Escursione al lago di Lausetto, 1788 m – Valle Gesso

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Il poco conosciuto lago di Lausetto è un minuscolo specchio d’acqua che sopravvive grazie a due piccoli rii provenienti dalla soprastante cima del Lausetto ed è collocato ad ovest di Entracque in una conca alla quota di 1788 metri di altezza, stretta tra le Rocche Balour (2133 m), il monte Ray (2318 m) e la cima del Lausetto (2687 m).

Accesso in auto:

Da Borgo San Dalmazzo prendere la strada che conduce a Valdieri. Passato il paese, dopo circa km 1,8, alla rotonda, seguire l’indicazione per Entracque. Un chilometro dopo svoltare a destra e dopo alcuni tornanti raggiungere il Centro uomini e lupi. Lasciare l’auto nel parcheggio subito dopo la struttura a destra.

Dati tecnici

  • Ascesa: 980 metri circa
  • Distanza: 12,6 km circa
  • Altitudine partenza: 887 metri
  • Altitudine massima: 1.800 metri
  • Difficoltà: EE (Escursionisti Esperti)
  • Sul percorso: gias, lago
  • Ad anello: No
  • Partenza: Indicazioni stradali

Erano anni che avevo il desiderio di recarmi a questo lago, fin da quando dalla cima del Lausetto l’avevo notato, a nord, nascosto 900 metri più in basso, stretto tra le rocche Balour e il monte Ray. Oggi, finalmente, in compagnia di Valerio, Fulvio e Beppe posso dedicarmi a questa escursione.

Il sentiero per il lago è parzialmente segnato da tacche rosse su pietre o alberi nei punti strategici, alle volte anche con la sigla PS1. Il percorso si svolge per due terzi in una cupa faggeta e, nell’ultimo terzo, all’aperto.

Lasciata l’auto nel parcheggio della sede del parco, ci incamminiamo sulla sterrata a sinistra di una abitazione privata. Duecento metri più avanti, ad un bivio svoltiamo a destra e dopo poco proseguiamo dritti ad un secondo incrocio.

Nel tratto iniziale

Più avanti incrociamo una strada forestale (partita anch’essa nei pressi della sede del parco, ma a valle) che seguiamo in salita a sinistra.

Trecento metri dopo, in un tornante, lasciamo proseguire la strada a sinistra e, mantenendo la destra (indicazione rossa PS1), arriviamo in una zona dove sono installati diversi ripetitori telefonici. Proseguendo verso ovest raggiungiamo i tetti Chiotti (1080 m, palina), ormai in rovina.

Seguendo sempre la carrareccia all’interno del bosco, dopo un’ansa ci infiliamo nell’ombrosa e cupa faggeta che non ci abbandonerà più per un buon tratto. Qualche rara tacca rossa ci indica le deviazioni da seguire.

In un tratto la vegetazione sembra essersi presa possesso della stradina, ma dopo poche decine di metri, fortunatamente, le cose migliorano, pur rimanendo qua e là rami spezzati.

Dopo parecchio cammino sulla stradina, che pian piano si restringe fino a diventare sentiero, raggiungiamo un colletto e poi una crestina rocciosa che aggiriamo sulla sinistra, fino ad arrivare all’uscita della faggeta.

Di qua proseguiamo dritti e dopo una breve discesa ci troviamo a superare uno scolo franoso in cui scorre un rigagnolo d’acqua.

Al di là del canalino

Riprendiamo quindi a salire subito rapidamente per poi scollinare e raggiungere il gias d’Alpetto (1600 m), ormai ridotto ad un cumulo di pietre.

Il gias dell’Alpetto

Più avanti dobbiamo attraversare una gola in frana, poi risalire sul lato opposto il canalino per una quindicina di metri, piegando infine a destra per affrontare una salita tra alberi in splendida tenuta autunnale che conduce verso il vallone del Lausetto.

Tratto di salita nel bosco

Nello stesso tratto, foto scattata durante il ritorno

Ora si presenta un bel panorama su tutta la costa dell’Arp fino alla cima Cialancia (1885 m) e, più a sinistra, la costa Creus con il monte Merqua (2148 m) e il Bourel (2468 m). Verso nord-est spicca la cima Saben (1670 m).

Panorama verso la costa dell’Arp

Il sentiero prosegue seguendo le conformazioni del terreno e, aggirati alcuni tratti rocciosi del monte Ray, si incunea con numerosi sali-scendi nel vallone di Lausetto.

Questo tratto si rivela il più bello del percorso, un magnifico e panoramico sentiero balcone.

