Colle di Valmiana

Commenti (10)


  1. complimenti per gli itinerari e le foto.
    Terrò presente il tuo blog per prendere spunto per qualche bella passeggiata.
    P.S. Su http://www.adessospiana.it puoi trovare qualche foto di alpi liguri, appennino ligure e alpi apuane…

  2. cuneotrekking


    Ciao!

    Grazie mille per i complimenti e per avermi segnalato il tuo sito e il tuo blog! Ho visto le tue escursioni e devo dire che ci sono parecchie foto veramente belle! Complimenti a te, dunque 🙂

    A presto!


  3. grazie mille per i complimenti.
    Se non ti scoccia vorrei inserire un link al tuo post sull’anello s.bernolfo, collalunga, s.bernolfo, a capodanno abbiamo fatto una escursione partendo dal rifugio del laus alexandris-foches, cime di collalunga e ritorno…

    Ciao e grazie!

  4. cuneotrekking


    Certo che sì! Per noi è un piacere oltre che un onore!

    A proposito: se avessi altre escursioni da consigliarci ne saremmo ben contenti!

    A presto!

    PS
    Scusa per il ritardo nella risposta, ma siamo stati qualche giorno in ferie senza collegamento ad Internet.


  5. x le escursioni.. colgo la palla la balzo e vi esorto a
    tenere d’occhio http://www.adessospiana.it ………..

    ciao e grazie ancora!

  6. Mattia Bertero


    Ciao a tutti.
    Eccomi a raccontarvi la mia escursione di oggi che mi ha portato nei luoghi descritti in questa pagina.
    La mia intenzione era di fare la Rocca di Valmiana ma dico da subito che non ci sono arrivato, vi dico poi perchè.
    E’ una zona della Valle Gesso che non avevo ancora esplorato quindi, alle 7:30, sono alle Terme di Valdieri per colmare questa lacuna, prendo la strada verso il Piano del Valasco.
    Procedo veloce, imboccando le scorciatoie, pensando al percorso che sto per intraprendere, ben conscio che mi troverò a compiere un dislivello notevole.
    Il tempo è ottimo e lo sarà per tutta la durata dell’escursione, permettendo di gustarmi dei panorami mozzafiato, però a persistere ci sarà anche un gran caldo anomalo per la stagione con un’assenza quasi totale di vento se non al colle.
    Comunque dopo 40 minuti sono al bivio con il sentiero N17 che imbocco in direzione del colle.
    La strada inizia fin da subito a salire costantemente con stretti tornanti, il sentiero non è molto pulito, segno che non ci passa così tanta gente.
    Ecco, tra l’altro non incontrerò anima viva per tutta la durata del percorso su questo sentiero, tutti sono concentrati sul Piano del Valasco ed la sua strada d’accesso.
    Tornando al sentiero e osservando la cartina intuisco la sua natura.
    Non cambierà mai la sua direzione e il suo inerpicarsi: tornanti e tornanti, un’infinità di tornanti.
    Sembra lo Stelvio dal Trentino o, per essere più vicino a noi, mi ha ricordato la via per il Rifugio Pagarì.
    E si sale, e si sale, e si sale, e si sale….
    Il Vallone di Valmiana si dimostra molto impervio e con una pendenza ragguardevole, cerco di non osservare la mia metà ma ogni tanto ci casco e sembra così lontana ed in alto, per poi accorgermi che non era quella ma quella dietro di lei.
    Sto posto inganna.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    La salita sembra eterna, in compenso alle mie spalle il panorama si apre sempre di più come il sipario di un teatro, diventa sempre più bello ad ogni metro guadagnato.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    E poi il continuo salire ed il Sole che mi martella la testa e la schiena inizia a mostrare i suoi effetti: nei tornanti vicino a Punta Graveiretta inizio ad avere mal di gambe, solo dolore perchè le energie per ora ci sono.
    E si sale, e si sale, e si sale.
    E poi lungo la cresta che sovrasta la Valle Cabrera anche le energie iniziano ad esaurirsi.
    Si procede a rilento ma non mollo.
    Nelle ultime rampe prima del colle inizio ad avere un po’ di vertigini.
    Arrivo al colle che a momenti svengo per lo sforzo.
    Decido fin da subito di non affrontare la Rocca di Valmiana però un giro all’elevazione 2965 m, da molti considerata la Anticima della rocca, la voglio fare.
    Incanalo le ultime energie rimaste e salgo senza una precisa via in direzione dell’anticima che raggiungo dopo qualche minuto, alle 11:30.
    Sono esausto ma contento, ci ho impiegato 4 ore giuste a salire dalle Terme di Valdieri.
    Il panorama è a dir poco stupendo: si vedono tutte le montagne dell’Alta Valle Gesso della Valletta, si vedono i laghi delle Portette, il Claus, il Valcuca. Si vede il gruppo del Monte matto con la sua via normale, coni laghetti disseminati lungo il percorso e il Lago Soprano della Sella, la pianura di Cuneo e nascosta dalla cappa di calore e di smog ma dietro di lei il Massiccio del Monte Rosa è ben visibile, così come il Monviso e le montagne delle vallate vicino a lui.
    E’ tutto così bello e perfetto, nessuno in giro, solo io e la montagna.
    Ma ci resto poco: alle 12:00 mangio pranzo ed inizio a scendere subito.
    Ho un altro problema: le mie scorte d’acqua stanno per esaurirsi,solitamente una bottiglia da un litro e mezzo mi basta e avanza ma oggi il caldo è martellante e così sulla strada del ritorno ne sono quasi a corto e non ci sono sorgenti nei paraggi.
    Devo arrivare al Rifugio Valasco.
    Scendo velocemente quei interminabili tornanti, talmente veloce che c’impiego solo un’ora e quaranta per arrivare sulla via del Valasco.
    Il rifugio è aperto.
    Sembra il paradiso in quel momento, mi siedo all’ombra con una bella Coca Cola fresca in mano da sorseggiare con tranquillità.
    Comunque arrivo poi alle Terme di Valdieri dalla macchina alle 15:00.
    Che gita quella di oggi, molto massacrante ma decisamente molto appagante per il panorama che ho avuto l’onore di assistere, un altro tassello della provincia messo in memoria.
    Un saluto da Mattia da Mondovì.


