Escursione al lago del Vej del Bouc – 2054 m – Valle Gesso

Il lago del Vej del Bouc, magnifico specchio lacustre, si trova lungo una diramazione che dalla Valle del M. Colomb sale verso il Colle del Vej del Bouc. Occupa la parte inferiore di una magnifica conca in cui si rispecchiano le Cime Est e Ovest del Lago dell’Agnel e la Cima di Vernasca. L’accesso è da San Giacomo di Entracque (1213 m).

Dati tecnici

  • Ascesa: 1.060 metri circa
  • Distanza: 16,2 km circa
  • Altitudine partenza: 1.312 metri
  • Altitudine massima: 2.054 metri
  • Difficoltà: E (Escursionisti)
  • Ad anello: No
  • Cani ammessi: Al guinzaglio
  • Partenza: Indicazioni stradali

Trascorsa una settimana dall’escursione al Colle di Finestra ritorniamo a San Giacomo di Entracque per recarci nell’altra diramazione del Torrente Gesso. Il posto lo conosciamo bene per averlo frequentato in passato, ma oggi 25 maggio 2010, con una bella giornata soleggiata, vogliamo goderci quei panorami, che sappiamo di trovare in questo luogo appartato, vedendoli con la neve di primavera.

Verso le 8:15, caricate le racchette da neve sugli zaini, Gelu ed io superiamo il ponte sul torrente Gesso per dirigerci in salita verso gli ex caseggiati del Re. Ogni volta che passiamo in mezzo alla faggeta che li precede rimaniamo meravigliati nel vedere questi splendidi alberi resistere al tempo che passa.

Effettuati i pieni alle borracce alla fresca fontana dopo la colonia dei Salesiani, risaliamo il bosco superando alcuni tornanti che ci portano a sbucare alti sul lungo Pian del Rasur, verso il cui fondo iniziano a brillare le vette.

Scorcio dal Pian del Rasur

Verso il fondo del pianoro

Cime Cossato, Viglino e Clapier

Lo percorriamo con tranquillità soffermandoci varie volte a fotografare marmotte e camosci che vengono a brucare la nuova erbetta. Poco prima del termine del pianoro lasciamo a destra la diramazione che, scavalcando il rio, porta al rifugio Pagarì e seguiamo a sinistra (palina) il sentiero che sale la collinetta erbosa in direzione del vallone del Vej del Bouc. Notate alcune sorgenti sostituiamo l’acqua presa in precedenza. Entriamo, per qualche centinaio di metri, in una faggeta e la superiamo per trovarci su una scarpata dapprima erbosa ed infine pietrosa. Dopo alcune giravolte scavalchiamo il rio proveniente dal lago.

Sulla scarpata poco prima di attraversare il rio

In compagnia di uno stambecco che ci fa strada percorriamo un lungo tratto insieme, fino a quando si spazientisce infilandosi in un canalone laterale. Proseguiamo la salita prendendo qualche scorciatoia. Ci meraviglia non trovare più neve a quest’altezza. La calpesteremo solamente attorno ai 1900 metri di quota.

Alle nostre spalle, salendo, osserviamo le vette del Clapier (3045 m), Maledia (3061 m) e Caïre del Muraion (2972 m). Localizziamo con certezza l’ubicazione del rifugio Pagarì (2650 m) e, nel vallone Pantacreus il bivacco Moncalieri (2710 m), appena al di sotto del passo dei ghiacciai. E’ ancora troppo pericoloso addentrarsi da quelle parti. C’è ancora moltissima neve intatta, pronta a precipitare da un momento all’altro; ci vorranno almeno una ventina di giorni prima di potervi accedere.

Al centro, zummato sulla neve, si intravede il Rif. Pagarì

Vallone di Pantacreus

Nel frattempo raggiungiamo la neve e, poco più avanti, siamo in vista del lago che pensavamo ancora di trovare completamente bianco, ma pian pianino sta cedendo all’acqua. La parte sinistra che sale verso il Colle è abbastanza pulita.

