zig-zag in direzione nord-ovest; nel bel mezzo del sentiero facciamo anche l’incontro con una vipera aspide che filmiamo e poi lasciamo andare a nascondersi tra le pietre.

Voltandoci indietro cerchiamo di intravedere, sull’altra sponda, il lago di Valcuca, ma senza esito. Proseguiamo sempre più su finché il sentiero sembra sbattere contro un roccione sotto il quale è posizionato il bivio con palina che indica, alla nostra sinistra, il sentiero verso la Val Rossa.

Noi ci teniamo a destra verso il Colle di Valmiana. Da questo punto, dopo qualche tornante, proseguiamo attraversando una pietraia in più punti interrotta da residui di nevai.

Il sentiero taglia ora il vallone verso destra per poi proseguire con numerose giravolte in direzione della Punta Graveiretta (2675 m). Lasciatala alle spalle puntiamo decisamente in direzione nord. Cerchiamo ma non intravediamo il sentiero che stacca a destra in discesa verso il Passo di Cabrera (2730 m) e la Cima del Monte Matto e, quando tutto lascia ormai a pensare di trovarci nei pressi del Colle di Valmiana, ci accorgiamo di esserne ancora lontani.

Guardando (direzione nord) la cima innevata che ci sta di fronte ci sembra di notare una parvenza di sentiero tra la neve e le rocce che proviamo ad imboccare sperando che ci porti alla giusta destinazione. Ne abbiamo la conferma quando la china si fa sempre meno ripida e finalmente compare davanti a noi il cartello che indica “Colle di Valmiana 2922 m”. Per arrivarvi abbiamo dovuto superare più di 1600 metri di dislivello.

Evviva, abbiamo raggiunto la nostra meta; ci sporgiamo più avanti, dove ci sono resti di alcune casermette, per vedere in lontananza, 600 metri sotto di noi, il lago soprano della Sella ancora ben ghiacciato. Da qui alla Cima di Valmiana alla nostra sinistra (3006 m) non c’è più tanto dislivello, ma la lasciamo per la prossima volta.

Ora, con percorso ad anello, si potrebbe scendere verso il lago superiore della Sella, per arrivare poi al Rifugio Livio Bianco e quindi a S.Anna di Valdieri. Oggi invece ci “accontentiamo” di riempire i nostri gli occhi col magnifico paesaggio di montagne a 360°. Innanzitutto ci troviamo a brevissima distanza dalla cima del Monte Matto (3097 m); vediamo ad occhio nudo il punto trigonometrico situato sulla cima est a quota 3088.

Più a destra si allarga sotto di noi il Vallone del Rifugio Morelli; alla sua destra compare in tutta la sua grandiosità il canalino di Lourousa e la Serra dell’Argentera; verso sud le Teste di Bresses e Tablasses ed il Caire di Prefouns, a sud-ovest la Testa del Claus e del Malinvern e a ovest le varie Cime di Valrossa; si scorgono anche un’infinità di laghi e laghetti.


Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

Strutture di appoggio nei dintorni

Commenti (7)


  1. complimenti per gli itinerari e le foto.
    Terrò presente il tuo blog per prendere spunto per qualche bella passeggiata.
    P.S. Su http://www.adessospiana.it puoi trovare qualche foto di alpi liguri, appennino ligure e alpi apuane…

  2. cuneotrekking


    Ciao!

    Grazie mille per i complimenti e per avermi segnalato il tuo sito e il tuo blog! Ho visto le tue escursioni e devo dire che ci sono parecchie foto veramente belle! Complimenti a te, dunque 🙂

    A presto!


  3. grazie mille per i complimenti.
    Se non ti scoccia vorrei inserire un link al tuo post sull’anello s.bernolfo, collalunga, s.bernolfo, a capodanno abbiamo fatto una escursione partendo dal rifugio del laus alexandris-foches, cime di collalunga e ritorno…

    Ciao e grazie!

  4. cuneotrekking


    Certo che sì! Per noi è un piacere oltre che un onore!

    A proposito: se avessi altre escursioni da consigliarci ne saremmo ben contenti!

    A presto!

    PS
    Scusa per il ritardo nella risposta, ma siamo stati qualche giorno in ferie senza collegamento ad Internet.


  5. x le escursioni.. colgo la palla la balzo e vi esorto a
    tenere d’occhio http://www.adessospiana.it ………..

    ciao e grazie ancora!