    • Ciao Mattia, lo sapevo benissimo a cosa andavi incontro. Il tratto è molto lungo e dal Valasco al colle non molla mai.
      Io ero al Valasco. Vista la bella giornata ho deciso, all’ultimo momento, di salire fin lì. Ho guardato se ti vedevo tornare, ma c’era talmente tanta gente che mi sarebbe stato impossibile incontrarti. Ciao


  7. Ciao,

    Ho fatto questa escursione a metà agosto 2019.
    Tra i numerosi sentieri che partono dalle Terme di sicuro non è tra quelli più frequentati, sia per l’oggettiva lunghezza che per la mancanza di una tappa “stimolante” come può essere un lago o un rifugio.
    In ogni caso il panorama che si gode dall’anticima (dove sono arrivato) è suggestivo e ripaga dalla fatica. Certo la quantità di tornanti che si affrontano è davvero fuori parametro, penso di aver fatto un record per un’escursione in singola giornata 🙂
    Il sentiero non presenta comunque difficoltà di sorta, al di là dell’attenzione che bisogna porre nell’affrontare la pietraia che caratterizza l’ultimo tratto. Traccia sempre evidente, anche se mancano completamente le tacche rosse o bianco rosse (ce ne sono giusto 3 proprio in prossimità del Colle).
    Escursione da tenere in considerazione se la priorità è fare qualcosa di un po’ più “solitario”, di certo si evita la folla del Valasco (che ci si ritroverà solo nell’ultimo tratto di discesa).

    Buone escursioni!

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