Tratto del sentiero balcone

Dopo un poggio appare ancora lontano il ricovero privato posto sulla destra e più in alto rispetto al lago, mentre questo, nascosto in una conca, lo si vede solamente quando si è in dirittura d’arrivo.

Si può ora notare in lontananza il ricovero privato

È un piccolo specchio d’acqua verdissimo che viene alimentato dai corsi d’acqua provenienti dalla cima del Lausetto.

La cima del Lausetto

Purtroppo la cascatella che si vede al fondo in questo momento è in secca.

Come appare al nostro arrivo il lago Lausetto

Anche qui utilizziamo il drone per fare alcune riprese del lago dall’alto.

Immagini dall’alto con il drone

Altre immagini del lago

Dal ricovero privato, dove ci fermiamo per pranzare, si può notare l’abitato di Valdieri adagiato al fondo della valle.

Salendo al ricovero privato per il pranzo

Zoom su Valdieri e la cima Saben (a sinistra)

La cima Saben in lontananza

Al termine del pranzo riprendiamo la strada del ritorno ripercorrendo a ritroso il tratto fino al parcheggio.

Tornando verso valle

A sinistra, veduta sulla spoglia costa dell’Arp

Elio Dutto

Profondo conoscitore delle montagne cuneesi, scrive su Cuneotrekking.com dal primo giorno. Instancabile camminatore ama la montagna in tutte le stagioni.

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Cartografia essenziale

Carta n. 113, 1:25.000

Carta n. 113, 1:25.000

Istituto Geografico Centrale

Parco naturale Alpi Marittime, Entracque, Valdieri, Mercantour, Gelas

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Declinazione di responsabilità

Si declina ogni responsabilità per eventuali incidenti, inconvenienti o conseguenze dannose che possano derivare dalle informazioni divulgate (descrizioni, tracce, foto, ecc.). Gli itinerari vengono percorsi sotto la completa responsabilità dell’utente.

Commenti (10)

  1. Claudia Mattiauda


    Non conoscevo l’esistenza di questo laghetto, non è menzionato in nessuno dei libri che ho. Grazie mille per avermi dato l’idea, mi sembra davvero una bellissima escursione! La val Gesso poi è tra le mie valli preferite, proprio domenica scorsa sono salita alla cima di Fremamorta, davvero fantastica!! Ciao e buone escursioni.

    • Valerio Dutto


      Grazie Claudia! Il giro è bellissimo, solo un po’ noioso e cupo nel primo tratto in cui bisogna sapersi orientare (motivo per cui il percorso è classificato EE). Ma l’ultimo tratto di sentiero balcone ripaga da ogni fatica fatta 🙂


  2. Grazie per le continue novità. Neanch’io conoscevo l’esistenza di questo lago. Complimenti per le foto con il drone. Sono veramente magnifiche ed offrono una visuale “impensabile” fino a poco tempo fa. Mi auguro che anche le prossime escursioni siano fornite di vedute e immagini dall’alto.
    Bravi!

    • Valerio Dutto


      Ciao Albino, hai colto nel segno. Il drone offre l’opportunità di fare foto davvero uniche 🙂

  3. Lanfranco Marilena


    Grazie per la segnalazione di questo incantevole luogo in Valle Gesso.
    Sono 30 anni che la frequento ma non lo conoscevo.


    • Ciao Marilena, abbiamo un sacco di posti bellissimi e poco o per nulla conosciuti nelle nostre valli. Cerchiamo in qualche modo di farli conoscere ed apprezzare a tutti. Ciao

  4. Piumatto Gilbero


    Seguendo le tue indicazioni (molto precise tra l’altro) sono salito lunedì 30 ottobre, un pochino faticosa la salita nel bosco, ma un’escursione alternativa e affascinante, grazie per l’idea .


    • Ciao Gibi, il tratto nel bosco è davvero lungo e anche un po’ noioso, ma ciò che si vede dopo ripaga ampiamente gli sforzi fatti. Ciao e grazie per averci scritto.


  5. Che bella escursione! Una volta fuori dal bosco il panorama deve essere veramente appagante ed unico. Aspettiamo (penso di parlare a nome di tutti) nuove mete poco conosciute (o non conosciute ai più) per andare alla scoperta delle ns bellissime montagne … magari anche qualcosina da fare con le ciaspole per chi non è troppo esperto …
    GRAZIE per il vs continuo supporto
    Ciao


    • Ciao Irene. Proprio domani vogliamo provare un’escursione con le ciaspole che penso ti piacerà. Ciao e grazie per il commento.

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