  6. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    Eccomi a raccontarvi la mia escursione di oggi che mi ha portato nei luoghi descritti in questa pagina.
    La mia intenzione era di fare la Rocca di Valmiana ma dico da subito che non ci sono arrivato, vi dico poi perchè.
    E’ una zona della Valle Gesso che non avevo ancora esplorato quindi, alle 7:30, sono alle Terme di Valdieri per colmare questa lacuna, prendo la strada verso il Piano del Valasco.
    Procedo veloce, imboccando le scorciatoie, pensando al percorso che sto per intraprendere, ben conscio che mi troverò a compiere un dislivello notevole.
    Il tempo è ottimo e lo sarà per tutta la durata dell’escursione, permettendo di gustarmi dei panorami mozzafiato, però a persistere ci sarà anche un gran caldo anomalo per la stagione con un’assenza quasi totale di vento se non al colle.
    Comunque dopo 40 minuti sono al bivio con il sentiero N17 che imbocco in direzione del colle.
    La strada inizia fin da subito a salire costantemente con stretti tornanti, il sentiero non è molto pulito, segno che non ci passa così tanta gente.
    Ecco, tra l’altro non incontrerò anima viva per tutta la durata del percorso su questo sentiero, tutti sono concentrati sul Piano del Valasco ed la sua strada d’accesso.
    Tornando al sentiero e osservando la cartina intuisco la sua natura.
    Non cambierà mai la sua direzione e il suo inerpicarsi: tornanti e tornanti, un’infinità di tornanti.
    Sembra lo Stelvio dal Trentino o, per essere più vicino a noi, mi ha ricordato la via per il Rifugio Pagarì.
    E si sale, e si sale, e si sale, e si sale….
    Il Vallone di Valmiana si dimostra molto impervio e con una pendenza ragguardevole, cerco di non osservare la mia metà ma ogni tanto ci casco e sembra così lontana ed in alto, per poi accorgermi che non era quella ma quella dietro di lei.
    Sto posto inganna.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    La salita sembra eterna, in compenso alle mie spalle il panorama si apre sempre di più come il sipario di un teatro, diventa sempre più bello ad ogni metro guadagnato.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    E poi il continuo salire ed il Sole che mi martella la testa e la schiena inizia a mostrare i suoi effetti: nei tornanti vicino a Punta Graveiretta inizio ad avere mal di gambe, solo dolore perchè le energie per ora ci sono.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    E poi lungo la cresta che sovrasta la Valle Cabrera anche le energie iniziano ad esaurirsi.
    Si procede a rilento ma non mollo.
    Nelle ultime rampe prima del colle inizio ad avere un po’ di vertigini.
    Arrivo al colle che a momenti svengo per lo sforzo.
    Decido fin da subito di non affrontare la Rocca di Valmiana però un giro all’elevazione 2965 m, da molti considerata la Anticima della rocca, la voglio fare.
    Incanalo le ultime energie rimaste e salgo senza una precisa via in direzione dell’anticima che raggiungo dopo qualche minuto, alle 11:30.
    Sono esausto ma contento, ci ho impiegato 4 ore giuste a salire dalle Terme di Valdieri.
    Il panorama è a dir poco stupendo: si vedono tutte le montagne dell’Alta Valle Gesso della Valletta, si vedono i laghi delle Portette, il Claus, il Valcuca. Si vede il gruppo del Monte matto con la sua via normale, coni laghetti disseminati lungo il percorso e il Lago Soprano della Sella, la pianura di Cuneo e nascosta dalla cappa di calore e di smog ma dietro di lei il Massiccio del Monte Rosa è ben visibile, così come il Monviso e le montagne delle vallate vicino a lui.
    E’ tutto così bello e perfetto, nessuno in giro, solo io e la montagna.
    Ma ci resto poco: alle 12:00 mangio pranzo ed inizio a scendere subito.
    Ho un altro problema: le mie scorte d’acqua stanno per esaurirsi,solitamente una bottiglia da un litro e mezzo mi basta e avanza ma oggi il caldo è martellante e così sulla strada del ritorno ne sono quasi a corto e non ci sono sorgenti nei paraggi.
    Devo arrivare al Rifugio Valasco.
    Scendo velocemente quei interminabili tornanti, talmente veloce che c’impiego solo un’ora e quaranta per arrivare sulla via del Valasco.
    Il rifugio è aperto.
    Sembra il paradiso in quel momento, mi siedo all’ombra con una bella Coca Cola fresca in mano da sorseggiare con tranquillità.
    Comunque arrivo poi alle Terme di Valdieri dalla macchina alle 15:00.
    Che gita quella di oggi, molto massacrante ma decisamente molto appagante per il panorama che ho avuto l’onore di assistere, un altro tassello della provincia messo in memoria.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, lo sapevo benissimo a cosa andavi incontro. Il tratto è molto lungo e dal Valasco al colle non molla mai.
      Io ero al Valasco. Vista la bella giornata ho deciso, all’ultimo momento, di salire fin lì. Ho guardato se ti vedevo tornare, ma c’era talmente tanta gente che mi sarebbe stato impossibile incontrarti. Ciao

Il tuo commento

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.