Per goderci questa vista meravigliosa saliamo di un centinaio di metri la riva dove troveremo un buon posto per rilassarci e pranzare. Nel frattempo notiamo l’arrivo di un altro escursionista che si ferma sulla riva del lago.

Salendo verso la conca del lago

La prima neve

Arrivo al lago

Lago del Vej del Bouc

Lago

Sguardo al lago durante la pausa pranzo

Sfumature di colori sul lago

Sulle Cime Est ed Ovest del lago dell’Agnel, di fronte a noi, sporgono impressionanti cornici di neve che fotografo col teleobiettivo. Protendono di parecchi metri e sono pronte a precipitare da un momento all’altro.

Cornici sporgenti di neve

Non c’è che dire, abbiamo proprio trovato la giornata ideale per venire qui; le ciastre non sono servite per portarci su ma lo vediamo come un buon allenamento che rinforza le spalle.

Ci dispiace essere partiti un po’ tardi; con un’ora ulteriore di cammino si sarebbe potuto raggiungere anche il Colle del Vej del Bouc. Sarà per la prossima volta.

Verso l’una riprendiamo la strada del ritorno scendendo nel vallone del Colomb, quindi verso San Giacomo.

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Commenti (10)


  1. Ero stato qualche estate fa’ ed ero rimasto sorpreso dalla bellezza del Pian del Rasur e da tutta la camminata,a vedere le foto sembra che anche in tarda primavera ha uno splendido fascino…complimenti!

    • cuneotrekking


      Io penso che ogni stagione abbia il suo fascino. Essendo amante delle piccole cose, la natura mi affascina di continuo: a qualsiasi ora del giorno, in ogni stagione e con qualsiasi tempo. Basta saper apprezzare…


  2. Il lago del Vej del Bouc è uno di quei posti dove ogni anno dico che andrò e non ci vado mai. Chissà che dopo questo vostro splendido reportage non sia la volta buona che mi decido! 🙂
    Complimenti!

    • cuneotrekking


      Ne vale veramente la pena, specialmente ora che lo trovi ancora parzialmente innevato. Poi è bello il transito al pian del Rasur, poco frequentato e in questo momento pieno di fiori. Ciao.


  3. da tempo ero intenzionato a salire al lago, del quale avevo più volte sentito e letto in termini entusiastici. ci sono andato in una giornata dello scorso settembre, il posto è sicuramente bello e la gita di tutta comodità; in realtà non ne sono rimasto pienamente soddisfatto (questo non mi capita mai in marittime), probabilmente a causa delle mie aspettative o, più probabilmente di un tempo a dir poco bizzarro, che mi ha costretto a venirmene via di corsa per evitare la pioggia. comunque il rimanere lungamente ad osservare le bestie al pascolo al -pian rasur- mi ha “riappacificato con l’alpe”.
    in tutti i casi conto di tornarci, sperando in una gornata migliore.

    • cuneotrekking


      Ciao Giovanni. Da come posso comprendere, la tua insoddisfazione è dovuta al tempo bizzarro e sicuramente hai ragione, perchè col tempo brutto non si ha la possibilità di apprezzare nulla, tanto meno quando si è in montagna. Prova a tornare in una giornata serena e vedrai che anche soltanto la veduta sulle montagne attorno ti ripagherà la fatica della gita. Ciao.


      • ne sono certo, purtroppo abitando lontano dalla vs parti (lecco), dovro’ aspettare il prossimo anno.

        saluti.


  4. sono anni che ci devo andare ma poi sempre dei contrattempi non ci riesco
    avendo visto questo articolo e soprattutto le foto la prossima primavera
    ci andro

    • cuneotrekking


      Ciao Pieroluigi. Ne vale davvero la pena perchè il luogo è veramente unico e i panorami attorno sono splendidi. Ciao.


  5. ne sono certo anche perchè il lago l’ho visto dall’alto salendo al bivacco MONCALIERI.ciao

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